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Una efficace supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

La Supervisione

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione veloce ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione sia durante che dopo il servizio.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le opzioni di miglioramento occorre quindi analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora questo non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie invece possono dare molte informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un enorme valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile la tabella sotto esposta che ben individua un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

efficace supervisione

3) Un grafico radar che insieme al grafico a torta è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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Rosi Norman

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Come scegliamo il principio attivo nella derattizzazione

principio attivo

Le restrizioni cui stanno andando incontro le esche rodenticide impongono una conoscenza minuziosa della tossicità per gli animali target e per quegli non target.

I prodotti devono quindi combinare la massima efficacia con la minor pericolosità possibile.

Partiamo dal presupposto che i veleni anticoagulanti appartengono tutti ad una medesima famiglia,quella delle idrossicumarine ed il cui meccanismo d’azione si basa sul blocco della sintesi epatica della Vitamina K che è un fattore fondamentale della coagulazione del sangue. Poiché nel fegato sono presenti scorte di questa Vitamina K ed alcuni alimenti,cosiddetti epatoprotettori, ne prolungano la disponibilità,possono esseri necessari alcuni giorni prima che il roditore che ha ingerito l’esca cominci a manifestare i primi sintomi di avvelenamento.Questo si conclama con emorragie che a partire dal sistema vascolare periferico andranno poi a colpire gli organi vitali provocando la morte.L’agonia non dura giorni ma un limitato periodo successivo all’ingestione dell’esca.Il successo delle esche anticoagulanti che da oltre 60 anni non hanno conosciuto rivali, stà proprio nel fatto che il decesso avviene dopo diversi giorni dall’ingestione, per cui non vi è una correlazione diretta per i roditori tra l’ultimo cibo ingerito ed il loro malessere.

Invece per quanto riguarda la nota “mummificazione”, fenomeno sicuramente agevolato dalle emorragie, questa avviene pero’ solo se vi è concomitanza di altre condizioni tra cui le più importanti sono la temperatura e l’umidità ambientale.

La tabella sopra esposta ci supporta nella scelta del principio attivo perché si vede con chiarezza come vi siano differenze sostanziali tra un principio attivo e l’altro a livello di DL50 ossia la Dose Letale oltre la quale si registra la morte del 50%+1 dei soggetti trattati a dosi crescenti della sostanza attiva.

A partire dal Warfarin e dal Clorophacinone che sono principi attivi anticoagulanti della I generazione andando verso destra nella tabella aumenta la “potenza” del principio attivo,che sarà tanto più letale quanto meno ne occorre per provocare la morte del roditore trattato.

Gli anticoagulanti della I generazione non vengono praticamente più usati perché i roditori hanno sviluppato una resistenza verso questi principi attivi,forse a causa delle massicce dosi di prodotto a cui sono state esposte negli anni passati.Potendone avere comunque a disposizione non sarebbe una cattiva idea effettuare derattizzazioni spot con questa classe di prodotti che hanno una bassa tossicità,anche se necessitano di essere mangiati in maggiore quantità per espletare il loro meccanismo d’azione.

Andando invece nella parte destra della tabella si vede come prodotti come il Floucomafen,il Difethialone e il Brodifacoum necessitano di dosi minori per essere letali, sia per i roditori che per gli animali non bersaglio.

Sono quindi molto potenti e di questo bisogna  tenere conto qualora si effettuino derattizzazioni nelle aree esterne dove i roditori avvelenati possono potenzialmente essere predati, e quindi provocare una intossicazione secondaria sulla fauna selvatica intesa come volpi,donnole,rapaci notturni e diurni ecc. o da predatori occasionali come animali di allevamento,cani, gatti ecc.

L’ appetibilità  che i principi attivi conferiscono all’esca è diversa da principio attivo a principio attivo e quindi va testata sul campo,sopratutto per i prodotti più recenti (invece per prodotti a base per esempio di Bromadiolone esiste un’ampia esperienza operativa e sperimentale)

Romani Disinfestazioni non effettua derattizzazioni sistematiche su larga scala con Difethialone,Floucomafen e Brodifacoum ossia il loro utilizzo non viene da noi adottato per derattizzazioni nelle aree esterne ove vi sia anche un rischio remoto di intossicazione secondaria su altre specie animali ma solo per interventi veramente mirati e specifici.

