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La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

Per informazioni

Rosi Norman

CQ Romani Disinfestazioni Srl
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Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Come scegliamo il principio attivo nella derattizzazione

principio attivo

Le restrizioni cui stanno andando incontro le esche rodenticide impongono una conoscenza minuziosa della tossicità per gli animali target e per quegli non target.

I prodotti devono quindi combinare la massima efficacia con la minor pericolosità possibile.

Partiamo dal presupposto che i veleni anticoagulanti appartengono tutti ad una medesima famiglia,quella delle idrossicumarine ed il cui meccanismo d’azione si basa sul blocco della sintesi epatica della Vitamina K che è un fattore fondamentale della coagulazione del sangue. Poiché nel fegato sono presenti scorte di questa Vitamina K ed alcuni alimenti,cosiddetti epatoprotettori, ne prolungano la disponibilità,possono esseri necessari alcuni giorni prima che il roditore che ha ingerito l’esca cominci a manifestare i primi sintomi di avvelenamento.Questo si conclama con emorragie che a partire dal sistema vascolare periferico andranno poi a colpire gli organi vitali provocando la morte.L’agonia non dura giorni ma un limitato periodo successivo all’ingestione dell’esca.Il successo delle esche anticoagulanti che da oltre 60 anni non hanno conosciuto rivali, stà proprio nel fatto che il decesso avviene dopo diversi giorni dall’ingestione, per cui non vi è una correlazione diretta per i roditori tra l’ultimo cibo ingerito ed il loro malessere.

Invece per quanto riguarda la nota “mummificazione”, fenomeno sicuramente agevolato dalle emorragie, questa avviene pero’ solo se vi è concomitanza di altre condizioni tra cui le più importanti sono la temperatura e l’umidità ambientale.

La tabella sopra esposta ci supporta nella scelta del principio attivo perché si vede con chiarezza come vi siano differenze sostanziali tra un principio attivo e l’altro a livello di DL50 ossia la Dose Letale oltre la quale si registra la morte del 50%+1 dei soggetti trattati a dosi crescenti della sostanza attiva.

A partire dal Warfarin e dal Clorophacinone che sono principi attivi anticoagulanti della I generazione andando verso destra nella tabella aumenta la “potenza” del principio attivo,che sarà tanto più letale quanto meno ne occorre per provocare la morte del roditore trattato.

Gli anticoagulanti della I generazione non vengono praticamente più usati perché i roditori hanno sviluppato una resistenza verso questi principi attivi,forse a causa delle massicce dosi di prodotto a cui sono state esposte negli anni passati.Potendone avere comunque a disposizione non sarebbe una cattiva idea effettuare derattizzazioni spot con questa classe di prodotti che hanno una bassa tossicità,anche se necessitano di essere mangiati in maggiore quantità per espletare il loro meccanismo d’azione.

Andando invece nella parte destra della tabella si vede come prodotti come il Floucomafen,il Difethialone e il Brodifacoum necessitano di dosi minori per essere letali, sia per i roditori che per gli animali non bersaglio.

Sono quindi molto potenti e di questo bisogna  tenere conto qualora si effettuino derattizzazioni nelle aree esterne dove i roditori avvelenati possono potenzialmente essere predati, e quindi provocare una intossicazione secondaria sulla fauna selvatica intesa come volpi,donnole,rapaci notturni e diurni ecc. o da predatori occasionali come animali di allevamento,cani, gatti ecc.

L’ appetibilità  che i principi attivi conferiscono all’esca è diversa da principio attivo a principio attivo e quindi va testata sul campo,sopratutto per i prodotti più recenti (invece per prodotti a base per esempio di Bromadiolone esiste un’ampia esperienza operativa e sperimentale)

Romani Disinfestazioni non effettua derattizzazioni sistematiche su larga scala con Difethialone,Floucomafen e Brodifacoum ossia il loro utilizzo non viene da noi adottato per derattizzazioni nelle aree esterne ove vi sia anche un rischio remoto di intossicazione secondaria su altre specie animali ma solo per interventi veramente mirati e specifici.

Questo scenario di potenziale rischio è più frequente di quanto si pensi e lo riscontriamo nei seguenti ambiti operativi:

  • Giardini privati dove sono presenti cani,gatti ed altri animali da compagnia
  • Piccoli e grandi allevamenti avicoli,suini,elicicoltura ecc
  • Zoo e canili
  • Derattizzazioni di aree esterne di aziende alimentari in contesti semi-urbani o di campagna (tipologia molto frequente perchè le Aziende difficilmente insistono in un contesto urbano)
  • Parchi pubblici,privati e parchi naturali
  • Aree pubbliche per campagne di derattizzazione urbana

Ad oggi non vi sono alternative chimiche applicabili all’uso degli anticoagulanti per cui occorre comunque fare ricorso a questi principi attivi per effettuare campagne di derattizzazione nelle aree esterne.

Utilizzando prodotti a base di Difenacoum e Bromadiolone si riesce efficacemente a sfruttare i notevoli pregi di questi principi attivi, tra cui la buona appetibilità (il Bromadiolone addirittura sembra un principio attivo migliorativo del gusto) , l’assenza di fenomeni di resistenza almeno in Italia, l’elevata efficacia contro i roditori,la disponibilità dell’esca in blocchetti paraffinati che sono enormenente piu’ sicuri di altre formulazioni, la minore pericolosità per animali non bersaglio.

Nel nostro Calendario dei Veleni effettuiamo una rotazione di questi due principi attivi, il Difenacoum e il Bromadiolone,non tanto per aggirare eventuali fenomeni di resistenza,(remoti comunque in quanto i prodotti appartengono alla stessa famiglia di prodotti), quanto per una ottimizzazione operativa ed una turnazione efficiente che garantisca freschezza dei prodotti ed anche rintracciabilità immediata dei lotti.

