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Buddysun 4.0: la barriera protettiva per pannelli solari

Buddysun è la barriera creata appositamente per la protezione dei pannelli solari sotto i quali possono facilmente nidificare i volatili ed in particolare i colombi.

pannelli solari

Buddysun si sagoma con facilità e si adatta perfettamente al telaio dei pannelli solari, grazie alle speciali venature create appositamente.
Buddysun permette di tamponare la nicchia che si crea tra la sommiTà della falda del tetto e i pannelli fotovoltaici soprastanti e non necessita di tagli della barriera.
L’ancoraggio rapido e tenace, senza viti e senza fori, è garantito dallo speciale biadesivo BUDDYTAPE.
Abbiamo eseguito numerosi interventi in questo specifico ambito operativo per questo siamo a Vostra disposizione per risolvere il problema, che se non viene affrontato in tempo puo’ portare alla proliferazione dei colombi con gravi danni non solo di natura estetica ma anche materiale dato il notevole insudiciamento provocato dalle deiezioni con conseguente intasamento dei pluviali.
E’ consigliabile associare sempre un intervento di disinfestazione specie contro le Zecche molli dei volatili che in assenza del loro ospite naturale scacciato dai pannelli solari potrebbero infestare le porzioni sottostanti del fabbricato.
Rosi Norman
CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

Una Squadra al Vostro servizio

In questo periodo il rischio dato dalla presenza degli infestanti nelle case e nelle aziende è molto alto.

Per questo motivo siamo impegnati tutti i giorni sul campo per garantire interventi rapidi ed efficaci che riducano al massimo il rischio di  contaminazione da parte di insetti e topi nelle Aziende Alimentari e cerchiamo anche di tutelare i nostri Clienti dal pericolo igienico sanitario che puo’ essere provocato da  punture da vespe,zanzare,cimici dei letti od altre specie che possono arrecare danni anche gravi alla salute delle persone.

Per esempio è proprio di questi giorni la notizia di alcuni casi di West Nile Virus in Veneto e la conseguente allerta da parte dellIstituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, indice della continua attenzione che gli Organi preposti dedicano alle malattie trasmissibili dai vettori come le zanzare.

Vedi la rassegna stampa:

Cerchiamo di rispondere a tutte le richieste di intervento e il nostro obiettivo è quello di essere tempestivi ed efficaci con i nostri Tecnici specializzati al Vostro servizio ed in questo articolo potrete sapere qualcosa in piu’ di loro:

Andrea Biagini

tecnici romani

Andrea è in forza a Romani Disinfestazioni da oltre 5 anni. Diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario di Mutigliano “Brancoli Busdraghi” a Lucca nell’anno scolastico 2005/2006, segue con cura i Clienti sia delle Industrie Alimentari che delle attività al dettaglio e nel corso degli anni si è specializzato anche nel settore delle disinfestazioni.

Silvio Bianchini

romani_disinfestazioni_silvio_bianchini

Silvio è al nostro fianco da oltre 9 anni.Anche Silvio come Andrea si è diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario “Brancoli Busdraghi” di Mutigliano a Lucca nell’anno scolatico 2004/2005.Nel corso degli anni si è specializzato con merito nel monitoraggio degli infestanti per le Medie e Grandi Aziende Alimentari.

Fabio Brugioni

Squadra Romani Disinfestazioni

Fabio è il veterano dei tecnici operatori della squadra Romani Disinfestazioni perchè lavora con noi da oltre 10 anni.Segue gran parte del nostro portafoglio Clienti rappresentato dalle attività al dettaglio che necessitano di un servizio attento e puntuale.

I Tecnici si distinguono per un basso turn over perchè l’Azienda Romani investendo molto nella Formazione non ha nessun interesse a sostituire frequentemente personale che necessita di anni per poter essere ben professionalizzato e sappia gestire in autonomia le varie problematiche legate ai servizi di Pest Management nelle Aziende.

Tutta la Squadra è Formata e Informata per operare nelle Industrie avendo frequentato i corsi in materia di Sicurezza su luoghi di Lavoro compresi i corsi di Addetto Antincendio e Primo Soccorso, Formazione indispensabile per operare responsabilmente a tutela della Salute dei Lavoratori e della Proprietà del Cliente.

Rosi Norman Controllo Qualità Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

Termigard(R) Sistema per il controllo delle Termiti Sotterranee

Il sistema TERMIGARD®

Il sistema TERMIGARD® vanta centinaia di trattamenti in oltre un decennio con risultati straordinari, sia in edifici pubblici che privati.
Il successo è dovuto alla combinazione tra l’elevata efficacia del Diflubenzuron e l’appetibilità della cellulosa utilizzata nelle esche a base di alfa-cellulosa.

Il principio attivo (Diflubenzuron) infatti è riconosciuto a livello internazionale per la sua efficacia nel controllo delle termiti ed è stato incluso nel Regolamento Biocidi.

Comportamento delle termiti

Le termiti vivono sottoterra in condizioni di umidità ottimali, dove costruiscono colonie strutturalmente molto complesse delle dimensioni in certi casi di qualche centinaio di metri quadri.
Possono invadere le aree urbane, e gli edifici, alla ricerca di materiali a base di cellulosa, per cibarsene, causando gravi danni alle strutture in legno, indebolendo gli elementi strutturali e mettendo in pericolo la sicurezza degli edifici.
Sono difficilmente rilevabili se il legno è protetto da una parete ma quando il loro passaggio è ostacolato, costruiscono tipici canali terrosi facilmente riconoscibili.

Come funziona il sistema Termigard(r)
Come anzidetto il sistema si basa sull’uso del principio attivo Diflubenzuron, un inibitore della sintesi della chitina (IGR) che agisce nelle termiti impedendo la produzione di chitina, molecola base per lo sviluppo dello scheletro, alterando e impedendo il processo di muta e indebolendole nei confronti dei predatori naturali.
Il supporto di cellulosa viene impregnato con questo principio attivo unico, e attraverso il consumo dell’esca si ottiene l’eradicazione totale della colonia.
Il processo sfrutta il comportamento sociale della divisione in caste delle termiti.
Infatti, le operaie sono responsabili della fornitura del cibo trasmettendolo per trofallassi (scambio di cibo attraverso rigurgito boccale o per prelievo anale).
Questo comportamento consente la diffusione del cibo distribuito attivamente in tutta la popolazione con un effetto “a cascata”.
L’esca è consumata dalle operaie e distribuita a tutta la colonia, rimanendo nel corpo delle
termiti. Quando le termiti cominciano il ciclo di muta, che deve avvenire diverse volte per raggiungere lo stadio adulto, il Diflubenzuron agisce sull’organismo impedendo la corretta formazione dell’esoscheletro, formando un insetto di forma anomala che di solito muore o non è in grado di continuare il suo ciclo vitale.termiti
In questo modo si raggiunge la totale scomparsa della colonia di termiti.
*La straordinaria appetibilità del supporto dell’esca in cellulosa è stata dimostrata in studi condotti da laboratori indipendenti, approvati e specializzati nella protezione del legno.

Il sistema si basa sulla conoscenza del comportamento delle termiti, utilizzando un’esca con ottima appetibilità e con un principio attivo efficace per il controllo delle termiti e consta in un procedimento che prevede 3 fasi.

1)Il Sopralluogo, è essenziale per il successo.È la fase più importante per individuare i danni e per analizzare quali sono i fattori che hanno portato all’attacco delle termiti. Una volta analizzata la situazione, occorre stabilire come intervenire.
2) L’installazione, può essere fatta in qualsiasi periodo dell’anno ma per risultati significativi e immediati è meglio eseguirla in primavera, il periodo in cui le termiti hanno una maggiore attività.
3) Il Controllo, Una volta stabilito il contatto, inizia la fase di controllo della colonia.
Le postazioni e le aree critiche saranno riesaminate periodicamente per ottenere l’eliminazione della colonia.