Questo scenario di potenziale rischio è più frequente di quanto si pensi e lo riscontriamo nei seguenti ambiti operativi:

  • Giardini privati dove sono presenti cani,gatti ed altri animali da compagnia
  • Piccoli e grandi allevamenti avicoli,suini,elicicoltura ecc
  • Zoo e canili
  • Derattizzazioni di aree esterne di aziende alimentari in contesti semi-urbani o di campagna (tipologia molto frequente perchè le Aziende difficilmente insistono in un contesto urbano)
  • Parchi pubblici,privati e parchi naturali
  • Aree pubbliche per campagne di derattizzazione urbana

Ad oggi non vi sono alternative chimiche applicabili all’uso degli anticoagulanti per cui occorre comunque fare ricorso a questi principi attivi per effettuare campagne di derattizzazione nelle aree esterne.

Utilizzando prodotti a base di Difenacoum e Bromadiolone si riesce efficacemente a sfruttare i notevoli pregi di questi principi attivi, tra cui la buona appetibilità (il Bromadiolone addirittura sembra un principio attivo migliorativo del gusto) , l’assenza di fenomeni di resistenza almeno in Italia, l’elevata efficacia contro i roditori,la disponibilità dell’esca in blocchetti paraffinati che sono enormenente piu’ sicuri di altre formulazioni, la minore pericolosità per animali non bersaglio.

Nel nostro Calendario dei Veleni effettuiamo una rotazione di questi due principi attivi, il Difenacoum e il Bromadiolone,non tanto per aggirare eventuali fenomeni di resistenza,(remoti comunque in quanto i prodotti appartengono alla stessa famiglia di prodotti), quanto per una ottimizzazione operativa ed una turnazione efficiente che garantisca freschezza dei prodotti ed anche rintracciabilità immediata dei lotti.

A volte ci siamo confrontati con altri colleghi in merito al contemporaneo utilizzo di più tipi di principio attivo nel medesimo erogatore, pratica che non ci trova concordi proprio per i motivi del diverso impatto di ciascun principio attivo.Qualora si intenda più facilmente intercettare l’andamento dei consumi di esca occorrerà effettuare passaggi più frequenti e in quella sede effettuare le sostituzioni del caso qualora un prodotto sia più gradito dell’altro.

Rosi Norman

RQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

How to choose the active ingredient in the rodent control

 

poison lethal dose

The restrictions which are going to meet with rodenticide baits require a detailed knowledge of the toxicity to target animals and for those not targeted.

The products must therefore combine maximum efficiency with the least possible hazard.

We assume that the anticoagulant poisons all belong to the same family, of idrossicumarine and whose mechanism of action is based on the block of hepatic synthesis of K Vitamin  which is a fundamental factor of the blood clotting . As stocks of K vitamin are already present in the liver and some foods, so-called hepatic protectors, offer extended availability, it may need a few days before the rodents who ingested the bait begins to show the first symptoms of poisoning. This bring to overt bleeding from the  peripheral vascular system and then will hit the vital organs causing death. The agony  does not last very long but only for a limited period following the ingestion of the bait. The success of anticoagulant baits has for over 60 years have no rivals, is in the fact that the death occurs several days after the ingestion, so there is not a direct correlation for the rodents between the last food ingested and the own illness or of their similar.

Instead, in regards of the “mummification”, a phenomenon certainly facilitated by bleeding, this happens, however, only if there is concurrence of conditions including the most important are the temperature and the ambient humidity.

The table above supports us in the choice of the active ingredient because it can clearly be seen that there are substantial differences between an active ingredient and the other at the LD50 level namely the lethal dose beyond which records the death of 50% + 1 of subjects treated with increasing doses of the active substance.

Starting from Warfarin and Clorophacinone which are the first generation anticoagulant active ingredients going toward the right in the table the “power” of the active ingredient rise, which will be much more less lethal as it is necessary to cause the death of the treated rodent.

The first generation of anticoagulants are not practically used anymore because the rodents have developed resistance to these agents, perhaps because of the massive amounts of product that have been exposed over the past years. If there was still availability it would not be a bad idea to perform rodent control with this class of products that have a low toxicity, even if they need to be eaten in greater quantities to perform their action.

Going instead in the right part of the table you can be seen as products such as Floucomafen, Difethialone and Brodifacoum require smaller doses to be lethal even for non-target animals.