A volte ci siamo confrontati con altri colleghi in merito al contemporaneo utilizzo di più tipi di principio attivo nel medesimo erogatore, pratica che non ci trova concordi proprio per i motivi del diverso impatto di ciascun principio attivo.Qualora si intenda più facilmente intercettare l’andamento dei consumi di esca occorrerà effettuare passaggi più frequenti e in quella sede effettuare le sostituzioni del caso qualora un prodotto sia più gradito dell’altro.

Rosi Norman

RQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

How to choose the active ingredient in the rodent control

 

poison lethal dose

The restrictions which are going to meet with rodenticide baits require a detailed knowledge of the toxicity to target animals and for those not targeted.

The products must therefore combine maximum efficiency with the least possible hazard.

We assume that the anticoagulant poisons all belong to the same family, of idrossicumarine and whose mechanism of action is based on the block of hepatic synthesis of K Vitamin  which is a fundamental factor of the blood clotting . As stocks of K vitamin are already present in the liver and some foods, so-called hepatic protectors, offer extended availability, it may need a few days before the rodents who ingested the bait begins to show the first symptoms of poisoning. This bring to overt bleeding from the  peripheral vascular system and then will hit the vital organs causing death. The agony  does not last very long but only for a limited period following the ingestion of the bait. The success of anticoagulant baits has for over 60 years have no rivals, is in the fact that the death occurs several days after the ingestion, so there is not a direct correlation for the rodents between the last food ingested and the own illness or of their similar.

Instead, in regards of the “mummification”, a phenomenon certainly facilitated by bleeding, this happens, however, only if there is concurrence of conditions including the most important are the temperature and the ambient humidity.

The table above supports us in the choice of the active ingredient because it can clearly be seen that there are substantial differences between an active ingredient and the other at the LD50 level namely the lethal dose beyond which records the death of 50% + 1 of subjects treated with increasing doses of the active substance.

Starting from Warfarin and Clorophacinone which are the first generation anticoagulant active ingredients going toward the right in the table the “power” of the active ingredient rise, which will be much more less lethal as it is necessary to cause the death of the treated rodent.

The first generation of anticoagulants are not practically used anymore because the rodents have developed resistance to these agents, perhaps because of the massive amounts of product that have been exposed over the past years. If there was still availability it would not be a bad idea to perform rodent control with this class of products that have a low toxicity, even if they need to be eaten in greater quantities to perform their action.

Going instead in the right part of the table you can be seen as products such as Floucomafen, Difethialone and Brodifacoum require smaller doses to be lethal even for non-target animals.

They are therefore very powerful and this must be taken into account if it is to conduct rodent control in the outer areas where the poisoned rodents can potentially be preyed upon, and therefore cause a avifauna secondary poisoning such as foxes, weasels, nocturnal and diurnal birds of prey or occasional predators such as farm animals, dogs, cats etc.

The palatability which give the bait goes tested in the field  as much as the recent products compared to other for example the Bromadiolone of which there is a wide operational experience.

Romani Pest Control doesn’t do systematic deratization with the latter three active ingredients, they aren’t used by us for rodent control in outdoor areas where there is even a remote risk of secondary poisoning on other animals.

This scenario is more common than you think and we find it in the following areas:

  • Gardens where there are dogs and cats
  • Small rabbit farms and domestic coops
  • Herds of pigs, animal shelters, Zoo
  • Deratization of outdoor areas of food companies in semi-urban contexts or country (very common type because the companies hardly insist in an urban context)
  • Parks with the presence of small lakes and birds of different species

To date there are no applicable chemical alternatives to the use of anticoagulants, that must still resort to these active ingredients, to make rodent control campaigns for the prevention against intrusion in the indoor areas.

Using products based on Difenacoum and Bromadiolone is able to exploit the considerable advantages of these active ingredients, including the good palatability (the Bromadiolone even seems an active ingredient for taste improvement), the absence of phenomena of resistance at least in Italy, the high efficacy against rodents, the availability of the bait in paraffin blocks which are hugely safer than other formulations and the less hazardous to non-target animals.

In our calendar of poisons we carry out a rotation of these active ingredients, not to circumvent any resistance phenomena (remote in any case because the products belong to the same family) and for operational optimization and efficient shift system that ensures the product freshness and also immediate traceability of lots.

Sometimes we are confronted with other colleagues on the simultaneous use of multiple types of active ingredient in the same dispenser, a practice that we disagree on for the reasons of the different impact of each ingredient . In case there’s a wish to more easily intercept the trend of a bait consumption is necessary to have more frequent visits and on that occasion make substitutions in case a product is more acceptable than the other.

Rosi Norman

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Un successo fatto di oltre 1.000.000 di visite

1.000.000 di visualizzazioni della nostra presenza sul web.

Questo è il dato che oggi festeggiamo.Solo negli ultimi 12 mesi le visite al nostro sito internet www.romanidisinfestazioni.com hanno fatto registrare un aumento medio del 1936%, segno evidente che qualcosa ha suscitato interesse in tante persone che ricercavano contenuti inerenti la disinfestazione  a 360°, sia in ambito “home/garden” che nell’ambito dei servizi per le Aziende Alimentari.

