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BRC Revisione 8: cosa cambia per il Disinfestatore

La nuova Rev 8 dello Standard BRC che entrerà in vigore a partire dal 01 febbraio 2019 apporta alcune novità per quanto riguarda la definizione del servizio di disinfestazione applicato nelle Industrie Alimentari.

Tra le prime novità introdotte lo Standard definisce in modo chiaro il concetto di servizio di Pest Management, ossia di Gestione degli Infestanti, superando di fatto il concetto di Pest Control molto utilizzato fino ad oggi ed assimilato dalla terminologia inglese, e che sostanzialmente inquadrava il Disinfestatore come un applicatore di sistemi e programmi di controllo degli infestanti.

Non a caso negli Stati Uniti il Disinfestatore viene chiamato con il termine di “Exterminator”, ossia il Tecnico inteso come mero applicatore di soluzioni di controllo.

Il Pest Management invece allarga l’approccio che la nostra figura professionale deve adottare nell’applicare un programma di Gestione degli Infestanti, e che deve interessare non solo le soluzioni di controllo bensi’ prevedere tutte le buone pratiche atte alla prevenzione ,sia delle strutture che delle condizioni ambientali esterne ed interne alle industrie,come per esempio la gestione delle aree di raccolta dei rifiuti e degli scarti di lavorazione, la chiusura delle porte, le operazioni di pulizia ecc.

BRC Revisione 8

Dalla Prevenzione si passa successivamente alle operazioni di monitoraggio degli infestanti, operazione che consente al Disinfestatore di acquisire tutte quelle informazioni che lo aiuteranno a calibrare il servizio di volta in volta adottando quelle azioni preventive e correttive che hanno lo scopo di mantenere gli infestanti al di sotto dei limiti critici che sono stati fissati nei piani di Gestione degli Infestanti.Il servizio quindi deve essere inteso quindi come un sistema Dinamico.

BRC Revisione 8

Al punto 3.4.1 della nuova BRC revisione 8 si indica che l’Azienda deve predisporre un piano annuale di almeno 4 Verifiche Interne anche per il servizio di Gestione degli Infestanti.

In precedenza in questo post abbiamo fatto riferimento all’ importanza della gestione dell’area rifiuti, anche se nella nuova Rev 8  scompare il punto dedicato alle aree adibite a raccolta e gestione dei rifiuti ed i potenziali rischi per gli infestanti indicato al punto 4.12.2 della precedente versione.  Permane invece al punto 4.11.5 dello Standard IFS Rev 6.

Si consiglia comunque di non sottovalutare questo aspetto perchè le aree di raccolta dei rifiuti sono spesso sottovalutate e causano gravi rischi di infestazione da roditori e insetti.

Cassonetti

BRC Revisione 8 al punto 4.14 si afferma che il servizio deve essere svolto in conformità con la Normative Vigente.

Al paragrafo 4.14.2: viene precisato che la valutazione del rischio di infestazione deve essere rivista quando si apportano modifiche all’edificio o ai processi di produzione che potrebbero incidere sul programma di gestione degli infestanti e/o quando si verifica un’infestazione di dimensioni importanti.

Al Paragrafo 4.14.4 si fa riferimento  inoltre alla dicitura “i registri” (relativi alla gestione degli  infestanti); che  possono essere in formato cartaceo, elettronico o parte di un sistema con specifiche on line.

Quando l’Azienda si avvale di appaltatori esterni per la gestione degli infestanti, il campo di applicazione dei servizi deve essere chiaramente definito e deve rispecchiare i servizi effettivamente svolti.

BRC Revisione 8 al punto 4.14.7 viene poi introdotto un punto molto importante e che riguarda la predisposizione di misure adeguate per prevenire l’entrata di volatili o la loro nidificazione nelle aree di carico e scarico.

Piccione

 Al Paragrafo 4.14.11 viene riportato che l’analisi dei risultati dei monitoraggi deve includere i risultati rilevati su  tutti i dispositivi di monitoraggio/trappole. 

Di seguito troverai la Demo del Questionario per scoprire se il programma di Pest Management che adotti è adeguato ai piu’ moderni Standard applicati nelle Industrie Alimentari

Fai la prima parte del Test

BRC Revisione 8

Rosi Norman Controllo Qualita’
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Calcolare l’Indice di Rischio di una Infestazione

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google

 

Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole poichè sono circa 30 anni che la disinfestazione si avvale dei monitoraggi mentre oggi abbiamo molti strumenti in piu’ che ci aiutano nel rendere meno empirici e soggettivi questi dati.rischio infestazione

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un fattore K imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

frequenza_consumi

Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, ci dà preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

tabella

Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

tre_linee

Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

Rosi Norman

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Pest Management and International Food Market

Pest Control and International Food Market

Romani Disinfestazioni is a pest control company that works in Tuscany and other regions in the center/north Italy.
Our technicians are ready to give you all the assistance you need for every kind of problem related with Pest Management in your company.

