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La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

Rosi Norman Controllo Qualita’
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Romani Disinfestazioni Srl Lucca

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Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

romani_disinfestazioni_silvio_bianchini

 

 

 

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Proroga Norme sul divieto di utilizzo di Esche e Bocconi avvelenati

Bocconi avvelenati

MINISTERO DELLA SALUTE ORDINANZA 21 giugno 2017

Proroga dell’ordinanza 13 giugno 2016, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione
di esche o di bocconi avvelenati». (17A04905) (GU Serie Generale n.164 del 15-07-2017)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive
modificazioni;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive
modificazioni;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante «Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo
venatorio», in particolare l’art. 21, comma 1, lettera u);
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1998, n.
392, concernente «Regolamento recante norme per la semplificazione
dei procedimenti di autorizzazione alla produzione e all’immissione
in commercio di presidi medico – chirurgici, a norma dell’art. 20,
comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, recante
attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul
mercato di biocidi;
Visto gli articoli 440, 544-bis, 544-ter, 638, 650 e 674 del codice
penale;
Visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento e del
Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei
prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio
79/117/CEE e 91/414/CEE;
Visto il regolamento (CE) n. 528/2012 del Parlamento e del
Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul
mercato e all’uso dei biocidi;
Vista l’ordinanza del Ministro della salute 10 febbraio 2012,
recante «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di
bocconi avvelenati», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo
2012, n. 58, come prorogata dall’ordinanza ministeriale 14 gennaio
2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2014, n. 51,
dall’ordinanza ministeriale 10 febbraio 2015, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2015, n. 50, e da ultimo,
dall’ordinanza 13 giugno 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16
luglio 2016, n. 165;
Considerato che la presenza di veleni o sostanze tossiche
abbandonate nell’ambiente rappresenta un serio rischio per la
popolazione umana, in particolare per i bambini, ed e’ anche causa di
contaminazione ambientale;
Considerato che la presenza di sostanze tossiche abbandonate
nell’ambiente e’ causa di danni al patrimonio faunistico, ivi
comprese le specie in via d’estinzione;
Rilevato che l’adozione delle precedenti ordinanze ha reso
possibile un maggior controllo del fenomeno con significativa
riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con
individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi
delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per
il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi;
Considerato il persistere di numerosi episodi, accertati da
approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici
sperimentali territorialmente competenti, relativi ad avvelenamenti e
uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi
avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati
nell’ambiente;
Considerato che continua a sussistere la necessita’ e l’urgenza di
confermare le misure di salvaguardia e prevenzione ai fini del
controllo e monitoraggio del predetto fenomeno;

Ordina:

Art. 1
1. L’efficacia dell’ordinanza 13 giugno 2016 e’ prorogata di dodici
mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione della presente
ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 21 giugno 2017
Il Ministro: Lorenzin
Registrato alla Corte dei conti il 6 luglio 2017
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute e Min.
lavoro, foglio n. 1672

Rosi Norman

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Come scegliamo il principio attivo nella derattizzazione

principio attivo

Le restrizioni cui stanno andando incontro le esche rodenticide impongono una conoscenza minuziosa della tossicità per gli animali target e per quegli non target.

I prodotti devono quindi combinare la massima efficacia con la minor pericolosità possibile.

Partiamo dal presupposto che i veleni anticoagulanti appartengono tutti ad una medesima famiglia,quella delle idrossicumarine ed il cui meccanismo d’azione si basa sul blocco della sintesi epatica della Vitamina K che è un fattore fondamentale della coagulazione del sangue. Poiché nel fegato sono presenti scorte di questa Vitamina K ed alcuni alimenti,cosiddetti epatoprotettori, ne prolungano la disponibilità,possono esseri necessari alcuni giorni prima che il roditore che ha ingerito l’esca cominci a manifestare i primi sintomi di avvelenamento.Questo si conclama con emorragie che a partire dal sistema vascolare periferico andranno poi a colpire gli organi vitali provocando la morte.L’agonia non dura giorni ma un limitato periodo successivo all’ingestione dell’esca.Il successo delle esche anticoagulanti che da oltre 60 anni non hanno conosciuto rivali, stà proprio nel fatto che il decesso avviene dopo diversi giorni dall’ingestione, per cui non vi è una correlazione diretta per i roditori tra l’ultimo cibo ingerito ed il loro malessere.

