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La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

Per informazioni

Rosi Norman

CQ Romani Disinfestazioni Srl
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rosi_norman

Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Perchè un Disinfestatore ad un Corso HACCP?

 

HACCP: una parola che racchiude il motivo per cui la formazione del nostro Staff composto da Periti Agrari e con diploma di Laurea di I° livello in Tecnologie Alimentari ci ha fatto avere da sempre una particolare cura nei servizi che svolgiamo per le imprese della filiera agroalimentare.

Già nel 2000, dopo circa 3 anni dall’entrata in vigore del decreto leg. N° 155/97 (oggi superato) e del concetto di Autocontrollo ed Analisi dei Rischi dei Punti Critici di Controllo (HACCP) richiedemmo al Distretto socio sanitario di zona il Libretto di Idoneità Sanitaria.
La nostra intenzione era quella di dimostrare alla Clientela che eravamo attenti e sensibilizzati ad operare in un ambiente, quello delle Imprese Alimentari , dove si richiedeva una cura molto superiore rispetto ad un altro contesto operativo dove invece non si lavorino alimenti e bevande.

Nel 2008 partecipammo poi ad un percorso di formazione HACCP analogamente a quanto devono fare coloro che lavorano nelle attività alimentari.I corsi che sono stati resi obbligatori dopo il decadimento del Libretto di Idoneità Sanitaria che oggi non viene piu’ rilasciato dalla Regione Toscana.In quell’occasione ci eravamo concentrati sugli aspetti relativi alle norme comportamentali che deve seguire il personale esterno che entra dentro una azienda alimentare, ritenendo di fondamentale importanza l’acquisizione di informazioni circa per esempio l’abbigliamento che occorre adottare, la gestione di oggetti personali od utilizzati nel servizio e che potrebbero presentare rischi per la contaminazione accidentale degli alimenti in tutte le fasi del processo produttivo ed altre procedure da seguire.

Successivamente la necessità di individuare con la maggiore precisione possibile i Punti di Controllo ove andare a posizionare un dispositivo di monitoraggio ci spinse ad aumentare la richiesta formativa fino a seguire corsi per Responsabili di attività complesse, come è un industria alimentare, dove occorre comprendere l’importanza di ogni fase del flusso produttivo per valutare il ruolo del Rischio infestativo e di contaminazione fisica,chimica e micro/macro biologica.

Dialogare con i Responsabili della Qualità e delle Pulizie  a volte ci ha consentito di incidere su alcune pratiche consolidate nell’Azienda che confliggevano pero’ con una buona riuscita dei piani di monitoraggio, pensiamo per esempio all’uso degli aspirapolveri anziché dell’aria compressa, che nel caso di aziende dove si lavori la farina rischia di disperdere nell’ambiente uova,larve,esuvie ecc. oppure alla richiesta di collaborazione del personale su alcune buone pratiche come la chiusura delle porte,la corretta gestione dei rifiuti ecc.

L’Azienda di Disinfestazione deve fare la sua parte cooperando con l’ Impresa Alimentare per il mantenimento della Sicurezza Igienico Sanitaria  che l’Azienda deve garantire nel mercato globale, dove non è consentito sottovalutare alcun Rischio e questo si puo’ raggiungere impegnandosi al massimo con la Formazione e l’Addestramento del personale impegnato nelle attività di Pest Control.

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Why a Pest Control Manager follow the HACCP courses?

The training of our staff consists of land surveyors and diploma of the first level degree in Food Technology has made us have always been a special care in the services that we perform for companies in the food industry.

Already in 2000, after about three years the entry into force of law N ° 155/97 (now passed) and the concept of Self-Control and Risk Analysis of Critical Control Point (HACCP) we requested to social health district area, the booklet Health Suitability.

Our intention was to demonstrate to customers that we were careful and aware to operate in an environment, that of Food Companies, where he called for a far greater care than another operational environment where instead does not work food and drinks.

In 2008 we took part then a HACCP training course similar to what have to do those working in food activities.I courses that have been made mandatory after the decay of the Booklet of Health Suitability that today there is more ‘issued by the Region Toscana.In that occasion we were focused on aspects related to behavioral standards to be followed by external personnel entering into a food company, considering crucial the acquisition of information about, for example, the clothing that must be taken, the management of personal items or used in the service and that could pose risks for accidental contamination of food at all stages of the production process and other procedures to be followed.

Subsequently, the need to identify as precisely as possible the Control Points where going to place a tracking device prompted us to increase the training required to take courses to managers of complex activities, as it is a food industry, where it is necessary to understand the ‘ importance of each phase of the production flow to evaluate the role of Pest Risk and physical contamination, chemical and micro / macro biological.

Dialogue with the leaders of quality and cleaning at times allowed us to affect some established practices in the Company that conflicted but ‘with a successful outcome of the monitoring plans, we think, for example, the use of vacuum cleaners instead of compressed air, that in the case of companies where the flour is likely to work release to the environment eggs, worms, exuviae etc. or to request collaboration of the staff of some good practices such as closing doors, proper waste management and so on.

The Pest Control Company must do its part by cooperating with the ‘Enterprise Food for the maintenance of the Health Security Hygienic that the Company must ensure the global market, where it is not permitted to underestimate any risk and that you can’ reach by engaging with at most training and training of personnel involved in pest control activities.

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Un Augurio al nuovo Consiglio Direttivo ANID

ANID

A Roma il prossimo 15 dicembre si terrà l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo che sarà in carica per il biennio 2017-2019.

Un importante appuntamento per tutti i disinfestatori Associati ma anche per i non Associati in quanto il lavoro svolto dal Consiglio avrà ripercussioni sull’operato dei disinfestatori tutti.

Vogliamo pubblicamente ringraziare il lavoro svolto dal Consiglio uscente e del Presidente Francesco Saccone che si sono impegnati con il massimo sforzo per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel programma 2014-2016.

Essere attivi in prima persona nella vita associativa significa spesso sottrarre tempo ed energie all’ azienda ed anche alla famiglia, per cui questo fatto non và dato per scontato.

In questi anni abbiamo assistito ad una cura costante tesa alla crescita professionale  della nostra categoria mediante per esempio la Certificazione dei corsi di Formazione svolti da ANID per tecnici del Pest Control sia a livello Base sia a livello piu’ avanzato per le Industrie Alimentari , e non ultimo la recente introduzione della norma UNI EN 16636 che mette nero su bianco tutta una serie di procedure operative che il Disinfestatore deve seguire a partire dalla ricezione della chiamata passando per il sopralluogo ed elaborazione dell’offerta, assistendo il Cliente e garantendo il rispetto di un piano di monitoraggio e controllo degli infestanti ad hoc.

