Novità: la Camera per il Trattamento con il Calore

Da oggi presso la nostra sede a Lucca è attiva la nuova camera per il Trattamento di Disinfestazione con il Calore.calore_romani_lucca

Il trattamento con il Calore per la disinfestazione degli insetti si basa sul principio che a determinate temperature, in genere comprese tra 54° C e 56° C  e per un periodo di tempo stabilito gli insetti subiscono  dei danni irreversibili che portano alla morte di tutti i loro stadi vitali: uova,larve e adulti.

Possono essere trattati principalmente mobili ma anche altri materiali per trattamenti antiacaro, contro le cimici dei letti  ed insetti delle derrate.

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La camera è appositamente costruita per mantenere costante la temperatura durante tutto il trattamento ed evitare dispersioni e sbalzi termici.

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L’aumento della temperatura è lento ma progressivo, fino che non si raggiunge la temperatura impostata: è questo un fattore importante per impedire sbalzi termici repentini.

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Le condizioni che si creano all’interno della Camera provocano danni irreversibili agli insetti che vengono cosi’ debellati in tutti i loro stadi vitali.

Il generatore di aria calda è prodotto dalla HT ECOSYSTEM  ed è molto utilizzato anche nelle Aziende Alimentari(per l’articolo relativo a questo tipo di trattamenti  cliccate qui )

Le specie target di questa tipologia di trattamenti in Camera a Calore sono:

  • Tarli anobidi
  • Acari
  • Cimici dei letti

Possono essere effettuati anche trattamenti contro Insetti delle derrate ma in questo caso i trattamenti in genere sono effettuati in loco presso il Cliente al fine di disinfestare macchinari.

Questi  i punti di forza della Tecnologia del Calore:

Vantaggi Ambientali e per la Sicurezza delle Persone
1) Abbattimento nell’uso dei prodotti chimici.

2) Assenza di effetti indesiderati derivanti dall’uso di prodotti chimici e assenza di misure di protezione particolari come maschere,tute ecc

 

Vantaggi di efficacia
3) Inattivazione di tutti gli stadi del ciclo biologico degli insetti.

4) Rapidità di intervento.

5) Parametri monitorati e misurabili durante tutto il trattamento tramite appositi sensori.

Contattaci al numero 0583-955344 e richiedi maggiori informazioni e un offerta personalizzata.

Romani Disinfestazioni Srl

Via dei Bichi,150/c 55100 Lucca

Il Trappolaggio dei roditori nelle aree esterne con TrapMe(r)

Nelle analisi della Valutazione del Rischio per l’uso delle esche rodenticide nelle aree esterne è importante individuare tutte quelle misure di Mitigazione del Rischio  che possono essere applicate per minimizzare le condizioni favorevoli di una infestazione murina.

Partendo dalle condizioni ambientali per passare allo stato delle strutture andranno poi prese in considerazione tutte quelle pratiche operative utilizzabiliad integrazione delle esche rodenticide.

Tra queste ultime possiamo includere sicuramente i sistemi di trappolaggio, ed oggi ne prenderemo in considerazione uno in particolare che stiamo utilizzando presso alcuni stabilimenti: la trappola TrapMe(Tm)

La trappola TrapMe(Tm) è un sistema di monitoraggio remoto basato sull’utilizzo di una trappola a scatto dotata di un sensore che consente di verificare in tempo reale lo stato della trappola nelle modalità: “Aperta”-“Chiusa”-“Roditore” ed inviare un alert di cattura visibile nell’area riservata sul portale del sistema e ricevendo inoltre un messaggio tramite posta elettronica.

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Fig.1 La Trappola TrapME(TM)

La trappola appartiene alla tipologia delle trappole dette “rompi-schiena” cosi’ come vengono definite nelle  “Linee Guida sulla buona pratica d’uso delle esche rodenticide ad uso biocida nell’Unione Europea”

L’uso di queste trappole, anche quando non dotate di avviso di cattura (come il sistema TrapMe(Tm)), è al momento la tecnica di derattizzazione tra quelle piu’ vicine ai requisiti richiesti per una modalità definita a bassa crudelta‘ verso i roditori stessi.

La tecnica che si avvale di trappole a scatto con sensore di avviso di cattura come TrapMe(Tm)  è sicuramente una tipologia di servizio in ascesa nel panorama europeo e mondiale delle tecniche di monitoraggio e controllo delle infestazioni murine per i motivi che vedremo successivamente.

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Fig.2 Vista dall’alto della trappola Trapme(TM)

Il portale TrapMe(Tm)  permette l’accesso ai dati inviati dalle trappole registrate per l’Utente ( in genere la ditta di disinfestazione) e visionare in tempo reale lo stato dei sensori,sia da Computer,che da Tablet e Smartphone

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Fig 3 Elenco delle Trappole installate nel sito
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Fig.4 Stato delle trappole:Aperta
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Fig 5 Stato delle trappole: cattura rilevata ed invio email di Alert

Ricevuto il segnale di cattura ci attiviamo per eseguire l’intervento e bonificare la trappola,riarmandola e rendendola attiva per future catture.

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Fig 6 La cattura del roditore rilevata dalla Trappola TrapME(tm)

E’ possibile settare gli Alert e ricevere una email in caso non solo di cattura ma anche di altre variazioni di stato del dispositivo.

Riepiloghiamo i punti a favore sull’uso dei sistemi di cattura dei roditori con trappole “rompi-schiena” sopratutto se hanno l’avviso di cattura tramite E-mail o SMS, che velocizza gli Alert e rende piu’ rapidi gli interventi:

  • E’ un metodo a piu’ bassa crudeltà rispetto ad altre tecniche.In caso di cattura parziale del roditore l’intervento tempestivo è utile per alleviare le sofferenze all’animale.
  • Necessita di un elevato grado di professionalità in quanto occorre comprendere la natura e il grado dell’infestazione, studiare i camminamenti e i comportamenti dei roditori, intercettare i loro gusti.E’ quindi una tecnica piu’  evoluta rispetto all’uso dei sistemi di derattizzazione mediante esche rodenticide, la cui applicazione  non è comunque scontata e necessita anch’essa di un alto grado di professionalità.
  • Riscontro in tempo reale dello stato del servizio, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 , quindi per esempio in presenza di avvistamenti di roditori il Tecnico del Pest Control potrà contare su un rapido feedback sulle tecniche intraprese e potrà attuare ulteriori azioni correttive necessarie.
  • Produzione di files di riepilogo, utili per le analisi dei trend che la società di disinfestazione deve produrre con regolarità a corredo della reportistica ordinaria.
  • Il sistema di cattura con Alert consente di rimuovere rapidamente il roditore dalla trappola e ne impedisce quindi la decomposizione avviandolo al trattamento come Rifiuto Speciale o come SOA.
  • La tecnica del trappolaggio consente di effettuare un conteggio degli esemplari catturati, cosa che usando le esche rodenticide non è quasi mai possibile effettuare, perchè è molto difficile risalire al numero di roditori che hanno mangiato le esche rodenticide o placebo (in sostanza non vi è una stretta correlazione tra numero di roditori presenti e quantità di esca mangiata).
  • Il conteggio delle catture è automatico.
  • E’ piu’ igienico rispetto all’uso delle esche perchè oltre a consentire la rapida rimozione del roditore come anzidetto evita il fatto che in caso di avvelenamento da esche il ratto migri all’interno delle strutture,in posti nascosti e a volte anche insoliti , in quanto le emorragie provocate dalle esche rodenticide creano, come noto, disorientamento nell’animale che puo’ quindi avere comportamenti irrazionali.
  • Il roditore viene catturato e non puo’ essere predato da altri animali, e questo, specie in un sistema integrato con le esche rodenticide, è sicuramente un fattore positivo perchè evita fenomeni di intossicazione secondaria.
  • Non provoca assuefazione o fenomeni di resistenza.
  • E’ un sistema modulabile e dinamico, ossia è possibile aumentare o diminuire le trappole al bisogno, convertendo erogatori di esca in trappole e viceversa,anche in virtu’ del periodo stagionale.
  • E’ un sistema in linea con i moderni principi del Pest Management e di un avanzato servizio di derattizzazione che non si basi unicamente sull’uso permanente delle esche rodenticideInfatti in assenza di una adeguata valutazione dei rischi del sito, della destinazione produttiva dello stabilimento e dell’integrazione di sistemi alternativi  come questo del trappolaggio, il solo uso di esche rodenticide potrebbe essere soggetto a restrizioni operative anche molto pesanti.

Ogni trappola puo’ essere individuata sulla mappa nel Portale  e questo è possibile grazie alla funzione Drag&Drop applicabile per ogni sensore attivato.

La trappola viene inserita nell’elenco degli “Ultimi dati” ricevuti dal sensore ed è quindi possibile monitorarla in tempo reale.

