Esche rodenticide anticoagulanti: nuovi scenari per il settore Agroalimentare

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo sarà disponibile prossimamente su questo sito oppure immediatamente scaricabile accedendo al portale della rivista e sottoscrivendo l’abbonamento.
Non è al momento disponibile nella versione DEMO della rivista,comunque visti gli interessanti temi trattati vi invitiamo comunque a scaricare dal portale.

Per il momento possiamo anticipare che l’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

Una efficace supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

La Supervisione

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione veloce ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione sia durante che dopo il servizio.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le opzioni di miglioramento occorre quindi analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora questo non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie invece possono dare molte informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un enorme valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile la tabella sotto esposta che ben individua un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

efficace supervisione

3) Un grafico radar che insieme al grafico a torta è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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Le esche virtuali sintetiche per roditori

Premessa

A fronte delle crescenti limitazioni nell’uso delle esche derattizzanti registrate negli ultimi anni molte aziende produttrici sono venute incontro alle esigenze del mercato ampliando i loro cataloghi con esche virtuali, dette anche “placebo” ossia con esche a base alimentare senza nessun tipo di principio attivo al loro interno.

Attualmente l’uso delle esce virtuali è stato limitato agli spazi interni delle aziende alimentari, in quei luoghi sensibili dove l’uso delle esche rodenticide poneva dei rischi di contaminazione sia delle materie prime che del prodotto durante e dopo la lavorazione.

Essendo composte da sostanze alimentari vere e proprie sono in genere molto appetite dai roditori ma hanno pero’ effetti che ne limitano l’uso per alcuni motivi ed ossia:

  • Sono deperibili nel medio periodo
  • Aumentano la capacità portante del sito sia per i roditori che per gli infestanti secondari (formiche,blatte,lumache,limacce,insetti delle derrate tra i piu’ comuni)
  • Risentono dell’umidità dell’ambiente
  • Possono contenere allergeni e quindi potenzialmente causare contaminazioni anche in questo ambito.

Per questi motivi l’utilizzo pratico delle esche virtuali è stato limitato rispetto ai fattori positivi che teoricamente ne promuoverebbero l’uso, preferendo molto spesso le trappole nelle aree interne degli stabilimenti, mentre nelle aree esterne si è proceduto all’uso sistematico di esche rodenticide.

Ma con il recente passaggio dei prodotti rodentici a biocidi e la loro nuova etichettatura che riporta chiaramente una limitazione temporale dell’utilizzo di quest’ ultime (circa 45 giorni ) anche l’uso delle esche in ambienti esterni è stato messo in discussione, ragion per cui si è cominciato a prendere in considerazione anche per le aree esterne, specie nei punti dove non si sono mai registrati consumi, l’uso delle esche virtuali.

Ed ecco che entrano in gioco le esche virtuali sintetiche, ossia esche costituite da una base sintetica in plastica aromatizzata che rispetto ad un’esca virtuale alimentare presenta i seguenti vantaggi teorici:

  • Ha una lunga durata e mantiene la fragranza: almeno 3 mesi
  • E’ priva di allergeni,quindi ideale per l’impiego nell’industria alimentare.
  • Non aumenta la Capacità Portante.
  • Non causa infestazioni secondarie (come anzidetto per formiche,blatte,lumache,insetti delle derrate) come si verifica con le esche convenzionali, essendo realizzata in materiale polimerico (non organico)
  • Ideale per ambienti umidi. Nessuna muffa o decomposizione dovuta all’umidità. Resistente all’acqua
  • Praticità di utilizzo grazie al foro centrale che ne facilita l’ancoraggio dentro le postazioni di monitoraggio.

Queste sono alcuni dei vantaggi che ci vengono proposti dai produttori di esche virtuali, ma in pratica a noi tecnici ci interessa una cosa, cioe’ che siano appetenti come le classiche esche virtuali alimentari, in modo da avere un riscontro reale della presenza di infestazione nelle aree monitorate.

 Il contesto operativo

Abbiamo effettuato delle prove in pieno campo nel periodo febbraio-luglio in un’area esterna a forte pressione murina, dove le condizioni ambientali offrono un habitat ideale per la presenza dei roditori in particolare Rattus norvegicus.