Installazione postazione sotterranea
In primo luogo, occorre identificare dove siano i danni all’edificio infestazione e tenere conto delle caratteristiche ambientali, dei valori quali umidità e temperatura, e la presenza di materiali a base di cellulosa, stabilendo i criteri per l’installazione delle postazioni con esca.
Quando il piano d’azione prevede di procedere con l’installazione delle postazioni, verranno poste nel perimetro esterno dell’edificio interessato, considerando l’area maggiormente colpita, mettendole a una distanza di 5 metri fra di loro.Sfruttare i punti ove le termiti sono visibili e presenti per velocizzare il contatto con la colonia.

postazione termiti
Le postazioni devono inoltre avere un tester di legno per consentire il monitoraggio e per facilitare il contatto con le termiti.termigard

(Postazione + cilindro in legno di pioppo +porta esche + chiave)

Dopo aver stabilito il contatto con le termiti, si aggiungerà l’esca impregnata con l’insetticida. La postazione deve essere al top della condizione per evitare umidità eccessiva, che può causare la perdita della connessione. Infatti l’umidità all’interno della postazione deve essere stabile e regolare.
L’inserimento dell’esca e le sostituzioni devono essere effettuate con la massima cura possibile, facilitando il contatto con le termiti ed evitando che qualsiasi esca di ricambio possa disturbare l’attività delle termiti.

esca in polvere termiti

(Esca in polvere Termigard (50g): straordinaria appetibilità per le termiti)

Nelle aree urbane con il pavimento in cemento è possibile sostituire il coperchio di plastica verde con uno in metallo con chiusura di sicurezza. Per facilitare l’installazione è necessario rimuovere le flange esterne.Le postazioni sotterranee dovrebbero essere controllate periodicamente,almeno una volta al mese. È importante mantenere controllato il contenuto
della postazione per tenersi in contatto con le termiti. Una volta ottenuta l’eliminazione della colonia, le postazioni possono essere utilizzate come unità di monitoraggio per controllare eventuali reinfestazioni.

esca termigard placebo

(Polvere placebo (75g) Polvere di Alpha-cellulosa senza principio attivo)

Installazione postazione da muro 

L’esca dovrebbe occupare tutto l’interno della postazione e creare le migliori condizioni per produrre il microclima necessario per la colonizzazione, con particolare attenzione a mantenere
un livello costante di umidità.

download

(Postazione da muro:da utilizzare all’interno degli edifici,intercetta il passaggio delle termiti)
La postazione da muro deve essere installata per intercettare il passaggio delle termiti, adattandosi a ogni situazione sia su pareti, muri, travi, telai di porte e finestre o altri elementi in legno danneggiati. Forare il sacchetto in più punti e fare alcuni tagli nel foglio
interno per facilitare il contatto diretto con l’esca. Inumidire l’esca con l’aiuto di uno spruzzino e acqua distillata, per incentivare il contatto con le termiti e garantirne il consumo.
L’esca e le sostituzioni devono essere effettuate con molta cura, facilitando il contatto della nuova sostituzione evitando squilibri che possano modificare il comportamento delle termiti.
Se l’attacco non è visibile ma si è certi della presenza di termiti è possibile installare le postazioni utilizzando “stoppini” in cartone di connessione con le termiti.

Eliminazione della colonia
Mano a mano che l’esca verrà mangiata si noterà il rallentamento dell’attività delle termiti. L’addome delle termiti si farà più bianco. La cuticola delle termiti di solito è trasparente e il suo colore bruno è dovuto al cibo. Man mano che consumeranno l’esca si potrà osservare negli individui una pigmentazione di colore biancastro a causa dell’esca ingerita.

Inversione di casta nella colonia: poichè molte operaie muoiono per mancanza di forze, le altre caste devono andare in cerca di cibo.
Si potrà vedere quindi un aumento dei soldati e delle neoteniche ed inoltre aumentara’ la presenza di acari per insufficienza di operaie e soldati.
Durante il trattamento è indispensabile che il professionista effettui controlli regolari. Si noterà che durante i primi mesi ci sarà un picco dei consumi e che questo consumo diminuirà gradualmente a causa dell’indebolimento della colonia. Tuttavia ci sarà una serie di segnali nel comportamento delle termiti che indicherà la loro estinzione.
I risultati del sistema TERMIGARD® si basano sulla conoscenza del comportamento delle termiti, sull’ottima appetibilità dell’esca e sul principio attivo Diflubenzuron.

insetti come le termiti

Scarica il Depliant del Sistema TERMIGARD®

Rosi Norman Controllo Qualità Cell 337-1238029

Romani Disinfestazioni Srl

Erogatori e trappole sempre rotti?Risolviamo insieme il problema

Un problema antico e spesso sottovalutato, che tutti noi disinfestatori dobbiamo affrontare quotidianamente in maniera propositiva.

Non dobbiamo quindi limitarci a rilevare la rottura del dispositivo durante il monitoraggio e reintegrare la postazione per rendere di nuovo conforme il servizio: anche se questa è sicuramente la prima operazione da compiere dobbiamo andare oltre.

Infatti presso i Clienti ed in particolare nelle Aziende Alimentari questo problema puo’ generare criticità per le Aziende di Disinfestazione, qualora venisse riscontrata una gestione non razionale e responsabile della questione.

Cominciamo a considerare i risvolti piu’ importanti legati alla rottura dei dispositivi:

  • Danno dovuto al mancato dato di monitoraggio nel periodo intercorso tra l’ultimo servizio e il momento della rottura della trappola o dell’erogatore
  • La dispersione nell’ambiente del contenuto del dispositivo
  • Il costo per lo smaltimento ed il ripristino dello stesso
  • Problemi legati alla sicurezza per le maestranze,come per esempio puo’ succedere nel caso di urti a Lampade UV-A che potrebbero cadere al suolo da un altezza di minimo 2 metri

Degli aspetti riportati quello che implica pericoli dal punto di vista della contaminazione primaria e secondaria è sicuramente la rottura di un erogatore di esca rodenticida con conseguente dispersione del prodotto nell’ambiente.In particolare per le aziende che stanno eseguendo un servizio di derattizzazione in area pubblica questo fenomeno potrebbe avere risvolti molto negativi con conseguenze anche giudiziarie, qualora per esempio si rompessero erogatori di esca in aree pubbliche adibite a parco giochi per bambini oppure animali non target come un cane venissero in contatto con l’esca o peggio la mangiassero.

Poichè l’esca rodenticida non viene usata nell’ambiente interno adibito a produzione e magazzino il rischio di contaminazione di alimenti e bevande a carico di esche rodenticide puo’ essere oggi escluso, anche se la cronaca nazionale riporta casi di questo tipo nell’ordine di qualche episodio all’anno.

rottura trappole

Foto 1: erogatore aperto e esca fuoriuscita

Non meno rilevante è la Non Conformità che deriva dalla rottura di un dispositivo sia all’esterno che all’interno di un azienda alimentare.Oltre ai rischi dovuti alla dispersione del contenuto dell’erogatore o della trappola con il rischio di contaminazione che ne deriva (con le premesse anzidette relative all’assenza di esca nelle aree interne,ma la contaminazione potrebbe essere comunque a carico di altri prodotti come stick feromoni, esca placebo ecc),qui si manifesta anche un altro fattore, ossia la Non Conformità del Piano di Gestione dovuta alla temporanea disattivazione di un dispositivo.

Immagine 2: trappola multicattura deformata da un urto

Ricordiamo che un dispositivo per il monitoraggio infestanti rappresenta a tutti gli effetti un CCP ovvero un Punto Critico di Controllo per cui la sua mancata conformità rende di fatto il sistema fuori controllo a causa dei dati non rilevati.Questo fattore in sede di Audit potrebbe inoltre creare problemi qualora vi sia stato nelle ore a ridosso dell’ispezione una rottura o il distacco di un dispositivo.

Come possiamo gestire al meglio questo aspetto

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa possiamo fare per minimizzare il rischio che questo fenomeno diventi un problema per l’Azienda di Disinfestazione e per il Cliente:

1) Lavorare a quattro mani con il personale interno dell’Azienda nel momento della progettazione dell’impianto.

A partire dall’Ufficio Qualità per passare ai Manutentori e ai Capoturno e condividendo con queste figure il nostro progetto possiamo ridurre il rischio di collocare dispositivi nei punti piu’ soggetti a sollecitazioni per passaggi di muletti,traspallet,stoccaggio pancali, uso di lavasciugapavimenti o altre operazioni che potrebbero causare la rottura di un dispositivo.

Starà’ poi al disinfestatore riuscire a coniugare queste esigenze aziendali con la funzionalità del dispositivo, il quale deve sempre mantenere una sua integrità unita ad una efficacia duratura nel tempo.

2) Sfruttare i punti protetti o angoli morti dove il dispositivo puo’ efficacemente svolgere la sua azione senza il rischio che sia di intralcio alle maestranze.E’ controproducente installare i dispositivi in punti di passaggio,corridoio stretti od altri punti soggetti a stoccaggio serrato di alimenti e bevande nei magazzini del Prodotto Finito ecc.

