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Il Trappolaggio dei roditori nelle aree esterne con TrapMe(r)

Nelle analisi della Valutazione del Rischio per l’uso delle esche rodenticide nelle aree esterne è importante individuare tutte quelle misure di Mitigazione del Rischio  che possono essere applicate per minimizzare le condizioni favorevoli di una infestazione murina.

Partendo dalle condizioni ambientali per passare allo stato delle strutture andranno poi prese in considerazione tutte quelle pratiche operative utilizzabiliad integrazione delle esche rodenticide.

Tra queste ultime possiamo includere sicuramente i sistemi di trappolaggio, ed oggi ne prenderemo in considerazione uno in particolare che stiamo utilizzando presso alcuni stabilimenti: la trappola TrapMe(Tm)

La trappola TrapMe(Tm) è un sistema di monitoraggio remoto basato sull’utilizzo di una trappola a scatto dotata di un sensore che consente di verificare in tempo reale lo stato della trappola nelle modalità: “Aperta”-“Chiusa”-“Roditore” ed inviare un alert di cattura visibile nell’area riservata sul portale del sistema e ricevendo inoltre un messaggio tramite posta elettronica.

Trapme
Fig.1 La Trappola TrapME(TM)

La trappola appartiene alla tipologia delle trappole dette “rompi-schiena” cosi’ come vengono definite nelle  “Linee Guida sulla buona pratica d’uso delle esche rodenticide ad uso biocida nell’Unione Europea”

L’uso di queste trappole, anche quando non dotate di avviso di cattura (come il sistema TrapMe(Tm)), è al momento la tecnica di derattizzazione tra quelle piu’ vicine ai requisiti richiesti per una modalità definita a bassa crudelta‘ verso i roditori stessi.

La tecnica che si avvale di trappole a scatto con sensore di avviso di cattura come TrapMe(Tm)  è sicuramente una tipologia di servizio in ascesa nel panorama europeo e mondiale delle tecniche di monitoraggio e controllo delle infestazioni murine per i motivi che vedremo successivamente.

TrapMe
Fig.2 Vista dall’alto della trappola Trapme(TM)

Il portale TrapMe(Tm)  permette l’accesso ai dati inviati dalle trappole registrate per l’Utente ( in genere la ditta di disinfestazione) e visionare in tempo reale lo stato dei sensori,sia da Computer,che da Tablet e Smartphone

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Fig 3 Elenco delle Trappole installate nel sito
Trapme
Fig.4 Stato delle trappole:Aperta
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Fig 5 Stato delle trappole: cattura rilevata ed invio email di Alert

Ricevuto il segnale di cattura ci attiviamo per eseguire l’intervento e bonificare la trappola,riarmandola e rendendola attiva per future catture.

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Fig 6 La cattura del roditore rilevata dalla Trappola TrapME(tm)

E’ possibile settare gli Alert e ricevere una email in caso non solo di cattura ma anche di altre variazioni di stato del dispositivo.

Riepiloghiamo i punti a favore sull’uso dei sistemi di cattura dei roditori con trappole “rompi-schiena” sopratutto se hanno l’avviso di cattura tramite E-mail o SMS, che velocizza gli Alert e rende piu’ rapidi gli interventi:

  • E’ un metodo a piu’ bassa crudeltà rispetto ad altre tecniche.In caso di cattura parziale del roditore l’intervento tempestivo è utile per alleviare le sofferenze all’animale.
  • Necessita di un elevato grado di professionalità in quanto occorre comprendere la natura e il grado dell’infestazione, studiare i camminamenti e i comportamenti dei roditori, intercettare i loro gusti.E’ quindi una tecnica piu’  evoluta rispetto all’uso dei sistemi di derattizzazione mediante esche rodenticide, la cui applicazione  non è comunque scontata e necessita anch’essa di un alto grado di professionalità.
  • Riscontro in tempo reale dello stato del servizio, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 , quindi per esempio in presenza di avvistamenti di roditori il Tecnico del Pest Control potrà contare su un rapido feedback sulle tecniche intraprese e potrà attuare ulteriori azioni correttive necessarie.
  • Produzione di files di riepilogo, utili per le analisi dei trend che la società di disinfestazione deve produrre con regolarità a corredo della reportistica ordinaria.
  • Il sistema di cattura con Alert consente di rimuovere rapidamente il roditore dalla trappola e ne impedisce quindi la decomposizione avviandolo al trattamento come Rifiuto Speciale o come SOA.
  • La tecnica del trappolaggio consente di effettuare un conteggio degli esemplari catturati, cosa che usando le esche rodenticide non è quasi mai possibile effettuare, perchè è molto difficile risalire al numero di roditori che hanno mangiato le esche rodenticide o placebo (in sostanza non vi è una stretta correlazione tra numero di roditori presenti e quantità di esca mangiata).
  • Il conteggio delle catture è automatico.
  • E’ piu’ igienico rispetto all’uso delle esche perchè oltre a consentire la rapida rimozione del roditore come anzidetto evita il fatto che in caso di avvelenamento da esche il ratto migri all’interno delle strutture,in posti nascosti e a volte anche insoliti , in quanto le emorragie provocate dalle esche rodenticide creano, come noto, disorientamento nell’animale che puo’ quindi avere comportamenti irrazionali.
  • Il roditore viene catturato e non puo’ essere predato da altri animali, e questo, specie in un sistema integrato con le esche rodenticide, è sicuramente un fattore positivo perchè evita fenomeni di intossicazione secondaria.
  • Non provoca assuefazione o fenomeni di resistenza.
  • E’ un sistema modulabile e dinamico, ossia è possibile aumentare o diminuire le trappole al bisogno, convertendo erogatori di esca in trappole e viceversa,anche in virtu’ del periodo stagionale.
  • E’ un sistema in linea con i moderni principi del Pest Management e di un avanzato servizio di derattizzazione che non si basi unicamente sull’uso permanente delle esche rodenticideInfatti in assenza di una adeguata valutazione dei rischi del sito, della destinazione produttiva dello stabilimento e dell’integrazione di sistemi alternativi  come questo del trappolaggio, il solo uso di esche rodenticide potrebbe essere soggetto a restrizioni operative anche molto pesanti.

Ogni trappola puo’ essere individuata sulla mappa nel Portale  e questo è possibile grazie alla funzione Drag&Drop applicabile per ogni sensore attivato.

La trappola viene inserita nell’elenco degli “Ultimi dati” ricevuti dal sensore ed è quindi possibile monitorarla in tempo reale.

Questo sistema rappresenta un valido aiuto per le Aziende di Pest Management, perchè ci consente di tenere sotto controllo il programma di monitoraggio e controllo dei roditori e garantisce inoltre all’Azienda Alimentare un sistema moderno, attivo e ed efficace contro le infestazioni da roditori a tutela della Sicurezza Igienico Sanitaria di tutte le fasi del processo.

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Romani Disinfestazioni Srl

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Controllo Volatili: novità della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC

Controllo Volatili: novità della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC

Il paragrafo 4.14.7 della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC cosi’ recita:

“Lo stabilimento deve predisporre misure adeguate per prevenire l’entrata di volatili all’interno degli edifici o la nidificazione su aree di carico e scarico”.

E’ questa forse la piu’ importante novità, relativa al settore del Pest Management, di questa nuova versione dello Standard Volontario BRC.

Cio’ significa che il Disinfestatore, una volta incaricato dalla Committenza, non solo dovrà redarre e applicare un piano di monitoraggio per insetti e roditori potenzialmente presenti nelle strutture ma dovrà rivolgere il suo sguardo anche in alto verso quelli uccelli come passeri, piccioni, storni ecc che possono trovare rifugio, appoggio o siti di nidificazione sulla copertura o a ridosso dello Stabilimento.

Premessa

In caso di infestazione da volatili in fase di stazionamento temporaneo o permanente questi possono rappresentare un rischio igienico sanitario concreto per le possibili malattie trasmesse all’uomo, oltrechè insudiciare con i loro escrementi le attrezzature, i prodotti e le aree che questi frequentano. Eseguire un attento monitoraggio visivo e documentare questa operazione che attesti l’assenza di fenomeni infestativi a carico dei volatili con una frequenza ben stabilita, rappresenta il primo e piu’ importante passo da attuare per un approccio razionale al problema.

Nonostante la maggior parte delle patologie trasmesse direttamente dagli uccelli siano piuttosto rare, cosi’ non è per gli ectoparassiti che invece spesso si accompagnano a questo tipo di infestazioni; in primis le zecche molli (Argas reflexus), per cui si rende indispensabile una attenta vigilanza come anzidetto.