L’esca è stata testata in modo esclusivo nella postazione e alternata ad altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare e rodenticida per un totale di 18 postazioni lungo il perimetro di un bacino artificiale, dove solitamente riscontriamo una elevata attività da roditori sulla seconda cintura.

Esche virtuali
Cintura di erogatori lungo il perimetro esterno.Cerchiati di rosso gli erogatori con esca virtuale sintetica.

Andamento consumi

All’inizio del test si è registrato un consumo da parte dei roditori prevalentemente dell’esca rodenticida posizionata come di consueto negli erogatori, ossia non si sono rilevate particolari variazioni nelle abitudini dei roditori.

I motivi questa predilezione per l’esca rodenticida potrebbero essere dovuti alla nota neofobia dei roditori.

Esche virtuali sintetiche
Blocchetto di esca virtuale sintetica integro ancorato all’interno dell’erogatore

Inoltre essendo iniziato il periodo del test a fine inverno i roditori potrebbero avere una preferenza per le esche a base “grassa” o comunque nutrizionalmente importante,in quanto il roditore riconoscerebbe l’apporto calorico dell’alimento consumato.

Primi consumi esca virtuale

Rilevati dopo circa 3-4.mesi all’inizio dell’estate si sono verificati i primi consumi di esche che sono state attaccate da ratti.

I dati rilevati anche nelle altre postazioni contenenti esca virtuale alimentare ed esca rodenticida mostravano consumi evidenti.

Secondo i principi della Buona Pratica una volta rilevato il consumo di esca virtuale sintetica si è proceduto ad alternare con esca rodenticida come strumento correttivo dell’infestazione.

Questo per sfruttare il fatto che il roditore si sia abituato ad entrare nell’erogatore e consumare l’esca ma potrebbe altresi’ essere condotta una azione di trappolaggio come azione correttiva dell’infestazione esterna.

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Blocchetto di esca virtuale sintetica attaccato da un ratto

A riprova della correttezza del modus operandi non si sono verificati al contempo consumi sulla prima linea di erogatori di esca rodenticida, segno che i roditori non si sono avvicinati alle strutture produttive.

Conclusioni

Consideriamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche sia un aspetto di crescente interesse date le stringenti limitazioni che si registrano nell’uso delle esche rodenticide.

A nostro avviso l’introduzione di queste esche deve essere fatto in modo progressivo e sotto la supervisione del Direttore Tecnico al fine di non interferire nelle operazioni di derattizzazione, integrando quindi i metodi esistenti.

La ricerca investe notevoli risorse in questi ambiti e sempre piu’ aziende produttrici si affacciano con nuovi prodotti sul mercato per cui è ragionevole supporre che nel giro di pochi anni questa nuova nicchia di prodotti amplierà la gamma e la qualità delle esche disponibili per le ditte di derattizzazione,le quali avranno un’arma in piu’ da poter utilizzare nell’ottica di un Pest Management moderno ed efficiente.

Ricordiamo che l’uso delle esche virtuali sintetiche è un metodo valido anche per l’attrattività che hanno questi prodotti che possono essere usati quindi anche come coadiuvanti nelle operazioni di trappolaggio.

Nota: l’esca virtuale utilizzata ha dimostrato di mantenere la fragranza e l’aroma per molti mesi, anche in condizioni di umidità critiche.

Silvio Bianchini Tecnico Operatore

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PS Queste prove non sono state condotte secondo procedure o test scientifici ma hanno il solo scopo di condividere le nostre valutazioni positive sull’uso di questi prodotti e confrontarci con analoghe esperienze di altre ditte del settore.

Un nuovo Prodotto sul mercato: la Prevenzione

Gli scenari del Pest Management che si profilano all’orizzonte fanno presupporre che in futuro verrà dato sempre meno spazio agli interventi che prevedono l’utilizzo di prodotti chimici rispetto a tutte quelle pratiche di prevenzione e tecniche di monitoraggio che hanno rispettivamente lo scopo di ridurre al minimo il rischio di proliferazione ed intrusione degli infestanti, specie i roditori, e valutarne dal punto di vista qualitativo e quantitativo l’entità per effettuare interventi mirati e specifici.