Vogliamo augurare al nuovo Consiglio ANID di continuare a tutelare il nostro lavoro, molto spesso bistrattato per i motivi piu’ diversi, retaggio,crediamo, di un passato difficile da rimuovere quando nell’immaginario collettivo la figura del derattizzatore/disinfestatore consisteva in un mero distributore di esche rodenticide e di insetticidi maleodoranti.

Un punto su cui sosteniamo l’ ANID con forza e senza indugi è che continui svolgere una attività di sorveglianza attiva circa per esempio l’accesso ai Corsi per Disinfestatori alle Imprese che abbiano nel proprio oggetto sociale questa attività e assegnare la Qualifica di Tecnico della Disinfestazione a chi è un Disinfestatore.

Infatti in questo periodo di crisi che si prolunga da quasi dieci anni abbiamo assistito alla nascita di numerose realtà che proveniendo da altri settori si sono buttati in quello della disinfestazione, con effetti non sempre benefici sulla buona concorrenza di mercato come invece tutti auspicherebbero.

Un altro ruolo strategico sarà  una attività di sostegno alle imprese del settore alla luce delle nuove regolamentazioni che impongono forti restrizioni all’uso de prodotti Biocidi siano essi insetticidi che rodenticidi.

Per quanto riguarda infatti l’utilizzo delle esche la nuova Biocidi ha imposto stringenti limiti in particolare ai tempi di impiego in aree pubbliche e private.

Da quanto poi previsto in materia di controlli che su disposizione del Ministero della Salute sarebbero a carico delle ASL, potrebbe verificarsi,viste le competenze in materia,un diverso trattamento e regolamentazione da Regione a Regione il che potrebbe creare non pochi problemi ad una Associazione che si deve confrontare con tutto il mercato nazionale.

Inoltre un dubbio che è emerso confrontandosi con altri colleghi è se queste nuove regolamentazioni emesse su base europea non abbiano tenuto in considerazione sopratutto lo stato infestativo dei roditori in paesi non mediterranei, dove per esempio problematiche dovute alla presenza di ratti e topi siano diversi rispetto a situazioni climatiche come quelle che si riscontrano nei paesi del sud Europa.

Se a questo aggiungiamo i “rumors” provenienti da piu’ parti secondo i quali anche le trappole collanti verranno limitate dal mercato in un prossimo futuro, ci chiediamo come potremo rispondere alle esigenze delle Imprese Alimentari che oltre ad avvalersi dei nostri servizi per scopi preventivi ed ottemperare ad obblighi cogenti vuole e pretende, come giusto che sia,  delle risposte e delle soluzioni che garantiscano il pieno rispetto delle norme Igienico Sanitarie e di Sicurezza Alimentare cosi’ spesso citate.

Con il nostro migliore In Bocca al Lupo al nuovo Consiglio ANID

Rosi Norman

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Biocidi e uso permanente esche rodenticide: Step 1

Esche rodenticide: solo gli addetti ai lavori hanno compreso quello che potrebbe comportare a livello tecnico-operativo questa nuova regolamentazione che si traduce nell’uso limitato di questi prodotti.

Le etichette dei prodotti derattizzanti Biocidi oggi riportano infatti una arco temporale all’interno del quale questi prodotti possono trovare il loro impiego, dopodichè andranno integrati con altri sistemi e relazioni documentali che giustifichino  i metodi di controllo delle popolazioni murine nelle aree esterne.

biocidi

 

 

 

 

 

 

Questa nuova rivisitazione sull’impiego dei prodotti topicidi è stata effettuata in concomitanza con  la revisione da Prodotti Presidi Medico Chirurgici a Biocidi a livello europeo e le conseguenti revisioni sulle Misure di Mitigazione del Rischio.

Non possiamo sapere in base a quali rischi effettivi si sia deciso di dare questo giro di vite a livello comunitario, visto che almeno in Italia sintomi di avvelenamento secondario conclamato su specie selvatiche (volpi,rapaci,cinghiali ecc) non siano percettibili nell’opinione pubblica e le statistiche in merito non sono di facile accesso.

Per avvelenamento secondario si intende l’intossicazione di animali non target causata dall’ingestione di roditori avvelenati.

Ricordiamo che esiste già un Ordinanza Ministeriale che limita l’uso di esche rodenticide che devono essere collocate in contenitori chiusi a chiave proprio per evitare l’avvelenamento diretto a scapito di specie non target e cani in particolare.

Non potendo entrare quindi nel merito delle scelte attuate nel Regolamento Biocidi possiamo solo prendere atto dello stato attuale e attivarci con le contromisure necessarie,al fine di assicurare un servizio di derattizzazione efficiente e sicuro per il Cliente e l’Ambiente.

Il primo passo che dobbiamo fare sarà quello di mettere nero su bianco un parere obiettivo, considerando il contesto ambientale in cui insiste il sito produttivo,ossia se questo sia inserito in ambiente rurale,semirurale od urbano e quindi definire la capacità portante* dell’area in cui ci troviamo, intesa come capacità di fornire acqua,cibo e possibili nidificazioni che l’ambiente è in grado di offrire ai roditori.

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Andremo quindi a concentrarci su alcuni aspetti e tra i piu’ comuni possiamo elencare la vicinanza a corsi d’acqua, campi coltivati,allevamenti, campi incolti,zone boschive ecc.

 

report
Area esterna con zona depuratore e torrente a pochi metri dallo stabilimento

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto definiremo un livello di rischio in base al quale inquadrare la possibilità delle specie murine di insistere sul sito produttivo nelle aree esterne e quindi di conseguenza sul rischio di intrusione nelle aree interne qualora queste siano piu’ o meno facilmente accessibili ai roditori.

Documentare tutto  quanto sia possibile fare per migliorare l’impermeabilità della struttura all’accesso dei roditori ossia assistere l’azienda con tutti quei consigli ed osservazioni che è possibile attuare per impedire l’accesso dei roditori.

Leggi anche il nostro precedente post dedicato a questo aspetto.

Il parere del disinfestatore è essenziale in questa fase in quanto chi fà questo lavoro ha un punto di vista privilegiato e conosce le abitudini comportamentali dei roditori e la loro capacità penetrativa.

proofing
Tubi correttamente sigillati

 

 

 

 

 

 

 

La fase successiva riguarderà l’analisi statistica dei consumi di esca e dell’attività dei roditori nelle aree esterne registrata nel corso degli ultimi anni,in modo da avere dati storici di supporto al sistema di gestione dei servizi di derattizzazione che andremo ad effettuare.