Invece per quanto riguarda la nota “mummificazione”, fenomeno sicuramente agevolato dalle emorragie, questa avviene pero’ solo se vi è concomitanza di altre condizioni tra cui le più importanti sono la temperatura e l’umidità ambientale.

La tabella sopra esposta ci supporta nella scelta del principio attivo perché si vede con chiarezza come vi siano differenze sostanziali tra un principio attivo e l’altro a livello di DL50 ossia la Dose Letale oltre la quale si registra la morte del 50%+1 dei soggetti trattati a dosi crescenti della sostanza attiva.

A partire dal Warfarin e dal Clorophacinone che sono principi attivi anticoagulanti della I generazione andando verso destra nella tabella aumenta la “potenza” del principio attivo,che sarà tanto più letale quanto meno ne occorre per provocare la morte del roditore trattato.

Gli anticoagulanti della I generazione non vengono praticamente più usati perché i roditori hanno sviluppato una resistenza verso questi principi attivi,forse a causa delle massicce dosi di prodotto a cui sono state esposte negli anni passati.Potendone avere comunque a disposizione non sarebbe una cattiva idea effettuare derattizzazioni spot con questa classe di prodotti che hanno una bassa tossicità,anche se necessitano di essere mangiati in maggiore quantità per espletare il loro meccanismo d’azione.

Andando invece nella parte destra della tabella si vede come prodotti come il Floucomafen,il Difethialone e il Brodifacoum necessitano di dosi minori per essere letali, sia per i roditori che per gli animali non bersaglio.

Sono quindi molto potenti e di questo bisogna  tenere conto qualora si effettuino derattizzazioni nelle aree esterne dove i roditori avvelenati possono potenzialmente essere predati, e quindi provocare una intossicazione secondaria sulla fauna selvatica intesa come volpi,donnole,rapaci notturni e diurni ecc. o da predatori occasionali come animali di allevamento,cani, gatti ecc.

L’ appetibilità  che i principi attivi conferiscono all’esca è diversa da principio attivo a principio attivo e quindi va testata sul campo,sopratutto per i prodotti più recenti (invece per prodotti a base per esempio di Bromadiolone esiste un’ampia esperienza operativa e sperimentale)

Romani Disinfestazioni non effettua derattizzazioni sistematiche su larga scala con Difethialone,Floucomafen e Brodifacoum ossia il loro utilizzo non viene da noi adottato per derattizzazioni nelle aree esterne ove vi sia anche un rischio remoto di intossicazione secondaria su altre specie animali ma solo per interventi veramente mirati e specifici.

Questo scenario di potenziale rischio è più frequente di quanto si pensi e lo riscontriamo nei seguenti ambiti operativi:

  • Giardini privati dove sono presenti cani,gatti ed altri animali da compagnia
  • Piccoli e grandi allevamenti avicoli,suini,elicicoltura ecc
  • Zoo e canili
  • Derattizzazioni di aree esterne di aziende alimentari in contesti semi-urbani o di campagna (tipologia molto frequente perchè le Aziende difficilmente insistono in un contesto urbano)
  • Parchi pubblici,privati e parchi naturali
  • Aree pubbliche per campagne di derattizzazione urbana

Ad oggi non vi sono alternative chimiche applicabili all’uso degli anticoagulanti per cui occorre comunque fare ricorso a questi principi attivi per effettuare campagne di derattizzazione nelle aree esterne.

Utilizzando prodotti a base di Difenacoum e Bromadiolone si riesce efficacemente a sfruttare i notevoli pregi di questi principi attivi, tra cui la buona appetibilità (il Bromadiolone addirittura sembra un principio attivo migliorativo del gusto) , l’assenza di fenomeni di resistenza almeno in Italia, l’elevata efficacia contro i roditori,la disponibilità dell’esca in blocchetti paraffinati che sono enormenente piu’ sicuri di altre formulazioni, la minore pericolosità per animali non bersaglio.

Nel nostro Calendario dei Veleni effettuiamo una rotazione di questi due principi attivi, il Difenacoum e il Bromadiolone,non tanto per aggirare eventuali fenomeni di resistenza,(remoti comunque in quanto i prodotti appartengono alla stessa famiglia di prodotti), quanto per una ottimizzazione operativa ed una turnazione efficiente che garantisca freschezza dei prodotti ed anche rintracciabilità immediata dei lotti.