I primi anni della nostra presenza web erano focalizzati in una pagina statica dove elencavamo i principali servizi svolti ed i contatti ai quali era possibile trovarci.Si parla ormai di quasi 20 anni fa e le prime statistiche ci davano come dati di accesso una media di 7-10 passaggi a settimana, ossia un utente o poco piu’ al giorno.Con gli anni abbiamo potuto verificare di persona come siano i contenuti ad attirare visitatori ed è  cosi’ che oggi festeggiamo oltre 1.000.000 di visite complessive.Lo consideriamo un successo data la particolare area tematica trattata e dei servizi molto specifici che forniamo.

Tanto c’è ancora da fare sopratutto nell’ambito dei servizi specializzati per le Industrie che muovendosi in un contesto globale e sempre piu’ agguerrito ricercano risposte rapide e mirate ai propri specifici bisogni ed è qui che stà la forza di una piccola azienda artigiana come la nostra che fà del dinamismo e della professionalità l’arma vincente per esaudire le richieste di ogni nostro Cliente.

Scarica la raccolta dei post dedicati a questo argomento cliccando l’immagine sotto riportata.

copertina

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Perchè un Disinfestatore ad un Corso HACCP?

 

HACCP: una parola che racchiude il motivo per cui la formazione del nostro Staff composto da Periti Agrari e con diploma di Laurea di I° livello in Tecnologie Alimentari ci ha fatto avere da sempre una particolare cura nei servizi che svolgiamo per le imprese della filiera agroalimentare.

Già nel 2000, dopo circa 3 anni dall’entrata in vigore del decreto leg. N° 155/97 (oggi superato) e del concetto di Autocontrollo ed Analisi dei Rischi dei Punti Critici di Controllo (HACCP) richiedemmo al Distretto socio sanitario di zona il Libretto di Idoneità Sanitaria.
La nostra intenzione era quella di dimostrare alla Clientela che eravamo attenti e sensibilizzati ad operare in un ambiente, quello delle Imprese Alimentari , dove si richiedeva una cura molto superiore rispetto ad un altro contesto operativo dove invece non si lavorino alimenti e bevande.

Nel 2008 partecipammo poi ad un percorso di formazione HACCP analogamente a quanto devono fare coloro che lavorano nelle attività alimentari.I corsi che sono stati resi obbligatori dopo il decadimento del Libretto di Idoneità Sanitaria che oggi non viene piu’ rilasciato dalla Regione Toscana.In quell’occasione ci eravamo concentrati sugli aspetti relativi alle norme comportamentali che deve seguire il personale esterno che entra dentro una azienda alimentare, ritenendo di fondamentale importanza l’acquisizione di informazioni circa per esempio l’abbigliamento che occorre adottare, la gestione di oggetti personali od utilizzati nel servizio e che potrebbero presentare rischi per la contaminazione accidentale degli alimenti in tutte le fasi del processo produttivo ed altre procedure da seguire.

Successivamente la necessità di individuare con la maggiore precisione possibile i Punti di Controllo ove andare a posizionare un dispositivo di monitoraggio ci spinse ad aumentare la richiesta formativa fino a seguire corsi per Responsabili di attività complesse, come è un industria alimentare, dove occorre comprendere l’importanza di ogni fase del flusso produttivo per valutare il ruolo del Rischio infestativo e di contaminazione fisica,chimica e micro/macro biologica.

Dialogare con i Responsabili della Qualità e delle Pulizie  a volte ci ha consentito di incidere su alcune pratiche consolidate nell’Azienda che confliggevano pero’ con una buona riuscita dei piani di monitoraggio, pensiamo per esempio all’uso degli aspirapolveri anziché dell’aria compressa, che nel caso di aziende dove si lavori la farina rischia di disperdere nell’ambiente uova,larve,esuvie ecc. oppure alla richiesta di collaborazione del personale su alcune buone pratiche come la chiusura delle porte,la corretta gestione dei rifiuti ecc.

L’Azienda di Disinfestazione deve fare la sua parte cooperando con l’ Impresa Alimentare per il mantenimento della Sicurezza Igienico Sanitaria  che l’Azienda deve garantire nel mercato globale, dove non è consentito sottovalutare alcun Rischio e questo si puo’ raggiungere impegnandosi al massimo con la Formazione e l’Addestramento del personale impegnato nelle attività di Pest Control.

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Why a Pest Control Manager follow the HACCP courses?

The training of our staff consists of land surveyors and diploma of the first level degree in Food Technology has made us have always been a special care in the services that we perform for companies in the food industry.

Already in 2000, after about three years the entry into force of law N ° 155/97 (now passed) and the concept of Self-Control and Risk Analysis of Critical Control Point (HACCP) we requested to social health district area, the booklet Health Suitability.

Our intention was to demonstrate to customers that we were careful and aware to operate in an environment, that of Food Companies, where he called for a far greater care than another operational environment where instead does not work food and drinks.

In 2008 we took part then a HACCP training course similar to what have to do those working in food activities.I courses that have been made mandatory after the decay of the Booklet of Health Suitability that today there is more ‘issued by the Region Toscana.In that occasion we were focused on aspects related to behavioral standards to be followed by external personnel entering into a food company, considering crucial the acquisition of information about, for example, the clothing that must be taken, the management of personal items or used in the service and that could pose risks for accidental contamination of food at all stages of the production process and other procedures to be followed.

Subsequently, the need to identify as precisely as possible the Control Points where going to place a tracking device prompted us to increase the training required to take courses to managers of complex activities, as it is a food industry, where it is necessary to understand the ‘ importance of each phase of the production flow to evaluate the role of Pest Risk and physical contamination, chemical and micro / macro biological.

Dialogue with the leaders of quality and cleaning at times allowed us to affect some established practices in the Company that conflicted but ‘with a successful outcome of the monitoring plans, we think, for example, the use of vacuum cleaners instead of compressed air, that in the case of companies where the flour is likely to work release to the environment eggs, worms, exuviae etc. or to request collaboration of the staff of some good practices such as closing doors, proper waste management and so on.