La reportistica elaborata dal nostro software è stata concepita proprio per questo ed è in grado di generare un Foglio di Calcolo in modo da poter restituire dati e fornirci, per esempio, quali postazioni siano state maggiormente visitate negli ultimi 12-24-36 mesi.

report
La schermata dove effetuare i download dei vari report che si vogliono visualizzare: grafici,pdf, e fogli di calcolo di tutti gli anni in cui e’ stato erogato il servizio

Una statistica elaborata negli USA ha individuato che circa il 10% degli erogatori di esca esterna viene visitato dai roditori in maniera continuativa e questo ci può essere di aiuto per andare a definire le tecniche ed i tempi di intervento per fornire un servizio di qualità al Cliente.

In un successivo post prenderemo in esame come possiamo integrare l’uso di esche rodenticide con altre tecniche di monitoraggio e controllo dei roditori nelle aree esterne e predisporre una procedura che risponda in maniera esaustiva a quanto richiesto dalle prescrizioni attuali previste dai prodotti Biocidi

Rosi Norman

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Permanent rodenticide bait: step 1

Rodenticide bait: only insiders can understand what this could lead to technical and operational level, with this new regulation which can results in the restricted use of these products.

Product labeled as Rodenticide Biocides now report a time frame within which these products can be used, then they’ll integrate with other systems and documentary reports that justify to peoples the murine control methods in the outside areas.

This new revision of the use of rat poison products was carried out in conjunction with the review of Medical Surgical Products to Biocides in Europe.

We cannot know on what real risks they  decided to give this clampdown at Community level, since at least in Italy full-blown symptoms of secondary  poisoning on the wildlife (foxes, birds of prey, wild boar, etc.) are not perceptible in the public opinion and statistics about that are not easily accessible.

For secondary poisoning is defined as poisoning of non-target animals caused by ingestion of poisoned rats.

Remember that there is already a Ministerial Order that restricts the use of rodenticide baits to be placed in containers locked in order to avoid the direct poisoning at the expense of non-target species, in particular dogs.

Not being able to get inside the merits of the choices made in the Biocides Regulation we can only take note of the current status and take action with the necessary counter-measures, in order to ensure an efficient service and a safe rodent control for the customer and the environment.

The first step we need to do is to put pen to paper on an objective opinion, considering the environmental context in which the production site insist, or whether it was inserted in rural areas, semi-rural or urban, and then define the carrying capacity of the area in which we find ourselves, meaning the ability to provide water, food and possible nesting that the environment is able to offer to rodents.

So we’re going to focus on some aspects of the most common we can list: the proximity to rivers, farmlands, farms, fallow fields, wooded areas and so on.
At this point we’ll define a level of risk based on the ability of murine species to insist on the production site, in the outer areas and so consequently the risk of intrusion into inland areas where these are more or less accessible to rodents.

Document everything that can be done to improve the water resistance to avoid the access of rodents to the structure and assist the company with all the recommendations and observations that can be implemented to prevent the access of rodents. Read also our previous post dedicated to this.

The opinion of the exterminator is essential at this stage because those who make this work has a privileged point of view and knows the behavioral habits of rodents and their penetrating power.

The next phase will concern the statistical analysis of bait consumption and activity of rodents in outdoor areas registered over the past years, so you’ll have historical data support to the rodent control service management system we’re going to do.

The reports drawn up by our software is designed just for this and is able to generate a sheet of calculation in order to return data and request, for example, such stations have been most frequently visited in the last 12-24-36 months.
A statistic developed in the US has identified that approximately 10% of external bait dispensers is visited by continuously rodents and this can be of help to define the technical and response times to provide a service of quality to the Customer.

In a later post we will examine how we can integrate the use of rodenticide baits with other rodent, monitoring and control techniques in the outdoor areas and provide a procedure that responds comprehensively to the requirements of the current presciption included in the Biocidal Products

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Esche avvelenate

Esche

 

 

 

 

 

Esche avvelenate: pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165, Serie Generale, il 16 luglio 2016 la nuova Ordinanza ministeriale “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”.

La Nuova Ordinanza avra’ validità di circa 12 mesi e segue le proroghe già emesse annualmente a partire dal 2009,anno in cui venne per la prima volta messo nero su bianco da parte delle Autorità competenti il divieto di utilizzo di esche sfuse rodenticide o altri preparati potenzialmente pericolosi per l’uomo o gli animali sia selvatici che domestici.

L’Ordinanza ribadisce l’obbligo per le ditte specializzate operanti nel settore della disinfestazione e derattizzazione di apporre appositi cartelli indicatori delle operazioni in atto nelle aree pubbliche almeno 5 giorni prima dell’inizio del servizio nonchè tutte le altre indicazioni per la gestione di eventuali casi di dispersione delle esche dagli erogatori di esca.

L’Ordinanza individua inoltre le responsabilità dei soggetti coinvolti nelle varie fasi allerta e gestione dei casi di avvelenamento nonchè le nuove disposizioni per quanto riguarda l’uso di Biocidi in particolare i preparati rodenticidi.

Questa Ordinanza del 16 luglio 2016 come detto sopra segue le precedenti ordinanze introdotte e prorogate negli anni successivi al 2009 al fine di limitare al massimo la possibilità di avvelenamento accidentale o volontario a carico di animali domestici e fauna selvatica,infatti quotidianamente ancora oggi vengono segnalati fenomeni di avvelenamento che si puo’ verificare qualora,anche prodotti al di fuori dei circuiti professionali e quindi regolarmente acquistabili nei punti di commercio al dettaglio vengano usati in maniera indicriminata o abbandonati nell’ambiente diventando ghiotti bocconi per ignari animali che gli dovessero mangiare.
Ricordiamo anche che le esche rodenticide sono per lo piu’ a base di anticoagulanti che necessitano di alcuni giorni prima di poter cominciare a fare effetto e per questo quando i sintomi di avvelenamento si conclamano a volte è troppo tardi per intervenire con gli antidoti e le conseguenze dell’avvelenamento diventano irrevocabili.

Il testo della nuova ordinanza scaricabile qui

Norman_Rosi
Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Aziende Alimentari: la Sanificazione

Sanificazione

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la fermata  estiva spesso si dà precedenza agli interventi di disinfestazione contro gli insetti essendo questo uno dei pochi momenti di inattività dell’azienda ma la stessa importanza non viene data agli interventi di disinfezione ambientale.

Per questi aspetti le Aziende si concentrano giustamente sulle pulizie dei macchinari e delle linee produttive ma non sempre l’abbatimento microbiologico viene steso alle restanti parti delle aree produttive dove comunque si possono verificare innalzamenti della popolazione microbiologica.