A volte ci siamo confrontati con altri colleghi in merito al contemporaneo utilizzo di più tipi di principio attivo nel medesimo erogatore, pratica che non ci trova concordi proprio per i motivi del diverso impatto di ciascun principio attivo.Qualora si intenda più facilmente intercettare l’andamento dei consumi di esca occorrerà effettuare passaggi più frequenti e in quella sede effettuare le sostituzioni del caso qualora un prodotto sia più gradito dell’altro.

Rosi Norman

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How to choose the active ingredient in the rodent control

 

poison lethal dose

The restrictions which are going to meet with rodenticide baits require a detailed knowledge of the toxicity to target animals and for those not targeted.

The products must therefore combine maximum efficiency with the least possible hazard.

We assume that the anticoagulant poisons all belong to the same family, of idrossicumarine and whose mechanism of action is based on the block of hepatic synthesis of K Vitamin  which is a fundamental factor of the blood clotting . As stocks of K vitamin are already present in the liver and some foods, so-called hepatic protectors, offer extended availability, it may need a few days before the rodents who ingested the bait begins to show the first symptoms of poisoning. This bring to overt bleeding from the  peripheral vascular system and then will hit the vital organs causing death. The agony  does not last very long but only for a limited period following the ingestion of the bait. The success of anticoagulant baits has for over 60 years have no rivals, is in the fact that the death occurs several days after the ingestion, so there is not a direct correlation for the rodents between the last food ingested and the own illness or of their similar.

Instead, in regards of the “mummification”, a phenomenon certainly facilitated by bleeding, this happens, however, only if there is concurrence of conditions including the most important are the temperature and the ambient humidity.

The table above supports us in the choice of the active ingredient because it can clearly be seen that there are substantial differences between an active ingredient and the other at the LD50 level namely the lethal dose beyond which records the death of 50% + 1 of subjects treated with increasing doses of the active substance.

Starting from Warfarin and Clorophacinone which are the first generation anticoagulant active ingredients going toward the right in the table the “power” of the active ingredient rise, which will be much more less lethal as it is necessary to cause the death of the treated rodent.

The first generation of anticoagulants are not practically used anymore because the rodents have developed resistance to these agents, perhaps because of the massive amounts of product that have been exposed over the past years. If there was still availability it would not be a bad idea to perform rodent control with this class of products that have a low toxicity, even if they need to be eaten in greater quantities to perform their action.

Going instead in the right part of the table you can be seen as products such as Floucomafen, Difethialone and Brodifacoum require smaller doses to be lethal even for non-target animals.

They are therefore very powerful and this must be taken into account if it is to conduct rodent control in the outer areas where the poisoned rodents can potentially be preyed upon, and therefore cause a avifauna secondary poisoning such as foxes, weasels, nocturnal and diurnal birds of prey or occasional predators such as farm animals, dogs, cats etc.

The palatability which give the bait goes tested in the field  as much as the recent products compared to other for example the Bromadiolone of which there is a wide operational experience.

Romani Pest Control doesn’t do systematic deratization with the latter three active ingredients, they aren’t used by us for rodent control in outdoor areas where there is even a remote risk of secondary poisoning on other animals.

This scenario is more common than you think and we find it in the following areas:

  • Gardens where there are dogs and cats
  • Small rabbit farms and domestic coops
  • Herds of pigs, animal shelters, Zoo
  • Deratization of outdoor areas of food companies in semi-urban contexts or country (very common type because the companies hardly insist in an urban context)
  • Parks with the presence of small lakes and birds of different species

To date there are no applicable chemical alternatives to the use of anticoagulants, that must still resort to these active ingredients, to make rodent control campaigns for the prevention against intrusion in the indoor areas.

Using products based on Difenacoum and Bromadiolone is able to exploit the considerable advantages of these active ingredients, including the good palatability (the Bromadiolone even seems an active ingredient for taste improvement), the absence of phenomena of resistance at least in Italy, the high efficacy against rodents, the availability of the bait in paraffin blocks which are hugely safer than other formulations and the less hazardous to non-target animals.