Nel caso delle lampade UV-A per esempio si consiglia di non collocare queste in punti bassi o di passaggio di muletti

Immagine 3: trappola installata dietro barra paracolpi in metallo

3) Formare e Informare il personale e gli addetti alle pulizie su cosa siano questi dispositivi,a cosa servono e come vanno gestiti, avvisando prontamente i Responsabili interni in caso di rotture o manomissioni anche accidentali.A questo proposito possono essere utili gli incontri formativi dell’Azienda di Pest Control aventi proprio l’obiettivo di sensibilizzare il personale sugli aspetti del monitoraggio infestanti, ovvero una conoscenza di massima dei principali infestanti e dei segni della loro presenza,le buone pratiche per la Prevenzione dalle infestazioni, cosa sono le trappole e gli erogatori e come vanno gestiti per evitare appunto che vengano rotti,spostati,gettati via ecc.

In sintesi possiamo dire che questo problema puo’ essere efficacemente tenuto sotto controllo e ridotto al minimo fisiologico qualora vi sia una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti coinvolti, andando quindi in primis ad installare i dispositivi in punti a basso rischio potenziale di rottura,passando poi per l’applicazione delle Buone Pratiche da parte delle Maestranze che conoscendo ed essendo informate su cosa sia una trappola od un erogatore possano al meglio collaborare per mantenere questi dispositivi integri ed efficienti.

Rosi Norman

Controllo Qualità Romani Disinfestazioni Srl Lucca

qualita@romanidisinfestazioni.com

Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida

Si svolgerà a Roma il 21 e 22 marzo 2018 presso l’Auditorium Antonianum (via Manzoni, 1) la X Conferenza Internazionale sulla disinfestazione sul tema:

“Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida”.

L’evento annuale promosso da ANID vede il sostegno dei Fornitori associati (PestNet,Arysta,Bayer, Colkim, Blueline,OSD,Ekommerce, Spray Team, Copyr, Inpest, India, Enthomos,Tifone, BASF,Newpharm, Martignani, Vebi,Orma,).
Lo scenario globale nel quale anche le imprese della disinfestazione operano propone sfide che hanno nella competitività,nella produttività e nel rispetto dell’ambiente la chiave del successo sia delle imprese stesse che del settore nel suo complesso.

raccogliere la sfida
Il programma di Mercoledi 21 marzo

Noi disinfestatori siamo coscienti delle sfide che il mercato nel quale operiamo ci impone e per questo abbiamo intrapreso azioni concrete attivandoci per l’innovazione tecnologica e nella Formazione dei Tecnici della Disinfestazione a 360°C.

 

giovedi
                  Il Programma di Giovedi 22 marzo

Il Pest Control nazionale è quindi saldamente partecipe del processo industriale noto come “Piano Nazionale Industria 4.0”, con ciò indicandosi le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: ne condivide pienamente le linee guida principali e soprattutto le azioni indicate:
– investire per crescere
– premiare chi investe nel futuro
– accelerare l’innovazione
– dare valore ai beni immateriali

La X Conferenza nazionale mantiene aperta quella finestra sulla professionalità, la sperimentazione e l’innovazione nel panorama internazionale del Pest Control che ha raggiunto, negli ultimi anni, con grande impegno di ANID, un punto fermo con la pubblicazione dello Standard UNI EN 16636.

Fonte testo: www.disinfestazione.org

La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

Per informazioni

Rosi Norman

CQ Romani Disinfestazioni Srl
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Calcolare l’Indice di Rischio di una Infestazione

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google

 

Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole poichè sono circa 30 anni che la disinfestazione si avvale dei monitoraggi mentre oggi abbiamo molti strumenti in piu’ che ci aiutano nel rendere meno empirici e soggettivi questi dati.rischio infestazione

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un fattore K imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

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Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, ci dà preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

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Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

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Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

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Controllo Qualità

Ridurre il Rischio di Contaminazione da Insetti Alati

Tra i casi che più di frequente si verificano nell’industria alimentare è senza dubbio la contaminazione da insetti alati.

Gli insetti alati sono quegli che maggiormente si rendono responsabili di questi episodi, con conseguenze molto serie sia per quanto riguarda la salubrità dell’alimento sia per quanto riguarda i danni di immagine per l’Industria Alimentare.

La loro natura permette una elevata mobilità fuori e dentro l’Azienda ed occorre quindi adottare una moltitudine di accorgimenti al fine di limitare ed impedire l’accesso e la mobilità di questi insetti dentro le strutture.

A titolo di esempio riportiamo la presenza di contromisure fisiche come le zanzariere, porte e finestre che chiudano efficacemente,la presenza di aree di compensazione e filtraggio tra area esterna ed interna ecc.

Per le aree interne vi devono essere un flusso di processo coerente e aree delimitate e separate con portoni scorrevoli a chiusura automatica, mentre nelle aree produttive ove possibile e laddove la tipologia produttiva lo richieda una efficace azione preventiva è svolta dagli ambienti climatizzati che sono un ottimo (per noi) e inadatto (per gli insetti) microclima che impedisce la loro sopravvivenza e sviluppo.

Spunti per il progetto di un impianto di monitoraggio degli insetti alati

L’approccio al sistema di monitoraggio degli insetti volanti inizia considerando i punti di ingresso ed il percorso degli insetti. Non tutte le aree aziendali presentano lo stesso Indice di Rischio di intrusione e contaminazione per cui deve essere individuato un criterio che attivi le difese nei punti di accesso (aree di carico/scarico dove le porte e portoni sono spesso aperti per lunghi periodi) e al contempo assicuri assenza di potenziale contaminazione nelle aree produttive e del confezionamento dove la presenza di insetti volanti specialmente le mosche potrebbero avere un effetto disastroso per la contaminazione diretta e indiretta di alimenti e bevande.

Possiamo dividere uno stabilimento in 3 zone classificate per il diverso indice di Rischio da intrusione e contaminazione (Ingrandisci l’immagine)

tre_linee

1° Linea

Aree di accesso ingressi a magazzini di carico e scarico: alto rischio di intrusione degli insetti volanti.

Rappresenta la prima Linea di filtraggio degli insetti volantied è qui che occorre massimizzare le catture onde evitare la penetrazione nelle aree piu’ sensibili.

 2° Linea

Aree intermedie: la seconda linea di difesa compresa tra le aree di accesso e le aree critiche.

E’ la seconda Linea di difesa che ha un grado medio di Rischio di intrusione e contaminazione.

Si deve perfezionare  in queste aree le catture degli insetti che abbiano oltrepassato la prima linea di Lampade UVA

 3° Linea        

Aree e punti critici della produzione e del confezionamento: minor rischio di intrusione ma alto rischio di contaminazione del prodotto esposto.

In questa zona le catture dovrebbero essere ridotte al minimo.

Calibrare i Limiti Critici nei livelli piu’ bassi e possibilmente a carico sopratutto di piccoli ditteri.

Dimensionamento

Le Lampade UV in base al modello hanno una copertura definita nella scheda dell’attrezzatura e questa copertura è espressa in metri quadrati (vedi immagine della confezione)

Il dimensionamento deve essere fatto quindi in base al grado di copertura dell’apparecchio e alla dimensione dell’area da monitorare.

lampada_uva

Posizionamento e Altezza

L’apparecchio elettroinsetticida dovrebbe essere posizionato non molto alto, per esempio la base della lampada puo’ essere a 2,10-2,20 metri da terra.

La lampada deve essere:

  • posizionata in modo da non intralciare il passaggio di muletti e personale.
  • a 90° dalle fonti luminose,quindi non sotto le finestre e lampade.
  • lontana da flussi di corrente d’aria che disturbino il volo degli insetti alati
  • lontana dalle linee produttive,zona impasti e alimenti aperti.

Manutenzione

Gli apparecchi elettroinsetticidi richiedono il ricambio dei neon ogni 12 mesi.

I neon devono essere Shatterproof ossia devono essere dotati di una guaina in plastica trasparente che in caso di deflagrazione impedisca la dispersione dei frammenti.Si riconoscono per una fascetta simile a quella della fotografia sotto.