Il tempo per intervenire è sempre limitato perchè che tra manutenzioni,i cambiamenti dei macchinari e relativi settaggi e le operazioni di pulizia straordinaria sopradescritte non rimane molto tempo per coordinare gli interventi di disinfestazione e sanificazione ambientale ma se non si sfrutta questo momento difficilmente sarà possibile farlo quando la produzione sarà in piena attività.

Nelle aziende possono presentarsi numerosi fattori che contribuiscono alla crescita microbica,come per esempio acque di condensa stagnanti nei punti nascosti dietro le celle di surgelazione,zuccheri e altri ingredienti dispersi altamente fermentescibili,celle di lievitazione che attirano moscerini dell’aceto,farine e derivati che possono agevolare lo sviluppo di tignole e insetti delle derrate vettori passivi di funghi e lieviti “selvaggi” ecc.

Spesso siamo dovuti intervenire con interventi di somma urgenza dovuti a picchi improvvisi di carica microbiologica sul prodotto finito imputabili ad aree produttive contaminate per i piu’ svariati motivi per cui quando è possibile offriamo ai nostri Clienti il doppio servizio di disinfestazione e disinfezione per una completa sanificazione degli ambienti.

Anche se in commercio esistono prodotti di cui si suppone un utilizzo facile e intuitivo invitiamo le Aziende ad avvalersi di tecnici esperti nell’uso di prodotti Biocidi o PMC  come sempre viene espressamente evidenziato nelle etichette dei prodotti stessi.

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Qualità Certificata

Romani Disinfestazioni Srl è una società con Sistema Qualità Certificato ISO 9001 dal 2001 ed è attiva nel settore delle disinfestazioni da oltre 20 anni.

Specializzati nei servizi di monitoraggio infestanti per le industrie Alimentari corrediamo il nostro portfolio operativo con tutta una serie di servizi nel settore dell’igiene urbana tra cui in particolare:

  • Derattizzazione
  • Disinfestazione zanzare
  • Disinfestazione vespe e calabroni
  • Disinfestazione scarafaggi
  • Disinfestazione cimici dei letti
  • Disinfestazione formiche,pulci e zecche
  • Disinfestazione antitarlo
  • Bonifica da colonie di termiti sotterranee
  • Dissuasione volatili

Le metodologie operative della Romani Igiene Ambientale non solo seguono specifiche procedure interne redatte nel nostro Sistema Qualità ma rispettano le indicazioni e gli obblighi normativi in materia e sia gli operatori che i tecnici laureati sono in possesso di attestati e certificazioni per lo svolgimento di programmi di controllo degli infestanti.
Operiamo prevalentemente in ambito regionale con spostamenti extraregionali per servizi dedicati per le Industrie Alimentari dove si necessita di applicare determinati standard operativi obbligatori per lavorare con la Grande Distribuzione Organizzata in Italia e all’estero.
Infatti in questi ambiti devono essere applicate rigide procedure operative che hanno lo scopo di tutelare il consumatore da ogni Rischio di contaminazione,in particolare nel nostro ambito operativo la contaminazione biologica da insetti e roditori che se non adeguatamente gestiti e controllati possono provocare gravi danni agli alimenti.
Da oltre 15 anni svolgiamo servizi di bonifica da colonie di termiti sotterranee e vi invitiamo ad approfondire questo interessante argomento visitando lo specifico sito aziendale dedicato a questo problema dove è possibile anche scaricare depliants redatti appositamente per dare una maggiore informazione su questo problema così poco conosciuto ma che tanti danni fà registrare ogni anno alle strutture lignee ed ai beni artisitici.
Il sito è www.termiti.it.
Contattaci al numero 0583-955344 e prenota un appuntamento per un sopralluogo all’interno del quale definiremo insieme i dettagli tecnici per la risoluzione di ogni Vostro problema in ambito infestativo.

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Lampade per monitoraggio mosche

 elettroinsetticida

 

 

 

 

Lampade per il monitoraggio delle mosche

Per il monitoraggio degli insetti volanti all’interno delle aree destinate a produzione e stoccaggio di alimenti si utilizzano ormai da molti anni gli apparecchi elettroinsetticidi (dette anche Lampade) a pannello collante

La capacità attrattiva delle lampade è data dalla luce blu emessa dai tubi neon ad una particolare frequenza che attira gli insetti volanti i quali, una volta che si sono avvicinati ai tubi neon rimangono intrappolati sui pannelli collanti.

Tra le famiglie di insetti che maggiormente possono provocare danni diretti ed indiretti agli alimenti nelle loro diverse fasi produtttive ci sono sicuramente le mosche,che possono rappresentare un serio problema per la contaminazione fisica e biologica degli alimenti essendo vettori di numerosi patogeni.

Come anzidetto gli elettroinsetticidi hanno una modalità di cattura degli insetti attraverso un pannello collante che ci consente quindi non solo di bloccare gli insetti su un supporto evitandone la dispersione nell’ambiente ma ci permette anche di effettuare un conteggio delle catture  nonchè un’analisi qualitativa delle famiglie di insetti presenti.

A seconda della tipologia di insetto possiamo infatti trarre numerose informazioni che riguardano non solo eventuali attacchi in corso all’alimento lavorato ma possono evidenziare anche carenze relative a tutte quelle “buone pratiche” di lavorazione e comportamentali e questo ci permette di attuare tutte quelle azioni preventive e correttive che il caso richiede.

Tra le catture di insetti piu’ frequenti possiamo citare per esempio :

– Falene: volando nelle ore notturne la presenza di falene puo’  essere indice che durante i turni notturni le porte ed i portoni vengono lasciati aperti,pratica spesso diffusa nei periodi estivi.

– Lepidotteri: vi sono substrati alimentari attaccati dalle tignole.Attivare monitoraggi specifici nel caso siano assenti.

– Moscerini (Drosophila): fenomeni fermentativi in atto,risalite dagli scarichi o ristagni di acqua per scarichi di condensa unite a sostanza organica,fenomeno frequente dietro le celle frigorifere nelle industrie dolciarie.

– Lasioderma serricorne: anche qui vi sono substrati di derrate alimentari attaccate ed anche in questo caso si consiglia di attivare monitoraggi specifici nel caso siano assenti.

– Venturia canescens: la presenza di questo insetto parassita delle larve di lepidotteri è indice di incrostazioni di farina dove queste larve si riproducono.In questi casi occorre effettuare una pulizia approfondita delle tubazioni,nastri,carte di macchinari ecc dove la farina si puo’ accumulare e con particolari condizioni di umidità formare le concrezioni e le incrostazioni di cui sopra.