Compito del Cliente e del Tecnico Disinfestatore sarà quindi quello di individuare la presenza dei fattori di rischio esterni ed adottare quelle misure di Prevenzione iniziando innanzitutto a ridurre la disponibilità trofica dell’ambiente esterno per poi proseguire nella adozione continua di tutte quelle misure antintrusione che la struttura deve possedere per resistere alle intrusioni degli infestanti ed impedirne la conseguente proliferazione nelle aree interne.

Cominciamo quindi dalle aree esterne valutando prima quegli aspetti che non possiamo controllare direttamente e poi quegli sui quali invece possiamo incidere.

Caratteristiche delle Aree esterne fuori la proprietà dell’azienda

In questo caso si tratta spesso di fattori sui quali non risulta facile agire in maniera incisiva in quanto esterni alla proprietà, anche se abbiamo consigliato in certi casi al Cliente di far presente per scritto alla proprietà confinante la possibilità che eventuali situazioni non correttamente gestite possano originare problemi futuri di infestazione.

Questa azione deve essere fatta nel pieno rispetto delle norme di buon vicinato.

I casi in genere sono relativi alla presenza di:

  • Campi coltivati o incolti e abbandonati (disponibilità di cibo e nidificazione)
  • Strutture abbandonate (nidificazione)
  • Vicinanza a argini,ferrovie,autostrade (nidificazione)
  • Torrenti,fiumi,fossi,canali o specchi d’acqua ancorchè ben mantenuti (disponibilità di acqua e nidificazione Foto 1)
proofing
Foto 1

Caratteristiche delle aree esterne dentro la proprietà dell’azienda

In questo caso invece puo’ essere fatto molto per limitare e ridurre al minimo i fattori di rischio anzidetti.Spesso si tratta di avere solo alcuni accorgimenti e prassi operative che mirino ad una corretta gestione e organizzazione degli spazi e quindi andremo a valutare:

  • La presenza di aiuole,giardini,alberi,piante a ridosso delle pareti (nidificazione e accesso Foto 2)
    prevenzione
    Pianta con rami a ridosso dei muri perimetrali

     

  • L’area deposito rifiuti (disponibilità di cibo e liquidi Foto 3)

    Cassonetti
    Foto 3
cassone
Foto 4
  • Deposito pancali o macchinari rotti o vetusti (nidificazione Foto 4-5)
    deposito_macchinari
    Foto 5

     

  • Presenza di locali tecnici esterni con cavidotti in entrata (nidificazione Foto 6)
    tombino_web
    Foto 6

     

  • Tombini, canali di scolo e drenaggi (acqua e nidificazione Foto 7)

    erogatore_fossato

    Foto 7
  • Area depuratore confinata e ben gestita (nidificazione e disponibilità di liquidi)

Caratteristiche e stato di manutenzione dell’edificio

Per massimizzarne l’efficacia si devono attuare tutte quelle misure atte a prevenire i danni derivanti da intrusione degli infestanti risparmiando tempo e denaro in successive azioni di tamponamento che sopratutto quando prevedono interventi di opere edilizie o di ripristino di serramenti come porte,portoni e finestre possono arrivare ad impegnare budget di decine di migliaia di euro,con il rischio oltretutto che i lavori fatti successivamente alla posa in opera non abbiano lo stesso grado di efficacia.

Un’industria anche di piccole e medie dimensioni ha centinaia di punti di potenziale ingresso degli infestanti.Ricordiamo che un piccolo roditore puo’ passare da fessure oltre  i 5 mm per cui è facilmente intuibile quanti accessi possa sfruttare e l’importanza di una sorveglianza continua sulla tenuta delle misure antintrusione.

Spesso anche i lavori di manutenzione agli impianti elettricidi, di condizionamento o per il passaggio di tubazione termoidrauliche se non correttamente effettuate possono lasciare ampi spazi a disposizione degli infestanti che facilmente possono avere l’occasione di introdursi nelle strutture.