Nidificazione in una nicchia di un capannone

In bibliografia si riporta diffusamente come la maggioranza dei problemi per la salute pubblica derivi da uccelli selvatici come piccioni, passeri, gabbiani, merli, storni e corvi.

Obiettivo

Applicare tutti i metodi di prevenzione e controllo al fine di ottemperare a quanto richiesto dallo Standard, quindi in primis vigilare sull’assenza di volatili nelle aree esterne a ridosso dello stabilimento (piazzali, copertura, tettoie ecc) o all’interno dei magazzini e delle aree di carico e scarico.

Ruoli

Riteniamo indispensabile che anche le maestranze devono essere sensibilizzate al problema (a tal fine sarà necessario documentare la formazione del personale alla comprensione di questo aspetto) e pronte a segnalare la presenza di volatili in fase di stazionamento temporaneo o permanente nelle aree esterne a ridosso della struttura o interne con particolare riguardo alle aree di carico e scarico dove residui di materie prime alimentari o rifiuti possono richiamare gli uccelli.

La ditta di disinfestazione potrà inoltre monitorare, in concomitanza dei servizi già prestabiliti e applicati alla frequenza concordata, anche la presenza di segnali di infestazione a carico dei volatili.

 Analisi del Rischio

Laddove la presenza di piccioni nel circondario sia reale e concreta ed il rischio di annidamento presso il nostro Stabilimento non sia da sottovalutare occorre innalzare il livello di guardia sulla vigilanza.Tuttavia, a nostro avviso, non risulta economicamente sostenibile andare a proteggere con sistemi di dissuasione volatili tutti i punti o aree potenzialmente interessate da una infestazione da volatili, a meno che non si tratti di opere improrogabili di pest-proofing.

Questo perchè ogni azione di controllo deve essere giustificata e applicata in base ad un razionale rapporto tra Costi e Benefici.

Rischio igienico-sanitario

  • I volatili possono trasmettere in via diretta patologie come l’Istoplasmosi, l’Ornitosi, la Salmonellosi, Escherichia coli, Campylobacter ecc.., e ospitare ectoparassiti come zecche molli e acari. In particolare le zecche a loro volta attraverso le loro punture si rendono responsabili di altre malattie per l’uomo (Febbre Q).
Escrementi di piccioni in un locale tecnico

I microrganismi patogeni di origine aviaria si possono diffondere attraverso l’aria, l’ingestione, il contatto diretto con uccelli o artropodi che si nutrono di sangue, come zanzare e zecche. La capacità inoltre di alcuni funghi e batteri di vivere e proliferare nelle feci dei volatili e nei nidi costituisce un rischio per la salute pubblica in zone di aggregazione di uccelli. Il rischio di trasmissione di patologie è tanto maggiore quanto piu’ alte sono le densità delle colonie di uccelli.

Monitoraggio, sorveglianza e proposte operative

Di seguito si riporta una serie di indicazioni pratiche ritenute di estrema importanza al fine di evitare il richiamo e lo stazionamento degli uccelli sulle strutture nonche’ operare una adeguata sorveglianza e monitoraggio.

  1.  Tutte le porte dei reparti produttivi e dei magazzini di uno stabilimento devono essere chiuse quando non utilizzate.
  2. E’ fortemente consigliato di utilizzare porte automatiche azionate da fotocellule.
  3. E’ altresì consigliato di utilizzare le specifiche bandelle di plastica installate dopo le porte per bloccare gli uccelli durante i movimenti dei carrelli e degli operatori. Le strisce di plastica delle tende dovrebbero essere sovrapposte.
  4. Ogni giorno il personale dovrebbe poter essere in grado di segnalare alla Direzione la presenza di volatili: è questo un punto fondamentale, ovvero quello di aumentare la consapevolezza dei lavoratori, nelle aree della produzione e dei magazzini, durante le quotidiane operazioni di lavoro. Cio’ si ottiene attraverso la cooperazione e un continuo training, perchè in questo come in tanti altri casi il fattore umano è fondamentale.
  5.  E’ necessario assicurarsi che nelle strutture non ci siano aperture, spazi vuoti, finestre rotte od altre fessure che consentano l’intrusione dei volatili.
  6.  E’ necessario infine evitare i fattori di attrazione attorno alla nostra struttura: acqua stagnante, cibo, rifiuti, cassonetti aperti, alberi vicini allo stabilimento ecc.. che possano dare rifugio agli uccelli.

In caso di infestazione presso le strutture di uno stabilimento si possono applicare a nostro avviso i seguenti metodi di dissuasione:

–         Dissuasione meccanica:

Reti ornitologiche

Rete ornitologica

Spilli dissuasori

Spilli Dissuasori

Filo bird-wire (Foto OSD Ecobirds)

Filo Bird-Wire

Dissuasione per pannelli solari e fotovoltaci

Buddy Sun Barriera per la protezione dei pannelli solari

Dissuasione con sistema elettrificato

Sistema elettrificato incruento

Altri metodi presenti sul mercato:

Repellenti in gel (fotografia Colkim)

http://www.colkim.it/it/bird-free/
Bird free Dissuasore per Volatili
  • Dissuasori acustici
  • Dissuasori visivi
Sagoma di falchetto come deterrente visivo

Poichè questo problema risente di un ambito normativo molto stringente e in taluni casi la presenza di grandi colonie di volatili risulta di difficile controllo nell’ambito di una area di interesse circoscritta,come uno stabilimento, la discussione potrebbe essere ampliata coinvolgendo gli Enti e le Autorità Pubbliche in merito a eventuali piani di contenimento.

(Bibliografia: CIEH e “Importanza per la salute pubblica degli infestanti urbani”, Ufficio Regionale OMS per l’Europa)

Rosi Norman Romani Disinfestazioni Srl

Ugo Gianchecchi Consulente Pest Control

BRC Revisione 8: cosa cambia per il Disinfestatore

La nuova Rev 8 dello Standard BRC che entrerà in vigore a partire dal 01 febbraio 2019 apporta alcune novità per quanto riguarda la definizione del servizio di disinfestazione applicato nelle Industrie Alimentari.

Tra le prime novità introdotte lo Standard definisce in modo chiaro il concetto di servizio di Pest Management, ossia di Gestione degli Infestanti, superando di fatto il concetto di Pest Control molto utilizzato fino ad oggi ed assimilato dalla terminologia inglese, e che sostanzialmente inquadrava il Disinfestatore come un applicatore di sistemi e programmi di controllo degli infestanti.

Non a caso negli Stati Uniti il Disinfestatore viene chiamato con il termine di “Exterminator”, ossia il Tecnico inteso come mero applicatore di soluzioni di controllo.

Il Pest Management invece allarga l’approccio che la nostra figura professionale deve adottare nell’applicare un programma di Gestione degli Infestanti, e che deve interessare non solo le soluzioni di controllo bensi’ prevedere tutte le buone pratiche atte alla prevenzione ,sia delle strutture che delle condizioni ambientali esterne ed interne alle industrie,come per esempio la gestione delle aree di raccolta dei rifiuti e degli scarti di lavorazione, la chiusura delle porte, le operazioni di pulizia ecc.

BRC Revisione 8

Dalla Prevenzione si passa successivamente alle operazioni di monitoraggio degli infestanti, operazione che consente al Disinfestatore di acquisire tutte quelle informazioni che lo aiuteranno a calibrare il servizio di volta in volta adottando quelle azioni preventive e correttive che hanno lo scopo di mantenere gli infestanti al di sotto dei limiti critici che sono stati fissati nei piani di Gestione degli Infestanti.Il servizio quindi deve essere inteso quindi come un sistema Dinamico.

BRC Revisione 8

Al punto 3.4.1 della nuova BRC revisione 8 si indica che l’Azienda deve predisporre un piano annuale di almeno 4 Verifiche Interne anche per il servizio di Gestione degli Infestanti.

In precedenza in questo post abbiamo fatto riferimento all’ importanza della gestione dell’area rifiuti, anche se nella nuova Rev 8  scompare il punto dedicato alle aree adibite a raccolta e gestione dei rifiuti ed i potenziali rischi per gli infestanti indicato al punto 4.12.2 della precedente versione.  Permane invece al punto 4.11.5 dello Standard IFS Rev 6.

Si consiglia comunque di non sottovalutare questo aspetto perchè le aree di raccolta dei rifiuti sono spesso sottovalutate e causano gravi rischi di infestazione da roditori e insetti.

Cassonetti

BRC Revisione 8 al punto 4.14 si afferma che il servizio deve essere svolto in conformità con la Normative Vigente.