– Vespidi: presenza di nidi sul tetto dei capannoni o nelle aree esterne.Questa tiplogia di insetti è particolarmente pericolosa per gli scock anafilattici che puo’ provocare.

– Zanzare: ristagni di acqua vicini alle aree dello stabilimento risolvibili con un buon programma di lotta antilarvale che,dove applicabile,rappresenta un ottimo sistema di controllo sia dal punto di vista dell’efficacia che dell’economicità.

– Muscidi: come detto sopra sono la classe di insetti volanti piu’ pericolosa.Proliferano nelle aree dei cassonetti dei rifiuti e dei depuratori dove quindi potrebbe essere consigliabile effettuare disinfestazioni mirate o trappolaggi specifici.

Oggi il mercato mette a disposizione numerosi modelli di Lampade adatte  ad ogni esigenza.Se non vi sono particolari caratteristiche che gli elettroinsetticidi devono possedere,come esempio le certificazioni Atex per l’uso in ambienti con polveri  oppure certificazioni IP adatte per ambienti umidi questi apparecchi hanno dei costi molto competitivi.

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Pest Control e Gestione Rifiuti

gestione Rifiuti
CER 200121

 

 

 

 

 

Pest Control e Gestione Rifiuti prodotti durante i servizi.

La ditta che svolge i servizi di disinfestazione e derattizzazione sia nel settore pubblico che privato provvede ad ogni visita al posizionamento e successivamente alla sostituzione/aggiunta/reintegro o ritiro di esche ed altri prodotti esausti.
Questi materiali, una volta ritirati dall’azienda di disinfestazione e conferiti presso la sede operativa od altro luogo indicato diventano Rifiuti e per questo devono essere correttamente gestiti e smaltiti secondo la normativa vigente.
Oggi l’ Azienda della filiera agroalimentare presso cui la ditta che svolge il servizio di monitoraggio infestanti e disinfestazione opera deve poter richiedere in ogni momento al disinfestatore una dichiarazione dove il responsabile certifichi che presso l’Azienda Alimentare non viene lasciato, nè in modo temporaneo nè permanente nessun tipo di rifiuto pericoloso o non pericoloso.
Infatti le Aziende Alimentari oggi dovendo ottemperare a notevoli adempimenti e confrontandosi molto spesso con i mercati internazionali devono essere messe in grado di eliminare ogni minimo fattore di rischio specialmente in quei processi collaterali alla produzione ma che se non correttamente gestiti potrtebbero avere conseguenze negative dovute ad un mancato controllo di questi aspetti.
La ditta di disinfestazione dovrà essa ottemperare a tutta una serie di procedure che partono dalla classificazione del Rifiuto con un Codice CER,la registrazione del peso o del volume interessato ecc.
Il presente articolo intende dare lo spunto per un maggiore approfondimento ai Responsabili delle Aziende Alimentari che intendono prepararsi ad eventuali richieste che dovessero emergere in sede di Audit.
In questo articolo a solo titolo riepilogativo di seguito elenchiamo alcuni prodotti soggetti a smaltimento come Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi ed ossia:
– Esche rodenticide esauste (usate nei servizi di derattizzazione)
– Tubi fluorescenti (usate nei servizi di monitoraggio insetti volanti mediante le lampade elettroluminose)
– Erogatori di esca e trappole svuotate delle esche e dei cartoncini collanti.
– Apparecchi elettroinsetticidi previa rimozione dei pannelli collanti e tubi neon.
– Carcasse di roditori (le carcasse di roditori in taluni casi vengono gestiti come SOA e quindi non vengono classificati come Rifiuti)

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Lotta ai lepidotteri infestanti degli alimenti

I lepidotteri rappresentano un rilevante problema infestativo in tutte le aziende della filiera agroalimentare.Conoscere questo tipo di infestanti è fondamentale sia per eradicare eventuali infestazioni sia per prevenirle.
In un ottica di Gestione Integrata degli Infestanti l’aspetto degli insetti delle derrate,siano essi striscianti che volanti necessita di una analisi approfondita che valuti le cause originarie dell’infestazione e le soluzioni adatte a debellarle.

Trappola a imbuto lepidotteri
Trappola a imbuto adescata con feromone per attrarre i maschi dei lepidotteri

Nei monitoraggi che effetuiamo presso le aziende alimentari ci avvaliamo di attrezzature e prodotti concepiti per rilevare la presenza di questi insetti.
In particolare i lepidotteri conosciuti anche come “tignole della farina” sono infestanti diffusi a livello globale e provocano ingenti danni poichè possono attaccare numerosi substrati alimentari.
Le specie piu diffuse in italia sono:
1) Plodia (Plodia interpunctella) o tignola fasciata
2) Ephestia (Ephestia kuehiella) o tignola grigia.
Recentemente abbiamo effettuato servizi di monitoraggio presso una primaria azienda dolciaria dove ci è stato segnalato una elevata presenza di tignole.
Cosa abbiamo fatto?
Dopo un accurato sopralluogo ed aver verificato la presenza dell’infestante sono state installate trappole a feromone in numero adeguato e dimensionato ai volumi delle aree oggetto del servizio;la tipologia di trappole è quella ad imbuto (Lula trap) con sacchetto trasparente di raccolta dei maschi adulti catturati in volo.
Il feromone per i lepidotteri ha la funzionalità di ostacolare l’incontro tra i 2 sessi attirando i maschi e quindi riducendo la probabilità di accoppiamento tra i due sessi.
In abbinamento abbiamo attivato anche il metodo dell’ ” auto-confusione sessuale “, un metodo il cui meccanismo di azione prevede che i maschi delle tignole vengano attratti verso uno speciale dispenser di feromone ricoperto di polvere ad elevata adesività elettrostatica.
Al contatto con i lepidotteri adulti la polvere determina la saturazione dei recettori rendendoli incapaci di localizzare le femmine.
Inoltre e’ stato dimostrato come il maschio “contaminato” attiri gli altri maschi aumentando il fenomeno della confusione sessuale.

dispenser blu auto confusione sessuale
Il dispenser di colore blu utilizzato per l’auto-confusione sessuale dei lepidotteri

Sottolineiamo l’importanza della prevenzione da parte delle aziende alimentari,in particolare attuando tutte quelle misure volte al contenimento del fenomeno ed ossia:
– il controllo delle merci in entrata
– la pulizia dei locali,dei macchinari e dei magazzini
– il corretto e ordinato stoccaggio delle materie prime e del prodotto finito.
– la riduzione dei tempi di stoccaggio attraverso una corretta turnazione dei prodotti.
– l’allontanamento di derrate attaccate