  • Tubazioni e canalette aperte dall’esterno (Foto 8-9-10-11)
canaletta_aperta
Foto 8
canaletta
Foto 9

Ricordiamo infatti che a volte gli elettricisti, gli idraulici e gli impiantisti possono non conoscere le abitudini e l’etologia degli infestanti e i loro comportamenti per cui potrebbero non valutare questi aspetti.Per questo caso solo la supervisione di una persona formata ed informata puo’ essere determinante per scongiurare futuri attacchi.

pest_proofing
Foto 10

 

Pest proofing
Foto 11
  • Zanzariere assenti o rotte
  • Bande antintrusione rialzate o vetuste (Foto 12)
    Pest proofing
    Foto 12

     

  • Porte e portoni aperti (Foto 13)

    portone aperto
    Foto 13
  • Crepe o fessure tra pavimentazione e muri
  • Tetto con fessure di ingresso per i roditori
  • Copertura sul tetto sigillata (Foto 14)
  • Gestione dei soppalchi
  • Pest proofing

Per le operazioni di ripristino consigliamo di rivolgersi a dei professionisti o al team dei manutentori dell’Azienda che utilizzando pochi e semplici prodotti come cemento,silicone,reti metalliche,spugnette metalliche,poliuretano espanso,zanzariere,spazzole per portoni potranno ridurre ed eliminare i punti di intrusione.

Per ulteriori approfondimenti consiglio questo testo del Prof.Suss dedicato proprio alla prevenzione dagli infestanti nelle Aziende Alimentari

roditori

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Lepidotteri infestanti nelle Industrie Alimentari

I Lepidotteri sono tra gli infestanti più comuni nelle Industrie alimentari dove si lavorano farine e derivati, in particolare Plodia i. ed Ephestia k. creano non pochi problemi per il rischio di contaminazione degli alimenti sia allo stadio larvale che adulto una volta che hanno completato il loro ciclo vitale.

Perchè ci sono i Lepidotteri

Il motivo principale stà nella tipologia produttiva che per sua natura facilita la presenza di farina che si accumula nei macchinari durante la lavorazione, andando a formare all’interno degli strati di farina dove questi insetti proliferano indisturbati protetti dai carter.I ritmi produttivi imposti dal mercato non consentono come una volta la gestione pianificata delle operazioni di fermo produzione, perchè per ammortizzare i costi e venire incontro alle esigenze commerciali della Clientela le macchine devono lavorare incessantemente spesso su tre turni.

Che dire poi della possibile presenza di questi insetti nei silos delle farine e dentro le tubazioni?Episodi di fermo produttivo dovuto ad intasamenti sono ben conosciuti dagli addetti ai lavori e sappiamo le ore che si perdono a ricercare i punti interessati e ripristinarne la funzionalità.

lepidotteri infestanti
Fig.1 Silos con massiccia infestazione di migliaia di lepidotteri

E’ quindi ora che siamo nel periodo estivo che questo problema si conclama in quanto l’attività degli insetti è al massimo grado di sviluppo.

Cosa e come fare la prevenzione

Sembrerà strano detto da un Disinfestatore ma dobbiamo dire che la pulizia intesa come rimozione delle farine accumulate è il primo e il piu’ importante passo da fare senza il quale non vi è una corretta gestione dei lepidotteri infestanti.

Importante promuovere l’uso degli aspirapolveri al posto delle granate e delle scope che vediamo a volte usare, ma sopratutto evitare i compressori d’aria che sono largamente utilizzati negli stabilimenti e con grande danno perchè l’aria compressa diffonde in aria larve, insetti e sopratutto uova di lepidotteri e non solo che venogono cosi’ dispersi nell’ambiente.

Per questo è importante che la ditta di pulizie sia formata sul problema e comprenda la necessità di rimuovere la farina causa primaria della “Capacità Portante” del sito per questi infestanti.

Al pari del personale Alimentarista anche quello della Ditta di Pulizia puo’ partecipare agli incontri formativi sul Pest Management dove si danno alcuni semplici consigli sul riconoscimento degli infestanti piu’ comuni e sulle tecniche che adottiamo per combatterli.Importante anche spiegare al personale l’importanza di mantenere le trappole nel loro punto avendo cura di non spostarle o peggio romperle.

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Fig.2 Fac simile di attestato incontro formativo sulla prevenzione dalle infestazioni

Dove fare la prevenzione

Per una pulizia efficace occorre pulire dove l’occhio non vede, ossia bisogna andare a cercare lo sporco per rimuoverlo bene dai punti nascosti e non limitarsi a pulire dove lo sporco è visibile.Armarsi quindi di chiave inglese e cacciaviti per smontare placche,carter,protezioni e poi procedere con l’aspirazione.
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Fig.3 Parte interna di un macchinario con evidenza di tracce di larve e adulti di Ephestia morti.