Al paragrafo 4.14.2: viene precisato che la valutazione del rischio di infestazione deve essere rivista quando si apportano modifiche all’edificio o ai processi di produzione che potrebbero incidere sul programma di gestione degli infestanti e/o quando si verifica un’infestazione di dimensioni importanti.

Al Paragrafo 4.14.4 si fa riferimento  inoltre alla dicitura “i registri” (relativi alla gestione degli  infestanti); che  possono essere in formato cartaceo, elettronico o parte di un sistema con specifiche on line.

Quando l’Azienda si avvale di appaltatori esterni per la gestione degli infestanti, il campo di applicazione dei servizi deve essere chiaramente definito e deve rispecchiare i servizi effettivamente svolti.

BRC Revisione 8 al punto 4.14.7 viene poi introdotto un punto molto importante e che riguarda la predisposizione di misure adeguate per prevenire l’entrata di volatili o la loro nidificazione nelle aree di carico e scarico.

Piccione

 Al Paragrafo 4.14.11 viene riportato che l’analisi dei risultati dei monitoraggi deve includere i risultati rilevati su  tutti i dispositivi di monitoraggio/trappole. 

Di seguito troverai la Demo del Questionario per scoprire se il programma di Pest Management che adotti è adeguato ai piu’ moderni Standard applicati nelle Industrie Alimentari

Fai la prima parte del Test

BRC Revisione 8

Rosi Norman Controllo Qualita’
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CEPA: le brochure

Come abbiamo già avuto modo di dire in un precedente post siamo orgogliosi di avere ottenuto da oltre un anno la Certificazione UNI EN 16636.L’elenco delle Imprese di Disinfestazione certificate è consultabile a livello europeo sul sito europeo CEPA la Confederazione delle Associazioni delle Imprese della Disinfestazione europee.In Italia l’Associazione che rappresenta le Imprese di Disinfestazione associate e’ A.N.I.D. 

Questo il video di presentazione ANID 

Essere un’Azienda Certificata UNI EN 16636 testimonia il nostro impegno e la volontà di rendere servizi professionali, applicando procedure moderne e adeguate alle richieste del Cliente, rispettando le normative cogenti e volontarie (Standard BRC,IFS,) , garantendo la sicurezza igienico sanitaria di alimenti e bevande e tutelando infine l’ambiente nel quale viviamo.

CEPA in cifre

CEPA ha sede a Bruxelles e rappresenta 25 associazioni di categoria nazionali e regionali (2014).
Il settore muove un fatturato di oltre 3.000 milioni di euro generato da più di 10.000 imprese con oltre 40.000 dipendenti. Oltre alle associazioni, la CEPA comprende anche produttori, distributori e società di servizi che operano in Europa.

Quando nasce CEPA

CEPA nasce nel 1974 dalle associazioni nazionali belga, olandese, francese e spagnola, al fine di rappresentare e di difendere gli interessi dei loro associati a livello europeo.
La storia ha dato loro ragione. Oggi, l’80% circa delle normative nazionali rispecchia le decisioni prese a livello comunitario attraverso le direttive europee.

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Mission

La mission della CEPA è essere portatrice delle istanze  delle Associazioni delle Imprese di Disinfestazione europee.

Promuove e favorisce inoltre la conoscenza dei servizi di disinfestazione mediante un dialogo migliore con tutti i rappresentanti istituzionali responsabili delle decisioni politiche e gli opinion leader a livello europeo su tematiche afferenti il nostro settore.

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Obiettivi

  • Interagire con le istituzioni europee per conto dell’industria della disinfestazione favorendo un dialogo basato sui fatti;
  • Rappresentare l’industria della disinfestazione parlando con un’unica voce in materia di iniziative legislative europee;
  • Far conoscere il contributo dell’industria della disinfestazione all’economia europea come fattore di crescita e occupazione;
  • Unire il settore della disinfestazione intorno a iniziative di rilievo atte ad elevare la professione e i suoi operatori (programma CEPA Certified).
  • Consentire lo scambio di informazioni, e in particolare facilitare la comunicazione tra le associazioni nazionali e anche tra tutte le altre organizzazioni membri della nostra Confederazione;
  • Garantire sistemi di preallarme inerenti a problematiche che potrebbero valorizzare o compromettere lo sviluppo del nostro settore in Europa;
  • Fornire gli strumenti e l’esperienza necessari ad affrontare i problemi nel momento in cui si presentano;
  • Semplificare la raccolta dei dati riguardo al nostro settore;
  • Relazionarsi con altri settori e gruppi di interesse su questioni di interesse comune.

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La Geolocalizzazione dei punti esca

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L’informatica ha cambiato la nostra visione ed il nostro approccio ai servizi che svolgiamo nell’ambito del Pest Management.

Le possibilità che derivano dalla rivoluzione informatica in atto erano inimmaginabili fino a poco tempo e questo crea una serie infinita di opportunità che l’Impresa di Disinfestazione deve saper cogliere per soddisfare le crescenti richieste dell’Industria Alimentare per un servizio moderno e in miglioramento continuo.

Per esempio nel  monitoraggio e controllo dei roditori è molto importante registrare le attività rilevate, sopratutto nelle aree esterne attraverso i dispositivi che abbiamo installato,sia che si tratti di erogatori di esca rodenticida o placebo che di trappole.

I dati devono essere inseriti in un programma ed elaborati per creare delle analisi statistiche che possono essere molto utili per comprendere per esempio quali postazioni siano piu’ visitate e adottare le azioni correttive del caso.

La fase successiva alla precedente e che completa la Valutazione Ambientale del sito dovrà comprendere una analisi delle aree maggiormente visitate dai roditori, ossia la frequenza con cui si manifestano i fenomeni dell’attività murina, che siano essi catture o consumi di esca ed è qui che entra in campo la Geolocalizzazione.

Per i nostri Clienti da oggi vengono messe a disposizione mappe specifiche del sito con evidenza dei punti esca presenti o l’indicazione di quelli visitati e relative frequenze.

Questa mappa deve essere inserita nella “Relazione dei Trend” al fine di valutare a 360° il servizio ed ottemperare cosi’ a quanto richiesto dai piu’ moderni Standard volontari  per le Industrie Alimentari come per esempio gli Standard BRC e IFS.

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Mappa DEMO consultabile con un click

E’ importante a nostro avviso inquadrare i dati da Gennaio a Dicembre poichè, seppur sia vero che i roditori non agiscono con il calendario alla mano, la loro attività cambia notevolmente nel corso del tempo per cui è utile una analisi  definita dal punto di vista temporale e verificare il piu’ oggettivamente  possibile i vari andamenti.

Queste analisi di Geolocalizzazione come anzidetto aprono la strada a numerosi ed ulteriori approfondimenti analitici di cui solo ora le imprese di Pest Control iniziano a sfruttarne la potenzialità.

I tag possono essere colorati in maniera diversa a seconda del numero di visite, si possono aggiungere fotografie,link,note ecc.

La mappa puo’ essere anche visualizzata anche inquadrando un codice QR.

Il servizio si appoggia a Google Maps per cui occorre avere un account Google autorizzato per accedere al servizio.QR_geolocalizzazione

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L’inverno stà arrivando

L’inverno stà arrivando: così recita l’adagio che nella serie cult “Games of Thrones” viene scandito ripetutamente dai protagonisti per avvertire che eventi drammatici sono alle porte ed occorre prepararsi al peggio.

Ma se nella realtà per la maggioranza delle persone la stagione invernale non rappresenta piu’ una questione di vita o di morte,  lo stesso non si puo’ dire per i topi: per la loro sopravvivenza è indispensabile ricavarsi un rifugio che gli consenta di fare scorte, nidificare e al contempo avere accesso alle risorse idriche e alimentari durante tutta la stagione invernale.

Darwin ci ha insegnato che il successo di una specie animale dipende dalla sua capacità di adattarsi alle condizioni ambientali e chi meglio dei topi ha saputo adeguarsi e  sfruttare al meglio tutte le nicchie ecologiche che spesso anche l’uomo mette inconsapevolmente a loro disposizione.

Per questo motivo nell’agenda di ogni disinfestatore i mesi di ottobre e novembre sono quelli che richiedono le maggiori attenzioni e dove occorre concentrare l’adozione delle buone pratiche del Pest Management a partire dalle misure di prevenzione dalle infestazioni, per evitare che possa accadere qualcosa di simile a quello che si vede nella fotografia sotto:

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Escrementi di ratti in un magazzino

Anche dal punto di vista della rispondenza del servizio agli Standard volontari applicati per esempio dalle Industrie Alimentari come lo Standard BRC si richiede che venga effettuata una analisi della stagionalità dei vari infestanti monitorati ed in base ai risultati modulare il servizio di conseguenza.