They are therefore very powerful and this must be taken into account if it is to conduct rodent control in the outer areas where the poisoned rodents can potentially be preyed upon, and therefore cause a avifauna secondary poisoning such as foxes, weasels, nocturnal and diurnal birds of prey or occasional predators such as farm animals, dogs, cats etc.

The palatability which give the bait goes tested in the field  as much as the recent products compared to other for example the Bromadiolone of which there is a wide operational experience.

Romani Pest Control doesn’t do systematic deratization with the latter three active ingredients, they aren’t used by us for rodent control in outdoor areas where there is even a remote risk of secondary poisoning on other animals.

This scenario is more common than you think and we find it in the following areas:

  • Gardens where there are dogs and cats
  • Small rabbit farms and domestic coops
  • Herds of pigs, animal shelters, Zoo
  • Deratization of outdoor areas of food companies in semi-urban contexts or country (very common type because the companies hardly insist in an urban context)
  • Parks with the presence of small lakes and birds of different species

To date there are no applicable chemical alternatives to the use of anticoagulants, that must still resort to these active ingredients, to make rodent control campaigns for the prevention against intrusion in the indoor areas.

Using products based on Difenacoum and Bromadiolone is able to exploit the considerable advantages of these active ingredients, including the good palatability (the Bromadiolone even seems an active ingredient for taste improvement), the absence of phenomena of resistance at least in Italy, the high efficacy against rodents, the availability of the bait in paraffin blocks which are hugely safer than other formulations and the less hazardous to non-target animals.

In our calendar of poisons we carry out a rotation of these active ingredients, not to circumvent any resistance phenomena (remote in any case because the products belong to the same family) and for operational optimization and efficient shift system that ensures the product freshness and also immediate traceability of lots.

Sometimes we are confronted with other colleagues on the simultaneous use of multiple types of active ingredient in the same dispenser, a practice that we disagree on for the reasons of the different impact of each ingredient . In case there’s a wish to more easily intercept the trend of a bait consumption is necessary to have more frequent visits and on that occasion make substitutions in case a product is more acceptable than the other.

Rosi Norman

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Cimice verde:ci risiamo!

Cimice verde
Come di consueto con l’arrivo dell’autunno si moltiplicano le segnalazioni di cimice verde ( palomena prasina ) che vanno cercando riparo all’interno dello spazio tra porte e persiane, finestre e canne fumarie od altre fessure che possano risultare loro utili per proteggersi dall’imminente freddo autunnale.

Per i Clienti che abbiano particolari invasioni o siano infastiditi da queste “intrusioni” in questi casi è possibile utilizzare prodotti insetticidi o repellenti da applicare sulle cornici delle finestre che si vogliono proteggere, potendo così avere risultati apprezzabili e diminuire la probabilità che questi insetti entrino dentro gli appartamenti.

Un rimedio naturale citato anche nella nostra rubrica di Disinfestazione Naturale:

Spray all’aglio contro le cimici verdi

In questo periodo stagionale è frequente trovare le cimici verdi all’interno di fessure e negli spazi tra finestre e persiane ove cercano rifugio dai primi abbassamenti delle temperature.
Innocue  e senza conseguenze  igienico-sanitarie le cimici hanno la caratteristica di emettere un tipico odore se disturbate o schiacciate.

Preparate una lozione da spruzzare nebulizzando sui punti di passaggio e stazionamento il liquido ottenuto da 250 ml di acqua e 10-15 gr di aglio ridotto in crema finissima da diluire in modo da ottenere una soluzione omogenea.

 

Distribuzione e habitat
È una specie comune in gran parte dell’Europa . In Italia è presente in tutta la penisola e nelle isole maggiori.
Si rinviene su diversi tipi di piante erbacee, arbusti ed alberi, con una spiccata predilezione per Corylus spp. e Quercus spp.

Biologia
Come gran parte delle cimici, se disturbata emette sostanze maleodoranti, secrete da ghiandole poste sul torace.
La femmina depone le uova in piccoli ammassi dalla caratteristica forma esagonale. Dalle uova fuoriescono ninfe dall’aspetto grossolanamente somigliante a quello dell’adulto, eccezion fatta per l’assenza di ali (emimetabolia). Le ninfe passano attraverso 5 stadi pre-immaginali, nell’ultimo dei quali compare un abbozzo di ali.