The Pest Control Company must do its part by cooperating with the ‘Enterprise Food for the maintenance of the Health Security Hygienic that the Company must ensure the global market, where it is not permitted to underestimate any risk and that you can’ reach by engaging with at most training and training of personnel involved in pest control activities.

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Biocidi e uso permanente esche rodenticide: Step 1

Esche rodenticide: solo gli addetti ai lavori hanno compreso quello che potrebbe comportare a livello tecnico-operativo questa nuova regolamentazione che si traduce nell’uso limitato di questi prodotti.

Le etichette dei prodotti derattizzanti Biocidi oggi riportano infatti una arco temporale all’interno del quale questi prodotti possono trovare il loro impiego, dopodichè andranno integrati con altri sistemi e relazioni documentali che giustifichino  i metodi di controllo delle popolazioni murine nelle aree esterne.

biocidi

 

 

 

 

 

 

Questa nuova rivisitazione sull’impiego dei prodotti topicidi è stata effettuata in concomitanza con  la revisione da Prodotti Presidi Medico Chirurgici a Biocidi a livello europeo e le conseguenti revisioni sulle Misure di Mitigazione del Rischio.

Non possiamo sapere in base a quali rischi effettivi si sia deciso di dare questo giro di vite a livello comunitario, visto che almeno in Italia sintomi di avvelenamento secondario conclamato su specie selvatiche (volpi,rapaci,cinghiali ecc) non siano percettibili nell’opinione pubblica e le statistiche in merito non sono di facile accesso.

Per avvelenamento secondario si intende l’intossicazione di animali non target causata dall’ingestione di roditori avvelenati.

Ricordiamo che esiste già un Ordinanza Ministeriale che limita l’uso di esche rodenticide che devono essere collocate in contenitori chiusi a chiave proprio per evitare l’avvelenamento diretto a scapito di specie non target e cani in particolare.

Non potendo entrare quindi nel merito delle scelte attuate nel Regolamento Biocidi possiamo solo prendere atto dello stato attuale e attivarci con le contromisure necessarie,al fine di assicurare un servizio di derattizzazione efficiente e sicuro per il Cliente e l’Ambiente.

Il primo passo che dobbiamo fare sarà quello di mettere nero su bianco un parere obiettivo, considerando il contesto ambientale in cui insiste il sito produttivo,ossia se questo sia inserito in ambiente rurale,semirurale od urbano e quindi definire la capacità portante* dell’area in cui ci troviamo, intesa come capacità di fornire acqua,cibo e possibili nidificazioni che l’ambiente è in grado di offrire ai roditori.

capacita_portante

Andremo quindi a concentrarci su alcuni aspetti e tra i piu’ comuni possiamo elencare la vicinanza a corsi d’acqua, campi coltivati,allevamenti, campi incolti,zone boschive ecc.

 

report
Area esterna con zona depuratore e torrente a pochi metri dallo stabilimento

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto definiremo un livello di rischio in base al quale inquadrare la possibilità delle specie murine di insistere sul sito produttivo nelle aree esterne e quindi di conseguenza sul rischio di intrusione nelle aree interne qualora queste siano piu’ o meno facilmente accessibili ai roditori.

Documentare tutto  quanto sia possibile fare per migliorare l’impermeabilità della struttura all’accesso dei roditori ossia assistere l’azienda con tutti quei consigli ed osservazioni che è possibile attuare per impedire l’accesso dei roditori.

Leggi anche il nostro precedente post dedicato a questo aspetto.

Il parere del disinfestatore è essenziale in questa fase in quanto chi fà questo lavoro ha un punto di vista privilegiato e conosce le abitudini comportamentali dei roditori e la loro capacità penetrativa.

proofing
Tubi correttamente sigillati

 

 

 

 

 

 

 

La fase successiva riguarderà l’analisi statistica dei consumi di esca e dell’attività dei roditori nelle aree esterne registrata nel corso degli ultimi anni,in modo da avere dati storici di supporto al sistema di gestione dei servizi di derattizzazione che andremo ad effettuare.

La reportistica elaborata dal nostro software è stata concepita proprio per questo ed è in grado di generare un Foglio di Calcolo in modo da poter restituire dati e fornirci, per esempio, quali postazioni siano state maggiormente visitate negli ultimi 12-24-36 mesi.

report
La schermata dove effetuare i download dei vari report che si vogliono visualizzare: grafici,pdf, e fogli di calcolo di tutti gli anni in cui e’ stato erogato il servizio

Una statistica elaborata negli USA ha individuato che circa il 10% degli erogatori di esca esterna viene visitato dai roditori in maniera continuativa e questo ci può essere di aiuto per andare a definire le tecniche ed i tempi di intervento per fornire un servizio di qualità al Cliente.

In un successivo post prenderemo in esame come possiamo integrare l’uso di esche rodenticide con altre tecniche di monitoraggio e controllo dei roditori nelle aree esterne e predisporre una procedura che risponda in maniera esaustiva a quanto richiesto dalle prescrizioni attuali previste dai prodotti Biocidi

Rosi Norman

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Permanent rodenticide bait: step 1

Rodenticide bait: only insiders can understand what this could lead to technical and operational level, with this new regulation which can results in the restricted use of these products.

Product labeled as Rodenticide Biocides now report a time frame within which these products can be used, then they’ll integrate with other systems and documentary reports that justify to peoples the murine control methods in the outside areas.

This new revision of the use of rat poison products was carried out in conjunction with the review of Medical Surgical Products to Biocides in Europe.