Quello che occorre fare per non trovarsi impreparati è un lavoro a quattro mani che vede coinvolti da  un lato il disinfestatore, che con lo storico dei dati dei monitoraggi alla mano puo’ efficacemente applicare diverse soluzioni tecnico-operative e dall’altro vede chiamato in causa anche il Cliente, per esempio una Industria Alimentare, che dovrebbe adottare tutte le misure di pest proofing idonee e sensibilizzare i lavoratori con le buone pratiche per mettere in sicurezza le strutture (esempio la chiusura delle porte e dei portoni durante i periodi di inattività).

Controllo periodico delle misure di prevenzione strutturale e diminuzione dei fattori di rischio ambientali (spesso a carico dell’Industria Alimentare su segnalazione del Disinfestatore)

Interessano la proprietà del Cliente e devono essere segnalate dal Tecnico disinfestatore.

Tra le azioni piu’ frequenti possiamo citare:

  • Verifica dell’integrità funzionale delle bande antintrusione a porte e portoni

    Pest proofing
    Fessura in un portone industriale
  • Verifica dell’integrità delle zanzariere alle finestre
  • Verifica dell’integrità delle zanzariere alle porte quando queste sono grigliate per consentire l’areazione degli ambienti.
  • Tenuta delle sigillature ai tubi e tubazioni passanti dall’esterno verso l’interno,compresi i cavidotti
Pest proofing
Tubazione passante con fessura non sigillata
tombino cavi elettrici
Tombino aperto con tubazioni non sigillate
  • Rimozione dei cumuli di foglie specie sul retro degli stabilimenti (aree ove a volte si accumulano anche materiali vari,pancali e attrezzature obsolete)

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    Materiale vario
  • Corretta gestione delle aree rifiuti onde evitare pericolosi punti di attrazione per gli infestanti.

    Cassonetti
    Cassonetto aperto e rifiuti a vista

Misure ordinarie di controllo delle intrusioni di roditori

Sono soluzioni non emergenziali ma di riorganizzazione del servizio di Pest Management da adottare qualora i dati storici stagionali dei consumi o delle catture in una data area dell’azienda rendono necessaria una ulteriore attenzione e revisione del servizio:

  • Installazione di trappole con serbatoio di liquido disinfettante in particolari punti dell’area esterna e/o interna.

    Trappola Multicattura Ekomille
    Sistema Ekomille
  • Installazione di dispositivi con trappola a sensore per avviso tramite sms/email di cattura

    trapmefunctioneng
    Trappola con sensore Trap Me
  • Potenziamento di dispositivi tradizionali nelle aree esterne (erogatori) e interne (trappole multicattura o a scatto )
  • Ricambi cadenzati del principio attivo dell’esca rodenticida nelle postazioni installate nelle aree esterne alternati a principi attivi come Brodifacoum,Flocoumafen,Difethialone da utilizzare con la tecnica ad “impulsi” ossia somministrazioni mirate e temporanee ma che a volte si sono dimostrate utili.

Misure straordinarie di controllo delle intrusioni di roditori

Sono soluzioni temporanee per improvvisi picchi di consumi di esca rodenticida o avvistamenti di roditori  e possono andare a sommarsi a quelle sopra riportate:

  • Installazione di trappole multicattura meccaniche e collanti nell’area esterna con frequenti monitoraggi
protezione trappole
Trappola multicattura con protezione posizionata nell’area esterna
trappola multicattura
Cattura di Mus musculus in una trappola multicattura esterna
  • Potenziamento di esca rodenticida in caso di consumi elevati (esempio: durante il monitoraggio le esche erano completamente consumate in piu’ postazioni).
  • Monitoraggi ed interventi frequenti (settimanali oppure ogni 15 giorni) durante tutta la stagione autunno-invernale

Il presente articolo non  è esaustivo della materia e  riporta solo alcuni esempi relativi ad accorgimenti operativi che hanno lo scopo di sottolineare come il servizio di derattizzazione debba essere inteso come un sistema dinamico e non statico, che sappia adattarsi alle esigenze specifiche dell’Industria Alimentare e risponda tempestivamente ad improvvisi picchi infestativi senza che necessariamente vi siano stati analoghi fenomeni negli anni precedenti.

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Una Squadra al Vostro servizio

In questo periodo il rischio dato dalla presenza degli infestanti nelle case e nelle aziende è molto alto.

Per questo motivo siamo impegnati tutti i giorni sul campo per garantire interventi rapidi ed efficaci che riducano al massimo il rischio di  contaminazione da parte di insetti e topi nelle Aziende Alimentari e cerchiamo anche di tutelare i nostri Clienti dal pericolo igienico sanitario che puo’ essere provocato da  punture da vespe,zanzare,cimici dei letti od altre specie che possono arrecare danni anche gravi alla salute delle persone.

Per esempio è proprio di questi giorni la notizia di alcuni casi di West Nile Virus in Veneto e la conseguente allerta da parte dellIstituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, indice della continua attenzione che gli Organi preposti dedicano alle malattie trasmissibili dai vettori come le zanzare.

Vedi la rassegna stampa:

Cerchiamo di rispondere a tutte le richieste di intervento e il nostro obiettivo è quello di essere tempestivi ed efficaci con i nostri Tecnici specializzati al Vostro servizio ed in questo articolo potrete sapere qualcosa in piu’ di loro:

Andrea Biagini

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Andrea è in forza a Romani Disinfestazioni da oltre 5 anni. Diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario di Mutigliano “Brancoli Busdraghi” a Lucca nell’anno scolastico 2005/2006, segue con cura i Clienti sia delle Industrie Alimentari che delle attività al dettaglio e nel corso degli anni si è specializzato anche nel settore delle disinfestazioni.

Silvio Bianchini

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Silvio è al nostro fianco da oltre 9 anni.Anche Silvio come Andrea si è diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario “Brancoli Busdraghi” di Mutigliano a Lucca nell’anno scolatico 2004/2005.Nel corso degli anni si è specializzato con merito nel monitoraggio degli infestanti per le Medie e Grandi Aziende Alimentari.

Fabio Brugioni

Squadra Romani Disinfestazioni

Fabio è il veterano dei tecnici operatori della squadra Romani Disinfestazioni perchè lavora con noi da oltre 10 anni.Segue gran parte del nostro portafoglio Clienti rappresentato dalle attività al dettaglio che necessitano di un servizio attento e puntuale.

La Squadra Romani Disinfestazioni si distingue per un basso turn over perchè l’Azienda Romani investendo molto nella Formazione non ha nessun interesse a sostituire frequentemente personale che necessita di anni per poter essere ben professionalizzato e sappia gestire in autonomia le varie problematiche legate ai servizi di Pest Management nelle Aziende.

Tutta la Squadra è Formata e Informata per operare nelle Industrie avendo frequentato i corsi in materia di Sicurezza su luoghi di Lavoro compresi i corsi di Addetto Antincendio e Primo Soccorso, Formazione indispensabile per operare responsabilmente a tutela della Salute dei Lavoratori e della Proprietà del Cliente.

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Erogatori e trappole sempre rotti?Risolviamo insieme il problema

Un problema antico e spesso sottovalutato, che tutti noi disinfestatori dobbiamo affrontare quotidianamente in maniera propositiva.

Non dobbiamo quindi limitarci a rilevare la rottura del dispositivo durante il monitoraggio e reintegrare la postazione per rendere di nuovo conforme il servizio: anche se questa è sicuramente la prima operazione da compiere dobbiamo andare oltre.

Infatti presso i Clienti ed in particolare nelle Aziende Alimentari questo problema puo’ generare criticità per le Aziende di Disinfestazione, qualora venisse riscontrata una gestione non razionale e responsabile della questione.

Cominciamo a considerare i risvolti piu’ importanti legati alla rottura dei dispositivi:

  • Danno dovuto al mancato dato di monitoraggio nel periodo intercorso tra l’ultimo servizio e il momento della rottura della trappola o dell’erogatore
  • La dispersione nell’ambiente del contenuto del dispositivo
  • Il costo per lo smaltimento ed il ripristino dello stesso
  • Problemi legati alla sicurezza per le maestranze,come per esempio puo’ succedere nel caso di urti a Lampade UV-A che potrebbero cadere al suolo da un altezza di minimo 2 metri

Degli aspetti riportati quello che implica pericoli dal punto di vista della contaminazione primaria e secondaria è sicuramente la rottura di un erogatore di esca rodenticida con conseguente dispersione del prodotto nell’ambiente.In particolare per le aziende che stanno eseguendo un servizio di derattizzazione in area pubblica questo fenomeno potrebbe avere risvolti molto negativi con conseguenze anche giudiziarie, qualora per esempio si rompessero erogatori di esca in aree pubbliche adibite a parco giochi per bambini oppure animali non target come un cane venissero in contatto con l’esca o peggio la mangiassero.