In our calendar of poisons we carry out a rotation of these active ingredients, not to circumvent any resistance phenomena (remote in any case because the products belong to the same family) and for operational optimization and efficient shift system that ensures the product freshness and also immediate traceability of lots.

Sometimes we are confronted with other colleagues on the simultaneous use of multiple types of active ingredient in the same dispenser, a practice that we disagree on for the reasons of the different impact of each ingredient . In case there’s a wish to more easily intercept the trend of a bait consumption is necessary to have more frequent visits and on that occasion make substitutions in case a product is more acceptable than the other.

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Biocidi e uso permanente esche rodenticide: Step 2

biocidi
Continuiamo le nostre riflessioni sul tema delle nuove regolamentazioni in materia di utilizzo permanente delle esche rodenticide.

Nel nostro precedente post  abbiamo valutato i rischi infestativi che insistono sul sito produttivo passiamo in analisi le tecniche e le procedure operative applicabili al fine di mantenere  un’elevata efficacia del sistema di derattizzazione  che sia anche efficiente nel tempo, in particolare nei periodi maggiormente sottoposti a “pressione murina” che spesso coincidono con il periodo autunnale.

Ricordiamo che il problema dell’uso permanente delle esche introdotto dalla nuova regolamentazione dei prodotti Biocidi riguarda in particolare l’utilizzo degli erogatori di esca rodenticida nelle aree esterne posizionate attualmente per prevenire le infestazioni nelle aree interne.

1) ALTERNANZA DI ESCHE RODENTICIDE CON ESCHE VIRTUALI ATOSSICHE

Dovendo utilizzare i dispositivi già presenti ed installati nelle aree esterne,che, come dicevamo ,nella maggior parte dei casi sono erogatori di esca rodenticida ,se questi non consentono eventuali alloggiamenti per trappole e/o tavolette collanti possiamo valutare l’utilizzo  alternato delle esche rodenticide con esche placebo/virtuali, con i pro e i contro che andremo a focalizzare ed ossia:

PRO

  • Abitudine del roditore ad entrare negli erogatori di esca e nutrirsi dell’esca con conseguente abbattimento della diffidenza e neofobia.
  • Possibile adozione di esche virtuali sintetiche non deperibili e non attaccabili da insetti.
  • L’impianto di dispositivi presente viene mantenuto ed eventualmente integrato gradualmente ma senza grandi stravolgimenti ed aumenti improvvisi di budget per i Clienti.

CONTRO

  • Passaggi piu’ frequenti,almeno a cadenza settimanale per verificare i consumi  (Aumento di costi)
  • Esche virtuali sintetiche meno appetibili mentre quelle con ingredienti alimentari sono attaccabili da insetti e lumache (effetti negativi elevati in ambiente rurale e semirurale)
  • Aumento della Capacità Portante* del sito (una conseguenza che conflìgge gravemente con le Buone Pratiche di IPM)
  • Il roditore si ciba dell’esca nutrito e senza conseguenze ,potendo spostarsi poi in altre aree con il rischio che la sostituzione con esca rodenticida, quando effettuata, sia ormai inutile e tardiva.
  • Consumo (e spreco) di esche molto elevato con aumenti di costi di smaltimento difficilmente prevedibili

capacita_portante

Secondo il parere del nostro Staff Tecnico l’utilizzo di esche virtuali  (sintetiche e non) è un metodo valido quando utilizzato in aree e in tempi limitati, sopratutto per evidenziare ed intercettare  infestazioni in atto (vedi uso di traccianti che rendono gli escrementi e le tracce evidenziabili con le torce a luce UV).

Presenta invece a nostro giudizio dei punti critici laddove si adotti come sistema esteso al monitoraggio dei roditori nelle aree esterne.

2) TRAPPOLAGGIO AREE ESTERNE

Per venire incontro alla nuova Biocidi possiamo integrare la barriera esterna con sistemi di trappolaggio per roditori ma dobbiamo considerare anche in questo caso i vantaggi e gli svantaggi di questo metodo.

Tra le attrezzature maggiormente utilizzate (e quindi testate) possiamo considerare sia le tradizionali trappole multicattura in lamiera zincata o plastica,sia trappole a scatto alloggiate negli erogatori sia le più moderne trappole multicattura con serbatoio  di liquido disinfettante.