Questo sistema rappresenta un valido aiuto per le Aziende di Pest Management, perchè ci consente di tenere sotto controllo il programma di monitoraggio e controllo dei roditori e garantisce inoltre all’Azienda Alimentare un sistema moderno, attivo e ed efficace contro le infestazioni da roditori a tutela della Sicurezza Igienico Sanitaria di tutte le fasi del processo.

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Controllo Volatili: novità della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC

Controllo Volatili: novità della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC

Il paragrafo 4.14.7 della nuova versione 8 dello Standard volontario BRC cosi’ recita:

“Lo stabilimento deve predisporre misure adeguate per prevenire l’entrata di volatili all’interno degli edifici o la nidificazione su aree di carico e scarico”.

E’ questa forse la piu’ importante novità, relativa al settore del Pest Management, di questa nuova versione dello Standard Volontario BRC.

Cio’ significa che il Disinfestatore, una volta incaricato dalla Committenza, non solo dovrà redarre e applicare un piano di monitoraggio per insetti e roditori potenzialmente presenti nelle strutture ma dovrà rivolgere il suo sguardo anche in alto verso quelli uccelli come passeri, piccioni, storni ecc che possono trovare rifugio, appoggio o siti di nidificazione sulla copertura o a ridosso dello Stabilimento.

Premessa

In caso di infestazione da volatili in fase di stazionamento temporaneo o permanente questi possono rappresentare un rischio igienico sanitario concreto per le possibili malattie trasmesse all’uomo, oltrechè insudiciare con i loro escrementi le attrezzature, i prodotti e le aree che questi frequentano. Eseguire un attento monitoraggio visivo e documentare questa operazione che attesti l’assenza di fenomeni infestativi a carico dei volatili con una frequenza ben stabilita, rappresenta il primo e piu’ importante passo da attuare per un approccio razionale al problema.

Nonostante la maggior parte delle patologie trasmesse direttamente dagli uccelli siano piuttosto rare, cosi’ non è per gli ectoparassiti che invece spesso si accompagnano a questo tipo di infestazioni; in primis le zecche molli (Argas reflexus), per cui si rende indispensabile una attenta vigilanza come anzidetto.

Nidificazione in una nicchia di un capannone

In bibliografia si riporta diffusamente come la maggioranza dei problemi per la salute pubblica derivi da uccelli selvatici come piccioni, passeri, gabbiani, merli, storni e corvi.

Obiettivo

Applicare tutti i metodi di prevenzione e controllo al fine di ottemperare a quanto richiesto dallo Standard, quindi in primis vigilare sull’assenza di volatili nelle aree esterne a ridosso dello stabilimento (piazzali, copertura, tettoie ecc) o all’interno dei magazzini e delle aree di carico e scarico.

Ruoli

Riteniamo indispensabile che anche le maestranze devono essere sensibilizzate al problema (a tal fine sarà necessario documentare la formazione del personale alla comprensione di questo aspetto) e pronte a segnalare la presenza di volatili in fase di stazionamento temporaneo o permanente nelle aree esterne a ridosso della struttura o interne con particolare riguardo alle aree di carico e scarico dove residui di materie prime alimentari o rifiuti possono richiamare gli uccelli.

La ditta di disinfestazione potrà inoltre monitorare, in concomitanza dei servizi già prestabiliti e applicati alla frequenza concordata, anche la presenza di segnali di infestazione a carico dei volatili.

 Analisi del Rischio

Laddove la presenza di piccioni nel circondario sia reale e concreta ed il rischio di annidamento presso il nostro Stabilimento non sia da sottovalutare occorre innalzare il livello di guardia sulla vigilanza.Tuttavia, a nostro avviso, non risulta economicamente sostenibile andare a proteggere con sistemi di dissuasione volatili tutti i punti o aree potenzialmente interessate da una infestazione da volatili, a meno che non si tratti di opere improrogabili di pest-proofing.

Questo perchè ogni azione di controllo deve essere giustificata e applicata in base ad un razionale rapporto tra Costi e Benefici.

Rischio igienico-sanitario

  • I volatili possono trasmettere in via diretta patologie come l’Istoplasmosi, l’Ornitosi, la Salmonellosi, Escherichia coli, Campylobacter ecc.., e ospitare ectoparassiti come zecche molli e acari. In particolare le zecche a loro volta attraverso le loro punture si rendono responsabili di altre malattie per l’uomo (Febbre Q).
Escrementi di piccioni in un locale tecnico

I microrganismi patogeni di origine aviaria si possono diffondere attraverso l’aria, l’ingestione, il contatto diretto con uccelli o artropodi che si nutrono di sangue, come zanzare e zecche. La capacità inoltre di alcuni funghi e batteri di vivere e proliferare nelle feci dei volatili e nei nidi costituisce un rischio per la salute pubblica in zone di aggregazione di uccelli. Il rischio di trasmissione di patologie è tanto maggiore quanto piu’ alte sono le densità delle colonie di uccelli.

Monitoraggio, sorveglianza e proposte operative

Di seguito si riporta una serie di indicazioni pratiche ritenute di estrema importanza al fine di evitare il richiamo e lo stazionamento degli uccelli sulle strutture nonche’ operare una adeguata sorveglianza e monitoraggio.

  1.  Tutte le porte dei reparti produttivi e dei magazzini di uno stabilimento devono essere chiuse quando non utilizzate.
  2. E’ fortemente consigliato di utilizzare porte automatiche azionate da fotocellule.
  3. E’ altresì consigliato di utilizzare le specifiche bandelle di plastica installate dopo le porte per bloccare gli uccelli durante i movimenti dei carrelli e degli operatori. Le strisce di plastica delle tende dovrebbero essere sovrapposte.
  4. Ogni giorno il personale dovrebbe poter essere in grado di segnalare alla Direzione la presenza di volatili: è questo un punto fondamentale, ovvero quello di aumentare la consapevolezza dei lavoratori, nelle aree della produzione e dei magazzini, durante le quotidiane operazioni di lavoro. Cio’ si ottiene attraverso la cooperazione e un continuo training, perchè in questo come in tanti altri casi il fattore umano è fondamentale.
  5.  E’ necessario assicurarsi che nelle strutture non ci siano aperture, spazi vuoti, finestre rotte od altre fessure che consentano l’intrusione dei volatili.
  6.  E’ necessario infine evitare i fattori di attrazione attorno alla nostra struttura: acqua stagnante, cibo, rifiuti, cassonetti aperti, alberi vicini allo stabilimento ecc.. che possano dare rifugio agli uccelli.

In caso di infestazione presso le strutture di uno stabilimento si possono applicare a nostro avviso i seguenti metodi di dissuasione:

–         Dissuasione meccanica:

Reti ornitologiche

Rete ornitologica

Spilli dissuasori

Spilli Dissuasori

Filo bird-wire (Foto OSD Ecobirds)

Filo Bird-Wire

Dissuasione per pannelli solari e fotovoltaci

Buddy Sun Barriera per la protezione dei pannelli solari

Dissuasione con sistema elettrificato

Sistema elettrificato incruento

Altri metodi presenti sul mercato:

Repellenti in gel (fotografia Colkim)

http://www.colkim.it/it/bird-free/
Bird free Dissuasore per Volatili
  • Dissuasori acustici
  • Dissuasori visivi
Sagoma di falchetto come deterrente visivo

Poichè questo problema risente di un ambito normativo molto stringente e in taluni casi la presenza di grandi colonie di volatili risulta di difficile controllo nell’ambito di una area di interesse circoscritta,come uno stabilimento, la discussione potrebbe essere ampliata coinvolgendo gli Enti e le Autorità Pubbliche in merito a eventuali piani di contenimento.

(Bibliografia: CIEH e “Importanza per la salute pubblica degli infestanti urbani”, Ufficio Regionale OMS per l’Europa)

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Ugo Gianchecchi Consulente Pest Control

BRC Revisione 8: cosa cambia per il Disinfestatore

La nuova Rev 8 dello Standard BRC che entrerà in vigore a partire dal 01 febbraio 2019 apporta alcune novità per quanto riguarda la definizione del servizio di disinfestazione applicato nelle Industrie Alimentari.

Tra le prime novità introdotte lo Standard definisce in modo chiaro il concetto di servizio di Pest Management, ossia di Gestione degli Infestanti, superando di fatto il concetto di Pest Control molto utilizzato fino ad oggi ed assimilato dalla terminologia inglese, e che sostanzialmente inquadrava il Disinfestatore come un applicatore di sistemi e programmi di controllo degli infestanti.

Non a caso negli Stati Uniti il Disinfestatore viene chiamato con il termine di “Exterminator”, ossia il Tecnico inteso come mero applicatore di soluzioni di controllo.