Tecnico Disinfestatore
ANDREA BIAGINI

lepidotteri infestanti degli alimenti

 

 

 

 

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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Ricambio dei neon elettroinsetticidi

All’inizio della stagione primaverile-estiva il tecnico che si occupa del servizio di monitoraggio infestanti presso la Vostra Azienda deve procedere ad una operazione molto importante rappresentata dalla manutenzione degli apparecchi elettroinsetticidi che vengono utilizzati per il monitoraggio degli insetti volanti.In commercio ne esistono di molti modelli,dimensioni e forme,comunque sono quasi tutti basati sul principio che una fonte luminosa (neon) a luce blu/verde emessa ad una particolare frequenza d’onda attrae gli insetti volanti che avvicinandosi all’apparecchio vengono poi immobilizzati su un pannello collante posto in genere sul retro o sotto la lampada.
Questo pannello è l’unico strumento che ci consente oltre che bloccare gli insetti di effettuare una analisi quali-quantitativa delle catture effettuate potendo così procedere ad una valutazione su eventuali criticità in atto e le conseguenti azioni correttive e preventive da adottare.
Tra le famiglie di insetti di maggior interesse abbiamo i culicidi,i muscidi,i vespidi,i piccoli ditteri,le falene,i lepidotteri delle derrate,alcune specie di coleotteri.

pannello
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Per essere efficienti gli apparecchi devono essere puliti ed il ricambio dei neon deve avvenire ogni 12 mesi.I tubi infatti dopo questo periodo manifestano un decadimento della potenza di emissione e pur mantenendo la luce blu tipica di questi apparecchi la loro attrattività nei confronti degli insetti non è piu’ efficace.
Esistono in commercio anche apparecchi che puntati sui neon riescono a misurare questa lunghezza d’onda ma in genere se la pianificazione ed il ricambio viene fatto con precisione non è necessario effettuare questo test da parte del disinfestatore.Potrebbe casomai essere effettuato dal Cliente come supervisione del lavoro fatto dal disinfestatore,in quanto anche la qualità dei neon non è tutta la stessa,anche se negli ultimi anni gli standard produttivi riconducibili a grandi marche del settore sono sempre molto elevati ed i prodotti risultano certificati.

neon
Il Tecnico ricambia il neon esausto

Le lampade devono essere sempre pulite e ben tenute specialmente nelle aziende alimentari ove bisogna evitare accumuli di polvere sui dispositivi per mantenere un elevato standard igienico e consentire una buona funzionalità della lampada.
In certi ambienti dove si lavorano le farine per esempio la pulizia deve essere effettuata ogni 15-30 giorni in occasione del ricambio del pannello collante perchè l’accumulo di farina e polvere è molto severo come si vede nella foto sotto esposta:

neon
Elettroinsetticida sporco
neon
Elettroinsetticida pulito

I neon devono essere smaltiti come Rifiuti Speciali Pericolosi in quanto sono classificati come Tubi fluorescenti contenenti mercurio e rispondono ad un preciso codice CER.
Richiedici maggiori informazioni su come gestire questo aspetto nella tua Azienda ed avere un servizio di monitoraggio efficace ed in linea con le leggi vigenti in materia.

neon
Smaltimento ecologico dei neon
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Norman Rosi CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

 

 

 

 

 

 

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Romani Auditor Norma 16636 Pest Control

norma 16636

 

La Norma 16636:2015 certifica i Servizi Professionali di Gestione e controllo delle Infestazioni.

Romani Disinfestazioni Srl nella persona di Romani Paolo Direttore tecnico ha conseguito la qualifica di Auditor interno per la Gestione del Controllo degli infestanti nell’Industria Alimentare secondo le Norme UNI EN ISO 19011:2012 – UNI 11381:2010 e UNI EN 16636:2015.

La UNI EN 16636 : 2015  è la norma europea recepita anche a livello italiano che definisce i requisiti per la gestione e il controllo delle infestazioni (pest management) e le competenze che devono essere possedute dai fornitori professionali di servizi al fine di tutelare la salute pubblica, i beni e l’ambiente.

E’ una norma applicabile da parte delle imprese che erogano servizi di “pest management”, che comprendono la gestione e controllo delle infestazioni, ma anche la valutazione, le raccomandazioni e la successiva esecuzione delle procedure di controllo e di prevenzione definite.

Di seguito il grafico denominato Figura 1 “Flusso di Processo dei Servizi Professionali di Gestione e Controllo delle Infestazioni, che, passo dopo passo, l’Impresa di Disinfestazione certificata UNI EN 16636 deve dimostrare di adottare e rispettare in tutti i punti.

Figura 1 16636

Romani Disinfestazioni Srl e’ un’Azienda Certificata ISO 9001:2008 dal 2001 quindi da circa 15 anni.Dalla selezione dei nostri Fornitori fino ai controlli “in process” e all’esecuzione dei servizi nelle loro fasi finali crediamo che fornire servizi di Qualità sia l’arma vincente delle Imprese Artigiane, come la nostra ,dove un servizio ha sempre un valore aggiunto rappresentato dal rapporto diretto tra fornitore e Cliente.

La Tua Azienda Alimentare si confronta giornalmente con i mercati nazionali ed esteri e non può rischiare di compromettere il lavoro di tutti coloro che sono coinvolti nei processi aziendali per problemi connessi con una cattiva gestione del rischio di contaminazione da insetti e roditori.

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Chiama il n° 0583-955344 e parlerai direttamente con il nostro Responsabile della Qualità Rosi Norman per confrontarsi con tutti gli aspetti legati al rischio da contasminazione in un processo produttivo di una Industria Alimentare.
Visita anche le altre pagine e post del nostro sito  dove troverai tanti altri spunti per un nuovo punto di vista sui servizi di Pest Control per le Industrie Alimentari.