Poichè l’esca rodenticida non viene usata nell’ambiente interno adibito a produzione e magazzino il rischio di contaminazione di alimenti e bevande a carico di esche rodenticide puo’ essere oggi escluso, anche se la cronaca nazionale riporta casi di questo tipo nell’ordine di qualche episodio all’anno.

rottura trappole

Foto 1: erogatore aperto e esca fuoriuscita

Non meno rilevante è la Non Conformità che deriva dalla rottura di un dispositivo sia all’esterno che all’interno di un azienda alimentare.Oltre ai rischi dovuti alla dispersione del contenuto dell’erogatore o della trappola con il rischio di contaminazione che ne deriva (con le premesse anzidette relative all’assenza di esca nelle aree interne,ma la contaminazione potrebbe essere comunque a carico di altri prodotti come stick feromoni, esca placebo ecc),qui si manifesta anche un altro fattore, ossia la Non Conformità del Piano di Gestione dovuta alla temporanea disattivazione di un dispositivo.

Immagine 2: trappola multicattura deformata da un urto

Ricordiamo che un dispositivo per il monitoraggio infestanti rappresenta a tutti gli effetti un CCP ovvero un Punto Critico di Controllo per cui la sua mancata conformità rende di fatto il sistema fuori controllo a causa dei dati non rilevati.Questo fattore in sede di Audit potrebbe inoltre creare problemi qualora vi sia stato nelle ore a ridosso dell’ispezione una rottura o il distacco di un dispositivo.

Come possiamo gestire al meglio questo aspetto

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa possiamo fare per minimizzare il rischio che questo fenomeno diventi un problema per l’Azienda di Disinfestazione e per il Cliente:

1) Lavorare a quattro mani con il personale interno dell’Azienda nel momento della progettazione dell’impianto.

A partire dall’Ufficio Qualità per passare ai Manutentori e ai Capoturno e condividendo con queste figure il nostro progetto possiamo ridurre il rischio di collocare dispositivi nei punti piu’ soggetti a sollecitazioni per passaggi di muletti,traspallet,stoccaggio pancali, uso di lavasciugapavimenti o altre operazioni che potrebbero causare la rottura di un dispositivo.

Starà’ poi al disinfestatore riuscire a coniugare queste esigenze aziendali con la funzionalità del dispositivo, il quale deve sempre mantenere una sua integrità unita ad una efficacia duratura nel tempo.

2) Sfruttare i punti protetti o angoli morti dove il dispositivo puo’ efficacemente svolgere la sua azione senza il rischio che sia di intralcio alle maestranze.E’ controproducente installare i dispositivi in punti di passaggio,corridoio stretti od altri punti soggetti a stoccaggio serrato di alimenti e bevande nei magazzini del Prodotto Finito ecc.

Nel caso delle lampade UV-A per esempio si consiglia di non collocare queste in punti bassi o di passaggio di muletti

Immagine 3: trappola installata dietro barra paracolpi in metallo

3) Formare e Informare il personale e gli addetti alle pulizie su cosa siano questi dispositivi,a cosa servono e come vanno gestiti, avvisando prontamente i Responsabili interni in caso di rotture o manomissioni anche accidentali.A questo proposito possono essere utili gli incontri formativi dell’Azienda di Pest Control aventi proprio l’obiettivo di sensibilizzare il personale sugli aspetti del monitoraggio infestanti, ovvero una conoscenza di massima dei principali infestanti e dei segni della loro presenza,le buone pratiche per la Prevenzione dalle infestazioni, cosa sono le trappole e gli erogatori e come vanno gestiti per evitare appunto che vengano rotti,spostati,gettati via ecc.

In sintesi possiamo dire che questo problema puo’ essere efficacemente tenuto sotto controllo e ridotto al minimo fisiologico qualora vi sia una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti coinvolti, andando quindi in primis ad installare i dispositivi in punti a basso rischio potenziale di rottura,passando poi per l’applicazione delle Buone Pratiche da parte delle Maestranze che conoscendo ed essendo informate su cosa sia una trappola od un erogatore possano al meglio collaborare per mantenere questi dispositivi integri ed efficienti.

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Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida

Si svolgerà a Roma il 21 e 22 marzo 2018 presso l’Auditorium Antonianum (via Manzoni, 1) la X Conferenza Internazionale sulla disinfestazione sul tema:

“Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida”.

L’evento annuale promosso da ANID vede il sostegno dei Fornitori associati (PestNet,Arysta,Bayer, Colkim, Blueline,OSD,Ekommerce, Spray Team, Copyr, Inpest, India, Enthomos,Tifone, BASF,Newpharm, Martignani, Vebi,Orma,).
Lo scenario globale nel quale anche le imprese della disinfestazione operano propone sfide che hanno nella competitività,nella produttività e nel rispetto dell’ambiente la chiave del successo sia delle imprese stesse che del settore nel suo complesso.

raccogliere la sfida
Il programma di Mercoledi 21 marzo

Noi disinfestatori siamo coscienti delle sfide che il mercato nel quale operiamo ci impone e per questo abbiamo intrapreso azioni concrete attivandoci per l’innovazione tecnologica e nella Formazione dei Tecnici della Disinfestazione a 360°C.

 

giovedi
                  Il Programma di Giovedi 22 marzo

Il Pest Control nazionale è quindi saldamente partecipe del processo industriale noto come “Piano Nazionale Industria 4.0”, con ciò indicandosi le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: ne condivide pienamente le linee guida principali e soprattutto le azioni indicate:
– investire per crescere
– premiare chi investe nel futuro
– accelerare l’innovazione
– dare valore ai beni immateriali

La X Conferenza nazionale mantiene aperta quella finestra sulla professionalità, la sperimentazione e l’innovazione nel panorama internazionale del Pest Control che ha raggiunto, negli ultimi anni, con grande impegno di ANID, un punto fermo con la pubblicazione dello Standard UNI EN 16636.

Fonte testo: www.disinfestazione.org

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La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

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Calcolare l’Indice di Rischio di una Infestazione

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google

 

Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole poichè sono circa 30 anni che la disinfestazione si avvale dei monitoraggi mentre oggi abbiamo molti strumenti in piu’ che ci aiutano nel rendere meno empirici e soggettivi questi dati.rischio infestazione

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un fattore K imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

frequenza_consumi

Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, ci dà preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

tabella

Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

tre_linee

Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

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Ridurre il Rischio di Contaminazione da Insetti Alati

Tra i casi che più di frequente si verificano nell’industria alimentare è senza dubbio la contaminazione da insetti alati.

Gli insetti alati sono quegli che maggiormente si rendono responsabili di questi episodi, con conseguenze molto serie sia per quanto riguarda la salubrità dell’alimento sia per quanto riguarda i danni di immagine per l’Industria Alimentare.

La loro natura permette una elevata mobilità fuori e dentro l’Azienda ed occorre quindi adottare una moltitudine di accorgimenti al fine di limitare ed impedire l’accesso e la mobilità di questi insetti dentro le strutture.

A titolo di esempio riportiamo la presenza di contromisure fisiche come le zanzariere, porte e finestre che chiudano efficacemente,la presenza di aree di compensazione e filtraggio tra area esterna ed interna ecc.

Per le aree interne vi devono essere un flusso di processo coerente e aree delimitate e separate con portoni scorrevoli a chiusura automatica, mentre nelle aree produttive ove possibile e laddove la tipologia produttiva lo richieda una efficace azione preventiva è svolta dagli ambienti climatizzati che sono un ottimo (per noi) e inadatto (per gli insetti) microclima che impedisce la loro sopravvivenza e sviluppo.

Spunti per il progetto di un impianto di monitoraggio degli insetti alati

L’approccio al sistema di monitoraggio degli insetti volanti inizia considerando i punti di ingresso ed il percorso degli insetti. Non tutte le aree aziendali presentano lo stesso Indice di Rischio di intrusione e contaminazione per cui deve essere individuato un criterio che attivi le difese nei punti di accesso (aree di carico/scarico dove le porte e portoni sono spesso aperti per lunghi periodi) e al contempo assicuri assenza di potenziale contaminazione nelle aree produttive e del confezionamento dove la presenza di insetti volanti specialmente le mosche potrebbero avere un effetto disastroso per la contaminazione diretta e indiretta di alimenti e bevande.