Consigliamo di chiedere il supporto della squadra dei meccanici che sono preziosissimi collaboratori delle ditta di pulizia e disinfestazione , anzi direi che i meccanici/manutentori sono fondamentali per aiutare i disinfestatori ad una efficace gestione degli infestanti nelle aziende.

La presenza di superfici con accumulo di sporco oltre che rappresentare poi un potenziale focolaio infestativo sono anche un fattore che inficia eventuali trattamenti di disinfestazione, chimici e non chimici, per cui è fondamentale procedere a pulizie approfondite al fine di massimizzare l’efficacia della Gestione degli Infestanti

Monitoraggio con feromoni

Largamente utilizzato per comprendere gli andamenti quali-quantitativi delle infestazioni questo metodo si dimostra ottimo anche per bloccare sul nascere eventuali micro-infestazioni occasionali in ambienti “vergini” .

I feromoni oggi in commercio nel mercato della disinfestazione sono tutti molto efficaci anche se consigliamo di provarne alcune marche sul campo per individuare il piu’ adatto alla situazione specifica.Un fattore importante è la collocazione delle trappole sia a livello di dimensionamento (n base al feromone usato questo copre una superficie piu’ o meno estesa) che di ubicazione, in quanto specie per l’Ephestia k. questa a livello adulto tende a spostarsi camminando senza volare per cui una trappola vicina al macchinario infestato catturerà molto di piu’ rispetto ad un altra trappola che anche fosse solo a due metri di distanza.

La Confusione sessuale

Sistema piu’ evoluto basato sull’uso di molecole che diffuse in sovradosaggio mandano in tilt i recettori dei maschi adulti dei lepidotteri che infatti è possibile vedere appoggiati alla parete incapaci di seguire scie feromoniche distinte tanto che spesso cadono esausti sul pavimento.Questo sistema non sostituisce l’uso dei feromoni attrattivi ma puo’ essere considerato un sistema ecologico integrato di controllo con il quale risolvere infestazioni nel medio-lungo periodo.
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Fig.4 Blister di feromoni per la Confusione sessuale Dismate

Il Controllo delle infestazioni

Sulle tecniche di controllo vorrei solo fare qualche cenno senza addentrarmi oltre perchè lo scopo di questa riflessione è puntare l’accento sulla prevenzione e non sulla disinfestazione.

Controllo chimico con insetticida nebulizzato

Sistema tradizionale che ha trovato negli ultimi anni un valido aiuto nelle nuove attrezzature che sfruttano la tecnologia dell’Ultra Basso Volume (ULV) con la quale è possibile con alcuni particolari (e costosi) prodotti insetticidi creare una nebbia finissima dove le particelle restano in sospensione per lungo tempo, creando quell’effetto “fallout” che aumenta notevolmente l’abbattenza degli insetti.
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Fig.5 Apparecchio per la nebulizzazione di insetticida a ULV

Bisogna dire pero’ che la disinfestazione eseguita a posteriori a seguito di infestazione conclamata costituisce un intervento straordinario che ha lo scopo di riportare l’infestazione al di sotto dei limiti critici, in un momento pero’ in cui l’infestazione stessa è praticamente sfuggita di mano.In sostanza si tratta in molti casi di “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati” e questo confligge con i principi del Pest Management.

Ha inoltre un ridotto effetto preventivo in quanto i tempi di azione dei prodotti chimici spesso sono molto limitati,specie quegli che si usano nelle Aziende Alimentari che sono a base di Piretro la cui residuabilità in certi casi è di qualche ora, massimo un giorno, per cui non hanno alcun effetto su insetti che si presentassero successivamente ma questo è anche un bene perchè impedisce che il prodotto rimanga nell’ambiente rischiando di contaminarlo.

I prodotti chimici non hanno poi in nessun caso effetti su uova e larve.

Controllo Chimico con Gas Tossico

E’ un metodo di disinfestazione radicale, laddove è possibile attuarlo, basato sull’uso di gas tossici.Questi interventi sono eseguite da poche ditte specializzate ed autorizzate

Hanno il pregio di essere efficaci contro tutti gli stadi larvali e di scomparire una volta che la struttura è riaperta ma limite della notevole tossicità che ne condiziona la fattibilità operativa, specie in contesti urbani o laddove la struttura non sia adeguatamente isolata da altre costruzioni.