Proviamo a vedere quali sono i principali vantaggi e gli svantaggi:

PRO

  • Assenza di prodotti chimici e conseguente dispersione nell’ambiente.
  • Sottrazione di roditori dal sito e monitoraggio/conteggio verificabile.
  • Efficacia indipendente dalle condizioni ambientali (al contrario delle esche,muffite per l’umidità o erose da insetti)
  • Limitato accesso a specie non target
  • Monitoraggi mensili nel caso di utilizzo di trappole multicattura con serbatoio di liquido disinfettante
  • Possibilità di adottare dispositivi trasparenti per un veloce monitoraggio.
  • Possibilità di catturare piu’ esemplari (trappole in lamiera zincata o con serbatoio liquido disinfettante).

    Ekomille Trappola Multicattura
    Trappola per roditori con serbatoio di liquido disinfettante

CONTRO

  • Monitoraggio frequente: almeno una volta a settimana nel periodo invernale e ogni tre giorni nel periodo estivo nel caso si adottino trappole in lamiera zincata con cartoncino collante, per evitare fenomeni di decomposizione in caso di catture.
  • Costo delle trappole con serbatoio di liquido disinfettante non ininfluente.
  • Limitate catture nel caso si utilizzino trappole a scatto, a causa del mancato riarmo della trappola,che fra l’altro puo’ attivarsi anche per piccoli urti.
  • Elevata neofobia sopratutto per i ratti nelle trappole a questi dedicate.

    uso permanente esche rodenticide
    Trappola multicattura con protezione metallica

Riteniamo che l’adozione di sistemi di trappolaggio nelle aree esterne sia comunque in questo momento il sistema migliore per coniugare i requisiti di conformità alla normativa ed efficacia del servizio,anche se a nostro avviso occorre effettuare dei test di diversi mesi prima di stravolgere gli impianti di derattizzazione esterni.

Potremmo anche valutare di svuotare gli erogatori di esca per inserirvi il prodotto rodenticida in particolari periodi ed effettuare così delle campagne di derattizzazione “spot” in momenti critici ed in questo caso occorre evidenziare in maniera inequivocabile che gli erogatori sono vuoti e privi di esche.

Questo fatto si allaccia direttamente ad una spinosa questione che riguarda la compilazione dei cartelli indicatori delle postazioni che solitamente vengono compilati con pennarello indelebile ma non è chiaro come sia possibile gestire questo aspetto qualora le postazioni contengano alternativamente esche rodenticide,esche virtuali,trappole o addirittura nessun prodotto perchè la sostituzione dei cartelli ad ogni passaggio è a nostro avviso di difficile gestione.

Inoltre al fine di non gravare oltre sulla spesa dei Clienti è consigliabile attivare gradualmente le trappole ed effettuare dei periodi di prova piu’ o meno lunghi per spalmare il costo dei nuovi dispositivi e non concentrarli in una unica voce di spesa.

Rosi Norman

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Permanent rodenticide bait: step 2

We continue our reflections on the theme of the new regulations on the  use of permanent rodenticide baits.

In our previous post  we evaluated the infestive risks who insist on the production site, let’s see the technical analysis and the operational procedures in order to maintain an high efficacy on the rodent control system also in an efficient time, in particular in periods more subjected to “murine pressure” which often coincide with the autumn period.

We recall that the problem of permanent baits was introduced by the new regulation of the Biocidal products particularly in concerns of the use of rodenticide bait dispensers in the outside areas currently positioned to prevent infestations in the indoor areas.

1) ALTERNATION OF THE RODENTICIDE BAIT WITH VIRTUAL NON-TOXIC BAIT

Having to use the devices already present and installed in the outer areas, which, as we said, in the majority of cases are operating with rodenticide bait, if these do not allow any housings for traps and / or adhesives tablets we can evaluate the alternate use of rodenticide baits placebo / virtual bait, with the pros and cons we’re going to focus:

PRO

  • Habit of rodent to enter the providers of bait and feed on bait with consequent reduction of mistrust and neofobia.
  • Possible adoption of synthetic bait virtual non-perishable and not be attacked by insects.
  • The devices already present are maintained and possibly increased gradually but without big changes and sudden increases of budget for customers.