We cannot know on what real risks they  decided to give this clampdown at Community level, since at least in Italy full-blown symptoms of secondary  poisoning on the wildlife (foxes, birds of prey, wild boar, etc.) are not perceptible in the public opinion and statistics about that are not easily accessible.

For secondary poisoning is defined as poisoning of non-target animals caused by ingestion of poisoned rats.

Remember that there is already a Ministerial Order that restricts the use of rodenticide baits to be placed in containers locked in order to avoid the direct poisoning at the expense of non-target species, in particular dogs.

Not being able to get inside the merits of the choices made in the Biocides Regulation we can only take note of the current status and take action with the necessary counter-measures, in order to ensure an efficient service and a safe rodent control for the customer and the environment.

The first step we need to do is to put pen to paper on an objective opinion, considering the environmental context in which the production site insist, or whether it was inserted in rural areas, semi-rural or urban, and then define the carrying capacity of the area in which we find ourselves, meaning the ability to provide water, food and possible nesting that the environment is able to offer to rodents.

So we’re going to focus on some aspects of the most common we can list: the proximity to rivers, farmlands, farms, fallow fields, wooded areas and so on.
At this point we’ll define a level of risk based on the ability of murine species to insist on the production site, in the outer areas and so consequently the risk of intrusion into inland areas where these are more or less accessible to rodents.

Document everything that can be done to improve the water resistance to avoid the access of rodents to the structure and assist the company with all the recommendations and observations that can be implemented to prevent the access of rodents. Read also our previous post dedicated to this.

The opinion of the exterminator is essential at this stage because those who make this work has a privileged point of view and knows the behavioral habits of rodents and their penetrating power.

The next phase will concern the statistical analysis of bait consumption and activity of rodents in outdoor areas registered over the past years, so you’ll have historical data support to the rodent control service management system we’re going to do.

The reports drawn up by our software is designed just for this and is able to generate a sheet of calculation in order to return data and request, for example, such stations have been most frequently visited in the last 12-24-36 months.
A statistic developed in the US has identified that approximately 10% of external bait dispensers is visited by continuously rodents and this can be of help to define the technical and response times to provide a service of quality to the Customer.

In a later post we will examine how we can integrate the use of rodenticide baits with other rodent, monitoring and control techniques in the outdoor areas and provide a procedure that responds comprehensively to the requirements of the current presciption included in the Biocidal Products

Rosi Norman

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Derattizzazione e Pest Proofing

Due concetti sempre più uniti

Pest proofing è un  termine inglese che nel senso comune significa l’insieme delle misure che si devono adottare per impedire la penetrazione e la proliferazione degli infestanti all’interno degli edifici.

Pest sta indicare genericamente “infestanti” e proofing può essere associato ad un termine che indica “impermeabile” .

Queste due parole si riferiscono ad un ambiente inviolabile dagli infestanti.

Per maggiore precisione qualora si volesse focalizzare questo aspetto esclusivamente sui roditori si può parlare di Rat Proofing.

roditori
Testo del Prof. Suss dedicato alla prevenzione degli infestanti nelle Aziende Alimentari

 

Le restrizioni sempre maggiori che caratterizzano il nostro lavoro relativamente all’uso di esche rodenticide,sistemi di trappolaggio (vedi Nord Europa) ed utilizzo di prodotti insetticidi per la disinfestazione non ci consentono di rimandare oltre tutte quelle azioni di miglioramento strutturale che devono essere effettuate nelle Aziende Alimentari.

Se fino ad oggi l’idea che fosse superfluo non intervenire con opere di esclusione (molto più costose rispetto al prezzo di un erogatore o trappola da aggiungere od intervento di disinfestazione nelle aree perimetrali esterne) oggi dobbiamo dire con forza che questa prospettiva è inderogabile.

Esistono testi autorevoli che prendono in esame questi aspetti di cui tiene conto chi si occupa della progettazione e costruzione di strutture destinate ad ospitare Aziende Alimentari in quanto come ben sappiamo un conto è prevedere le caratteristiche strutturali al momento della costruzione mentre un altro conto è intervenire su strutture a volte obsolete o concepite secondo altri criteri più legati alla funzionalità operativa.

pest_proofing
Pest Minimisation Best Practice

 

Il Tecnico della Ditta di Disinfestazione dovrà con sempre maggior impegno segnalare tutti quei punti critici di possibile intrusione e l’Azienda Alimentare deve comprendere che questa azione preventiva viene fatta nel suo proprio interesse.e non rappresenta un capriccio del disinfestatore.

Il Tecnico fornisce queste informazioni durante l’esecuzione del servizio e viene già compensato per questo, quindi bisogna cogliere il valore aggiunto che egli può dare conoscendo a fondo le abitudini e l’etologia dell’infestante e può prevedere a ragion veduta cosa può essere migliorato.

La Ditta di Pest Control ha ben presente le conseguenze derivanti da una situazione critica che di fatto espone le parti ad un rischio molto grave che può provocare un  Danno sia Diretto che Indiretto dovuto alla Contaminazione Biologica e Fisica di un infestante nell’alimento.