Il Pest Management invece allarga l’approccio che la nostra figura professionale deve adottare nell’applicare un programma di Gestione degli Infestanti, e che deve interessare non solo le soluzioni di controllo bensi’ prevedere tutte le buone pratiche atte alla prevenzione ,sia delle strutture che delle condizioni ambientali esterne ed interne alle industrie,come per esempio la gestione delle aree di raccolta dei rifiuti e degli scarti di lavorazione, la chiusura delle porte, le operazioni di pulizia ecc.

BRC Revisione 8

Dalla Prevenzione si passa successivamente alle operazioni di monitoraggio degli infestanti, operazione che consente al Disinfestatore di acquisire tutte quelle informazioni che lo aiuteranno a calibrare il servizio di volta in volta adottando quelle azioni preventive e correttive che hanno lo scopo di mantenere gli infestanti al di sotto dei limiti critici che sono stati fissati nei piani di Gestione degli Infestanti.Il servizio quindi deve essere inteso quindi come un sistema Dinamico.

BRC Revisione 8

Al punto 3.4.1 della nuova BRC revisione 8 si indica che l’Azienda deve predisporre un piano annuale di almeno 4 Verifiche Interne anche per il servizio di Gestione degli Infestanti.

In precedenza in questo post abbiamo fatto riferimento all’ importanza della gestione dell’area rifiuti, anche se nella nuova Rev 8  scompare il punto dedicato alle aree adibite a raccolta e gestione dei rifiuti ed i potenziali rischi per gli infestanti indicato al punto 4.12.2 della precedente versione.  Permane invece al punto 4.11.5 dello Standard IFS Rev 6.

Si consiglia comunque di non sottovalutare questo aspetto perchè le aree di raccolta dei rifiuti sono spesso sottovalutate e causano gravi rischi di infestazione da roditori e insetti.

Cassonetti

BRC Revisione 8 al punto 4.14 si afferma che il servizio deve essere svolto in conformità con la Normative Vigente.

Al paragrafo 4.14.2: viene precisato che la valutazione del rischio di infestazione deve essere rivista quando si apportano modifiche all’edificio o ai processi di produzione che potrebbero incidere sul programma di gestione degli infestanti e/o quando si verifica un’infestazione di dimensioni importanti.

Al Paragrafo 4.14.4 si fa riferimento  inoltre alla dicitura “i registri” (relativi alla gestione degli  infestanti); che  possono essere in formato cartaceo, elettronico o parte di un sistema con specifiche on line.

Quando l’Azienda si avvale di appaltatori esterni per la gestione degli infestanti, il campo di applicazione dei servizi deve essere chiaramente definito e deve rispecchiare i servizi effettivamente svolti.

BRC Revisione 8 al punto 4.14.7 viene poi introdotto un punto molto importante e che riguarda la predisposizione di misure adeguate per prevenire l’entrata di volatili o la loro nidificazione nelle aree di carico e scarico.

Piccione

 Al Paragrafo 4.14.11 viene riportato che l’analisi dei risultati dei monitoraggi deve includere i risultati rilevati su  tutti i dispositivi di monitoraggio/trappole. 

Di seguito troverai la Demo del Questionario per scoprire se il programma di Pest Management che adotti è adeguato ai piu’ moderni Standard applicati nelle Industrie Alimentari

Fai la prima parte del Test

BRC Revisione 8

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CEPA: le brochure

Come abbiamo già avuto modo di dire in un precedente post siamo orgogliosi di avere ottenuto da oltre un anno la Certificazione UNI EN 16636.L’elenco delle Imprese di Disinfestazione certificate è consultabile a livello europeo sul sito europeo CEPA la Confederazione delle Associazioni delle Imprese della Disinfestazione europee.In Italia l’Associazione che rappresenta le Imprese di Disinfestazione associate e’ A.N.I.D. 

Questo il video di presentazione ANID 

Essere un’Azienda Certificata UNI EN 16636 testimonia il nostro impegno e la volontà di rendere servizi professionali, applicando procedure moderne e adeguate alle richieste del Cliente, rispettando le normative cogenti e volontarie (Standard BRC,IFS,) , garantendo la sicurezza igienico sanitaria di alimenti e bevande e tutelando infine l’ambiente nel quale viviamo.

CEPA in cifre

CEPA ha sede a Bruxelles e rappresenta 25 associazioni di categoria nazionali e regionali (2014).
Il settore muove un fatturato di oltre 3.000 milioni di euro generato da più di 10.000 imprese con oltre 40.000 dipendenti. Oltre alle associazioni, la CEPA comprende anche produttori, distributori e società di servizi che operano in Europa.

Quando nasce CEPA

CEPA nasce nel 1974 dalle associazioni nazionali belga, olandese, francese e spagnola, al fine di rappresentare e di difendere gli interessi dei loro associati a livello europeo.
La storia ha dato loro ragione. Oggi, l’80% circa delle normative nazionali rispecchia le decisioni prese a livello comunitario attraverso le direttive europee.

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Mission

La mission della CEPA è essere portatrice delle istanze  delle Associazioni delle Imprese di Disinfestazione europee.

Promuove e favorisce inoltre la conoscenza dei servizi di disinfestazione mediante un dialogo migliore con tutti i rappresentanti istituzionali responsabili delle decisioni politiche e gli opinion leader a livello europeo su tematiche afferenti il nostro settore.

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Obiettivi

  • Interagire con le istituzioni europee per conto dell’industria della disinfestazione favorendo un dialogo basato sui fatti;
  • Rappresentare l’industria della disinfestazione parlando con un’unica voce in materia di iniziative legislative europee;
  • Far conoscere il contributo dell’industria della disinfestazione all’economia europea come fattore di crescita e occupazione;
  • Unire il settore della disinfestazione intorno a iniziative di rilievo atte ad elevare la professione e i suoi operatori (programma CEPA Certified).
  • Consentire lo scambio di informazioni, e in particolare facilitare la comunicazione tra le associazioni nazionali e anche tra tutte le altre organizzazioni membri della nostra Confederazione;
  • Garantire sistemi di preallarme inerenti a problematiche che potrebbero valorizzare o compromettere lo sviluppo del nostro settore in Europa;
  • Fornire gli strumenti e l’esperienza necessari ad affrontare i problemi nel momento in cui si presentano;
  • Semplificare la raccolta dei dati riguardo al nostro settore;
  • Relazionarsi con altri settori e gruppi di interesse su questioni di interesse comune.

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La Geolocalizzazione dei punti esca

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L’informatica ha cambiato la nostra visione ed il nostro approccio ai servizi che svolgiamo nell’ambito del Pest Management.

Le possibilità che derivano dalla rivoluzione informatica in atto erano inimmaginabili fino a poco tempo e questo crea una serie infinita di opportunità che l’Impresa di Disinfestazione deve saper cogliere per soddisfare le crescenti richieste dell’Industria Alimentare per un servizio moderno e in miglioramento continuo.

Per esempio nel  monitoraggio e controllo dei roditori è molto importante registrare le attività rilevate, sopratutto nelle aree esterne attraverso i dispositivi che abbiamo installato,sia che si tratti di erogatori di esca rodenticida o placebo che di trappole.

I dati devono essere inseriti in un programma ed elaborati per creare delle analisi statistiche che possono essere molto utili per comprendere per esempio quali postazioni siano piu’ visitate e adottare le azioni correttive del caso.

La fase successiva alla precedente e che completa la Valutazione Ambientale del sito dovrà comprendere una analisi delle aree maggiormente visitate dai roditori, ossia la frequenza con cui si manifestano i fenomeni dell’attività murina, che siano essi catture o consumi di esca ed è qui che entra in campo la Geolocalizzazione.

Per i nostri Clienti da oggi vengono messe a disposizione mappe specifiche del sito con evidenza dei punti esca presenti o l’indicazione di quelli visitati e relative frequenze.

Questa mappa deve essere inserita nella “Relazione dei Trend” al fine di valutare a 360° il servizio ed ottemperare cosi’ a quanto richiesto dai piu’ moderni Standard volontari  per le Industrie Alimentari come per esempio gli Standard BRC e IFS.

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Mappa DEMO consultabile con un click

E’ importante a nostro avviso inquadrare i dati da Gennaio a Dicembre poichè, seppur sia vero che i roditori non agiscono con il calendario alla mano, la loro attività cambia notevolmente nel corso del tempo per cui è utile una analisi  definita dal punto di vista temporale e verificare il piu’ oggettivamente  possibile i vari andamenti.

Queste analisi di Geolocalizzazione come anzidetto aprono la strada a numerosi ed ulteriori approfondimenti analitici di cui solo ora le imprese di Pest Control iniziano a sfruttarne la potenzialità.

I tag possono essere colorati in maniera diversa a seconda del numero di visite, si possono aggiungere fotografie,link,note ecc.

La mappa puo’ essere anche visualizzata anche inquadrando un codice QR.