20_watt_shatterproof

Modalità di cattura

Le lampade UV devono catturare gli insetti immobilizzandoli su un pannello collante ricambiato a frequenze variabili a seconda della stagionalità, comunque minimo una volta ogni 30 giorni.Lampada_UVA

Coadiuvanti di cattura

Al centro del pannello collante possono essere posizionati dei “patch” impregnati di feromone per insetti volanti delle derrate al fine di incrementare la possibilità di monitorare questi pericolosi insetti.In questo modo si puo’ integrare efficacemente il sistema di monitoraggio delle trappole per le tignole.

patch

Colore dei neon

I neon sono per la maggior parte a luce blu od in taluni casi abbinati a neon a luce verde anche se questi ultimi sono meno utilizzati.

Colore dei pannelli collanti

E’ dimostrato che il colore giallo dei pannelli ha un effetto cromotropico positivo sulla capacità di attrarre i ditteri.Infatti i pannelli collanti gialli catturano le mosche anche in assenza della luce dei neon blu.

pannello_giallo

Ma in presenza della luce blu dei neon questa capacità attrattiva risulta meno evidente e la loro capacità attrattiva è in questo caso paragonabile ad altri pannelli con colori bianco o nero inseriti nelle lampade.

I colori bianco e giallo sono preferibili e comunque da utilizzare in quelle aree dove la presenza di insetti ha dei limiti critici molto bassi e quindi è raccomandata l’evidenza visiva immediata di eentuali criticità.

Base in cartoncino o plastica

La base del pannello collante dovrebbe essere preferibilmente in plastica specie negli ambienti umidi dove il rischio di schizzi delle acque di lavaggio potrebbe imbibire il cartoncino collante riducendolo in poltiglia.

Pannello “grigliato” per un facile conteggio

Agevola il conteggio degli insetti laddove la superfice del pannello abbia una omogenea densità di catture.

Grado di protezione IP

Il grado di protezione IP indica che l’apparecchio elettroinsetticida è stato costruito per resistere in ambienti che per la loro natura potrebbero favorire episodi di schock elettrico (ambienti umidi) ed esplosione (ambienti polverosi) , per cui possiamo elencare alcune tra le piu’ comuni categorie di Lampade UV.

Vedi la tabella che abbina il grado di protezione IP contro oggetti,acqua e polvericontaminazione da insetti alati

Nelle aree dei silos farine o con molta polvere occorre usare apparecchi elettroinsetticidi Certificati Atex.

Concludo dicendo che il monitoraggio degli insetti alati è spesso un capitolo debole del sistema di Pest Management in quanto le lampade hanno in genere un costo piu’ elevato rispetto ad altri dispositivi, sia in caso di acquisto che di noleggio e lo scopo del post è quello di definire con maggior precisione un progetto razionale di monitoraggio al fine di massimizzarne l’efficacia ad un costo minore possibile per l’Industria che comunque deve affrontare questa capitoclo con le dovute accortezze onde evitare Reclami e Non Conformità che ricadrebbero inevitabilmente anche sulla ditta a cui è affidato il servizio di Pest Management.

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Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

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Una efficace supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

La Supervisione

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione veloce ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione sia durante che dopo il servizio.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le opzioni di miglioramento occorre quindi analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora questo non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie invece possono dare molte informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un enorme valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile la tabella sotto esposta che ben individua un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

efficace supervisione

3) Un grafico radar che insieme al grafico a torta è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

img-20170801-wa0005
Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

romani_disinfestazioni_silvio_bianchini

 

 

 

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Un nuovo Prodotto sul mercato: la Prevenzione

Gli scenari del Pest Management che si profilano all’orizzonte fanno presupporre che in futuro verrà dato sempre meno spazio agli interventi che prevedono l’utilizzo di prodotti chimici rispetto a tutte quelle pratiche di prevenzione e tecniche di monitoraggio che hanno rispettivamente lo scopo di ridurre al minimo il rischio di proliferazione ed intrusione degli infestanti, specie i roditori, e valutarne dal punto di vista qualitativo e quantitativo l’entità per effettuare interventi mirati e specifici.

Compito del Cliente e del Tecnico Disinfestatore sarà quindi quello di individuare la presenza dei fattori di rischio esterni ed adottare quelle misure di Prevenzione iniziando innanzitutto a ridurre la disponibilità trofica dell’ambiente esterno per poi proseguire nella adozione continua di tutte quelle misure antintrusione che la struttura deve possedere per resistere alle intrusioni degli infestanti ed impedirne la conseguente proliferazione nelle aree interne.

Cominciamo quindi dalle aree esterne valutando prima quegli aspetti che non possiamo controllare direttamente e poi quegli sui quali invece possiamo incidere.

Caratteristiche delle Aree esterne fuori la proprietà dell’azienda

In questo caso si tratta spesso di fattori sui quali non risulta facile agire in maniera incisiva in quanto esterni alla proprietà, anche se abbiamo consigliato in certi casi al Cliente di far presente per scritto alla proprietà confinante la possibilità che eventuali situazioni non correttamente gestite possano originare problemi futuri di infestazione.

Questa azione deve essere fatta nel pieno rispetto delle norme di buon vicinato.

I casi in genere sono relativi alla presenza di:

  • Campi coltivati o incolti e abbandonati (disponibilità di cibo e nidificazione)
  • Strutture abbandonate (nidificazione)
  • Vicinanza a argini,ferrovie,autostrade (nidificazione)
  • Torrenti,fiumi,fossi,canali o specchi d’acqua ancorchè ben mantenuti (disponibilità di acqua e nidificazione Foto 1)
proofing
Foto 1

Caratteristiche delle aree esterne dentro la proprietà dell’azienda

In questo caso invece puo’ essere fatto molto per limitare e ridurre al minimo i fattori di rischio anzidetti.Spesso si tratta di avere solo alcuni accorgimenti e prassi operative che mirino ad una corretta gestione e organizzazione degli spazi e quindi andremo a valutare:

  • La presenza di aiuole,giardini,alberi,piante a ridosso delle pareti (nidificazione e accesso Foto 2)
    prevenzione
    Pianta con rami a ridosso dei muri perimetrali

     

  • L’area deposito rifiuti (disponibilità di cibo e liquidi Foto 3)

    Cassonetti
    Foto 3
cassone
Foto 4
  • Deposito pancali o macchinari rotti o vetusti (nidificazione Foto 4-5)
    deposito_macchinari
    Foto 5

     

  • Presenza di locali tecnici esterni con cavidotti in entrata (nidificazione Foto 6)
    tombino_web
    Foto 6

     

  • Tombini, canali di scolo e drenaggi (acqua e nidificazione Foto 7)

    erogatore_fossato

    Foto 7
  • Area depuratore confinata e ben gestita (nidificazione e disponibilità di liquidi)

Caratteristiche e stato di manutenzione dell’edificio

Per massimizzarne l’efficacia si devono attuare tutte quelle misure atte a prevenire i danni derivanti da intrusione degli infestanti risparmiando tempo e denaro in successive azioni di tamponamento che sopratutto quando prevedono interventi di opere edilizie o di ripristino di serramenti come porte,portoni e finestre possono arrivare ad impegnare budget di decine di migliaia di euro,con il rischio oltretutto che i lavori fatti successivamente alla posa in opera non abbiano lo stesso grado di efficacia.

Un’industria anche di piccole e medie dimensioni ha centinaia di punti di potenziale ingresso degli infestanti.Ricordiamo che un piccolo roditore puo’ passare da fessure oltre  i 5 mm per cui è facilmente intuibile quanti accessi possa sfruttare e l’importanza di una sorveglianza continua sulla tenuta delle misure antintrusione.

Spesso anche i lavori di manutenzione agli impianti elettricidi, di condizionamento o per il passaggio di tubazione termoidrauliche se non correttamente effettuate possono lasciare ampi spazi a disposizione degli infestanti che facilmente possono avere l’occasione di introdursi nelle strutture.