Possiamo dividere uno stabilimento in 3 zone classificate per il diverso indice di Rischio da intrusione e contaminazione (Ingrandisci l’immagine)

tre_linee

1° Linea

Aree di accesso ingressi a magazzini di carico e scarico: alto rischio di intrusione degli insetti volanti.

Rappresenta la prima Linea di filtraggio degli insetti volantied è qui che occorre massimizzare le catture onde evitare la penetrazione nelle aree piu’ sensibili.

 2° Linea

Aree intermedie: la seconda linea di difesa compresa tra le aree di accesso e le aree critiche.

E’ la seconda Linea di difesa che ha un grado medio di Rischio di intrusione e contaminazione.

Si deve perfezionare  in queste aree le catture degli insetti che abbiano oltrepassato la prima linea di Lampade UVA

 3° Linea        

Aree e punti critici della produzione e del confezionamento: minor rischio di intrusione ma alto rischio di contaminazione del prodotto esposto.

In questa zona le catture dovrebbero essere ridotte al minimo.

Calibrare i Limiti Critici nei livelli piu’ bassi e possibilmente a carico sopratutto di piccoli ditteri.

Dimensionamento

Le Lampade UV in base al modello hanno una copertura definita nella scheda dell’attrezzatura e questa copertura è espressa in metri quadrati (vedi immagine della confezione)

Il dimensionamento deve essere fatto quindi in base al grado di copertura dell’apparecchio e alla dimensione dell’area da monitorare.

lampada_uva

Posizionamento e Altezza

L’apparecchio elettroinsetticida dovrebbe essere posizionato non molto alto, per esempio la base della lampada puo’ essere a 2,10-2,20 metri da terra.

La lampada deve essere:

  • posizionata in modo da non intralciare il passaggio di muletti e personale.
  • a 90° dalle fonti luminose,quindi non sotto le finestre e lampade.
  • lontana da flussi di corrente d’aria che disturbino il volo degli insetti alati
  • lontana dalle linee produttive,zona impasti e alimenti aperti.

Manutenzione

Gli apparecchi elettroinsetticidi richiedono il ricambio dei neon ogni 12 mesi.

I neon devono essere Shatterproof ossia devono essere dotati di una guaina in plastica trasparente che in caso di deflagrazione impedisca la dispersione dei frammenti.Si riconoscono per una fascetta simile a quella della fotografia sotto.

20_watt_shatterproof

Modalità di cattura

Le lampade UV devono catturare gli insetti immobilizzandoli su un pannello collante ricambiato a frequenze variabili a seconda della stagionalità, comunque minimo una volta ogni 30 giorni.Lampada_UVA

Coadiuvanti di cattura

Al centro del pannello collante possono essere posizionati dei “patch” impregnati di feromone per insetti volanti delle derrate al fine di incrementare la possibilità di monitorare questi pericolosi insetti.In questo modo si puo’ integrare efficacemente il sistema di monitoraggio delle trappole per le tignole.

patch

Colore dei neon

I neon sono per la maggior parte a luce blu od in taluni casi abbinati a neon a luce verde anche se questi ultimi sono meno utilizzati.

Colore dei pannelli collanti

E’ dimostrato che il colore giallo dei pannelli ha un effetto cromotropico positivo sulla capacità di attrarre i ditteri.Infatti i pannelli collanti gialli catturano le mosche anche in assenza della luce dei neon blu.

pannello_giallo

Ma in presenza della luce blu dei neon questa capacità attrattiva risulta meno evidente e la loro capacità attrattiva è in questo caso paragonabile ad altri pannelli con colori bianco o nero inseriti nelle lampade.

I colori bianco e giallo sono preferibili e comunque da utilizzare in quelle aree dove la presenza di insetti ha dei limiti critici molto bassi e quindi è raccomandata l’evidenza visiva immediata di eentuali criticità.

Base in cartoncino o plastica

La base del pannello collante dovrebbe essere preferibilmente in plastica specie negli ambienti umidi dove il rischio di schizzi delle acque di lavaggio potrebbe imbibire il cartoncino collante riducendolo in poltiglia.

Pannello “grigliato” per un facile conteggio

Agevola il conteggio degli insetti laddove la superfice del pannello abbia una omogenea densità di catture.

Grado di protezione IP

Il grado di protezione IP indica che l’apparecchio elettroinsetticida è stato costruito per resistere in ambienti che per la loro natura potrebbero favorire episodi di schock elettrico (ambienti umidi) ed esplosione (ambienti polverosi) , per cui possiamo elencare alcune tra le piu’ comuni categorie di Lampade UV.

Vedi la tabella che abbina il grado di protezione IP contro oggetti,acqua e polvericontaminazione da insetti alati

Nelle aree dei silos farine o con molta polvere occorre usare apparecchi elettroinsetticidi Certificati Atex.

Concludo dicendo che il monitoraggio degli insetti alati è spesso un capitolo debole del sistema di Pest Management in quanto le lampade hanno in genere un costo piu’ elevato rispetto ad altri dispositivi, sia in caso di acquisto che di noleggio e lo scopo del post è quello di definire con maggior precisione un progetto razionale di monitoraggio al fine di massimizzarne l’efficacia ad un costo minore possibile per l’Industria che comunque deve affrontare questa capitoclo con le dovute accortezze onde evitare Reclami e Non Conformità che ricadrebbero inevitabilmente anche sulla ditta a cui è affidato il servizio di Pest Management.

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Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

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Una efficace supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

La Supervisione

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione veloce ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione sia durante che dopo il servizio.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le opzioni di miglioramento occorre quindi analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora questo non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie invece possono dare molte informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un enorme valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile la tabella sotto esposta che ben individua un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

efficace supervisione

3) Un grafico radar che insieme al grafico a torta è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

img-20170801-wa0005
Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Un nuovo Prodotto sul mercato: la Prevenzione

Gli scenari del Pest Management che si profilano all’orizzonte fanno presupporre che in futuro verrà dato sempre meno spazio agli interventi che prevedono l’utilizzo di prodotti chimici rispetto a tutte quelle pratiche di prevenzione e tecniche di monitoraggio che hanno rispettivamente lo scopo di ridurre al minimo il rischio di proliferazione ed intrusione degli infestanti, specie i roditori, e valutarne dal punto di vista qualitativo e quantitativo l’entità per effettuare interventi mirati e specifici.

Compito del Cliente e del Tecnico Disinfestatore sarà quindi quello di individuare la presenza dei fattori di rischio esterni ed adottare quelle misure di Prevenzione iniziando innanzitutto a ridurre la disponibilità trofica dell’ambiente esterno per poi proseguire nella adozione continua di tutte quelle misure antintrusione che la struttura deve possedere per resistere alle intrusioni degli infestanti ed impedirne la conseguente proliferazione nelle aree interne.

Cominciamo quindi dalle aree esterne valutando prima quegli aspetti che non possiamo controllare direttamente e poi quegli sui quali invece possiamo incidere.

Caratteristiche delle Aree esterne fuori la proprietà dell’azienda

In questo caso si tratta spesso di fattori sui quali non risulta facile agire in maniera incisiva in quanto esterni alla proprietà, anche se abbiamo consigliato in certi casi al Cliente di far presente per scritto alla proprietà confinante la possibilità che eventuali situazioni non correttamente gestite possano originare problemi futuri di infestazione.

Questa azione deve essere fatta nel pieno rispetto delle norme di buon vicinato.

I casi in genere sono relativi alla presenza di:

  • Campi coltivati o incolti e abbandonati (disponibilità di cibo e nidificazione)
  • Strutture abbandonate (nidificazione)
  • Vicinanza a argini,ferrovie,autostrade (nidificazione)
  • Torrenti,fiumi,fossi,canali o specchi d’acqua ancorchè ben mantenuti (disponibilità di acqua e nidificazione Foto 1)
proofing
Foto 1

Caratteristiche delle aree esterne dentro la proprietà dell’azienda

In questo caso invece puo’ essere fatto molto per limitare e ridurre al minimo i fattori di rischio anzidetti.Spesso si tratta di avere solo alcuni accorgimenti e prassi operative che mirino ad una corretta gestione e organizzazione degli spazi e quindi andremo a valutare:

  • La presenza di aiuole,giardini,alberi,piante a ridosso delle pareti (nidificazione e accesso Foto 2)
    prevenzione
    Pianta con rami a ridosso dei muri perimetrali

     

  • L’area deposito rifiuti (disponibilità di cibo e liquidi Foto 3)

    Cassonetti
    Foto 3
cassone
Foto 4
  • Deposito pancali o macchinari rotti o vetusti (nidificazione Foto 4-5)
    deposito_macchinari
    Foto 5

     

  • Presenza di locali tecnici esterni con cavidotti in entrata (nidificazione Foto 6)
    tombino_web
    Foto 6

     

  • Tombini, canali di scolo e drenaggi (acqua e nidificazione Foto 7)

    erogatore_fossato

    Foto 7
  • Area depuratore confinata e ben gestita (nidificazione e disponibilità di liquidi)

Caratteristiche e stato di manutenzione dell’edificio

Per massimizzarne l’efficacia si devono attuare tutte quelle misure atte a prevenire i danni derivanti da intrusione degli infestanti risparmiando tempo e denaro in successive azioni di tamponamento che sopratutto quando prevedono interventi di opere edilizie o di ripristino di serramenti come porte,portoni e finestre possono arrivare ad impegnare budget di decine di migliaia di euro,con il rischio oltretutto che i lavori fatti successivamente alla posa in opera non abbiano lo stesso grado di efficacia.