IX Conferenza ANID: dalla Disinfestazione al Pest Management

conferenza ANID
 
Si svolgerà a Parma nei giorni 15 e 16 marzo 2016, presso la locale Camera di Commercio (via Verdi, 2, Sala Aurea), la IX edizione della Conferenza Nazionale della Disinfestazione, promossa da ANID tramite la propria società di servizi Sinergitech sul tema: “Dalla disinfestazione al Pest Management, in una dimensione europea”. L’evento si pone l’obiettivo di rappresentare una finestra aperta sulla sperimentazione e l’innovazione, in un contesto internazionale del Pest Control, anche alla luce dell’approvazione e pubblicazione dello Standard Europeo sulla Disinfestazione denominato EN 16636, alla cui definizione ANID ha offerto un contributo strategico. 
Gli argomenti che verranno trattati nelle due giornate della Conferenza riguardano le cimici dei letti, il controllo degli insetti striscianti (con particolare riferimento alle imprese alimentari), gli insetti volanti e gli infestanti blattoidei. Verrà dato spazio ad un confronto fra due realtà molto diverse, ovvero il comparto delle pulizie e quello della disinfestazione, approfondendo i riferimenti normativi attuali, oltre che formulando proposte operative in merito.
Nella seconda giornata i protagonisti saranno i roditori: si partirà da un’analisi dei prodotti derattizzanti e anticoagulanti, fino ad arrivare a riflessioni sul rodent control in campo internazionale ed alle sperimentazioni e alle ricerche in corso: si passerà poi ad un’analisi sul controllo di tali infestanti nelle aziende alimentari.
 L’evento si concluderà con alcuni approfondimenti sul bird control, sulle attrezzature per la disinfestazione e sulle problematiche inerenti la gestione dei rifiuti. Non mancheranno, visto il respiro internazionale della manifestazione, comunicazioni e dibattiti sullo Standard Europeo della Disinfestazione (EN 16636). 
 Per partecipare alla IX Conferenza Nazionale della Disinfestazione è necessario effettuare la registrazione online e versare la quota di partecipazione (euro 50,00 per imprese associate ANID  e euro 80,00 per imprese non associate)
Vai sul sito dell’ANID  e scarica il programma completo della manifestazione.
Romani Disinfestazioni Srl sarà presente alle giornate organizzate da ANID  con i nostri responsabili Tecnici e della Qualità.

 
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Intervista a Romani su “Disinfestare”

Intervista a Romani Disinfestazioni: di seguito le interviste complete pubblicate sull’ultimo numero di “Disinfestare e dintorni” (la rivista pubblicata da ANID)ad alcuni disinfestatori ,tra cui Romani Disinfestazioni,che fanno il punto della situazione sul settore e sul ruolo dell’Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione in questo momento difficile per il mercato sopratutto dal punto di vista delle prospettive di crescita dell’economia nazionale.

Le nuove opportunità date dagli standard volontari a cui le imprese di disinfestazione possono adeguarsi rappresentano una valida prospettiva di crescita sia professionale che commerciale ed il supporto che l’Associazione Nazionale puo’ dare è di fondamentale importanza per guidare questo percorso verso una crescita generale del settore.

disinfestatoriClicca sulle immagini e leggi interamente l’articolo.
Su questo numero pubblicato a Dicembre 2015 sono inoltre presenti altri articoli inerenti:
– il resoconto sull’incontro di Ravenna svoltosi il 10 dicembre che ha visto gli interventi di tutti i massimi esperti del settore impegnati nel controllo delle zanzare.
– un focus sulle pulci:aspetti biologici e metodologie di controllo a cura del Dr Michele Maroli.
– prodotti derattizzanti:informazioni per l’utilizzo: a cura del Dr Alberto Baseggio.
– Cimici dei letti: l’utilizzo dei cani per monitorare le infestazioni.
– Facility Management,un traino per il rilancio del paese.

 

 

intervista a romaniUn ringraziamento ad ANID per il lavoro che svolge per la crescita professionale di tutta la categoria di disinfestazione

 

 

 

 

 

 

 

 

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I tafani o mosche cavalline come fare

tafano
I Tafani o mosche cavalline sono ditteri della famiglia Tabanidae.

Aspetto:

Il loro aspetto è molto simile alle mosche comuni ma a differenza di loro sono principalmente di colore marrone, con grandi occhi generalmente sul verde brillante e piccole antenne.

Abitudini e dieta:

La loro presenza è molto fastidiosa per la loro abitudine ematofaga nelle femmine che se presenti in grandi quantità ,soprattutto in attività agricole, possono risultare in conseguenti implicazioni igienico-sanitarie anche per il fatto che non disdegnano l’essere umano. La controparte maschile si nutre solamente di polline e nettare nonostante la struttura della bocca sia poco più debole di quella femminile.

La loro puntura a differenza della zanzara è abbastanza dolorosa per il motivo che non utilizzano un proboscide ma hanno mandibole che lacerano la carne della loro vittima per estrarne il sangue.

Analogamente agli altri insetti ematofagi come le zanzare i tafani femmina utilizzano segnali sia chimici che visivi per individuare le vittime. L’anidride carbonica espulsa dagli animali a sangue caldo fornisce un segnale a lungo raggio per attirare le mosche a distanza, mentre i segnali visivi come il movimento, dimensione, forma e i colori scuri per le distanze più brevi.

Riproduzione:

I tafani femmina devono consumare un pasto di sangue al fine di produrre le uova. Una femmina può deporre da 100-800 uova all’anno.

I tafani hanno da 6 a 13 stadi larvali, a seconda della specie. Lo stadio larvale finale avviene a fine invero e poi entra nella fase di pupa in primavera. Lo stadio di pupa dura circa da 1 a 3 settimane dopo che gli adulti emergono nella tarda primavera o all’inizio dell’estate. Le femmine fertili deporranno le uova sulla parte inferiore delle foglie, e in circa 2-3 giorni le larve schiudono e cadono dalla foglia. La maggior parte delle specie di mosche cavalline hanno una sola generazione all’anno, ma alcune specie possono richiedere fino a 2-3 anni per completare il loro sviluppo.

Lotta e disinfestazione:

La lotta non è facile,essendo una specie che si riproduce in ambienti umidi e ricchi d’acqua come il sottobosco, per cui rimangono possibili solo i trattamenti adulticidi,non sempre efficaci o l’uso di trappole che simulando la figura di un bovino o di un cavallo attirano i tafani all’interno di contenitori dai quali non possono più riuscire.

Chiedici maggiori informazioni sui trattamenti insetticidi o su come comprare queste trappole,la loro efficacia e il costo.

Come fare per….i Carabidi…

carabidi
Compaiono dal nulla e provocano una vera e propria invasione: i carabidi sono coleotteri che facilmente ad un occhio non esperto possono sembrare scarafaggi.