  • Tubazioni e canalette aperte dall’esterno (Foto 8-9-10-11)
canaletta_aperta
Foto 8
canaletta
Foto 9

Ricordiamo infatti che a volte gli elettricisti, gli idraulici e gli impiantisti possono non conoscere le abitudini e l’etologia degli infestanti e i loro comportamenti per cui potrebbero non valutare questi aspetti.Per questo caso solo la supervisione di una persona formata ed informata puo’ essere determinante per scongiurare futuri attacchi.

pest_proofing
Foto 10

 

Pest proofing
Foto 11
  • Zanzariere assenti o rotte
  • Bande antintrusione rialzate o vetuste (Foto 12)
    Pest proofing
    Foto 12

     

  • Porte e portoni aperti (Foto 13)

    portone aperto
    Foto 13
  • Crepe o fessure tra pavimentazione e muri
  • Tetto con fessure di ingresso per i roditori
  • Copertura sul tetto sigillata (Foto 14)
  • Gestione dei soppalchi
  • Pest proofing

Per le operazioni di ripristino consigliamo di rivolgersi a dei professionisti o al team dei manutentori dell’Azienda che utilizzando pochi e semplici prodotti come cemento,silicone,reti metalliche,spugnette metalliche,poliuretano espanso,zanzariere,spazzole per portoni potranno ridurre ed eliminare i punti di intrusione.

Per ulteriori approfondimenti consiglio questo testo del Prof.Suss dedicato proprio alla prevenzione dagli infestanti nelle Aziende Alimentari

roditori

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Lepidotteri infestanti nelle Industrie Alimentari

I Lepidotteri sono tra gli infestanti più comuni nelle Industrie alimentari dove si lavorano farine e derivati, in particolare Plodia i. ed Ephestia k. creano non pochi problemi per il rischio di contaminazione degli alimenti sia allo stadio larvale che adulto una volta che hanno completato il loro ciclo vitale.

Perchè ci sono i Lepidotteri

Il motivo principale stà nella tipologia produttiva che per sua natura facilita la presenza di farina che si accumula nei macchinari durante la lavorazione, andando a formare all’interno degli strati di farina dove questi insetti proliferano indisturbati protetti dai carter.I ritmi produttivi imposti dal mercato non consentono come una volta la gestione pianificata delle operazioni di fermo produzione, perchè per ammortizzare i costi e venire incontro alle esigenze commerciali della Clientela le macchine devono lavorare incessantemente spesso su tre turni.

Che dire poi della possibile presenza di questi insetti nei silos delle farine e dentro le tubazioni?Episodi di fermo produttivo dovuto ad intasamenti sono ben conosciuti dagli addetti ai lavori e sappiamo le ore che si perdono a ricercare i punti interessati e ripristinarne la funzionalità.

lepidotteri infestanti
Fig.1 Silos con massiccia infestazione di migliaia di lepidotteri

E’ quindi ora che siamo nel periodo estivo che questo problema si conclama in quanto l’attività degli insetti è al massimo grado di sviluppo.

Cosa e come fare la prevenzione

Sembrerà strano detto da un Disinfestatore ma dobbiamo dire che la pulizia intesa come rimozione delle farine accumulate è il primo e il piu’ importante passo da fare senza il quale non vi è una corretta gestione dei lepidotteri infestanti.

Importante promuovere l’uso degli aspirapolveri al posto delle granate e delle scope che vediamo a volte usare, ma sopratutto evitare i compressori d’aria che sono largamente utilizzati negli stabilimenti e con grande danno perchè l’aria compressa diffonde in aria larve, insetti e sopratutto uova di lepidotteri e non solo che venogono cosi’ dispersi nell’ambiente.

Per questo è importante che la ditta di pulizie sia formata sul problema e comprenda la necessità di rimuovere la farina causa primaria della “Capacità Portante” del sito per questi infestanti.

Al pari del personale Alimentarista anche quello della Ditta di Pulizia puo’ partecipare agli incontri formativi sul Pest Management dove si danno alcuni semplici consigli sul riconoscimento degli infestanti piu’ comuni e sulle tecniche che adottiamo per combatterli.Importante anche spiegare al personale l’importanza di mantenere le trappole nel loro punto avendo cura di non spostarle o peggio romperle.

haccp

Fig.2 Fac simile di attestato incontro formativo sulla prevenzione dalle infestazioni

Dove fare la prevenzione

Per una pulizia efficace occorre pulire dove l’occhio non vede, ossia bisogna andare a cercare lo sporco per rimuoverlo bene dai punti nascosti e non limitarsi a pulire dove lo sporco è visibile.Armarsi quindi di chiave inglese e cacciaviti per smontare placche,carter,protezioni e poi procedere con l’aspirazione.
Macchinario_infestato

Fig.3 Parte interna di un macchinario con evidenza di tracce di larve e adulti di Ephestia morti.

Consigliamo di chiedere il supporto della squadra dei meccanici che sono preziosissimi collaboratori delle ditta di pulizia e disinfestazione , anzi direi che i meccanici/manutentori sono fondamentali per aiutare i disinfestatori ad una efficace gestione degli infestanti nelle aziende.

La presenza di superfici con accumulo di sporco oltre che rappresentare poi un potenziale focolaio infestativo sono anche un fattore che inficia eventuali trattamenti di disinfestazione, chimici e non chimici, per cui è fondamentale procedere a pulizie approfondite al fine di massimizzare l’efficacia della Gestione degli Infestanti

Monitoraggio con feromoni

Largamente utilizzato per comprendere gli andamenti quali-quantitativi delle infestazioni questo metodo si dimostra ottimo anche per bloccare sul nascere eventuali micro-infestazioni occasionali in ambienti “vergini” .

I feromoni oggi in commercio nel mercato della disinfestazione sono tutti molto efficaci anche se consigliamo di provarne alcune marche sul campo per individuare il piu’ adatto alla situazione specifica.Un fattore importante è la collocazione delle trappole sia a livello di dimensionamento (n base al feromone usato questo copre una superficie piu’ o meno estesa) che di ubicazione, in quanto specie per l’Ephestia k. questa a livello adulto tende a spostarsi camminando senza volare per cui una trappola vicina al macchinario infestato catturerà molto di piu’ rispetto ad un altra trappola che anche fosse solo a due metri di distanza.

La Confusione sessuale

Sistema piu’ evoluto basato sull’uso di molecole che diffuse in sovradosaggio mandano in tilt i recettori dei maschi adulti dei lepidotteri che infatti è possibile vedere appoggiati alla parete incapaci di seguire scie feromoniche distinte tanto che spesso cadono esausti sul pavimento.Questo sistema non sostituisce l’uso dei feromoni attrattivi ma puo’ essere considerato un sistema ecologico integrato di controllo con il quale risolvere infestazioni nel medio-lungo periodo.
confusione-sessuale
Fig.4 Blister di feromoni per la Confusione sessuale Dismate

Il Controllo delle infestazioni

Sulle tecniche di controllo vorrei solo fare qualche cenno senza addentrarmi oltre perchè lo scopo di questa riflessione è puntare l’accento sulla prevenzione e non sulla disinfestazione.

Controllo chimico con insetticida nebulizzato

Sistema tradizionale che ha trovato negli ultimi anni un valido aiuto nelle nuove attrezzature che sfruttano la tecnologia dell’Ultra Basso Volume (ULV) con la quale è possibile con alcuni particolari (e costosi) prodotti insetticidi creare una nebbia finissima dove le particelle restano in sospensione per lungo tempo, creando quell’effetto “fallout” che aumenta notevolmente l’abbattenza degli insetti.
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Fig.5 Apparecchio per la nebulizzazione di insetticida a ULV

Bisogna dire pero’ che la disinfestazione eseguita a posteriori a seguito di infestazione conclamata costituisce un intervento straordinario che ha lo scopo di riportare l’infestazione al di sotto dei limiti critici, in un momento pero’ in cui l’infestazione stessa è praticamente sfuggita di mano.In sostanza si tratta in molti casi di “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati” e questo confligge con i principi del Pest Management.

Ha inoltre un ridotto effetto preventivo in quanto i tempi di azione dei prodotti chimici spesso sono molto limitati,specie quegli che si usano nelle Aziende Alimentari che sono a base di Piretro la cui residuabilità in certi casi è di qualche ora, massimo un giorno, per cui non hanno alcun effetto su insetti che si presentassero successivamente ma questo è anche un bene perchè impedisce che il prodotto rimanga nell’ambiente rischiando di contaminarlo.

I prodotti chimici non hanno poi in nessun caso effetti su uova e larve.

Controllo Chimico con Gas Tossico

E’ un metodo di disinfestazione radicale, laddove è possibile attuarlo, basato sull’uso di gas tossici.Questi interventi sono eseguite da poche ditte specializzate ed autorizzate

Hanno il pregio di essere efficaci contro tutti gli stadi larvali e di scomparire una volta che la struttura è riaperta ma limite della notevole tossicità che ne condiziona la fattibilità operativa, specie in contesti urbani o laddove la struttura non sia adeguatamente isolata da altre costruzioni.