Il servizio si appoggia a Google Maps per cui occorre avere un account Google autorizzato per accedere al servizio.QR_geolocalizzazione

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Romani Disinfestazioni Srl ottiene la Certificazione CEPA

La Certificazione CEPA viene rilasciata alle Imprese di Disinfestazione Certificate secondo la Norma Europea UNI EN 16636 sui Servizi di Pest Management.
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Romani Disinfestazioni Srl è un’azienda certificata da quasi 20 anni secondo la norma UNI EN ISO 9001.

Recentemente ha ottenuto l’ambito traguardo della Certificazione secondo la nuova Rel 2015 dello Standard , ed inoltre prosegue il mantenimento della Certificazione secondo lo Standard Europeo UNI EN 16636 che certifica i servizi di Pest Management, ottendo di conseguenza la Certificazione CEPA che è la Confederazione delle Associazioni delle Imprese di Disinfestazione, in Italia rappresentate da ANID.

La nostra Azienda è menzionata sul sito del CEPA a questo indirizzo ed è per noi motivo di orgoglio essendo la nostra una piccola realtà artigianale inserita in un contesto di società della disinfestazione molto piu’ grandi di noi.

Questo il testo ripreso dal sito CEPA sul perchè sia stata fortemente voluta la Norma Europea per il Pest Management:

Perché una norma europea?

La Confederazione europea dell’industria della disinfestazione (CEPA) e i suoi associati hanno sponsorizzato lo sviluppo di una norma europea (EN) per l’industria della disinfestazione in collaborazione con il Comitato europeo di normazione (CEN).

Questa norma europea specifica i requisiti, le raccomandazioni e le competenze di base nel cui ambito devono operare le imprese di disinfestazione per soddisfare le esigenze dei clienti, siano essi aziende private, amministrazioni pubbliche o il grande pubblico.

In qualità di sponsor del progetto CEN, la CEPA e i suoi associati vogliono garantire il riconoscimento del settore per un approccio responsabile alla gestione degli infestanti in tutti i paesi dell’Unione europea e dell’EFTA.

La norma permetterà di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo all’importanza dell’industria della disinfestazione in materia di salute e igiene. L’iniziativa contribuirà a controllare l’uso non professionale, fornendo notevole supporto per quei prodotti che sono indispensabili alla tutela della salute pubblica, delle abitazioni e delle imprese, ma cionondimeno sotto pressione a causa di procedure di restrizione o di cancellazione.

Infine, l’introduzione di una norma europea, e il dialogo che ha promosso, migliorerà le interazioni della CEPA con le istituzioni europee e gli altri interlocutori europei.

For CEPA Certified® advice and questions, please contact:
Zlatko Dakic, CEPA Certified® Scheme Leader
zlatko.dakic@ddd-koper.si

I Certificati ISO 9001 e 16636 sono stati per noi un momento di crescita aiutandoci nel concepire i nostri servizi nell’ottica della soddisfazione del Cliente oltre che dei requisiti di Qualità necessari ad operare su un mercato globale come il nostro.

Fornendo servizi ad industrie che esportano in tutto il mondo ci dobbiamo confrontare con esigenze che vanno oltre i requisiti di legge e tutto questo in competizione con player internazionali della disinfestazione che ci obbligano a lavorare al meglio delle nostre possibilità.

Tutti i nostri certificati sono disponibili cliccando qui 

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L’inverno stà arrivando

L’inverno stà arrivando: così recita l’adagio che nella serie cult “Games of Thrones” viene scandito ripetutamente dai protagonisti per avvertire che eventi drammatici sono alle porte ed occorre prepararsi al peggio.

Ma se nella realtà per la maggioranza delle persone la stagione invernale non rappresenta piu’ una questione di vita o di morte,  lo stesso non si puo’ dire per i topi: per la loro sopravvivenza è indispensabile ricavarsi un rifugio che gli consenta di fare scorte, nidificare e al contempo avere accesso alle risorse idriche e alimentari durante tutta la stagione invernale.

Darwin ci ha insegnato che il successo di una specie animale dipende dalla sua capacità di adattarsi alle condizioni ambientali e chi meglio dei topi ha saputo adeguarsi e  sfruttare al meglio tutte le nicchie ecologiche che spesso anche l’uomo mette inconsapevolmente a loro disposizione.

Per questo motivo nell’agenda di ogni disinfestatore i mesi di ottobre e novembre sono quelli che richiedono le maggiori attenzioni e dove occorre concentrare l’adozione delle buone pratiche del Pest Management a partire dalle misure di prevenzione dalle infestazioni, per evitare che possa accadere qualcosa di simile a quello che si vede nella fotografia sotto:

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Escrementi di ratti in un magazzino

Anche dal punto di vista della rispondenza del servizio agli Standard volontari applicati per esempio dalle Industrie Alimentari come lo Standard BRC si richiede che venga effettuata una analisi della stagionalità dei vari infestanti monitorati ed in base ai risultati modulare il servizio di conseguenza.

Quello che occorre fare per non trovarsi impreparati è un lavoro a quattro mani che vede coinvolti da  un lato il disinfestatore, che con lo storico dei dati dei monitoraggi alla mano puo’ efficacemente applicare diverse soluzioni tecnico-operative e dall’altro vede chiamato in causa anche il Cliente, per esempio una Industria Alimentare, che dovrebbe adottare tutte le misure di pest proofing idonee e sensibilizzare i lavoratori con le buone pratiche per mettere in sicurezza le strutture (esempio la chiusura delle porte e dei portoni durante i periodi di inattività).

Controllo periodico delle misure di prevenzione strutturale e diminuzione dei fattori di rischio ambientali (spesso a carico dell’Industria Alimentare su segnalazione del Disinfestatore)

Interessano la proprietà del Cliente e devono essere segnalate dal Tecnico disinfestatore.

Tra le azioni piu’ frequenti possiamo citare:

  • Verifica dell’integrità funzionale delle bande antintrusione a porte e portoni

    Pest proofing
    Fessura in un portone industriale
  • Verifica dell’integrità delle zanzariere alle finestre
  • Verifica dell’integrità delle zanzariere alle porte quando queste sono grigliate per consentire l’areazione degli ambienti.
  • Tenuta delle sigillature ai tubi e tubazioni passanti dall’esterno verso l’interno,compresi i cavidotti
Pest proofing
Tubazione passante con fessura non sigillata
tombino cavi elettrici
Tombino aperto con tubazioni non sigillate
  • Rimozione dei cumuli di foglie specie sul retro degli stabilimenti (aree ove a volte si accumulano anche materiali vari,pancali e attrezzature obsolete)

    deposito_macchinari
    Materiale vario
  • Corretta gestione delle aree rifiuti onde evitare pericolosi punti di attrazione per gli infestanti.

    Cassonetti
    Cassonetto aperto e rifiuti a vista

Misure ordinarie di controllo delle intrusioni di roditori

Sono soluzioni non emergenziali ma di riorganizzazione del servizio di Pest Management da adottare qualora i dati storici stagionali dei consumi o delle catture in una data area dell’azienda rendono necessaria una ulteriore attenzione e revisione del servizio:

  • Installazione di trappole con serbatoio di liquido disinfettante in particolari punti dell’area esterna e/o interna.

    Trappola Multicattura Ekomille
    Sistema Ekomille
  • Installazione di dispositivi con trappola a sensore per avviso tramite sms/email di cattura

    trapmefunctioneng
    Trappola con sensore Trap Me
  • Potenziamento di dispositivi tradizionali nelle aree esterne (erogatori) e interne (trappole multicattura o a scatto )
  • Ricambi cadenzati del principio attivo dell’esca rodenticida nelle postazioni installate nelle aree esterne alternati a principi attivi come Brodifacoum,Flocoumafen,Difethialone da utilizzare con la tecnica ad “impulsi” ossia somministrazioni mirate e temporanee ma che a volte si sono dimostrate utili.

Misure straordinarie di controllo delle intrusioni di roditori

Sono soluzioni temporanee per improvvisi picchi di consumi di esca rodenticida o avvistamenti di roditori  e possono andare a sommarsi a quelle sopra riportate:

  • Installazione di trappole multicattura meccaniche e collanti nell’area esterna con frequenti monitoraggi
protezione trappole
Trappola multicattura con protezione posizionata nell’area esterna
trappola multicattura
Cattura di Mus musculus in una trappola multicattura esterna
  • Potenziamento di esca rodenticida in caso di consumi elevati (esempio: durante il monitoraggio le esche erano completamente consumate in piu’ postazioni).
  • Monitoraggi ed interventi frequenti (settimanali oppure ogni 15 giorni) durante tutta la stagione autunno-invernale

Il presente articolo non  è esaustivo della materia e  riporta solo alcuni esempi relativi ad accorgimenti operativi che hanno lo scopo di sottolineare come il servizio di derattizzazione debba essere inteso come un sistema dinamico e non statico, che sappia adattarsi alle esigenze specifiche dell’Industria Alimentare e risponda tempestivamente ad improvvisi picchi infestativi senza che necessariamente vi siano stati analoghi fenomeni negli anni precedenti.