CONS

  • More frequent visits, at least weekly to check consumption (Increase of costs)
  • Synthetic virtual bait are less attractive while those with food ingredients are attacked by insects and snails (large negative effects in rural and semi-rural environment)
  • Increased load area bearing capacity (a result which seriously conflicts with good I.P.M. practice)
  • The rodent feeds on the bait and fed without consequences, then being able to move to other areas with the risk that the substitution with rodenticide bait, when performed, is now late and useless.
  • Consumption (and waste) of the baits are very high with increases of hardly disposal and unpredictable costs

In the opinion of our technical staff using virtual bait (and not synthetic) it is a good method when used in areas and in limited times, especially to highlight and intercept infestations in place (see the use of tracers which make the excrement and traces detectable with UV light torches).

To our opinion it presents some critical points where it is adopted as extensive system to monitor the rodents in outdoor areas.

2) TRAPPING OUTDOOR AREAS

To meet the new Biocides request we can integrate the external barrier trapping systems for rodents but we must also consider in this case the advantages and disadvantages of this method.

Among the most commonly used equipment (and tested) we can consider both traditional multi catch traps of galvanized sheet metal or plastic, either snap traps housed in the dispensers is the latest multi catch traps with disinfectant liquid tank.

Let’s try to see what are the main advantages and disadvantages:

PRO

  • Lack of chemicals and subsequent release to the environment.
  • Subtraction of rodents from the site and monitoring / verifiable count.
  • Independent effect on the environmental conditions (unlike the bait, moldy for moisture or eroded by insects)
  • Limited access to non-target species
  • Monthly monitoring in the case of use of multi catch traps with a disinfectant liquid tank
  • Possibility of adopting transparent devices for a quick monitoring.
  • Ability to capture more specimens (galvanized sheet metal traps or liquid disinfectant tank).

CONS

  • Frequent monitoring: at least once a week in the winter period and every three days during the summer period in the case are adopted in galvanized sheet metal traps with cardboard glue, to prevent decomposition phenomena in the case of catches.
  • Costs of the traps with disinfectant fluid tank are not irrelevant.
  • Limited catches if using snap traps, because of failure to reset the trap, which among other things can take action to minor knocks.
  • High neofobia especially for rats in traps to these dedicated.

We believe that the adoption of trapping systems in outdoor areas is still at the moment the best way to combine the requirements for conformity with the rules and effectiveness of the service, although in our view several months of testing should be performed prior to twist plants of the external rodent control.

We could also evaluate to empty rodenticide bait dispenser to include the product only in particular periods and thus perform the rodent control campaigns “spot” at critical moments and in this case it must be unequivocally highlight that lenders are empty and free of lures.

This fact is fastened directly to a thorny issue for the compilation of the signs of the stations that are usually filled with permanent marker but it is not clear how to manage this when the stations alternately contain rodenticide baits, virtual baits, traps or no product because the replacement of the signs at every step is difficult to manage in our opinion.

Also in order not to burden over the costs of customers we recommend to gradually activate the traps and make the test periods longer to spread the costs of new devices and not concentrate on one single item.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

 

Esche avvelenate

Esche

 

 

 

 

 

Esche avvelenate: pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165, Serie Generale, il 16 luglio 2016 la nuova Ordinanza ministeriale “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”.

La Nuova Ordinanza avra’ validità di circa 12 mesi e segue le proroghe già emesse annualmente a partire dal 2009,anno in cui venne per la prima volta messo nero su bianco da parte delle Autorità competenti il divieto di utilizzo di esche sfuse rodenticide o altri preparati potenzialmente pericolosi per l’uomo o gli animali sia selvatici che domestici.

L’Ordinanza ribadisce l’obbligo per le ditte specializzate operanti nel settore della disinfestazione e derattizzazione di apporre appositi cartelli indicatori delle operazioni in atto nelle aree pubbliche almeno 5 giorni prima dell’inizio del servizio nonchè tutte le altre indicazioni per la gestione di eventuali casi di dispersione delle esche dagli erogatori di esca.

L’Ordinanza individua inoltre le responsabilità dei soggetti coinvolti nelle varie fasi allerta e gestione dei casi di avvelenamento nonchè le nuove disposizioni per quanto riguarda l’uso di Biocidi in particolare i preparati rodenticidi.