Danni causati
La cimice verde è molto dannosa per diverse specie di piante erbacee e alberi. Con le sue punture, infatti, causa la morte delle gemme fiorali e il deperimento della pianta che diventa giallastra. Il danno si manifesta sulle foglie e sui frutti ed è causato dalle punture di nutrizione di tutte le forme mobili del fitofago. Le foglie presentano necrosi localizzate e disseccamenti. Sui frutti le punture dell’insetto causano tipiche punteggiature clorotiche che successivamente si necrotizzano. I frutti attaccati dalle cimici assumono uno sgradevole sapore e non possono essere commercializzati. Indirettamente la cimice può trasmettere, attraverso le ferite lasciate dagli stiletti boccali, alcune malattie secondarie, come la batteriosi.

 

Fonte: Wikipedia

Uso di esche avvelenate e virtuali nelle Aziende Alimentari: le novità del Pest Control 2015

Nara Bloc esche avvelenate virtuale sintetica romani disinfestazioni luccaEsche virtuali e tossiche per roditori nei servizi di monitoraggio

Nei servizi che eroghiamo per le aziende alimentari ormai da molti anni è consuetudine di non utilizzare esche rodenticide contenetenti principi attivi anticoagulanti anche se inserite all’interno di erogatori di sicurezza.
Per erogatore di sicurezza si intende una speciale stazione di foraggiamento che deve possedere specifici requistiti, e tra gli altri in particolare di poter consentire il blocco dell’esca all’interno di un supporto inamovibile e poter essere fissata a parete o a sostegni al fine di bloccare e rendere univoca la postazione anche per l’individuazione della stessa su planimetria.
Questa prassi è stata adottata andando oltre quello che era un quadro normativo dove non veniva espressamente indicato un divieto circa l’utilizzo di queste sostanze.

La novità dell’ultima revisione 7 di gennaio 2015 degli standard BRC prevederebbe al punto 4.14.5 di poter usare anche esche rodenticide in condizioni di sicurezza ed in caso di infestazione conclamata ma solo e unicamente all’interno di aree produttive o di stoccaggio ove non siano presenti prodotti aperti,lasciando intendere che quindi ne sarebbe possibile l’utilizzo in aree con prodotti confezionati e chiusi.
Da molti anni le ditte di Pest Control hanno affinato sistemi per il monitoraggio ed il controllo dei roditori senza l’utilizzo di esche avvelenate (rodenticide) per cui molti intendono proseguire su questa strada,privilegiando il principio secondo il quale non si debba andare ad aumentare il carico di sostanze chimiche all’interno di una struttura ove si lavorano alimenti.

Questo potrebbe valere in certi casi addirittura anche per le esche virtuali,ossia esche placebo non tossiche utilizzate solo ed esclusivamente per il monitoraggio ma che in particolari condizioni potrebbero risentire dell’attacco di muffe ed insetti e per cui potrebbe essere interessante valutarne la sostituzione con esche di monitoraggio sintetiche, esenti inoltre da contenuti di sostanze allergeni.
Chiedici maggiori informazioni telefonando al numero 0583-955344 e scoprirai quanto di più avanzato oggi la tecnologia mette a nostra disposizione per eseguire servizi in assoluta sicurezza.

Rosi Norman RCQ Romani Disinfestazioni Srl

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Non-toxic and toxic bait for rodents

In the services that we provide for food companies for many years now it is customary not to use rodenticides containing active anticoagulant even if included within operating safety.
For dispenser security refers to a special foraging station must possess specific Regulatory Requirements, and among others in particular to be able block  the bait inside an irremovable support and can be fixed to the wall or support in order to make the unique position and also  the identification of the same plan.
This practice was adopted going over what was a regulatory framework which was not specifically mentioned a ban on the use of these substances.
The news of the latest revision January 7, 2015 to provide for BRC point 4.14.5 can also use rodenticide baits in safety and in case of full-blown infestation but only and exclusively in the production areas or storage when no products are open, implying that it would be possible to use in areas with products packaged and sealed.
For many years firms we have honed Pest Control systems for monitoring and control of rodents without the use of poisoned baits (rodenticide) that many intend to continue on this path, giving priority to the principle that we should not go to increase the chemical load within a structure when working with aliments. This could work in certain cases even also for virtual baiting, ie non-toxic bait placebo used only and exclusively for monitoring but that under particular conditions may be affected by the attack of mold and insects and so it could be interesting to assess the replacement bait monitoring synthetic, free also from the content of allergenic substances.
Ask for more information by calling 0583-955344, and see the most advanced technology today puts at our disposal to perform services in absolute security.