Un’industria anche di piccole e medie dimensioni ha centinaia di punti di potenziale ingresso degli infestanti.Ricordiamo che un piccolo roditore puo’ passare da fessure oltre  i 5 mm per cui è facilmente intuibile quanti accessi possa sfruttare e l’importanza di una sorveglianza continua sulla tenuta delle misure antintrusione.

Spesso anche i lavori di manutenzione agli impianti elettricidi, di condizionamento o per il passaggio di tubazione termoidrauliche se non correttamente effettuate possono lasciare ampi spazi a disposizione degli infestanti che facilmente possono avere l’occasione di introdursi nelle strutture.

  • Tubazioni e canalette aperte dall’esterno (Foto 8-9-10-11)
canaletta_aperta
Foto 8
canaletta
Foto 9

Ricordiamo infatti che a volte gli elettricisti, gli idraulici e gli impiantisti possono non conoscere le abitudini e l’etologia degli infestanti e i loro comportamenti per cui potrebbero non valutare questi aspetti.Per questo caso solo la supervisione di una persona formata ed informata puo’ essere determinante per scongiurare futuri attacchi.

pest_proofing
Foto 10

 

Pest proofing
Foto 11
  • Zanzariere assenti o rotte
  • Bande antintrusione rialzate o vetuste (Foto 12)
    Pest proofing
    Foto 12

     

  • Porte e portoni aperti (Foto 13)

    portone aperto
    Foto 13
  • Crepe o fessure tra pavimentazione e muri
  • Tetto con fessure di ingresso per i roditori
  • Copertura sul tetto sigillata (Foto 14)
  • Gestione dei soppalchi
  • Pest proofing

Per le operazioni di ripristino consigliamo di rivolgersi a dei professionisti o al team dei manutentori dell’Azienda che utilizzando pochi e semplici prodotti come cemento,silicone,reti metalliche,spugnette metalliche,poliuretano espanso,zanzariere,spazzole per portoni potranno ridurre ed eliminare i punti di intrusione.

Per ulteriori approfondimenti consiglio questo testo del Prof.Suss dedicato proprio alla prevenzione dagli infestanti nelle Aziende Alimentari

roditori

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Aziende produttrici di MOCA: al via la disciplina sanzionatoria

sanzioni MOCA
Il decreto Legislativo 10 febbraio 2017 n. 29 che entrerà in vigore il 2 agosto prossimo stabilisce la disciplina sanzionatoria per le Aziende che violeranno gli obblighi che normano i materiali e gli oggetti che possono venire a contatto con gli alimenti, i cosiddetti MOCA.

L’elenco di questi materiali è vario e a titolo di esempio possiamo ricordare:

  • Piatti
  • Bicchieri
  • Posate
  • Bottiglie
  • Coltelli da lavoro,
  • Carte da incarto
  • Pellicole
  • Etichette
  • Scatole della pizza
  • Imballaggi

L’elenco puo’ proseguire includendo tutti quei materiali ed oggetti che sono prodotti e concepiti per il contatto con Alimenti e Bevande.
L’ambito di applicazione riguarda anche imballaggi attivi e intelligenti ed oggetti in plastica riciclata, in questo caso il mancato rispetto del ciclo di riciclaggio prevede sanzioni ulteriori.
Infatti vi sono molti obblighi ai quali ottemperare ma che non riguardano l’oggetto di questo articolo, che è invece rivolto a quanto occorre intraprendere in materia di Monitoraggio Infestanti e Pest Management per tutte quelle Aziende che producono MOCA, anche in virtu’ di quanto occorre fare per gli Standard Volontari come BRC che per quanto riguarda le Aziende di Packaging impongono di considerare la stagionalità degli infestanti e di conseguenza Piani di Monitoraggio Infestanti e di valutazione dei Limiti Critici dinamici in rapporto alla stagione ed al periodo dell’anno in cui si esegue il monitoraggio.
Romani Disinfestazioni Srl ha una vasta esperienza in materia di servizi di Monitoraggio Infestanti rivolti ad Aziende del Food Packaging per cui ti invitiamo a contattarci per maggiori informazioni.
I Regolamenti interessati sono:
– Reg. (CE) 1935/2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 282/2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 450/2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 10/2011 riguardante i materiali ed oggetti in plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 1895/2005 relativo alla restrizione dell’uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con prodotti alimentari.

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Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi step.
limiti critici

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

    • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.

portone aperto

  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 50% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 3 erogatori contigui o 5-6 erogatori totali ed oltre.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 20-25% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori contigui e 2-3 erogatori totali ed oltre.
romanidisinfestazioni-378
Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questosistema sia in crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
guano_da_piccioni

In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

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Note pratiche prima di un Audit

Le check list delle Autorità Sanitarie preposte ai controlli igienico sanitari negli stabilimenti che lavorano alimenti e bevande nonché gli standard  volontari più diffusi a livello internazionale elencano nel dettaglio quanto occorre fare affinché il programma di Pest Control sia efficace ed efficiente, in linea con quanto richiesto e superi indenne qualsiasi Audit con successo.

Anche per quanto riguarda il corredo documentale non vi sono particolari sorprese se si segue alla lettera quanto previsto dalle procedure sopra descritte (contratto,linee guida,limiti,critici,planimetrie,azioni correttive ecc) per cui quello che rimane da fare in ultima analisi è un sopralluogo finale, a cura dell’ Ufficio Qualità,che supervisioni alcuni particolari che spesso e volentieri possono far emergere Non Conformità o Raccomandazioni in sede di Audit, cosa  che è molto fastidiosa quando l’appunto è inatteso perché tutto sembrava assolutamente in ordine.

AuditLe mansioni da sbrigare sono ormai innumerevoli, i tempi ridotti all’osso data la mole delle pratiche da sbrigare e la scarsità di personale, pero’ al fine di verificare che tutto sia a posto consigliamo di fare in prima persona un sopralluogo breve ma accurato, che vada ad evidenziare alcuni punti deboli che sono a volte oggetto di nota in sede di Audit.

Poiché in genere la ditta di Pest Control ha già effettuato il passaggio quindicinale e quindi potrebbe non essere al corrente di alcune anomalie intercorse nel frattempo è utile questa veloce ispezione in prima persona che vi consentirà di avere tutto sotto controllo.

In particolare verificate che:

  • I neon delle lampade fly killer accesi e funzionanti: può succedere che i neon si spengano e debbano essere sostituiti.I neon devono essere shatterproof e smaltiti a norma di legge,ecco perché ormai questo servizio è delegato al 100% alla ditta di pest control.
  • Qualora siano presenti lampade a griglia elettrificata verificare l’assenza di insetti intrappolati nella griglia e nel caso dei pannelli collanti vedere che questi non siano pieni di insetti catturati: esteticamente l’impatto è pessimo,cosi come la presenza di ragnatele intorno alle lampade.
  • Trappole ed erogatori fissati e coincidenti con i cartelli indicatori.
  • Trappole ed erogatori funzionanti:abbiamo dovuto purtroppo segnalare in alcune occasioni come il personale preposto alle pulizie, spesso a causa di scarsità di tempo, stacchi,sposti o rompa le trappole presenti nelle aree interne.Ecco perché è per noi molto importante dialogare con la ditta di pulizie anche per questi motivi al fine di sensibilizzare il personale al corretto svolgimento delle operazioni senza compromettere la funzionalità dell’impianto di monitoraggio.
  • Cartelli indicatori con etichetta dell’ultimo controllo: a volte specie d’inverno con la pioggia battente alcune etichette adesive apposte sui cartelli nelle aree esterne si possono staccare,in questo caso sta al buon senso dell’Auditor comprendere la probabilità dell’evento.
  • Trappole ed erogatori puliti: operazione a cura della ditta di Pest Control da eseguire ad ogni passaggio.
  • Recente Autocontrollo delle trappole interne trasparenti: anche qui la sola presenza di insetti dà una brutta impressione anche se le aree dello stabilimento sono pulitissime.
  • Controllo di soppalchi e locali tecnici contigui alla produzione: chiedere la collaborazione dei manutentori e dei meccanici interni alla buona tenuta e manutenzione di queste aree spesso sottovalutate ma che in alcuni casi possono dare origine a parecchi problemi infestativi.