In questa sede non parlero’ poi di altri limiti operativi della disinfestazione chimica costituiti dal dover eseguire interventi a stabilimenti chiusi, possibili problemi di contaminazione chimica,ecc.

Controllo non chimico: Il Calore

Sistema in crescita negli ultimi anni, come il gas tossico ha un’ottima efficacia contro tutti gli stadi degli insetti.Presenta alcune particolarità operative legate alla natura dei fabbricati e che devono essere valutate per verificarne la perfetta efficacia.

Non ha effetti residuali e quindi questo è un bene perchè non vi sono rischi di contaminazione post-intervento.

Conclusioni

Concludo dicendo che in un sistema virtuoso la gestione dei Lepidotteri deve essere perseguita tramite un approccio sistematico che prenda in considerazione tutti gli aspetti coinvolti, partendo dalla prevenzione tramite una pulizia continua e passando per un monitoraggio costante e la cui analisi aiuti il Tecnico a individuare le zone maggiormente critiche e solo in ultima analisi l’esecuzione di una disinfestazione come azione correttiva improcrastinabile e non come prassi operativa.

Rosi Norman

CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca.

www.romanidisinfestazioni.com

English version

Lepidopteras in a Food Factory

Lepidopteras and particularly Plodia i and Ed Ephestia k are among the most common type of pests in the Food Industries where flour and simalar products are being used. Pests create a lot of problems regarding food contamination during their life cycle, both at the larval stage and at the adult stage.

Why Lepidoptera?

The main reason lies in the type of production which, by its nature, facilitates the presence of flour that accumulates in the machinery during processing, and forms within the layers of flour where these insects proliferate undisturbed protected by the hulls. For the sake of production cost, the planned productions doesn’t allow time to stop, check and clean the machinery on a regular basis. Factories are focused on meeting the market’s need, optimizing production by making the machinery work constantly on a three shift basis, reducing costs etc.

What about the possible presence of these insects in the flour cilos and in the pipes? Episodes of stopping the production are wellknown among factory workers and we are very well awair of the production hours lost searching for the problem and restoring functionality.

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Fig.1 Cilos with massive infestation of thousands of Lepidopterans

Now, during summer,  where the activity of the insects is at the highest level, the factories faces most problems with pests.

What and How to Prevent

It might seem as a strange advise from a Disinfestrator, but we have to say that prevention – regular cleaning and removal of accumulated flour etc. – is the first and most important step for management to avoid a weed moths.

It is important to recognize the use of industrial vacuum cleaners instead of grenades and other scopes, that we sometimes see.
Above all, avoid the air compressors that are widely used in the plants and with great damage because compressed air spreads into the air larvae, insects and Especially lepidoptera eggs and not only that they are so dispersed in the environment.

For this it is important that the cleaning companies are informed of the problem and understand the need to remove the primary cause flour of the “carrying capacity” of the site for these weeds.

Like the Alimentarist staff, that of the Cleaning Company can take part in training sessions on Pest Management where they give some simple advice on the recognition of the most common pests and the techniques we adopt to combat them. It is also important to explain to the staff the importance of Keep the traps in their place while taking care not to move them or to break them.

haccp

Fig.2 Fac similar to attestative training meeting on the prevention of infestations

Where to Prevent

For effective cleaning you need to clean where the eye does not see, that is, you have to go looking for dirt to remove it from hidden spots and not just to clean where the dirt is visible. Then use a wrench and screwdrivers to disassemble plaques, Protections and then proceed with aspiration.
Macchinario_infestato

Macchinario_infestato

Fig.3 Internal part of a machine with evidence of larvae and adult deaths of Ephestia.

We would like to ask for the support of the team of mechanics who are very valuable contributors to the cleaning and disinfestation firm, and I would say that the mechanics / maintainers are essential to helping the pimpers to effectively manage the weeds in the farms.

The presence of surfaces with dirt build-up as well as posing a potentially infestable outbreak are also a factor affecting any chemical and non-chemical disinfestation treatments, so it is essential to perform thorough cleaning in order to maximize the effectiveness of Pests

Monitoring with pheromones

Largely used to understand the quantitative-quantitative trends of infestations, this method is also good for blocking the emergence of occasional micro-infestations in “virgin” environments.

Pheromones today on the market in the pest control market are all very effective although we recommend trying out some brands on the field to find the most suitable for the specific situation. An important factor is the location of the traps both at the sizing level (n based on pheromone Used this covers a more or less extended area) than of a location, as species for the Ephestia k. This adult-level tends to move by walking without flying, so a trap near the haunted machine will capture much more than another trap that would be just two yards away.

Sexual Confusion

The most advanced system based on the use of molecules spreading in overdose casts adult adult mothers receptors, which in fact can be seen on the wall that are incapable of following distinct pheromone sciences so often they fall exhausted on the floor. This system does not replace The use of attractive pheromones but can be considered as an integrated ecological control system with which to resolve infestations in the medium to long term.

confusione-sessuale

Fig.4 Pheromone Blisters for Sexual Confusion Dismatise

Control of infestations

On the control techniques I would just like to make a few nods without going further because the purpose of this reflection is to focus on prevention rather than on disinfestation.

Chemical control with nebulized insecticide

Traditional system that has found in recent years a valuable help in new equipment that utilizes Ultra Low Volume (ULV) technology with which it is possible with some particular (and expensive) insecticide products to create a finest fog where the particles remain in suspension For a long time, creating that “fallout” effect that dramatically increases the insect fatigue.

exodus

Fig.5 ULV Insecticide Spraying Device

It is to be said that the disinfestation carried out after incessant infestation is an extraordinary intervention aimed at bringing the infestation back to the critical limits, at a time when the infestation itself is virtually escaped Hand. Basically, it is in many cases “to close the stable when the oxen have escaped” and this conflicts with the principles of Pest Management.

It also has a reduced preventive effect since the time of action of chemicals is often very limited, especially those used in Pure Food companies, whose residuals in some cases are of a few hours, a maximum of one day, to Which have no effect on insects occurring subsequently but this is also good because it prevents the product from remaining in the environment and may contaminate it.

In any case, chemicals do not have any effects on eggs or larvae.

Chemical Control with Toxic Gas

It is a radical disinfestation method where it can be implemented, based on the use of toxic gases. These interventions are carried out by a few specialized and authorized firms

They have the advantage of being effective against all larval stages and disappearing once the structure is reopened but limits the considerable toxicity that affects its operational feasibility, especially in urban contexts or where the structure is not adequately isolated from other constructions.

Here I will not speak of other operational limitations of the chemical disinfestation of having to carry out operations at closed plants, possible chemical contamination problems, etc.

Non-chemical control: Heat

A system that has been growing in recent years, as toxic gas has a great effect against all insect stages. It has some operational features linked to the nature of the buildings and needs to be evaluated in order to verify their effectiveness.

It has no residual effects and therefore this is good because there are no risks of post-intervention contamination.

Conclusions

I conclude by saying that in a virtuous system the management of Lepidotteri must be pursued through a systematic approach that takes into account all aspects involved, starting from prevention through continuous cleaning and passing on a constant monitoring and whose analysis helps the technician to identify the Most critical areas and only ultimately the execution of a disinfestation as a corrective action improvised and not as operating practice.

Rosi Norman

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Pest Management and International Food Market

Pest Control and International Food Market

Romani Disinfestazioni is a pest control company that works in Tuscany and other regions in the center/north Italy.
Our technicians are ready to give you all the assistance you need for every kind of problem related with Pest Management in your company.

We are organised also to fill up all the documents about the pest control services,specially if you export your food product in other countries like USA and UK.

We are specialised to apply pest management services for food factories so We can prevent and control kinds of pest like,for example, rats and mice,ants,flies,mosquitos,spiders and bird control.

The world’s food market is a great opportuniy for all the food factories so you have just to ask for a free inspection and We will provide to make everything well to be ready about Pest Management services.

Please contact us calling at +39 0583 955344 or you can call the Quality Manager Norman Rosi at his mobile phone number +39 337-1238029.
Book now a free inspection.
Our headquarter is in Lucca and We can move in other cities!

 

Rosi Norman

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Aziende produttrici di MOCA: al via la disciplina sanzionatoria

sanzioni MOCA
Il decreto Legislativo 10 febbraio 2017 n. 29 che entrerà in vigore il 2 agosto prossimo stabilisce la disciplina sanzionatoria per le Aziende che violeranno gli obblighi che normano i materiali e gli oggetti che possono venire a contatto con gli alimenti, i cosiddetti MOCA.