Questa Ordinanza del 16 luglio 2016 come detto sopra segue le precedenti ordinanze introdotte e prorogate negli anni successivi al 2009 al fine di limitare al massimo la possibilità di avvelenamento accidentale o volontario a carico di animali domestici e fauna selvatica,infatti quotidianamente ancora oggi vengono segnalati fenomeni di avvelenamento che si puo’ verificare qualora,anche prodotti al di fuori dei circuiti professionali e quindi regolarmente acquistabili nei punti di commercio al dettaglio vengano usati in maniera indicriminata o abbandonati nell’ambiente diventando ghiotti bocconi per ignari animali che gli dovessero mangiare.
Ricordiamo anche che le esche rodenticide sono per lo piu’ a base di anticoagulanti che necessitano di alcuni giorni prima di poter cominciare a fare effetto e per questo quando i sintomi di avvelenamento si conclamano a volte è troppo tardi per intervenire con gli antidoti e le conseguenze dell’avvelenamento diventano irrevocabili.

Il testo della nuova ordinanza scaricabile qui

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Pest Control e Gestione Rifiuti

gestione Rifiuti
CER 200121

 

 

 

 

 

Pest Control e Gestione Rifiuti prodotti durante i servizi.

La ditta che svolge i servizi di disinfestazione e derattizzazione sia nel settore pubblico che privato provvede ad ogni visita al posizionamento e successivamente alla sostituzione/aggiunta/reintegro o ritiro di esche ed altri prodotti esausti.
Questi materiali, una volta ritirati dall’azienda di disinfestazione e conferiti presso la sede operativa od altro luogo indicato diventano Rifiuti e per questo devono essere correttamente gestiti e smaltiti secondo la normativa vigente.
Oggi l’ Azienda della filiera agroalimentare presso cui la ditta che svolge il servizio di monitoraggio infestanti e disinfestazione opera deve poter richiedere in ogni momento al disinfestatore una dichiarazione dove il responsabile certifichi che presso l’Azienda Alimentare non viene lasciato, nè in modo temporaneo nè permanente nessun tipo di rifiuto pericoloso o non pericoloso.
Infatti le Aziende Alimentari oggi dovendo ottemperare a notevoli adempimenti e confrontandosi molto spesso con i mercati internazionali devono essere messe in grado di eliminare ogni minimo fattore di rischio specialmente in quei processi collaterali alla produzione ma che se non correttamente gestiti potrtebbero avere conseguenze negative dovute ad un mancato controllo di questi aspetti.
La ditta di disinfestazione dovrà essa ottemperare a tutta una serie di procedure che partono dalla classificazione del Rifiuto con un Codice CER,la registrazione del peso o del volume interessato ecc.
Il presente articolo intende dare lo spunto per un maggiore approfondimento ai Responsabili delle Aziende Alimentari che intendono prepararsi ad eventuali richieste che dovessero emergere in sede di Audit.
In questo articolo a solo titolo riepilogativo di seguito elenchiamo alcuni prodotti soggetti a smaltimento come Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi ed ossia:
– Esche rodenticide esauste (usate nei servizi di derattizzazione)
– Tubi fluorescenti (usate nei servizi di monitoraggio insetti volanti mediante le lampade elettroluminose)
– Erogatori di esca e trappole svuotate delle esche e dei cartoncini collanti.
– Apparecchi elettroinsetticidi previa rimozione dei pannelli collanti e tubi neon.
– Carcasse di roditori (le carcasse di roditori in taluni casi vengono gestiti come SOA e quindi non vengono classificati come Rifiuti)

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Le esche virtuali: il gel Provoke

Il Provoke: l’industria è ogni giorno al lavoro per mettere a punto le esche virtuali che siano sempre più appetitose e possano attirare i roditori senza bisogno di ricorrere a rodenticidi.

le esche virtuali provoke mouse rats roditori

 

 

 

 

 

Formulate in gel in modo da poterle spalmare o distribuire in gocce e devono essere preparate con cibi che siano di gradimento per i roditori e che non inducano diffidenze di sorta, i gel prodotti dalla Bell Laboratories si chiamano Provoke e sono stati concepiti in due diversi formulati,uno per i topi ed uno per i ratti con il giusto equilibrio di grassi,proteine,carboidrati ed aromi.
Il gel Provoke è particolarmente indicato per attirare ratti e topi nelle trappole a cattura queste esche in gel hanno una composizione basata su sostanze alimentari ipoallergeniche.