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Derattizzazione e Malattie trasmesse dai topi

La Derattizzazione e le Malattie trasmesse dai topi testimoniano come la lotta dell’essere umano contro i topi e i ratti sia vecchia di millenni, ossia da quando l’uomo divento’ stanziale e da cacciatore/raccoglitore si trasformo’ in agricoltore/allevatore. Le reazioni a seguito di avvistamenti di topi che a volte sfociano in una vera e propria fobia potrebbe derivare in parte da questa convivenza sgradita che ci accompagna da così tanto tempo e che nel passato poteva assumere aspetti drammatici se si pensa ai danni irreparabili che i topi e i ratti potevano arrecare per esempio ad un magazzino di grano o di orzo, provocando fame o carestie in caso di infestazioni endemiche.

Quello che qui ci interessa sottolineare sono gli aspetti igienico-sanitari connessi con una infestazione murina, quindi in concreto le malattie trasmesse dai topi che potrebbero derivarne.Oggi lo stato di salubrità delle abitazioni,dei magazzini e delle industrie è cambiato in maniera radicale rispetto per esempio anche un periodo relativamente recente come il secondo dopoguerra ed una infestazione da roditori rappresenta un caso eccezionale e non piu’ la normalità.

Ricordiamo in elenco le principali malattie trasmesse dai topi:

  • Febbre emorragica con sindrome renale (HFRS)
  • Nefropatia epidemica, una forma lieve di HFRS
  • Sindrome polmonare da hantavirus.
  • Schistosomiasi
  • Salmonella
  • Leptospirosi:  facciamo un inciso su questa malttia perchè è la piu’ pericolosa in Europa poichè circa il 30% di Rattus norvegicus è portatore di Leptospirosi.Di questo deve essere informato chi lavora in ambienti a rischio dove forte è il rischio di trovare piccole zone di acqua stagnante ove ci sia passaggio di ratti;in questi casi il contatto con una ferita aperta rappresenta un grosso rischio.
  • Tifo murino
  • Colera

Clicca qui per vedere il video sulle malattie trasmesse dai topi 

Non citiamo la Peste bubbonica che nel passato ha provocato milioni di morti ma che oggi non registra casi in Europa, in ogni caso le Zoonosi (malattie infettive trasmesse dagli animali in questo caso i topi)  sono molte di piu’ .Ci sono poi anche casi particolari di malattie trasmesse dai topi come per esempio nel Regno Unito, dove la malattia di Weil , una forma di Leptospirosi trasmessa dai ratti ha raggiunto livelli preoccupanti, i casi infatti sono aumentati del 300% in tre anni.

L’innalzamento degli standard igienici verificatosi negli ultimi anni hanno reso indispensabile assicurare ambienti produttivi e di lavoro sicuri dal punto di vista igienico sanitario e per questo occorre valutare e spesso procedere ad effettuare anche una disinfezione oltre alle operazioni di derattizzazione volte al controllo del fenomeno.

La disinfezione è un tipo di trattamento che prevede l’utilizzo di prodotti detti appunto disinfettanti, in genere a base di cloroderivati o sali di ammonio quaternario che distribuiti in varie modalità sulle superfici già pulite effettuano un abbattimento dei microrganismi patogeni.Esistono disinfettanti liquidi, in aerosol e fumiganti.

Questi ultimi due hanno il pregio di poter raggiungere anfratti dove i prodotti liquidi non possono arrivare.

La pulizia ossia la rimozione meccanica dello sporco prima della disinfezione si rende necessario in quanto per esempio le sostanze organiche formano un film che limita notevolemente l’azione del disinfettante.

Romani Disinfestazioni Srl raccomanda e propone ai propri Clienti di procedere sempre ad un intervento di disinfezione in caso di infestazione da ratti e topi.

Sebbene l’intervento possa essere effettuato anche direttamente dal Cliente, con le opportune precauzioni,è auspicabile che tale operazione venga delegata ad una ditta di disinfestazione che utilizzerà prodotti professionali e per l’uso dei quali è stata fatta una opportuna formazione, oppure rivolgendosi ad una impresa professionale di pulizie.

I problemi che derivano da una infestazione e la conseguente Derattizzaizone e le Malattie trasmesse dai topi non si esauriscono con la disinfezione: in un prossimo articolo affronteremo gli aspetti legati ad una possibile disinfestazione post trattamento di derattizzazione per debellare i pericolosi ectoparassiti dei roditori.

Altre informazioni sul servizio di disinfezione possono essere trovate qui: articolo 1 e articolo 2.

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Buddysun 4.0: la barriera protettiva per pannelli solari

Buddysun è la barriera creata appositamente per la protezione dei pannelli solari sotto i quali possono facilmente nidificare i volatili ed in particolare i colombi.

pannelli solari

Buddysun si sagoma con facilità e si adatta perfettamente al telaio dei pannelli solari, grazie alle speciali venature create appositamente.
Buddysun permette di tamponare la nicchia che si crea tra la sommiTà della falda del tetto e i pannelli fotovoltaici soprastanti e non necessita di tagli della barriera.
L’ancoraggio rapido e tenace, senza viti e senza fori, è garantito dallo speciale biadesivo BUDDYTAPE.
Abbiamo eseguito numerosi interventi in questo specifico ambito operativo per questo siamo a Vostra disposizione per risolvere il problema, che se non viene affrontato in tempo puo’ portare alla proliferazione dei colombi con gravi danni non solo di natura estetica ma anche materiale dato il notevole insudiciamento provocato dalle deiezioni con conseguente intasamento dei pluviali.
E’ consigliabile associare sempre un intervento di disinfestazione specie contro le Zecche molli dei volatili che in assenza del loro ospite naturale scacciato dai pannelli solari potrebbero infestare le porzioni sottostanti del fabbricato.

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Una Squadra al Vostro servizio

In questo periodo il rischio dato dalla presenza degli infestanti nelle case e nelle aziende è molto alto.

Per questo motivo siamo impegnati tutti i giorni sul campo per garantire interventi rapidi ed efficaci che riducano al massimo il rischio di  contaminazione da parte di insetti e topi nelle Aziende Alimentari e cerchiamo anche di tutelare i nostri Clienti dal pericolo igienico sanitario che puo’ essere provocato da  punture da vespe,zanzare,cimici dei letti od altre specie che possono arrecare danni anche gravi alla salute delle persone.

Per esempio è proprio di questi giorni la notizia di alcuni casi di West Nile Virus in Veneto e la conseguente allerta da parte dellIstituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, indice della continua attenzione che gli Organi preposti dedicano alle malattie trasmissibili dai vettori come le zanzare.

Vedi la rassegna stampa:

Cerchiamo di rispondere a tutte le richieste di intervento e il nostro obiettivo è quello di essere tempestivi ed efficaci con i nostri Tecnici specializzati al Vostro servizio ed in questo articolo potrete sapere qualcosa in piu’ di loro:

Andrea Biagini

tecnici romani

Andrea è in forza a Romani Disinfestazioni da oltre 5 anni. Diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario di Mutigliano “Brancoli Busdraghi” a Lucca nell’anno scolastico 2005/2006, segue con cura i Clienti sia delle Industrie Alimentari che delle attività al dettaglio e nel corso degli anni si è specializzato anche nel settore delle disinfestazioni.

Silvio Bianchini

romani_disinfestazioni_silvio_bianchini

Silvio è al nostro fianco da oltre 9 anni.Anche Silvio come Andrea si è diplomato all’Istituto Tecnico di Agrario “Brancoli Busdraghi” di Mutigliano a Lucca nell’anno scolatico 2004/2005.Nel corso degli anni si è specializzato con merito nel monitoraggio degli infestanti per le Medie e Grandi Aziende Alimentari.

Fabio Brugioni

Squadra Romani Disinfestazioni

Fabio è il veterano dei tecnici operatori della squadra Romani Disinfestazioni perchè lavora con noi da oltre 10 anni.Segue gran parte del nostro portafoglio Clienti rappresentato dalle attività al dettaglio che necessitano di un servizio attento e puntuale.

La Squadra Romani Disinfestazioni si distingue per un basso turn over perchè l’Azienda Romani investendo molto nella Formazione non ha nessun interesse a sostituire frequentemente personale che necessita di anni per poter essere ben professionalizzato e sappia gestire in autonomia le varie problematiche legate ai servizi di Pest Management nelle Aziende.

Tutta la Squadra è Formata e Informata per operare nelle Industrie avendo frequentato i corsi in materia di Sicurezza su luoghi di Lavoro compresi i corsi di Addetto Antincendio e Primo Soccorso, Formazione indispensabile per operare responsabilmente a tutela della Salute dei Lavoratori e della Proprietà del Cliente.