Rosi Norman QCR Romani Pest Control Srl

Un successo il corso per Alimentaristi sul monitoraggio infestanti

corso per alimentaristiUn successo il corso per Alimentaristi sulla prevenzione dalle infestazioni tenutosi a maggio a Lucca.
Abbiamo in programma a settembre di ripetere questo appuntamento, di sicuro interesse per le aziende alimentari al fine di informare e sensibilizzare il personale sul rischio da contaminazione da insetti e roditori per cui non esitate a contattarci e prenotare il Vs posto perché il numero dei partecipanti è limitato.
Per le aziende certificate BRC/IFS: possiamo recarci presso Vs sede per questo breve incontro formativo della durata variabile dai 90 ai 120 minuti a seconda delle Vs esigenze.

 

Telefona al numero 0583-955344 e chiedi di Rosi Norman che è il referente per questo specifico ambito.

Come fare per : punture misteriose da insetti sconosciuti

Come fare per: punture misteriose da insetti sconosciuti?

insetti sconosciutiSe alla mattina vi trovate,voi o i vostri figli,delle punture non meglio identificate e di cui non riuscite a capire le origini provate a vedere se tra gli insetti o acari che elenchiamo di seguito potrebbe celarsi la soluzione del vostro problema.
Infatti tra gli infestanti piu’ comuni che danno questo tipo di problema troviamo:
– Scleroderma domesticum (insetto parassita dei tarli)
– Pyemotes ventricosus (acaro parassita dei tarli)
– Cimex lectarius o Cimice dei letti
– Altre specie di acari
– Zanzare e flebotomi

 
Ti invitiamo a leggere gli articoli relativi a questi specifici infestanti e non esitare a contattarci per qualsiasi richiesta di informazione in merito a queste problematiche.
Nota della Redazione:Ti ricordiamo che solo un medico o un dermatologo può stabilire con una diagnosi se non si tratti di manifestazioni allergiche di altra natura.

Sciamatura?Chiamiamo insieme un apicoltore

sciamatura api
In questi giorni di primavera assistiamo al fenomeno della sciamatura quando migliaia di api si spostano in cerca di una nuova casa da eleggere a dimora della colonia.
Le api seguono la regina che rilascia speciali sostanze feromoniche che attraggono le api a formare una matassa inespugnabile a protezione della stessa regina che rappresenta il cuore pulsante di questo macro organismo in movimento.
In questi casi occorre contattare un apicoltore che provveda a rimuovere lo sciame senza recare danno alle api ma anzi dando loro una nuova casetta dove stabilirsi.
Effettuare una disinfestazione non è possibile in quanto trattasi di specie protetta e da tutelare,per cui eventuali ed improrogabili interventi dovranno essere autorizzati dalle autorità preposte in materia.

Anticoagulanti nella lotta murina e derattizzazione

anticoagulanti Rodenticidi
La tabella per le DL 50 dei diversi principi attivi

Le esche rodenticide utilizzate nel servizio di derattizzazione sono prodotti definiti “anticoagulanti” ed hanno rappresentato la svolta fondamentale nella lotta murina nel secondo dopoguerra.La ragione del loro successo stà in diversi fattori,tra i quali possiamo citare il ritardo del meccanismo di azione che non genera diffidenza nei roditori,l’assenza di sapori e odori particolari,le basse dosi delle formulazioni,l’esistenza di un antidoto specifico che ne neutralizza gli effetti se somministrato nei tempi dovuti. Gli anticoagulanti appartengono alla famiglia chimica delle Cumarine.
La loro azione si esplica a livello del fegato,agendo come antagonisti della vitamina K e interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue.
Agisce quindi provocando emorragie interne in tutte le specie animali a sangue caldo e non ha effetti su rettili,insetti,lumache ecc.
La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione e può essere ritardata se l’animale assume in contemporanea alimenti epato-protettori.I tempi di azione dipendono inoltre dalla quantità di esca ingerita in rapporto al peso del roditore e dal tipo di principio attivo,la cui DL 50 può variare anche in maniera significativa,crescendo a partire dal p.a. Bromadiolone per passare al Difenacoum e al Brodifacoum. L’appetibilità è invece inversamente proporzionale alla tossicità dell’esca.
Gli anticoagulanti se assunti in dosi non letali vengono smaltiti dai roditori con gli escrementi e le urine.