We are organised also to fill up all the documents about the pest control services,specially if you export your food product in other countries like USA and UK.

We are specialised to apply pest management services for food factories so We can prevent and control kinds of pest like,for example, rats and mice,ants,flies,mosquitos,spiders and bird control.

The world’s food market is a great opportuniy for all the food factories so you have just to ask for a free inspection and We will provide to make everything well to be ready about Pest Management services.

Please contact us calling at +39 0583 955344 or you can call the Quality Manager Norman Rosi at his mobile phone number +39 337-1238029.
Book now a free inspection.
Our headquarter is in Lucca and We can move in other cities!

 

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Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi step.
limiti critici

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

    • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.

portone aperto

  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 50% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 3 erogatori contigui o 5-6 erogatori totali ed oltre.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 20-25% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori contigui e 2-3 erogatori totali ed oltre.
romanidisinfestazioni-378
Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questosistema sia in crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
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In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

Rosi Norman

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Formare il personale Alimentarista sulla prevenzione dagli infestanti

Perchè è importante

Il personale alimentarista deve obbligatoriamente frequentare appositi corsi (chiamati spesso Corsi HACCP) dove viene formato su tutti gli aspetti comportamentali e delle buone pratiche che hanno lo scopo di ridurre il rischio igienico sanitario derivato dalla manipolazione degli alimenti e bevande.

Tutte le Aziende Alimentari ottemperano a questo obbligo ed anche i Tecnici della Romani Disinfestazioni hanno partecipato a questi corsi per attività alimentari di tipo Semplice e Complesso, in particolari per sensibilizzare i nostri operatori sulle norme comportamentali da tenere quando si entra e si lavora in una azienda alimentare.

In questi corsi in genere pero’ la parte degli infestanti non occupa piu’ di 20-30 minuti e salvo casi particolari non si entra in profondità.

Piu’ volte abbiamo potuto verificare che il personale non conosce il nostro servizio, i diversi tipi di dispositivi che usiamo,se sono trappole oppure erogatori od altro, oppure cosa si deve fare se una trappola si rovescia e non è piu’ efficace ed altro ancora.

Per questo riteniamo che possa essere utile un breve approfondimento sul servizio di monitoraggio infestanti: perchè viene eseguito,a cosa serve, cosa viene usato e come bisogna comportarsi per contribuire a mantenere in perfetta efficienza il servizio.

A chi è rivolto

Il corso è rivolto a tutto il Personale che opera nel settore alimentare ed ha lo scopo di formarlo sulla conoscenza del servizio di pest management per contribuire alla sua corretta gestione, riducendo il rischio di fenomeni di contaminazione da parte degli agenti infestanti negli alimenti.

Temi del Corso

  • Legislazione e obblighi normativi

Si affronta l’inquadramento legislativo che norma le attività delle imprese di disinfestazione, l’obbligo per le aziende alimentari di applicare programmi di monitoraggio infestanti e anche un breve focus sui punti degli standard volontari che prevedono un’opera di Formazione e Informazione sulle buone pratiche per la prevenzione da infestanti.

  • Cenni di biologia dei principali infestanti

Un elenco dei principali infestanti monitorati nelle aziende alimentari con richiami a quei fattori che facilitano il loro sviluppo fuori e dentro l’azienda.

Gli infestanti indicati sono: roditori,insetti striscianti come blatte e formiche,insetti volanti come mosche,culicidi e piccoli ditteri, tignole,insetti striscianti delle derrate e anche infestanti occasionali come piccioni e volatili in genere, felini ecc.

  • I danni causati

In questo capitolo viene eseguita una carrellata di esempi dei danni di immagine per le Aziende Alimentari e di contaminazione diretta ed indiretta degli alimenti da parte degli infestanti.

Attestato_Romani_Disinfestazioni

Copia Fac Simile dell’Attestato

 

  • Tecniche di Prevenzione,Monitoraggio e Controllo

Si spiega per sommi capi come si esegue un monitoraggio, quali dispositivi si possono usare e relativi prodotti ed inoltre come sono fatti un erogatore di esca e le trappole per roditori e insetti,come viene indicato il dispositivo e quali informazioni riporta il cartello indicatore.