Per cui il nostro focus si deve concentrare sui punti deboli che possono essere presenti relativamente alle zone di accesso,alcune macroscopiche ed evidenti, altre meno, e che possono essere utilizzate dagli infestanti per introdursi all’interno della struttura.
Ad un occhio esperto si evidenziano spesso questi punti deboli, tra i quali possiamo elencare:
– Bande antintrusione alle porte e ai portoni poco efficienti

Pest proofing

 

– Zanzariere presenti e integre
– Cavidotti schermati e tubazioni da tombini esterni opportunamente sigillate
– Bocche di aerazione grigliate
– Tubazioni e condotte di impianti termici sigillate

Pest proofing

 

– Pavimentazione esterna presente e senza avvallamenti (no pozzanghere)
– Sfalcio costante dell’erba nelle porzioni di prato perimetrale (se presente)

erogatore_fossato

 

– Zona rifiuti esterna correttamente gestita

Nella progettazione dell’impianto di monitoraggio infestanti e nella valutazione di quanto deve essere fatto per la corretta manutenzione delle aree esterne deve essere considerata anche quella che in gergo tecnico viene definita come CAPACITA’ PORTANTE dell’area dove insiste il sito produttivo,intesa come capacità dell’ambiente di permettere la proliferazione di infestanti (esempio disponibilità di acqua,cibo,possibilità di nidificazione) e valutare come l’Azienda possa’ intervenire per ridurre questa capacità portante.

proofing
Area a ridosso di un torrente e ad un’ area depuratore

Per concludere, il Pest proofing può comprendere anche tutte quelle buone pratiche che durante le attività lavorative tendono a minimizzare se non ad escludere i rischi da intrusione come per esempio:

– Porte e portoni aperti durante i periodi di inattività.
– Chiusura dei contenitori per rifiuti e non lasciare avanzi o residui di cibo durante le pause.
– Contribuire al mantenimento di un buon livello di pulizia
– Segnalare ogni discostamento da livelli conformi nei punti sovraesposti.

L’ultimo punto in elenco indica che l’integrità strutturale deve essere costantemente monitorata.

Romani Disinfestazioni Srl è organizzata per valutare insieme al Cliente tutte le operazioni da effettuare per migliorare e mantenere efficiente il sistema di protezione contro le intrusioni da infestanti.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

 

Deratization and pest proofing two united concepts

Pest proofing is a word which in common sense means all the measures that must be taken to prevent the penetration and proliferation of pests in buildings.

These two words refer to an inviolable environment from pests. To be more precise if you want to focus solely on rodents we can talk of Rat Proofing.
The always growing restrictions that characterize our work regarding the use of rodenticide baits, trapping systems (see Northern Europe) and use of insecticides products for disinfestation didn’t allow us to postpone those actions of structural improvement that must be made in food manufacture.

If until now the idea that it was unnecessary to intervene with works of exclusion (much more expensive than the price of a dispenser, a trap to be added or a disinfestation operation in the external perimeter areas) today we must say emphatically that this perspective is final .

There are authoritative texts that examine these aspects that takes into account those involved in the design and construction of facilities designed to host food production because as we all know one thing is to predict the structural characteristics at the time of construction and another thing is to act ,on sometimes obsolete structures or designed, according  to an operating functionality criteria.

The technician of the pest control company will focus the report to all those critical points of possible intrusion and the food company must understand that this preventive action is done in its own interest and not for the exterminator’s whim.

The technician provides this information during the execution of the service and is already up for it, so you have to understand the added value that he can give of knowing the habits and the pest ethology and can predict ,due consideration, what can be improved.

The pest control company is well aware of the consequences of a critical situation that actually exposes the parties to a very serious risk that can cause damage both directly and indirectly due to biological and physics contamination of a pest in the food.

So our focus is on the weak points that may be present in relation to access areas, some glaring and obvious some others less, and that can be used by the pests to get inside the structure.
To a trained eye these weaknesses will be often highlighted, among which we can list:

  •  Inefficient intruder bands on gates and doors
  •  Mosquitos nets present and intact
  •  Shielded conduits, external manholes and pipes suitably sealed
  •  Grills on air vents
  •  Sealed thermal plants pipes and ducts
  •  External flooring present with no depressions (no puddles)
  •  Costant grass mowing on the perimeter (if any)
  •  External waste zone properly managed

In designing the plan for pest monitoring ,and evaluation of what is required for proper maintenance, of the outdoor areas it must also be considered in technical jargon is known as CARRYING CAPACITY  area where is situated the production site, meaning the environmental ability to allow the proliferation of pests (eg. availability of water, food and nesting opportunities) and evaluate how the company can take action to reduce this carrying capacity.
Finally, the Pest proofing can include all those good practices during work activities to minimize or even to exclude the risks of intrusion such as:

  • Doors and gates open during inactivity periods.
  • Closure of waste containers and don’t leave leftovers or food residues during breaks.
  • Contribute to maintaining a good level of cleanliness
  • Report any deviation from compliance levels in the points above.

The last point in the list indicates that the structural integrity must be constantly monitored.

Romani Pest Control Srl is organized to assess with the customer all the steps to take to improve and maintain efficient system of protection against intrusion by any kind of pests.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

 

Qualità Certificata

Romani Disinfestazioni Srl è una società con Sistema Qualità Certificato ISO 9001 dal 2001 ed è attiva nel settore delle disinfestazioni da oltre 20 anni.