Infine come ultimo consiglio proponiamo di fare le operazioni di supervisione del servizio di monitoraggio infestanti avvalendosi di una torcia: vedrete emergere ai vostri occhi una quantità innumerevole di piccole e grandi cose da migliorare, e ogni annotazione sarà da condividere con la ditta di pest control affinché la riuscita del piano di monitoraggio risulti con la massima efficacia.

Rosi Norman

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Practical notes before an Audit

The checklists of the Health Authorities regarding hygienic sanitary controls in factories working in food and beverage manufacture as well as voluntary standards more spread internationally listed in detail, what needs to be done so that the pest control program is effective and efficient, in line with the requirements to be approved by any audit successfully.

Also with regard to the documentation kit there aren’t surprises if you follow to the letter the provisions of the above described procedures (contracts, guidelines, limits, critics, floor plans, corrective actions, etc.) so that’s left to do is ultimately a final inspection, by the Quality Department, which supervises some details that often can reveal non-conformities or recommendations in the audit, which is very annoying when the fact is unexpected because everything looked absolutely in order.

Because usually the company of Pest Control has already made the fortnightly step, and then may not be aware of some anomalies that occurred in the meantime it is useful this quick inspection at first will allow you to have everything under control.

In particular, check that:

  • The fly killer lamps are turn on and well working, in fact it may happen that the neon lights are switched off and should be renovated. The lights must be shatterproof and disposed according to law, that’s why now this service is delegated to 100% of the pest control company.
  • If there are electrified grid lamps verify the absence of insects trapped in the grid ,and in the case, of the adhesives panels see that these aren’t full of captured insects: aesthetically the impact is very bad, as well as the presence of cobwebs around lamps.
  • Traps and dispensers fixed and coincident with the signs.
  • Traps and functioning dispensers: unfortunately we had to report on a few occasions the staff responsible for cleaning, often due to lack of time, detach, move or break the traps present in the indoor areas. That’s why for us it is very important to talk with the cleaning company also for these reasons in order to raise awareness on the proper conduct of operations without compromising the functionality of the monitoring system.
  • The label with the date of the last check: sometimes especially in winter with heavy rain some adhesive labels on signs in the outdoor areas can be removed, in this case the Auditor should understand the probability of the event.
  • Traps and clean dispensers: operation preformed by the Pest Control company to be performed at each step.
  • Recent Self-control of transparent internal traps: here the mere presence of insects gives a bad impression even if the factory areas are spotless.
  • Control of raised platforms and adjacent production room: ask for the cooperation of maintainers and internal mechanics about the maintenance of these areas often underrated but which in some cases may rise to several pest problems.

Finally one last suggestion we propose to do the supervision of the operations of pest monitoring service using a torch: you’ll see innumerable small and big things to improve, and each record will be shared with the pest control company for your most effective success in the monitoring plan.

Rosi Norman

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Perchè un Disinfestatore ad un Corso HACCP?

 

HACCP: una parola che racchiude il motivo per cui la formazione del nostro Staff composto da Periti Agrari e con diploma di Laurea di I° livello in Tecnologie Alimentari ci ha fatto avere da sempre una particolare cura nei servizi che svolgiamo per le imprese della filiera agroalimentare.

Già nel 2000, dopo circa 3 anni dall’entrata in vigore del decreto leg. N° 155/97 (oggi superato) e del concetto di Autocontrollo ed Analisi dei Rischi dei Punti Critici di Controllo (HACCP) richiedemmo al Distretto socio sanitario di zona il Libretto di Idoneità Sanitaria.
La nostra intenzione era quella di dimostrare alla Clientela che eravamo attenti e sensibilizzati ad operare in un ambiente, quello delle Imprese Alimentari , dove si richiedeva una cura molto superiore rispetto ad un altro contesto operativo dove invece non si lavorino alimenti e bevande.

Nel 2008 partecipammo poi ad un percorso di formazione HACCP analogamente a quanto devono fare coloro che lavorano nelle attività alimentari.I corsi che sono stati resi obbligatori dopo il decadimento del Libretto di Idoneità Sanitaria che oggi non viene piu’ rilasciato dalla Regione Toscana.In quell’occasione ci eravamo concentrati sugli aspetti relativi alle norme comportamentali che deve seguire il personale esterno che entra dentro una azienda alimentare, ritenendo di fondamentale importanza l’acquisizione di informazioni circa per esempio l’abbigliamento che occorre adottare, la gestione di oggetti personali od utilizzati nel servizio e che potrebbero presentare rischi per la contaminazione accidentale degli alimenti in tutte le fasi del processo produttivo ed altre procedure da seguire.

Successivamente la necessità di individuare con la maggiore precisione possibile i Punti di Controllo ove andare a posizionare un dispositivo di monitoraggio ci spinse ad aumentare la richiesta formativa fino a seguire corsi per Responsabili di attività complesse, come è un industria alimentare, dove occorre comprendere l’importanza di ogni fase del flusso produttivo per valutare il ruolo del Rischio infestativo e di contaminazione fisica,chimica e micro/macro biologica.

Dialogare con i Responsabili della Qualità e delle Pulizie  a volte ci ha consentito di incidere su alcune pratiche consolidate nell’Azienda che confliggevano pero’ con una buona riuscita dei piani di monitoraggio, pensiamo per esempio all’uso degli aspirapolveri anziché dell’aria compressa, che nel caso di aziende dove si lavori la farina rischia di disperdere nell’ambiente uova,larve,esuvie ecc. oppure alla richiesta di collaborazione del personale su alcune buone pratiche come la chiusura delle porte,la corretta gestione dei rifiuti ecc.

L’Azienda di Disinfestazione deve fare la sua parte cooperando con l’ Impresa Alimentare per il mantenimento della Sicurezza Igienico Sanitaria  che l’Azienda deve garantire nel mercato globale, dove non è consentito sottovalutare alcun Rischio e questo si puo’ raggiungere impegnandosi al massimo con la Formazione e l’Addestramento del personale impegnato nelle attività di Pest Control.

Rosi Norman

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Romani Disinfestazioni Srl

Why a Pest Control Manager follow the HACCP courses?

The training of our staff consists of land surveyors and diploma of the first level degree in Food Technology has made us have always been a special care in the services that we perform for companies in the food industry.

Already in 2000, after about three years the entry into force of law N ° 155/97 (now passed) and the concept of Self-Control and Risk Analysis of Critical Control Point (HACCP) we requested to social health district area, the booklet Health Suitability.

Our intention was to demonstrate to customers that we were careful and aware to operate in an environment, that of Food Companies, where he called for a far greater care than another operational environment where instead does not work food and drinks.

In 2008 we took part then a HACCP training course similar to what have to do those working in food activities.I courses that have been made mandatory after the decay of the Booklet of Health Suitability that today there is more ‘issued by the Region Toscana.In that occasion we were focused on aspects related to behavioral standards to be followed by external personnel entering into a food company, considering crucial the acquisition of information about, for example, the clothing that must be taken, the management of personal items or used in the service and that could pose risks for accidental contamination of food at all stages of the production process and other procedures to be followed.

Subsequently, the need to identify as precisely as possible the Control Points where going to place a tracking device prompted us to increase the training required to take courses to managers of complex activities, as it is a food industry, where it is necessary to understand the ‘ importance of each phase of the production flow to evaluate the role of Pest Risk and physical contamination, chemical and micro / macro biological.

Dialogue with the leaders of quality and cleaning at times allowed us to affect some established practices in the Company that conflicted but ‘with a successful outcome of the monitoring plans, we think, for example, the use of vacuum cleaners instead of compressed air, that in the case of companies where the flour is likely to work release to the environment eggs, worms, exuviae etc. or to request collaboration of the staff of some good practices such as closing doors, proper waste management and so on.

The Pest Control Company must do its part by cooperating with the ‘Enterprise Food for the maintenance of the Health Security Hygienic that the Company must ensure the global market, where it is not permitted to underestimate any risk and that you can’ reach by engaging with at most training and training of personnel involved in pest control activities.

Rosi Norman

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