L’elenco di questi materiali è vario e a titolo di esempio possiamo ricordare:

  • Piatti
  • Bicchieri
  • Posate
  • Bottiglie
  • Coltelli da lavoro,
  • Carte da incarto
  • Pellicole
  • Etichette
  • Scatole della pizza
  • Imballaggi

L’elenco puo’ proseguire includendo tutti quei materiali ed oggetti che sono prodotti e concepiti per il contatto con Alimenti e Bevande.
L’ambito di applicazione riguarda anche imballaggi attivi e intelligenti ed oggetti in plastica riciclata, in questo caso il mancato rispetto del ciclo di riciclaggio prevede sanzioni ulteriori.
Infatti vi sono molti obblighi ai quali ottemperare ma che non riguardano l’oggetto di questo articolo, che è invece rivolto a quanto occorre intraprendere in materia di Monitoraggio Infestanti e Pest Management per tutte quelle Aziende che producono MOCA, anche in virtu’ di quanto occorre fare per gli Standard Volontari come BRC che per quanto riguarda le Aziende di Packaging impongono di considerare la stagionalità degli infestanti e di conseguenza Piani di Monitoraggio Infestanti e di valutazione dei Limiti Critici dinamici in rapporto alla stagione ed al periodo dell’anno in cui si esegue il monitoraggio.
Romani Disinfestazioni Srl ha una vasta esperienza in materia di servizi di Monitoraggio Infestanti rivolti ad Aziende del Food Packaging per cui ti invitiamo a contattarci per maggiori informazioni.
I Regolamenti interessati sono:
– Reg. (CE) 1935/2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 282/2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 450/2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 10/2011 riguardante i materiali ed oggetti in plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 1895/2005 relativo alla restrizione dell’uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con prodotti alimentari.

Rosi Norman

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Proroga Norme sul divieto di utilizzo di Esche e Bocconi avvelenati

Bocconi avvelenati

MINISTERO DELLA SALUTE ORDINANZA 21 giugno 2017

Proroga dell’ordinanza 13 giugno 2016, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione
di esche o di bocconi avvelenati». (17A04905) (GU Serie Generale n.164 del 15-07-2017)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive
modificazioni;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive
modificazioni;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante «Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo
venatorio», in particolare l’art. 21, comma 1, lettera u);
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1998, n.
392, concernente «Regolamento recante norme per la semplificazione
dei procedimenti di autorizzazione alla produzione e all’immissione
in commercio di presidi medico – chirurgici, a norma dell’art. 20,
comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, recante
attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul
mercato di biocidi;
Visto gli articoli 440, 544-bis, 544-ter, 638, 650 e 674 del codice
penale;
Visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento e del
Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei
prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio
79/117/CEE e 91/414/CEE;
Visto il regolamento (CE) n. 528/2012 del Parlamento e del
Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul
mercato e all’uso dei biocidi;
Vista l’ordinanza del Ministro della salute 10 febbraio 2012,
recante «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di
bocconi avvelenati», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo
2012, n. 58, come prorogata dall’ordinanza ministeriale 14 gennaio
2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2014, n. 51,
dall’ordinanza ministeriale 10 febbraio 2015, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2015, n. 50, e da ultimo,
dall’ordinanza 13 giugno 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16
luglio 2016, n. 165;
Considerato che la presenza di veleni o sostanze tossiche
abbandonate nell’ambiente rappresenta un serio rischio per la
popolazione umana, in particolare per i bambini, ed e’ anche causa di
contaminazione ambientale;
Considerato che la presenza di sostanze tossiche abbandonate
nell’ambiente e’ causa di danni al patrimonio faunistico, ivi
comprese le specie in via d’estinzione;
Rilevato che l’adozione delle precedenti ordinanze ha reso
possibile un maggior controllo del fenomeno con significativa
riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con
individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi
delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per
il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi;
Considerato il persistere di numerosi episodi, accertati da
approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici
sperimentali territorialmente competenti, relativi ad avvelenamenti e
uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi
avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati
nell’ambiente;
Considerato che continua a sussistere la necessita’ e l’urgenza di
confermare le misure di salvaguardia e prevenzione ai fini del
controllo e monitoraggio del predetto fenomeno;

Ordina:

Art. 1
1. L’efficacia dell’ordinanza 13 giugno 2016 e’ prorogata di dodici
mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione della presente
ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 21 giugno 2017
Il Ministro: Lorenzin
Registrato alla Corte dei conti il 6 luglio 2017
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute e Min.
lavoro, foglio n. 1672

Rosi Norman

rosi_norman

 

 

 

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Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi step.
limiti critici

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

    • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.

portone aperto

  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 50% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 3 erogatori contigui o 5-6 erogatori totali ed oltre.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 20-25% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori contigui e 2-3 erogatori totali ed oltre.
romanidisinfestazioni-378
Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questosistema sia in crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
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In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

Rosi Norman

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Normativa per la disinfestazione e la derattizzazione

Premessa: date le numerose richieste di informazioni sull’uso Professionale delle esche rodenticide confermiamo che la modifica delle Etichette dei prodotti Biocidi derattizzanti indica specificatamente limitazioni molto stringenti in termini di tempi di utilizzo, in genere 5-6 settimane.

Tale limitazione non risulta da una Legge specifica ma rappresenta una modifica apportata dai produttori che hanno rivisto proprio le Etichette a seguito di un processo di rivisitazione dei prodotti chimici a livello europeo che a partire dal Regolamento 528/2012 noto anche come Regolamento Biocidi ha imposto la riclassificazione dei rodenticidi da prodotti Presdio Medico Chirurgici  a Biocidi, ed anche in virtu’ delle valutazioni derivanti dagli studi sulle Misure di Mitigazione del Rischio richieste anche per i rodenticidi.

Le schede fornite dai Produttori non sono molto uniformate e l’indicazione del limite di 5-6 settimane non lo troverete nella Scheda di Sicurezza, viene invece a volte indicato nella Scheda Tecnica mentre è  sempre indicato nell’Etichetta del prodotto, che essendo un documento approvato dal Ministero della Salute rappresenta di fatto “la Legge” a cui gli utilizzatori si devono attenere e di questo utilizzo ne rispondono in Solido in sede civile e penale.

La Normativa in Italia

Per poter eseguire servizi negli ambiti della disinfestazione,della derattizzazione e disinfezione occorre essere in possesso dei requisiti descritti nella normativa di riferimento.
La prima disciplina in materia risale al 1994 con la Legge n°82 del 25 gennaio 1994  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 1997, n. 27.

Questa rappresenta a tutti gli effetti una sorta di Legge Quadro in materia per questo tipo di attività e che recita nel titolo:

“Disciplina delle attività di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione.”

I Requisiti Tecnico-professionali sono indicati qui: art. 2, punto 3 D.M. 274/97 :

1) assolvimento dell’obbligo scolastico,…. omissis ….

2) attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l’attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale;

3) diploma di istruzione secondaria superiore in materia tecnica attinente l’attività;

4) diploma universitario o di laurea in materia tecnica utile ai fini dello svolgimento dell’attività.

In definitiva, quindi, il requisito fondamentale per poter svolgere in Italia le attività di Disinfestazione, Derattizzazione e Sanificazione consiste nell’aver all’interno della Impresa, o in qualità di Titolare o di Socio di lavoro o di dipendente full time, un Responsabile Tecnico in possesso di Diploma di Scuola Media Superiore o di Laurea in materie di competenza (es. biologia, chimica, scienze naturali, agraria, etc.) oppure possano documentare esperienza triennale in Aziende esercenti tale attività.

Questo requisito consente alle Aziende la possibilità di iscrizione all’Albo provinciale delle Imprese, di cui si è appena detto, requisito essenziale per poter svolgere le attività suddette.

Sono chiare le differenti professionalità necessarie alle Ditte che svolgono servizi di pulizia dalle Imprese e dagli Operatori che intervengono in servizi di disinfestazione e derattizzazione, contro agenti infestanti, utilizzando prodotti biocidi.

Seguono altre Leggi che intervengono in questo settore ossia:

D.M. 7 luglio 1997 n. 274 del Ministero dell’Industria, che stabilisce i requisiti morali, finanziari e tecnici per essere iscritti nell’Albo Provinciale delle Imprese, istituito presso ogni Camera di Commercio, condizione essenziale per poter esercitare le attività in questione.