Specializzati nei servizi di monitoraggio infestanti per le industrie Alimentari corrediamo il nostro portfolio operativo con tutta una serie di servizi nel settore dell’igiene urbana tra cui in particolare:

  • Derattizzazione
  • Disinfestazione zanzare
  • Disinfestazione vespe e calabroni
  • Disinfestazione scarafaggi
  • Disinfestazione cimici dei letti
  • Disinfestazione formiche,pulci e zecche
  • Disinfestazione antitarlo
  • Bonifica da colonie di termiti sotterranee
  • Dissuasione volatili

Le metodologie operative della Romani Igiene Ambientale non solo seguono specifiche procedure interne redatte nel nostro Sistema Qualità ma rispettano le indicazioni e gli obblighi normativi in materia e sia gli operatori che i tecnici laureati sono in possesso di attestati e certificazioni per lo svolgimento di programmi di controllo degli infestanti.
Operiamo prevalentemente in ambito regionale con spostamenti extraregionali per servizi dedicati per le Industrie Alimentari dove si necessita di applicare determinati standard operativi obbligatori per lavorare con la Grande Distribuzione Organizzata in Italia e all’estero.
Infatti in questi ambiti devono essere applicate rigide procedure operative che hanno lo scopo di tutelare il consumatore da ogni Rischio di contaminazione,in particolare nel nostro ambito operativo la contaminazione biologica da insetti e roditori che se non adeguatamente gestiti e controllati possono provocare gravi danni agli alimenti.
Da oltre 15 anni svolgiamo servizi di bonifica da colonie di termiti sotterranee e vi invitiamo ad approfondire questo interessante argomento visitando lo specifico sito aziendale dedicato a questo problema dove è possibile anche scaricare depliants redatti appositamente per dare una maggiore informazione su questo problema così poco conosciuto ma che tanti danni fà registrare ogni anno alle strutture lignee ed ai beni artisitici.
Il sito è www.termiti.it.
Contattaci al numero 0583-955344 e prenota un appuntamento per un sopralluogo all’interno del quale definiremo insieme i dettagli tecnici per la risoluzione di ogni Vostro problema in ambito infestativo.

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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La Derattizzazione Ecologica

Il Controllo Ecologico dei Roditori in un allevamento ovino

Nell’autunno 2015 abbiamo attivato un servizio di controllo ecologico della popolazione murina presso un allevamento ovino sito nella zona dell’Oltreserchio lucchese dove era in corso una severa infestazione a carico di Ratto nero (Rattus rattus)
La scelta di utilizzare il Sistema di Derattizzazione Ecologica Ekomille  alternativo all’uso di esche rodenticide chimiche è stata adottata per le seguenti motivazioni:

  •  Ambiente ad alto rischio di contaminazione per l’uso di esche rodenticide in quanto i roditori una volta mangiata l’esca manifestano i segni di avvelenamento diventando facile preda della muta di cani da pastore presenti e che avrebbero potuto accusare i sintomi di un avvelenamento secondario.
  •  Alta competizione alimentare per la presenza di mangimi,foraggi e sementi.
  •  Forte presenza di ratto nero che è una specie molto diffidente e neofobica verso le esche rodenticide in genere.
  •  Ambiente con forte umidità che favorisce la formazione di muffe e funghi sulle esche rodenticide paraffinate rendendole inappetibili.
  •  Possibilità di usare diverse sostanze appetenti non avvelenate per attrarre i roditori nelle trappole ecologiche.
  •  Avere un riscontro quantitativo sul numero di catture effettuate,fattore non così evidente quando si utilizzano le esche rodenticide nella derattizzazione tradizionale.
  •  Minimizzare l’uso di sostanze tossiche in quanto l’Azienda è particolarmente sensibile circa l’utilizzo di prodotti chimici.

 

 

Ekomille
Il Sistema Ekomille

 

 

Abbiamo posizionato le trappole all’inizio dell’autunno scorso in data 28 settembre 2015 , evidenziando da subito i primi segni di avvicinamento alla trappola con consumo delle esche attrattive.

 

Ecologica
Il Sistema Ecologico Ekomille durante il ricambio delle esche attrattive

 

 

Abbiamo attivato le trappole il giorno 08 ottobre una volta accertato il superamento della diffidenza da parte dei roditori.
Dopo circa una settimana abbiamo potuto constatare le prime catture (9) e con passaggi cadenzati ogni 20 giorni il numero di catture è stato crescente con 43 catture nel mese di novembre,per passare a 12 nel mese di dicembre con un netto ed evidente miglioramento della infestazione in atto e conseguente benessere degli animali allevati e del personale impiegato nelle attività lavorative.

 

Ecologica
Il Sistema Ecologico Ekomille con le catture  dei roditori rimaste nel liquido disinfettante

 

 

Nei mesi successivi del 2016 abbiamo potuto contare ad oggi 35 catture (vedi grafico)

Grafico
Andamento catture 2015-2016

 

 

Possiamo quindi testimoniare come l’utilizzo di questo sistema di monitoraggio e controllo delle popolazioni murine mantenga una elevata efficacia nel tempo fermo restando che gli ambienti in questione,per loro natura,sono soggetti ad una costante presenza di questi infestanti per cui solo un programma di lotta murina costante  può mostrare i benefici effetti nel corso del tempo.

Silvio Bianchini

Tecnico PCO Romani Disinfestazioni Srl Lucca

Supervisione tecnica Norman Rosi

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

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The Ecological Control of Rodents in a sheep farm

In autumn 2015 we activate an ecological control service on the murine population in a sheep farm site in the area of Lucca Oltreserchio where there was a severe infestation of black rats (Rattus rattus)

We choose to use the ecological alternative of the Ekomille trap instead of using the chemical rodenticide baits system for the following reasons:

  • High risk of environmental contamination for using rodenticide baits, once the bait was eaten manifesting the signs of poisoning they become easy prey of the pack of sheepdogs present and who could ,as well, manifest the symptoms of secondary poisoning.
  • High food competition for the high presence of fodder and seeds.
  • Strong presence of black rat a very suspicious species with strong neofobia attitude towards rodenticide baits.
  • The environment with strong humidity favors the formation of mold and mildew on rodenticide baits on the paraffin making them unpalatable.
  • Possibility of using various palatable substances not poisoned to attract rodents in ecological traps.
  • Having a quantitative comparison of the number of catches that isn’t so evident while using rodenticide baits in the traditional rodent control.
  • Minimize the use of toxic substances the company in question is especially sensitive about the use of chemical products.