Difendiamo le api

api

Siamo in primavera inoltrata  e tra qualche settimana, il periodo varia da stagione a stagione, ci sarà come ogni anno il fenomeno della sciamatura: dall’alveare una parte di colonia si stacca e sciama verso altri possibili punti dove fondarne una nuova.E’ un fenomeno improvviso,difficile da prevedere e spesse volte si crea il panico da parte di chi si trova uno sciame di qualche migliaio di api sull’albero davanti casa o nell’intercapedine che si forma tra finestra e la persiana.Il nostro consiglio è di non chiamare un disinfestatore ma di rivolgersi sempre ad un apicoltore che potrebbe tentare di prelevare la colonia per sè,rendendo così l’utile al dilettevole. Questi insetti,così preziosi per l’ambiente e la vita di tutti noi, sono da alcuni anni sotto un pesante attacco da parte di parassiti (la varroa) e di prodotti chimici ed inquinanti che ne stanno penalizzando fortemente la sopravvivenza (si accusano i neonicotinoidi usati per la concia delle semi in agricoltura).

Un’apposita commissione ministeriale si dedica allo studio di questo fenomeno e sono stati interpellati anche esperti della disinfestazione che stanno studiando questo problema.

Ricordiamo che le api non hanno carattere aggressivo e se non disturbate proseguono le loro normali attività senza arrecare disturbo alle persone o agli animali.

Standard BRC: il Pest Control ad hoc

Standard brc
The British Retail Consortium è l’Ente che redige gli Standard BRC,giunti alla rev. 7.
Linee guida di riferimento per molte aziende che lavorano con la GDO.I settori di Certificazione spaziano ma noi siamo concentrati nel fornire servizi ad alto valore aggiunto per il settore Food e Food packaging.
Se sei un responsabile del CQ contattaci e ti invieremo subito un semplice test che potrai redarre in autonomia e che potrebbe esserti utile per fare il punto della situazione su questi aspetti oggi così importanti.
Rosi Norman
Controllo Qualit
Romani Disinfestazioni Srl
Tel 0583-955344 qualita@romanidisinfestazioni.com

Autocontrollo interno per il monitoraggio delle trappole per roditori

autocontrollo aziendale delle trappole

Monitoraggio con le trappole per roditori

I moderni standard del servizio di monitoraggio infestanti per le Aziende Alimentari richiedono un costante controllo ed una continua sorveglianza al fine di prevenire l’intrusione degli infestanti,in particolare roditori ma anche insetti siano essi striscianti che volanti.
Ogni azienda deve essere dotata di dispositivi atti al monitoraggio nelle diverse aree dell’azienda stessa,a partire dagli uffici passando dal magazzino materie prime,la produzione ecc..e si consiglia di individuare un referente interno all’azienda stessa che provveda ad eseguire un monitoraggio delle trappole a cadenza settimanale,registrando su appositi moduli predisposti da Romani Disinfestazioni la presenza di eventuali anomalie.
Per agevolare il compito dell’operatore sono state concepite delle trappole con una finestra trasparente.
Chiedici come attivare questo servizio:provvederemo a formare il Vostro referente interno all’azienda.
Le trappole,come gli erogatori oggi vengono fissate alla parete,con un magnete o con una catenella al fine di evitare eventuali spostamenti della trappola dalla sua giusta collocazione dal cartello che la segnala.

 

Monitoring by the rodents traps

The modern standard of service monitoring pests for Food require constant monitoring and continuous surveillance in order to prevent the intrusion of pests, particularly rodents but also whether they are crawling insects flying.
Every company must be equipped with devices to monitor different areas of the company, starting from the offices through the raw materials warehouse, the production ecc..e you may want to locate a contact person within the company that provides the same to run a monitoring of traps weekly, registering on special forms provided by Pest Romans the presence of any anomalies.
To facilitate the task of the operator they have been conceived of traps with a transparent window.
Ask us how to activate this service: we will form your main contact within the company.
The traps, as the dispensers today are fixed to the wall, with a magnet or with a chain in order to avoid any movements of the trap from it’s correct position from the sign the report.