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Termigard(R) Sistema per il controllo delle Termiti Sotterranee

Il sistema TERMIGARD®

Il sistema TERMIGARD® vanta centinaia di trattamenti in oltre un decennio con risultati straordinari, sia in edifici pubblici che privati.
Il successo è dovuto alla combinazione tra l’elevata efficacia del Diflubenzuron e l’appetibilità della cellulosa utilizzata nelle esche a base di alfa-cellulosa.

Il principio attivo (Diflubenzuron) infatti è riconosciuto a livello internazionale per la sua efficacia nel controllo delle termiti ed è stato incluso nel Regolamento Biocidi.

Comportamento delle termiti

Le termiti vivono sottoterra in condizioni di umidità ottimali, dove costruiscono colonie strutturalmente molto complesse delle dimensioni in certi casi di qualche centinaio di metri quadri.
Possono invadere le aree urbane, e gli edifici, alla ricerca di materiali a base di cellulosa, per cibarsene, causando gravi danni alle strutture in legno, indebolendo gli elementi strutturali e mettendo in pericolo la sicurezza degli edifici.
Sono difficilmente rilevabili se il legno è protetto da una parete ma quando il loro passaggio è ostacolato, costruiscono tipici canali terrosi facilmente riconoscibili.

Come funziona il sistema Termigard(r)
Come anzidetto il sistema si basa sull’uso del principio attivo Diflubenzuron, un inibitore della sintesi della chitina (IGR) che agisce nelle termiti impedendo la produzione di chitina, molecola base per lo sviluppo dello scheletro, alterando e impedendo il processo di muta e indebolendole nei confronti dei predatori naturali.
Il supporto di cellulosa viene impregnato con questo principio attivo unico, e attraverso il consumo dell’esca si ottiene l’eradicazione totale della colonia.
Il processo sfrutta il comportamento sociale della divisione in caste delle termiti.
Infatti, le operaie sono responsabili della fornitura del cibo trasmettendolo per trofallassi (scambio di cibo attraverso rigurgito boccale o per prelievo anale).
Questo comportamento consente la diffusione del cibo distribuito attivamente in tutta la popolazione con un effetto “a cascata”.
L’esca è consumata dalle operaie e distribuita a tutta la colonia, rimanendo nel corpo delle
termiti. Quando le termiti cominciano il ciclo di muta, che deve avvenire diverse volte per raggiungere lo stadio adulto, il Diflubenzuron agisce sull’organismo impedendo la corretta formazione dell’esoscheletro, formando un insetto di forma anomala che di solito muore o non è in grado di continuare il suo ciclo vitale.termiti
In questo modo si raggiunge la totale scomparsa della colonia di termiti.
*La straordinaria appetibilità del supporto dell’esca in cellulosa è stata dimostrata in studi condotti da laboratori indipendenti, approvati e specializzati nella protezione del legno.

Il sistema si basa sulla conoscenza del comportamento delle termiti, utilizzando un’esca con ottima appetibilità e con un principio attivo efficace per il controllo delle termiti e consta in un procedimento che prevede 3 fasi.

1)Il Sopralluogo, è essenziale per il successo.È la fase più importante per individuare i danni e per analizzare quali sono i fattori che hanno portato all’attacco delle termiti. Una volta analizzata la situazione, occorre stabilire come intervenire.
2) L’installazione, può essere fatta in qualsiasi periodo dell’anno ma per risultati significativi e immediati è meglio eseguirla in primavera, il periodo in cui le termiti hanno una maggiore attività.
3) Il Controllo, Una volta stabilito il contatto, inizia la fase di controllo della colonia.
Le postazioni e le aree critiche saranno riesaminate periodicamente per ottenere l’eliminazione della colonia.

Installazione postazione sotterranea
In primo luogo, occorre identificare dove siano i danni all’edificio infestazione e tenere conto delle caratteristiche ambientali, dei valori quali umidità e temperatura, e la presenza di materiali a base di cellulosa, stabilendo i criteri per l’installazione delle postazioni con esca.
Quando il piano d’azione prevede di procedere con l’installazione delle postazioni, verranno poste nel perimetro esterno dell’edificio interessato, considerando l’area maggiormente colpita, mettendole a una distanza di 5 metri fra di loro.Sfruttare i punti ove le termiti sono visibili e presenti per velocizzare il contatto con la colonia.

postazione termiti
Le postazioni devono inoltre avere un tester di legno per consentire il monitoraggio e per facilitare il contatto con le termiti.termigard

(Postazione + cilindro in legno di pioppo +porta esche + chiave)

Dopo aver stabilito il contatto con le termiti, si aggiungerà l’esca impregnata con l’insetticida. La postazione deve essere al top della condizione per evitare umidità eccessiva, che può causare la perdita della connessione. Infatti l’umidità all’interno della postazione deve essere stabile e regolare.
L’inserimento dell’esca e le sostituzioni devono essere effettuate con la massima cura possibile, facilitando il contatto con le termiti ed evitando che qualsiasi esca di ricambio possa disturbare l’attività delle termiti.

esca in polvere termiti

(Esca in polvere Termigard (50g): straordinaria appetibilità per le termiti)

Nelle aree urbane con il pavimento in cemento è possibile sostituire il coperchio di plastica verde con uno in metallo con chiusura di sicurezza. Per facilitare l’installazione è necessario rimuovere le flange esterne.Le postazioni sotterranee dovrebbero essere controllate periodicamente,almeno una volta al mese. È importante mantenere controllato il contenuto
della postazione per tenersi in contatto con le termiti. Una volta ottenuta l’eliminazione della colonia, le postazioni possono essere utilizzate come unità di monitoraggio per controllare eventuali reinfestazioni.

esca termigard placebo

(Polvere placebo (75g) Polvere di Alpha-cellulosa senza principio attivo)

Installazione postazione da muro 

L’esca dovrebbe occupare tutto l’interno della postazione e creare le migliori condizioni per produrre il microclima necessario per la colonizzazione, con particolare attenzione a mantenere
un livello costante di umidità.

download

(Postazione da muro:da utilizzare all’interno degli edifici,intercetta il passaggio delle termiti)
La postazione da muro deve essere installata per intercettare il passaggio delle termiti, adattandosi a ogni situazione sia su pareti, muri, travi, telai di porte e finestre o altri elementi in legno danneggiati. Forare il sacchetto in più punti e fare alcuni tagli nel foglio
interno per facilitare il contatto diretto con l’esca. Inumidire l’esca con l’aiuto di uno spruzzino e acqua distillata, per incentivare il contatto con le termiti e garantirne il consumo.
L’esca e le sostituzioni devono essere effettuate con molta cura, facilitando il contatto della nuova sostituzione evitando squilibri che possano modificare il comportamento delle termiti.
Se l’attacco non è visibile ma si è certi della presenza di termiti è possibile installare le postazioni utilizzando “stoppini” in cartone di connessione con le termiti.

Eliminazione della colonia
Mano a mano che l’esca verrà mangiata si noterà il rallentamento dell’attività delle termiti. L’addome delle termiti si farà più bianco. La cuticola delle termiti di solito è trasparente e il suo colore bruno è dovuto al cibo. Man mano che consumeranno l’esca si potrà osservare negli individui una pigmentazione di colore biancastro a causa dell’esca ingerita.

Inversione di casta nella colonia: poichè molte operaie muoiono per mancanza di forze, le altre caste devono andare in cerca di cibo.
Si potrà vedere quindi un aumento dei soldati e delle neoteniche ed inoltre aumentara’ la presenza di acari per insufficienza di operaie e soldati.
Durante il trattamento è indispensabile che il professionista effettui controlli regolari. Si noterà che durante i primi mesi ci sarà un picco dei consumi e che questo consumo diminuirà gradualmente a causa dell’indebolimento della colonia. Tuttavia ci sarà una serie di segnali nel comportamento delle termiti che indicherà la loro estinzione.
I risultati del sistema TERMIGARD® si basano sulla conoscenza del comportamento delle termiti, sull’ottima appetibilità dell’esca e sul principio attivo Diflubenzuron.

insetti come le termiti

Scarica il Depliant del Sistema TERMIGARD®

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Erogatori e trappole sempre rotti?Risolviamo insieme il problema

Un problema antico e spesso sottovalutato, che tutti noi disinfestatori dobbiamo affrontare quotidianamente in maniera propositiva.

Non dobbiamo quindi limitarci a rilevare la rottura del dispositivo durante il monitoraggio e reintegrare la postazione per rendere di nuovo conforme il servizio: anche se questa è sicuramente la prima operazione da compiere dobbiamo andare oltre.

Infatti presso i Clienti ed in particolare nelle Aziende Alimentari questo problema puo’ generare criticità per le Aziende di Disinfestazione, qualora venisse riscontrata una gestione non razionale e responsabile della questione.

