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Le arvicole

le arvicole

Fonte testo: www.wikipedia.it

Si tratta di animali sociali e dalle abitudini catadrome, ossia alternano periodi di riposo e di attività durante le 24 ore: generalmente le ore di attività totali dell’animale oscillano da due a sei a seconda della stagione, scaglionate in 3-9 periodi attivi alternati a periodi di riposo, con picchi di attività durante estate ed inverno e valori minimi durante primavera ed autunno. L’animale può scegliere il proprio periodo di attività anche in base alla concorrenza per il cibo esercitata da altri animali: nelle aree dove l’arvicola rossiccia coabita col topo selvatico dal collo giallo (Apodemus flavicollis), infatti, essa tende ad avere abitudini perlopiù diurne, per evitare di entrare in competizione per il cibo con quest’ultimo. Durante il riposo, le arvicole cercano rifugio in complicati sistemi di gallerie che esse stesse scavano immediatamente al di sotto della superficie, avendo cura di realizzare numerosi sbocchi verso l’esterno, generalmente siti in corrispondenza di ceppi o sassi per meglio camuffarli. Spesso le gallerie continuano anche al di sopra del terreno, in quanto vengono scavate anche al di sotto della copertura di fogliame, di erba o di neve. Le arvicole si muovono con abilità e cautela nel fitto del sottobosco, preferendo il folto delle felci o l’intrico dei rovi, che, oltre ad offrire una discreta protezione all’animale grazie alle loro spine, sono anche un’ottima fonte di cibo. Spesso e volentieri l’animale si arrampica sugli alberi, il che lo rende più facilmente avvistabile rispetto alle altre arvicole. In alcuni casi, l’animale può addirittura utilizzare il nido di qualche uccello posto su qualche albero come proprio rifugio. Ciascun esemplare stabilisce un proprio territorio, che può variare in estensione a seconda del periodo dell’anno, dell’habitat preso in considerazione, della densità di popolazione residente e del rango sociale occupato dal proprietario del territorio, ma solitamente esso non ha mai diametro inferiore ai 45 m, considerando come centro del territorio la camera principale della propria tana sotterranea, posta solitamente a circa mezzo metro di profondità. La tana può tuttavia trovarsi anche sul terreno, fra le foglie morte od in tronchi cavi: l’animale provvede in ogni caso a renderla confortevole imbottendola con foglie, muschio, peli di animali e fibre vegetali.