In questa sede non parlero’ poi di altri limiti operativi della disinfestazione chimica costituiti dal dover eseguire interventi a stabilimenti chiusi, possibili problemi di contaminazione chimica,ecc.

Controllo non chimico: Il Calore

Sistema in crescita negli ultimi anni, come il gas tossico ha un’ottima efficacia contro tutti gli stadi degli insetti.Presenta alcune particolarità operative legate alla natura dei fabbricati e che devono essere valutate per verificarne la perfetta efficacia.

Non ha effetti residuali e quindi questo è un bene perchè non vi sono rischi di contaminazione post-intervento.

Conclusioni

Concludo dicendo che in un sistema virtuoso la gestione dei Lepidotteri deve essere perseguita tramite un approccio sistematico che prenda in considerazione tutti gli aspetti coinvolti, partendo dalla prevenzione tramite una pulizia continua e passando per un monitoraggio costante e la cui analisi aiuti il Tecnico a individuare le zone maggiormente critiche e solo in ultima analisi l’esecuzione di una disinfestazione come azione correttiva improcrastinabile e non come prassi operativa.

Rosi Norman

CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca.

www.romanidisinfestazioni.com

English version

Lepidopteras in a Food Factory

Lepidopteras and particularly Plodia i and Ed Ephestia k are among the most common type of pests in the Food Industries where flour and simalar products are being used. Pests create a lot of problems regarding food contamination during their life cycle, both at the larval stage and at the adult stage.

Why Lepidoptera?

The main reason lies in the type of production which, by its nature, facilitates the presence of flour that accumulates in the machinery during processing, and forms within the layers of flour where these insects proliferate undisturbed protected by the hulls. For the sake of production cost, the planned productions doesn’t allow time to stop, check and clean the machinery on a regular basis. Factories are focused on meeting the market’s need, optimizing production by making the machinery work constantly on a three shift basis, reducing costs etc.

What about the possible presence of these insects in the flour cilos and in the pipes? Episodes of stopping the production are wellknown among factory workers and we are very well awair of the production hours lost searching for the problem and restoring functionality.

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Fig.1 Cilos with massive infestation of thousands of Lepidopterans

Now, during summer,  where the activity of the insects is at the highest level, the factories faces most problems with pests.

What and How to Prevent

It might seem as a strange advise from a Disinfestrator, but we have to say that prevention – regular cleaning and removal of accumulated flour etc. – is the first and most important step for management to avoid a weed moths.

It is important to recognize the use of industrial vacuum cleaners instead of grenades and other scopes, that we sometimes see.
Above all, avoid the air compressors that are widely used in the plants and with great damage because compressed air spreads into the air larvae, insects and Especially lepidoptera eggs and not only that they are so dispersed in the environment.

For this it is important that the cleaning companies are informed of the problem and understand the need to remove the primary cause flour of the “carrying capacity” of the site for these weeds.

Like the Alimentarist staff, that of the Cleaning Company can take part in training sessions on Pest Management where they give some simple advice on the recognition of the most common pests and the techniques we adopt to combat them. It is also important to explain to the staff the importance of Keep the traps in their place while taking care not to move them or to break them.

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Fig.2 Fac similar to attestative training meeting on the prevention of infestations

Where to Prevent

For effective cleaning you need to clean where the eye does not see, that is, you have to go looking for dirt to remove it from hidden spots and not just to clean where the dirt is visible. Then use a wrench and screwdrivers to disassemble plaques, Protections and then proceed with aspiration.
Macchinario_infestato

Macchinario_infestato

Fig.3 Internal part of a machine with evidence of larvae and adult deaths of Ephestia.

We would like to ask for the support of the team of mechanics who are very valuable contributors to the cleaning and disinfestation firm, and I would say that the mechanics / maintainers are essential to helping the pimpers to effectively manage the weeds in the farms.

The presence of surfaces with dirt build-up as well as posing a potentially infestable outbreak are also a factor affecting any chemical and non-chemical disinfestation treatments, so it is essential to perform thorough cleaning in order to maximize the effectiveness of Pests

Monitoring with pheromones

Largely used to understand the quantitative-quantitative trends of infestations, this method is also good for blocking the emergence of occasional micro-infestations in “virgin” environments.