Cominciamo a considerare i risvolti piu’ importanti legati alla rottura dei dispositivi:

  • Danno dovuto al mancato dato di monitoraggio nel periodo intercorso tra l’ultimo servizio e il momento della rottura della trappola o dell’erogatore
  • La dispersione nell’ambiente del contenuto del dispositivo
  • Il costo per lo smaltimento ed il ripristino dello stesso
  • Problemi legati alla sicurezza per le maestranze,come per esempio puo’ succedere nel caso di urti a Lampade UV-A che potrebbero cadere al suolo da un altezza di minimo 2 metri

Degli aspetti riportati quello che implica pericoli dal punto di vista della contaminazione primaria e secondaria è sicuramente la rottura di un erogatore di esca rodenticida con conseguente dispersione del prodotto nell’ambiente.In particolare per le aziende che stanno eseguendo un servizio di derattizzazione in area pubblica questo fenomeno potrebbe avere risvolti molto negativi con conseguenze anche giudiziarie, qualora per esempio si rompessero erogatori di esca in aree pubbliche adibite a parco giochi per bambini oppure animali non target come un cane venissero in contatto con l’esca o peggio la mangiassero.

Poichè l’esca rodenticida non viene usata nell’ambiente interno adibito a produzione e magazzino il rischio di contaminazione di alimenti e bevande a carico di esche rodenticide puo’ essere oggi escluso, anche se la cronaca nazionale riporta casi di questo tipo nell’ordine di qualche episodio all’anno.

rottura trappole

Foto 1: erogatore aperto e esca fuoriuscita

Non meno rilevante è la Non Conformità che deriva dalla rottura di un dispositivo sia all’esterno che all’interno di un azienda alimentare.Oltre ai rischi dovuti alla dispersione del contenuto dell’erogatore o della trappola con il rischio di contaminazione che ne deriva (con le premesse anzidette relative all’assenza di esca nelle aree interne,ma la contaminazione potrebbe essere comunque a carico di altri prodotti come stick feromoni, esca placebo ecc),qui si manifesta anche un altro fattore, ossia la Non Conformità del Piano di Gestione dovuta alla temporanea disattivazione di un dispositivo.

Immagine 2: trappola multicattura deformata da un urto

Ricordiamo che un dispositivo per il monitoraggio infestanti rappresenta a tutti gli effetti un CCP ovvero un Punto Critico di Controllo per cui la sua mancata conformità rende di fatto il sistema fuori controllo a causa dei dati non rilevati.Questo fattore in sede di Audit potrebbe inoltre creare problemi qualora vi sia stato nelle ore a ridosso dell’ispezione una rottura o il distacco di un dispositivo.

Come possiamo gestire al meglio questo aspetto

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa possiamo fare per minimizzare il rischio che questo fenomeno diventi un problema per l’Azienda di Disinfestazione e per il Cliente:

1) Lavorare a quattro mani con il personale interno dell’Azienda nel momento della progettazione dell’impianto.

A partire dall’Ufficio Qualità per passare ai Manutentori e ai Capoturno e condividendo con queste figure il nostro progetto possiamo ridurre il rischio di collocare dispositivi nei punti piu’ soggetti a sollecitazioni per passaggi di muletti,traspallet,stoccaggio pancali, uso di lavasciugapavimenti o altre operazioni che potrebbero causare la rottura di un dispositivo.

Starà’ poi al disinfestatore riuscire a coniugare queste esigenze aziendali con la funzionalità del dispositivo, il quale deve sempre mantenere una sua integrità unita ad una efficacia duratura nel tempo.

2) Sfruttare i punti protetti o angoli morti dove il dispositivo puo’ efficacemente svolgere la sua azione senza il rischio che sia di intralcio alle maestranze.E’ controproducente installare i dispositivi in punti di passaggio,corridoio stretti od altri punti soggetti a stoccaggio serrato di alimenti e bevande nei magazzini del Prodotto Finito ecc.

Nel caso delle lampade UV-A per esempio si consiglia di non collocare queste in punti bassi o di passaggio di muletti

Immagine 3: trappola installata dietro barra paracolpi in metallo

3) Formare e Informare il personale e gli addetti alle pulizie su cosa siano questi dispositivi,a cosa servono e come vanno gestiti, avvisando prontamente i Responsabili interni in caso di rotture o manomissioni anche accidentali.A questo proposito possono essere utili gli incontri formativi dell’Azienda di Pest Control aventi proprio l’obiettivo di sensibilizzare il personale sugli aspetti del monitoraggio infestanti, ovvero una conoscenza di massima dei principali infestanti e dei segni della loro presenza,le buone pratiche per la Prevenzione dalle infestazioni, cosa sono le trappole e gli erogatori e come vanno gestiti per evitare appunto che vengano rotti,spostati,gettati via ecc.

In sintesi possiamo dire che questo problema puo’ essere efficacemente tenuto sotto controllo e ridotto al minimo fisiologico qualora vi sia una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti coinvolti, andando quindi in primis ad installare i dispositivi in punti a basso rischio potenziale di rottura,passando poi per l’applicazione delle Buone Pratiche da parte delle Maestranze che conoscendo ed essendo informate su cosa sia una trappola od un erogatore possano al meglio collaborare per mantenere questi dispositivi integri ed efficienti.

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Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida

Si svolgerà a Roma il 21 e 22 marzo 2018 presso l’Auditorium Antonianum (via Manzoni, 1) la X Conferenza Internazionale sulla disinfestazione sul tema:

“Disinfestazione 4.0: raccogliere la sfida”.

L’evento annuale promosso da ANID vede il sostegno dei Fornitori associati (PestNet,Arysta,Bayer, Colkim, Blueline,OSD,Ekommerce, Spray Team, Copyr, Inpest, India, Enthomos,Tifone, BASF,Newpharm, Martignani, Vebi,Orma,).
Lo scenario globale nel quale anche le imprese della disinfestazione operano propone sfide che hanno nella competitività,nella produttività e nel rispetto dell’ambiente la chiave del successo sia delle imprese stesse che del settore nel suo complesso.

raccogliere la sfida
Il programma di Mercoledi 21 marzo

Noi disinfestatori siamo coscienti delle sfide che il mercato nel quale operiamo ci impone e per questo abbiamo intrapreso azioni concrete attivandoci per l’innovazione tecnologica e nella Formazione dei Tecnici della Disinfestazione a 360°C.

 

giovedi
                  Il Programma di Giovedi 22 marzo

Il Pest Control nazionale è quindi saldamente partecipe del processo industriale noto come “Piano Nazionale Industria 4.0”, con ciò indicandosi le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: ne condivide pienamente le linee guida principali e soprattutto le azioni indicate:
– investire per crescere
– premiare chi investe nel futuro
– accelerare l’innovazione
– dare valore ai beni immateriali

La X Conferenza nazionale mantiene aperta quella finestra sulla professionalità, la sperimentazione e l’innovazione nel panorama internazionale del Pest Control che ha raggiunto, negli ultimi anni, con grande impegno di ANID, un punto fermo con la pubblicazione dello Standard UNI EN 16636.

Fonte testo: www.disinfestazione.org

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La Nuova Classificazione per le Esche Rodenticide

classificazione esche

Nuove e serie riflessioni vengono imposte dalla normativa vigente in materia di uso delle esche rodenticide nei servizi di derattizzazione.
Infatti dopo i limiti imposti in etichetta circa l’uso consentito non oltre le 5-6 settimane di questi prodotti, tra pochi giorni ossia dal 01 marzo 2018 entrerà in vigore una nuova loro classificazione.

Il Regolamento (UE) 2016/1179 (IX ATP del CLP) pubblicato in data 20/07/2016 presenta una lista di sostanze per le quali è stata introdotta o modificata la classificazione.
Le esche rodenticide a base di anticoagulanti, (ossia la gran parte dei rodenticidi oggi in commercio), sono comprese in questa lista di prodotti per i quali è stata quindi prevista una nuova classificazione.

Per questo motivo a partire dal 1° marzo 2018, tuttle le esche rodenticide abase di anticoagulanti che contengono una concentrazione di principio attivo pari o superiore a 30 ppm (equivalente alla concentrazione ≥ a 0,003% di sostanza attiva) saranno classificati come TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE (H360D – PUÒ NUOCERE AL FETO).

Questo ha come prima conseguenza la presenza in etichetta del pittogramma di cui sopra.

In base poi al principio attivo anticoagulante presente nel prodotto rodenticida  la formulazione potrebbe risultare classificata anche come:

• H373 – può provocare danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta

oppure

• H372 – provoca danni al sangue in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

I prodotti classificati H360D potranno essere destinati esclusivamente alla categoria degli utilizzatori “professionali”.

La restrizione sarà invece non derogabile per la categoria di utilizzatori “non professionali”

Per questa categoria è previsto l’acquisto e l’utilizzo di esche rodenticide a ridotta concentrazione di principio attivo,ossia inferiore ai 30 ppm ed inoltre il formulato potrà essere venduto e commercializzato in imballi di piu’ ridotte dimensioni rispetto a quelle vendute per uso professionale.