Le loro forme del corpo e colori possono variare, la maggior parte sono sul nero lucido o metallico e hanno coperture delle ali rigate(l’elitra). Le elitre sono fuse in alcune specie, in particolare quelle di grandi dimensioni, rendendo i carabidi incapaci di volare. Tutti carabidi ,tranne alcuni, hanno una scanalatura sulle loro  zampe anteriori munite di una sorta di pettine utilizzato per la pulizia delle loro antenne.
Essendo intrusi occasionali difficilmente trovano condizioni idonee al loro sviluppo all’interno delle strutture abitative e produttive e per impedire che penetrino all’interno occorre adottare quelle misure anti intrusione valide anche per altri infestanti con le stesse caratteristiche comportamentali.
Abbiamo notato che è possibile ottenere un discreto effetto barriera con trattamenti insetticidi perimetrali esterni in particolare nei capannoni prospicienti ad aree extraurbane dove maggiore è la probabilità di sviluppo di questi coleotteri.Seppur di scarso o nullo interesse igienico sanitario la presenza di carabidi all’interno di magazzini e strutture produttive del settore agroalimentare può rappresentare un serio rischio di contaminazione biologica per cui occorre adottare tutte le azioni correttive del caso al fine di minimizzare ed annullare il rischio di tali eventi.

Particolare attenzione dovrà essere impiegata nella verifica della perfetta tenuta delle bande anti intrusione alle porte e ai portoni visto che questi insetti penetrano dentro le strutture anche durante i periodi di inattività.

Gli scorpioni in Italia

gli scorpioni in italia
Una femmina di Pandinus imperator con i piccoli sul dorso

Predazione

Gli scorpioni sono animali predatori notturni che si cibano di una varietà di insetti, ragni, invertebrati, e altri scorpioni. Gli scorpioni predatori più grandi a volte si cibano di vertebrati, come piccole lucertole, serpenti, e topi. La preda viene individuata principalmente percependo le vibrazioni. I pedipalpi hanno una serie di peli sensoriali che sentono le vibrazioni dell’aria; le punte delle zampe hanno piccoli organi sensoriali che percepiscono le vibrazioni della terra.
La superficie di zampe, i cheliceri (delle zampe simili a chele, che sarebbero le appendici), e corpo è anche ricoperta di peli più fitti sensibili al tocco diretto. Nonostante siano armati di veleno per difendersi, gli scorpioni cadono preda di molti tipi di animali, come scolopendre, ragni del sole, lucertole insettivore, uccelli (specialmente gufi), e mammiferi (inclusi topi e pipistrelli).
A meno che non siano disturbati, gli scorpioni sono timidi e fanno uso del loro pungiglione allo scopo di uccidere la preda. Il loro veleno e rivolto a bloccare l’attività ad altri artropodi. Alcuni scorpioni possono essere molto pericolosi per l’ uomo; tra le specie più pericolose c’è il Leiurus quinquestriatus, che possiede il più potente veleno della sua famiglia, e i membri dei generi Parabuthus, Tityus e Androctonus. Il veleno di questi scorpioni è difficile che uccida un adulto, ma può uccidere i giovani, gli anziani e gli infermi.
Ciclo vitale
Gli scorpioni predatori hanno un complesso rito di accoppiamento in cui il maschio usa i suoi pedipalpi per afferrare quelli della femmina e condurla in una “danza di corteggiamento”. I dettagli del corteggiamento variano da specie a specie, con alcune che addirittura comportano la puntura da parte del maschio.
Gli scorpioni hanno un lungo periodo di gravidanza (da alcuni mesi ad un anno e mezzo, a seconda della specie) in cui i piccoli si sviluppano da embrioni nelle ovaie della madre. Durante questo periodo, sostanze nutritive vengono trasferite dalle ghiandole digestive della madre all’embrione. I piccoli appena nati salgono sulla schiena della madre, che li aiuta in questo costruendo un “cesto di nascita” con le sue zampe incrociate per prenderli quando nascono e dare loro un mezzo per arrampicarsi.
Di solito, una femmina dà vita a circa 25-35 piccoli che restano sulla schiena della madre fino alla prima muta, che costituisce una cuticola, un rivestimento esterno, di solito entro una settimana o due dalla nascita. Una volta scesi, conducono una vita indipendente, e compiono una muta periodicamente fino a raggiungere lo stato adulto. Per raggiungere la maturità sessuale sono solitamente richieste cinque o sei mute in un lasso di tempo che varia da due a sei anni.
Lo scorpione comune vive dai tre ai cinque anni, ma alcune specie raggiungono i 10-15 anni d’età. Alcuni scorpioni mostrano comportamenti sociali oltre il rapporto madre-piccolo, come la formazione di gruppi per l’inverno, la fondazione di colonie, e in alcuni casi anche la formazione di vere e proprie famiglie che condividono cibo e ripari.
Scorpioni in cattività
Eccetto i più velenosi, gli scorpioni sono semplici da tenere: buona umidità (min 50-60% per i deserticoli), temperatura ottimale (per gli Euscorpius va bene anche la temperatura di casa) e cibo vivo come grilli, locuste, blatte, ragni, larve di lepidotteri, ecc. Lo spazio può essere anche esiguo.
Leggi l’articolo completo su Wikipedia
Questi gli scorpioni in Italia:
-Euscorpius italicus
-Euscorpius flavicaudis
-Euscorpius alpha
-Euscorpius gamma
-Euscorpius germanicus
-Euscorpius sicanus
-Euscorpius tergestinus

Come fare per : punture misteriose da insetti sconosciuti

Come fare per: punture misteriose da insetti sconosciuti?

insetti sconosciutiSe alla mattina vi trovate,voi o i vostri figli,delle punture non meglio identificate e di cui non riuscite a capire le origini provate a vedere se tra gli insetti o acari che elenchiamo di seguito potrebbe celarsi la soluzione del vostro problema.
Infatti tra gli infestanti piu’ comuni che danno questo tipo di problema troviamo:
– Scleroderma domesticum (insetto parassita dei tarli)
– Pyemotes ventricosus (acaro parassita dei tarli)
– Cimex lectarius o Cimice dei letti
– Altre specie di acari
– Zanzare e flebotomi

 
Ti invitiamo a leggere gli articoli relativi a questi specifici infestanti e non esitare a contattarci per qualsiasi richiesta di informazione in merito a queste problematiche.
Nota della Redazione:Ti ricordiamo che solo un medico o un dermatologo può stabilire con una diagnosi se non si tratti di manifestazioni allergiche di altra natura.

Corso per la prevenzione dalle infestazioni delle cimici dei letti

Corso per la prevenzione delle cimici dei letti
Mercoledi 10 giugno alle ore 14,30 incontro formativo per il personale operante nelle strutture ricettive
per la prevenzione dalle infestazioni delle cimici dei letti.
Sede: sala meeting centro D33 in Via Salicchi n° 978 San Marco Lucca
Per informazioni tel 0583-955344.Scarica la scheda di adesione cliccando qui