Utilizzabili nelle trappole a scatto al posto di altre tipologie di esche che non essendo derivate da processi industriali potrebbero deperire,ammuffire,marcire ecc.
Il fatto che questi gel siano ipoallergici è inoltre importante per poterle utilizzare in trappole o dispositivi che siano in prossimità di aziende alimentari che solitamente debbono sottostare a particolari restrizioni per la gestione degli allergeni:in questi casi i gel Provoke possono essere utilizzati per usi temporanei o per monitoraggi straordinari al fine di massimizzare la capacità attrattiva all’interno dei dispositivi di cattura.

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

 

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Anticoagulanti nella lotta murina e derattizzazione

anticoagulanti Rodenticidi
La tabella per le DL 50 dei diversi principi attivi

Le esche rodenticide utilizzate nel servizio di derattizzazione sono prodotti definiti “anticoagulanti” ed hanno rappresentato la svolta fondamentale nella lotta murina nel secondo dopoguerra.La ragione del loro successo stà in diversi fattori,tra i quali possiamo citare il ritardo del meccanismo di azione che non genera diffidenza nei roditori,l’assenza di sapori e odori particolari,le basse dosi delle formulazioni,l’esistenza di un antidoto specifico che ne neutralizza gli effetti se somministrato nei tempi dovuti. Gli anticoagulanti appartengono alla famiglia chimica delle Cumarine.
La loro azione si esplica a livello del fegato,agendo come antagonisti della vitamina K e interferendo con la sintesi dei fattori della coagulazione del sangue.
Agisce quindi provocando emorragie interne in tutte le specie animali a sangue caldo e non ha effetti su rettili,insetti,lumache ecc.
La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall’ingestione e può essere ritardata se l’animale assume in contemporanea alimenti epato-protettori.I tempi di azione dipendono inoltre dalla quantità di esca ingerita in rapporto al peso del roditore e dal tipo di principio attivo,la cui DL 50 può variare anche in maniera significativa,crescendo a partire dal p.a. Bromadiolone per passare al Difenacoum e al Brodifacoum. L’appetibilità è invece inversamente proporzionale alla tossicità dell’esca.
Gli anticoagulanti se assunti in dosi non letali vengono smaltiti dai roditori con gli escrementi e le urine.

Il monitoraggio dei roditori

rattiIl  monitoraggio dei roditori viene effettuato mediante appositi dispositivi, trappole ed erogatori di esca,grazia ai quali il tecnico riesce ad evidenziare eventuali infestazioni da roditori, apprezzandone sia il grado di infestazione che la tipologia infestativa.

 

 

 

Il monitoraggio vero e proprio si esegue senza l’utilizzo di prodotti tossici (esche rodenticide) in quanto nelle aziende alimentari  l’uso di prodotti chimici è molto limitato,per cui questo servizio viene condotto seguendo procedure ben definite e che devono essere in sinergia con tutta una serie di accorgimenti relativi alla prevenzione dalle intrusioni dei roditori dalle aree esterne.
roditori

 

 

 

 

 

 

Infatti la limitazione che la normativa vigente impone circa i tempi di utilizzo delle esche rodentide ha come conseguenza che tutti i soggetti coinvolti nel servizio,ossia principalmente il Cliente ed il Fornitore del servizio di disinfestazione, facciano la loro parte.

Forse non tutti sanno che esistono pubblicazioni che hanno come argomento le caratteristiche costruttive che devono avere i fabbricati destinati alla lavorazione,stoccaggio e vendita di alimenti.

Questo è fondamentale affinchè il Disinfestatore possa limitare conseguentemente l’uso della chimica,limitandosi solo a speeifici e mirati interventi di disinfestazione,anche se bisogna ammettere che in certi casi la vetustà dei fabbricati rende l’operazione di sigillatura ed impermeabilizzazione perfetta contro le intrusioni molto difficile e a volte impossibile.

Ti invitiamo a visitare il link a questo testo fondamentale per Aziende Alimentari e Disinfestatori  e troverai spunti interessanti per migliorare questo aspetto fondamentale per un servizio efficiente ed efficace.

roditori