In base a chi utilizza il prodotto sono individuate queste tre categorie:

· Pubblico Generale: singolo cittadino che fa un uso sporadico di prodotti in ambito privato.
· Professionisti: appartengono a questa categoria coloro che operando in particolari settori come per esempio un allevamento di bestiame o un centro di stoccaggio di cereali possono utilizzare il prodotto rodenticida.
· Professionisti formati: i tecnici che utilizzano i prodotti biocidi nell’esercizio di una impresa di derattizzazione.

Come espresso in altri nostri articoli aventi per oggetto l’uso di esche rodenticide nei servizi di derattizzazione occorre sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta al fine di un corretto uso del prodotto.

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Calcolare l’Indice di Rischio di una Infestazione

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google

 

Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole poichè sono circa 30 anni che la disinfestazione si avvale dei monitoraggi mentre oggi abbiamo molti strumenti in piu’ che ci aiutano nel rendere meno empirici e soggettivi questi dati.rischio infestazione

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un fattore K imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

frequenza_consumi

Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, ci dà preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

tabella

Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

tre_linee

Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

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Ridurre il Rischio di Contaminazione da Insetti Alati

Tra i casi che più di frequente si verificano nell’industria alimentare è senza dubbio la contaminazione da insetti alati.

Gli insetti alati sono quegli che maggiormente si rendono responsabili di questi episodi, con conseguenze molto serie sia per quanto riguarda la salubrità dell’alimento sia per quanto riguarda i danni di immagine per l’Industria Alimentare.

La loro natura permette una elevata mobilità fuori e dentro l’Azienda ed occorre quindi adottare una moltitudine di accorgimenti al fine di limitare ed impedire l’accesso e la mobilità di questi insetti dentro le strutture.

A titolo di esempio riportiamo la presenza di contromisure fisiche come le zanzariere, porte e finestre che chiudano efficacemente,la presenza di aree di compensazione e filtraggio tra area esterna ed interna ecc.

Per le aree interne vi devono essere un flusso di processo coerente e aree delimitate e separate con portoni scorrevoli a chiusura automatica, mentre nelle aree produttive ove possibile e laddove la tipologia produttiva lo richieda una efficace azione preventiva è svolta dagli ambienti climatizzati che sono un ottimo (per noi) e inadatto (per gli insetti) microclima che impedisce la loro sopravvivenza e sviluppo.

Spunti per il progetto di un impianto di monitoraggio degli insetti alati

L’approccio al sistema di monitoraggio degli insetti volanti inizia considerando i punti di ingresso ed il percorso degli insetti. Non tutte le aree aziendali presentano lo stesso Indice di Rischio di intrusione e contaminazione per cui deve essere individuato un criterio che attivi le difese nei punti di accesso (aree di carico/scarico dove le porte e portoni sono spesso aperti per lunghi periodi) e al contempo assicuri assenza di potenziale contaminazione nelle aree produttive e del confezionamento dove la presenza di insetti volanti specialmente le mosche potrebbero avere un effetto disastroso per la contaminazione diretta e indiretta di alimenti e bevande.

Possiamo dividere uno stabilimento in 3 zone classificate per il diverso indice di Rischio da intrusione e contaminazione (Ingrandisci l’immagine)

tre_linee

1° Linea

Aree di accesso ingressi a magazzini di carico e scarico: alto rischio di intrusione degli insetti volanti.

Rappresenta la prima Linea di filtraggio degli insetti volantied è qui che occorre massimizzare le catture onde evitare la penetrazione nelle aree piu’ sensibili.

 2° Linea

Aree intermedie: la seconda linea di difesa compresa tra le aree di accesso e le aree critiche.

E’ la seconda Linea di difesa che ha un grado medio di Rischio di intrusione e contaminazione.

Si deve perfezionare  in queste aree le catture degli insetti che abbiano oltrepassato la prima linea di Lampade UVA

 3° Linea        

Aree e punti critici della produzione e del confezionamento: minor rischio di intrusione ma alto rischio di contaminazione del prodotto esposto.

In questa zona le catture dovrebbero essere ridotte al minimo.

Calibrare i Limiti Critici nei livelli piu’ bassi e possibilmente a carico sopratutto di piccoli ditteri.

Dimensionamento

Le Lampade UV in base al modello hanno una copertura definita nella scheda dell’attrezzatura e questa copertura è espressa in metri quadrati (vedi immagine della confezione)

Il dimensionamento deve essere fatto quindi in base al grado di copertura dell’apparecchio e alla dimensione dell’area da monitorare.

lampada_uva

Posizionamento e Altezza

L’apparecchio elettroinsetticida dovrebbe essere posizionato non molto alto, per esempio la base della lampada puo’ essere a 2,10-2,20 metri da terra.

La lampada deve essere:

  • posizionata in modo da non intralciare il passaggio di muletti e personale.
  • a 90° dalle fonti luminose,quindi non sotto le finestre e lampade.
  • lontana da flussi di corrente d’aria che disturbino il volo degli insetti alati
  • lontana dalle linee produttive,zona impasti e alimenti aperti.

Manutenzione

Gli apparecchi elettroinsetticidi richiedono il ricambio dei neon ogni 12 mesi.

I neon devono essere Shatterproof ossia devono essere dotati di una guaina in plastica trasparente che in caso di deflagrazione impedisca la dispersione dei frammenti.Si riconoscono per una fascetta simile a quella della fotografia sotto.

20_watt_shatterproof

Modalità di cattura

Le lampade UV devono catturare gli insetti immobilizzandoli su un pannello collante ricambiato a frequenze variabili a seconda della stagionalità, comunque minimo una volta ogni 30 giorni.Lampada_UVA

Coadiuvanti di cattura

Al centro del pannello collante possono essere posizionati dei “patch” impregnati di feromone per insetti volanti delle derrate al fine di incrementare la possibilità di monitorare questi pericolosi insetti.In questo modo si puo’ integrare efficacemente il sistema di monitoraggio delle trappole per le tignole.

patch

Colore dei neon

I neon sono per la maggior parte a luce blu od in taluni casi abbinati a neon a luce verde anche se questi ultimi sono meno utilizzati.

Colore dei pannelli collanti

E’ dimostrato che il colore giallo dei pannelli ha un effetto cromotropico positivo sulla capacità di attrarre i ditteri.Infatti i pannelli collanti gialli catturano le mosche anche in assenza della luce dei neon blu.

pannello_giallo

Ma in presenza della luce blu dei neon questa capacità attrattiva risulta meno evidente e la loro capacità attrattiva è in questo caso paragonabile ad altri pannelli con colori bianco o nero inseriti nelle lampade.

I colori bianco e giallo sono preferibili e comunque da utilizzare in quelle aree dove la presenza di insetti ha dei limiti critici molto bassi e quindi è raccomandata l’evidenza visiva immediata di eentuali criticità.

Base in cartoncino o plastica

La base del pannello collante dovrebbe essere preferibilmente in plastica specie negli ambienti umidi dove il rischio di schizzi delle acque di lavaggio potrebbe imbibire il cartoncino collante riducendolo in poltiglia.

Pannello “grigliato” per un facile conteggio

Agevola il conteggio degli insetti laddove la superfice del pannello abbia una omogenea densità di catture.

Grado di protezione IP

Il grado di protezione IP indica che l’apparecchio elettroinsetticida è stato costruito per resistere in ambienti che per la loro natura potrebbero favorire episodi di schock elettrico (ambienti umidi) ed esplosione (ambienti polverosi) , per cui possiamo elencare alcune tra le piu’ comuni categorie di Lampade UV.

Vedi la tabella che abbina il grado di protezione IP contro oggetti,acqua e polvericontaminazione da insetti alati

Nelle aree dei silos farine o con molta polvere occorre usare apparecchi elettroinsetticidi Certificati Atex.

Concludo dicendo che il monitoraggio degli insetti alati è spesso un capitolo debole del sistema di Pest Management in quanto le lampade hanno in genere un costo piu’ elevato rispetto ad altri dispositivi, sia in caso di acquisto che di noleggio e lo scopo del post è quello di definire con maggior precisione un progetto razionale di monitoraggio al fine di massimizzarne l’efficacia ad un costo minore possibile per l’Industria che comunque deve affrontare questa capitoclo con le dovute accortezze onde evitare Reclami e Non Conformità che ricadrebbero inevitabilmente anche sulla ditta a cui è affidato il servizio di Pest Management.

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Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

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Una efficace supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

La Supervisione

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione veloce ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione sia durante che dopo il servizio.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le opzioni di miglioramento occorre quindi analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora questo non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie invece possono dare molte informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un enorme valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile la tabella sotto esposta che ben individua un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

efficace supervisione

3) Un grafico radar che insieme al grafico a torta è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

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