Insetti e Smartphone

Insetti e smartphone
Gli insetti non sono tutti “scarafaggi”. Ne esistono milioni di specie con caratteristiche, colori e dimensioni diverse. E ognuno ha il suo nome. Attraverso comuni smartphone in futuro chiunque potrà riconoscere e dare un nome agli insetti che vede, leggi l’articolo completo.

 

 

 

La Nutria: possibili abbattimenti a Lucca

la nutria
La nutria (Myocastor coypus) è inserita nell’elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.

 

Di interesse zootecnico in quanto allevata per la sua pelliccia folta è una specie dannosa se prolifera oltre certi limiti perché le tane danneggiano sensibilmente poggi e argini essendo lunghe a volte decine di metri.
Inoltre essendo erbivora e cibandosi di ogni vegetale può arrecare danni a colture agricole come le risaie per esempio.
Attualmente quindi può essere soppressa come i topi e i ratti, che si possono cacciare tutto l’anno.

Vive lungo fossi e canali,ambienti umidi e acquitrinosi.
Con il decreto n° 91 del 24 giugno 2014 la nutria è stata assimilata a specie nociva e quindi non più soggetta a tutela e protezione non essendo più considerata “fauna selvatica”

Un piccolo omaggio per i nostri Clienti

TRANSONIC piccolo omaggio
Gentile Cliente,da oggi in omaggio per Lei un apparecchio scacciatopi ad ultrasuoni per ogni contratto per servizi di monitoraggio infestanti siglato o per lavori di dissuasione volatili e servizi antitarlo.
L’apparecchio Le potrà essere consegnato dai nostri tecnici oppure può ritirarlo presso la nostra sede di Via dei Bichi,150/c a Lucca.
Nota:l’immagine è a titolo di esempio sia per il tipo di apparecchio che per il modello.

C’era una volta…..

C’era una volta…le antiche ricette della disinfestazione

E’ una sezione dedicata a tutti quei metodi popolari utilizzati per lungo tempo e che, in taluni casi, si rivelano validi ancora oggi.
In tanti anni di lavoro nel settore della disinfestazione abbiamo annotato i racconti dei Clienti che ci illustravano questi metodi che loro stessi avevano visto usare dai propri padri e dai loro nonni.
Quando non esistevano prodotti chimici e l’industria non sfornava di continuo nuove ricette per disinfestare solo l’ingegno e la fantasia erano le uniche armi a disposizione per cercare di difendersi dalle fastidiose  presenze di parassiti nelle proprie case,nelle capanne,nei pollai, negli orti.

Gradiremmo un Tuo commento e magari una segnalazione circa altre “strane” tecniche della nostra tradizione popolare, perlopiu’ sconosciute, forse inefficaci ma che sarebbe un peccato perdere;descrivila brevemente ed aiutaci ad arricchire questo vero e proprio “Museo” della disinfestazione.
Nota della Redazione: alcuni dei consigli o delle ricette seguenti prevedono l’utilizzo di sostanze oggi divenute non commerciabili o definite pericolose per la manipolazione e l’utilizzo,specie in presenza di animali domestici e bambini, per cui si raccomanda di prendere il testo che segue a solo titolo divulgativo e di curiosità.Alcune specie infestanti possono essere vettori di patologie verso l’uomo e gli animali per cui si consiglia di rivolgersi ad un disinfestatore professionista che vi sappia consigliare per una veloce risoluzione dell’infestazione in atto.

Pagina originale con tutte le ricette della disinfestazione naturale

Per festeggiare gli 80,000 visitatori della nostra rubrica “C’era una volta….le antiche ricette per disinfestare naturalmente” siamo lieti di poter offrire la pubblicazione in formato PDF.

 
C'era una volta

 

 

 

 

Per vedere invece  la versione originale cliccare l’immagine qui sotto.
disinfestare

 


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Specializzati nel controllo infestanti per le aziende alimentari i nostri tecnici effettuano controlli sul monitoraggio infestanti (pest control) a 360° a partire dalle materie prime fino al prodotto finito.
A partire dalla scelta delle attrezzature,dei prodotti,la definizione dell’indice di rischio per le aree aziendali confezioniamo un servizio su misura che renderà la Tua Azienda in linea con i più moderni standard internazionali applicati per chi vuole lavorare con la GDO in Italia e all’estero.