 

Ecologica
The ecologic system Ekomille

We placed traps at the beginning of autumn in date September 28 2015, immediately showing the first signs of approaching towards the trap with bait consumption.
We activated traps the day October 08 after we discovered that the rodents overcame the lack of confidence.
After about a week we have seen the first catch (9) and rhythmic passages every 20 days the number of catches growing with 43 catches in November, to switch to 12 in December with a clear and obvious improvement of the infestation and consequent welfare of animals bred and employed personal in work activities.

Ecologica
Il Sistema Ecologico Ekomille con le catture  dei roditori rimaste nel liquido disinfettante

In the following months of 2016  we can count over 35 catches as today (see the graph)

 

Grafico
2015-2016 catches Performance

We can witness that the use of this type of monitoring and control system of the murine populations keeps a high efficiency over time where these type of environment  are subject to a constant presence of these pests and proof that only one murine program can still show benefits effects over time.

Silvio Bianchini

Supervisione tecnica Norman Rosi

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

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Quanto tempo conservare i reports?

Reports: quanto tempo devo conservarli?
E’ questa una domanda che ci capita di sentire molto spesso nelle Aziende Alimentari che serviamo.

Negli Uffici Qualità infatti l’archiviazione delle pratiche non piu’ necessarie è fondamentale per non essere sommersi dalla carta.

Non si tratta di documenti fiscali o bancari,per i quali occorre conservare i documenti per circa 10 anni oppure di atti notarli che devono essere conservati per sempre,pero’ non ci scordiamo che i reports della derattizzazione e disinfestazione sono parte integrante del manuale di autocontrollo aziendale.
Anche i Sistemi Qualità prevedono una durata di conservazione dei documenti aziendali.

Un discrimine che ci puo’ aiutare per decidere quanto tempo conservare i reports potrebbe essere rappresentato dalla vita del prodotto o dei prodotti aziendali;le domande che ci possiamo porre sono ad esempio: quanto tempo resta un prodotto sugli scaffali?Quanto in commercio?

A volte abbiamo sentito che i Clienti cestinano i reports dopo 6 mesi o dopo un anno.

Attenzione, perchè e’ nostro dovere tutelarci in caso di contenziosi,ed essere in grado di poter rispondere ad ogni evento che si manifesti circa la contaminazione da insetti e roditori sull’alimento,fino a che questo puo’ essere commercializzato e venduto al Cliente finale.

Non solo la contaminazione fisica è importante,ma anche quella microbiologica:anche improvvisi aumenti di carica microbiologica potrebbero riguardare infestazioni specifiche,a carico di mosche per esempio,oppure un innalzamento della quantità di acido acetico dovuto ad una invasione di moscerini (Drosophila) nella passata primavera.
A volte alcuni eventi si possono manifestare non immediatamente ma dopo un certo periodo,prendiamo quindi in considerazione tutte le varianti circa questi aspetti.

Pensiamo ora a cosa accadrebbe nel caso si evidenziasse una contaminazione da insetti di un prodotto della vostra Azienda.
Una delle prime cose da fare sarà risalire al lotto di produzione e determinare in che periodo l’alimento è stato prodotto.
Sarà sicuramente interessante verificare quali sono stati gli andamenti delle catture di quel tipo di insetto nel corso degli interventi,eventuali segnalazioni o sforamenti dei Limiti Critici a cui hanno fatto seguito azioni preventive o correttive,oppure se l’insetto responsabile della contaminazione sia di una specie sconosciuta in ambito infestativo aziendale e non sia mai stata censita durante i monitoraggi effettuati;questo evento potrebbe verificarsi qualora il prodotto abia stazionato per periodi piu’ o meno lunghi in magazzini temporanei prima di essere venduto al Cliente finale e non essere imputabile quindi ai processi produttivi.

Anche il flusso di alimenti e materie prime da e verso paesi esteri ed extraeuropei potrebbe essere all’origine di infestazioni da specie di insetti per noi “aliene” come vengono definite in gergo tecnico e questo in certi casi si puo’ evidenziare con facilità con una semplice analisi entomologica.

Romani Disinfestazioni Srl conserva i reports inerenti i servizi per molti anni, e i nostri Clienti che gestiscono la loro documentazione nell’area riservata del sito romanidisinfestazioni.com possono accedere a tutti gli anni censiti dal momento che questo enorme Database è stato creato,ossia dal 2012,come puoi vedere dall’esempio qui sotto.

reports

Consigliamo pero’ di considerare questo aspetto con la massima attenzione per cui consigliamo a tutte le Aziende di conservare con cura per il tempo che riterranno ragionevole oltrechè opportuno i documenti in archivio pronti ad essere consultati in caso di bisogno.

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Pest control services for companies that export

Food export:Romani Disinfestazioni is a pest prevention and control company that work in Tuscany.
Our techinicians are ready to give you all the assistance you need for every kind of problem related with pest in your company.
We are well organised to fill all the documents about the pest control services if you export your food product in other countries specially in USA and UK
We are specialised to apply monitor services for food factories that export their products.
Our services includes also prevention and control for different kinds of pest like for example rats and mice,ants,flies,mosquitos,spiders,wood worms,termites,birds control:this services are dedicated to the private house.
Please contact us calling at +39 0583 955344 or Mr Norman at his mobile phone number +39 337-1238029 and book a free inspection:we will be at your company as soon as possible.
Our headquarter is in Lucca and we move to other cities of Tuscany!

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pest control services
Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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