  • Buone norme comportamentali

La parte forse piu’ interessante perchè riepiloga tutti quei comportamenti che possono mettere a repentaglio il servizio di monitoraggio infestanti come per esempio:

  1. Rottura di erogatori e trappole da parte del personale e mancata segnalazione dell’evento
  2. Porte e portoni lasciati aperti durante i periodi di inattività
  3. Area rifiuti non correttamente gestita
  4. Gestione degli spazi esterni ed interni evitando di accatastare materiale alle pareti
  5. Segnalare eventuali fessure,rottura di zanzariere,distacco di bande antintrusione sotto i portoni ecc
  6. Rimozione dei residui di lavorazione,mantenere funzionali gli scarichi ed altro ancora.

E’ un preciso punto degli standard volontari BRC/IFS che si soffermano sulla Formazione del Personale in modo che tutti gli attori dell’ IPM (Integrated Pest Management) siano correttamente coinvolti nella gestione di questo aspetto.

Durata: da 1 ora e mezzo a 2 ore circa

Format: Presentazione Power Point con video e fotografie
Rilascio Attestato a fine corso
Sede: direttamente presso le Aziende Alimentari
Per informazioni Tel 0583-955344 Cell Rosi Norman 337-1238029

Chi sono i Relatori al Workshop del 20/11/2015 a Lucca

La Relazione di Romani Disinfestazioni Srl
– Requisiti di base del servizio di Pest Control
– Ulteriori obblighi per Aziende certificate BRC/IFS
– Novità del Pest Control per la diminuzione del rischio da contaminazione
Intervento curato dal Dr Ugo Gianchecchi il quale prenderà in considerazione gli aspetti del Pest Management per le Aziende della filiera Agroalimentare,partendo dai requisiti di base fino a quegli più avanzati richiesti per le aziende che applicano gli standard BRC/IFS e che lavorano con la Grande Distribuzione Organizzata in Italia e all’estero,avendo sempre come riferimento centrale il fatto che il servizio di Pest Control ha lo scopo di ridurre a valori prossimi allo zero il rischio da contaminazione biologica degli alimenti.
Saranno inoltre illustrati i più recenti e innovativi sistemi del Pest Control volti alla diminuzione del rischio da contaminazione degli infestanti per gli alimenti,compresa la contaminazione chimica legata all’uso di pesticidi utilizzati negli interventi di controllo.

Ugo Gianchecchi

Professionista noto a livello nazionale per le attività di consulenza per le aziende di disinfestazione.
Titolo di studio
Laurea in Scienze Agrarie, conseguita presso l’Università degli Studi di Pisa nel 1983.
Iscritto all’Ordine Provinciale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Pisa, Lucca, Massa e Carrara dal 23 aprile 1988, con il n°277.
Capacità e Competenze Personali
Esperienze professionali acquisite nel settore dell’Igiene Ambientale e in Pest Management in ambiente urbano, civile e nella aziende della filiera alimentare.
Responsabile Tecnico presso aziende di disinfestazioni della Toscana e della Emilia Romagna
Relatore presso convegni del settore.
Docente in sede di corsi di formazione.
Incaricato per lo svolgimento di periodiche visite ispettive presso le aziende alimentari certificate BRC/IFS, in qualità di esperto nel controllo delle infestazioni, come richiesto dall’ultima versione della Norma Vs. 7.0 e 6.0 rispettivamente(punto 4.14.9).

L’Intervento di Lex Alimentaria
– L’industria Alimentare: obblighi comunitari e controlli nazionali
– Quali responsabilita
– Focus su Corpi estranei e responsabilità penale

L’intervento dello studio Legale Lex Alimentaria verrà curato dal Dr Daniele Pisanello e prenderà in considerazione gli aspetti normativi cogenti per le aziende della filiera Agro-alimentare individuando obblighi e responsabilità connesse a questo ambito.
Seguirà un focus sul rischio da contaminazione e responsabilità connesse.
Lex Alimentaria è uno studio legale specializzato in Diritto Agro-alimentare ed è basato sulla integrazione delle competenze tecniche e legali al fine di offrire qualificati servizi di assistenza e consulenza alle imprese alimentari,operatori del settore alimentare,autorità di controllo in Italia e all’estero.
Daniele Pisanello,titolare di Lex Alimentaria Studio Legale è Avvocato specialista in diritto alimentare.
Laureato(cum laude) presso l’Università degli Studi di Pisa,consegue il master in “Valorizzazione e Controllo delle produzioni agro-alimentari di qualità” presso la scuola di specializzazione Sant’Anna di Pisa (2003).
Iscritto all’albo degli Avvocati dal 2005,siede nel Board di Food Ingredient and Health Research Institute,una associazione internazionale di diritto statunitense,che si occupa di food risk assesment.
Autore di diverse monografie collabora con istituzioni universitarie,riviste giuridiche nazionali ed estere.

Clicca qui per vedere la locandina dell’evento ed accedere al form di iscrizione.Il Workshop è gratuito previa iscrizione.