Circolare n. 34-28/C del 25.11.1997 della Direzione Generale del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

DPR 558/99 art. 7 : le imprese che intendono esercitare alcune delle attività disciplinate dalla L.82/94 presentano denuncia di inizio attività (vedasi art. 19 L. 241/90), dichiarando il possesso di tutti i requisiti richiesti, e l’accertamento dei predetti requisiti viene effettuato, così come espressamente previsto dall’art. 8 del precitato DPR 558/99, alternativamente dalla C.P.A. o da responsabile di procedimento individuato ai sensi della L. 241/90.”

Ancora altra Normativa intervenuta in materia:

a) Decreto Legge n. 7 del 31.01.2007 emanato dal Ministro per le attività produttive, nel quale appunto le attività di Disinfestazione e Derattizzazione sono escluse dalla “liberalizzazione” burocratica per lo svolgimento delle attività di pulizia, mantenendo tali servizi subordinati alla normativa esistente, la quale impone il possesso di requisiti tecnici specifici per l’autorizzazione allo svolgimento di tali attività fissati dal D.M. 274/97.

b) Decreto 13 aprile 2007 emanato dal Ministero della Salute , relativamente alla immissione di sostanze attive (di cui all’allegato I della Direttiva 98/8/CE del Parlamento Europeo) sul mercato dei biocidi, che pone il problema di identificare quale sia la figura del “professionista adeguatamente formato”, che sia la Direttiva comunitaria, sia il Decreto del Ministro della Salute tassativamente indicano come unico operatore competente e deputato all’uso delle sostanze biocida che sono in corso di autorizzazione alla immissione sul mercato della Disinfestazione.

Le Direttive CEE in materia di Biocidi e Servizi

Biocidi

Sul piano della Normativa europea la Disinfestazione è inquadrata da:

· Il Regolamento 528 del 2012 che sostituisce la Direttiva 98/8/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, meglio nota come “Direttiva Biocidi”, la cui attuazione in Italia è di competenza del Ministero della Salute.
Sul tema dei Biocidi si sono tenuti molti convegni, tra cui quello del 27 ottobre 2015 promosso dall’Istituto Superiore di Sanità dal titolo

“Novità, aggiornamenti e scadenze in materie di Biocidi”

Si allega a titolo di esempio non esaustivo copia di una schermata degli estratti del convegno inerente le richieste sulle Misure di Mitigazione del Rischio che hanno avuto ripercussioni sui rodenticidi e insetticidi.Nel caso dei rodenticidi le MMR hanno imposto le limitazioni dell’uso permanente.

Normativa derattizzazione

In tutte le Direttive in materia si fà sempre riferimento al fatto che nell’esecuzione dei servizi di disinfestazione e derattizzazione si usino prodotti Biocidi e che “detti prodotti vengano autorizzati solo ai fini del loro utilizzo da parte di professionisti appositamente formati” e una distinzione netta per i prodotti ad uso Non Professionale

rodenticidi

· Direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006 (allegato G) , meglio nota come “Direttiva Servizi” o “Direttiva Bolkestein”.
La difesa dell’ambiente, delle persone, degli animali e delle cose come si è detto in premessa, oltre a requisiti normativi, quando si considerano i servizi inerenti la Disinfestazione e la Derattizzazione non si può non tener conto che tali attività intervengono direttamente sull’ambiente, in primo luogo, ed inoltre sulle persone, sugli animali e sulle cose.

In ultimo ricordiamo che un prodotto Biocida riporta sempre in ETICHETTA tutte le indicazioni relative agli ambiti operativi,alle dosi,ai campi di impiego,ai tempi e alle modalità di somministrazione del prodotto nell’ambiente per cui il Professionista Qualificato è obbligato a rispettare tutte queste prescrizioni in quanto ogni altro uso è da intendersi non autorizzato e non corrisponde alle Buone Pratiche che un Tecnico Disinfestatore è tenuto a seguire.

Ordinanze e Regolamenti Locali

  1.  “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” del 13 giugno 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 2016)

A livello locale, sia comunale che regionale esistono moltissimi regolamenti a cui le Ditte di Disinfestazione che operano in quei territori si devono attenere; qui riportiamo solo a titolo di esempio una tra quelle piu’ recenti, l’Ordinanza del Comune di Roma Capitale che ha fa fatto molto parlare per alcune restrizione nelle operazioni di disnnfestazione contro le zanzare:

  1. Ordinanza del Comune di Roma n° 62 del 26 aprile 2017 inerente la prevenzione ed il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori e in particolare la Zanzara Tigre.

Per ogni altra informazione o chiarimento contatta Norman Rosi CQ  scrivendo qui 

NOTA INSERITA A POSTERIORI:

Dal 1° marzo 2018 i rodenticidi verranno classificati come prodotti “Pericolosi” e riportare le frasi H e P  con relativo Pittogramma secondo quanto previsto dal Regolamento 2016/1179 del 16 luglio 2016

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Ispezioni e monitoraggi notturni


Ispezioni notturne derattizzazione
Durante gli interventi di monitoraggio il Tecnico di Pest Control procede ad una serie di operazioni che vanno dalla verifica della tenuta delle strutture per impedire le intrusioni degli infestanti (esempio portoni aperti o zanzariere rotte), passando alle osservazioni sulla corretta gestione delle aree esterne (area cassonetti e rifiuti,erba incolta ecc) per poi passare all’acquisizione delle attività rilevate nelle trappole e negli erogatori di esca presenti nell’Azienda.
Questi dispositivi sono indispensabili per una corretta gestione del servizio, aiutandoci infatti a stabilire grado e tipologia della presenza degli infestanti che altrimenti con la sola osservazione visiva non potremmo rilevare.
Questo perché non solo gli infestanti tendono a nascondersi ma anche perché spesso sono di abitudini notturne.
La loro adattabilità evolutiva che spesso ne ha decretato il successo come specie (per noi infestante) sta proprio nella loro capacità di muoversi nell’oscurità utilizzando altri sensi oltre la vista.
Muovendosi di notte ci sono meno possibilità di essere visti dall’uomo od altri predatori, anche se alcuni di questi, anche per questo motivo, si sono adattati a loro volta a muoversi nell’oscurità (rapaci notturni predatori eccezionali di roditori).
Il disinfestatore deve essere in grado quando questo è necessario di effettuare dei monitoraggi dal crepuscolo in poi, vuoi perchè in tale orario l’attività è in fermo produzione e consente di muoversi liberamente nello stabilimento ma anche perchè in tale orario possiamo renderci conto meglio di cosa e quanto sia presente di una determinata specie.
Oggi ci possiamo aiutare anche con le telecamere ad infrarossi e sensore di passaggio, come quella utilizzata per registrare il video di cui sopra: da posizionare in punti ben determinati sono un validissimo supporto al Tecnico del Pest Control specie per le infestazioni di roditori in aree di difficile ispezione come controsoffitti,soppalchi ecc.
Ci sono poi le blatte per esempio, anche loro di abitudini notturne:se da una parte i loro rifugi sono ben visibili ad un Tecnico esperto fare un monitoraggio in un orario diverso da quello diurno ci puo’ aiutare nell’individuare piu’ velocemente le aree maggiormente infestate, questo come supporto del monitoraggio con le trappole dedicate.
Alcuni standard volontari adottati da quelle aziende alimentari che lavorano con la Grande Distribuzione Organizzata nei paesi anglossassoni prevedono nelle proprie check-list che vengano effettuate queste ispezioni notturne come supporto proprio ai monitoraggi ordinari, per cui in quei casi questa pratica rappresenta un requisito da soddisfare e documentare adeguatamente.

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Giornata Mondiale della Sensibilizzazione alla Disinfestazione


E’ con grande piacere ed entusiasmo che sosteniamo la Giornata della Sensibilizzazione alla Disinfestazione insieme ad ANID e a tutti i colleghi e i fornitori che hanno a cuore la tutela della Salute Pubblica e la Salvaguardia dell’Ambiente, valori che ogni giorni cerchiamo di difendere e promuovere sul campo.
Romani Disinfestazioni è al fianco dell’Associazione delle Imprese di Disinfestazione, svolgendo con la massima cura questa professione che è oggi altamente specializzata e sempre di piu’ lo sarà nel prossimo futuro.

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Il nostro Certificato ANID 2017.
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