Pheromones today on the market in the pest control market are all very effective although we recommend trying out some brands on the field to find the most suitable for the specific situation. An important factor is the location of the traps both at the sizing level (n based on pheromone Used this covers a more or less extended area) than of a location, as species for the Ephestia k. This adult-level tends to move by walking without flying, so a trap near the haunted machine will capture much more than another trap that would be just two yards away.

Sexual Confusion

The most advanced system based on the use of molecules spreading in overdose casts adult adult mothers receptors, which in fact can be seen on the wall that are incapable of following distinct pheromone sciences so often they fall exhausted on the floor. This system does not replace The use of attractive pheromones but can be considered as an integrated ecological control system with which to resolve infestations in the medium to long term.

confusione-sessuale

Fig.4 Pheromone Blisters for Sexual Confusion Dismatise

Control of infestations

On the control techniques I would just like to make a few nods without going further because the purpose of this reflection is to focus on prevention rather than on disinfestation.

Chemical control with nebulized insecticide

Traditional system that has found in recent years a valuable help in new equipment that utilizes Ultra Low Volume (ULV) technology with which it is possible with some particular (and expensive) insecticide products to create a finest fog where the particles remain in suspension For a long time, creating that “fallout” effect that dramatically increases the insect fatigue.

exodus

Fig.5 ULV Insecticide Spraying Device

It is to be said that the disinfestation carried out after incessant infestation is an extraordinary intervention aimed at bringing the infestation back to the critical limits, at a time when the infestation itself is virtually escaped Hand. Basically, it is in many cases “to close the stable when the oxen have escaped” and this conflicts with the principles of Pest Management.

It also has a reduced preventive effect since the time of action of chemicals is often very limited, especially those used in Pure Food companies, whose residuals in some cases are of a few hours, a maximum of one day, to Which have no effect on insects occurring subsequently but this is also good because it prevents the product from remaining in the environment and may contaminate it.

In any case, chemicals do not have any effects on eggs or larvae.

Chemical Control with Toxic Gas

It is a radical disinfestation method where it can be implemented, based on the use of toxic gases. These interventions are carried out by a few specialized and authorized firms

They have the advantage of being effective against all larval stages and disappearing once the structure is reopened but limits the considerable toxicity that affects its operational feasibility, especially in urban contexts or where the structure is not adequately isolated from other constructions.

Here I will not speak of other operational limitations of the chemical disinfestation of having to carry out operations at closed plants, possible chemical contamination problems, etc.

Non-chemical control: Heat

A system that has been growing in recent years, as toxic gas has a great effect against all insect stages. It has some operational features linked to the nature of the buildings and needs to be evaluated in order to verify their effectiveness.

It has no residual effects and therefore this is good because there are no risks of post-intervention contamination.

Conclusions

I conclude by saying that in a virtuous system the management of Lepidotteri must be pursued through a systematic approach that takes into account all aspects involved, starting from prevention through continuous cleaning and passing on a constant monitoring and whose analysis helps the technician to identify the Most critical areas and only ultimately the execution of a disinfestation as a corrective action improvised and not as operating practice.

Rosi Norman

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Pest Management and International Food Market

Pest Control and International Food Market

Romani Disinfestazioni is a pest control company that works in Tuscany and other regions in the center/north Italy.
Our technicians are ready to give you all the assistance you need for every kind of problem related with Pest Management in your company.

We are organised also to fill up all the documents about the pest control services,specially if you export your food product in other countries like USA and UK.

We are specialised to apply pest management services for food factories so We can prevent and control kinds of pest like,for example, rats and mice,ants,flies,mosquitos,spiders and bird control.

The world’s food market is a great opportuniy for all the food factories so you have just to ask for a free inspection and We will provide to make everything well to be ready about Pest Management services.

Please contact us calling at +39 0583 955344 or you can call the Quality Manager Norman Rosi at his mobile phone number +39 337-1238029.
Book now a free inspection.
Our headquarter is in Lucca and We can move in other cities!

 

Rosi Norman

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Aziende produttrici di MOCA: al via la disciplina sanzionatoria

sanzioni MOCA
Il decreto Legislativo 10 febbraio 2017 n. 29 che entrerà in vigore il 2 agosto prossimo stabilisce la disciplina sanzionatoria per le Aziende che violeranno gli obblighi che normano i materiali e gli oggetti che possono venire a contatto con gli alimenti, i cosiddetti MOCA.

L’elenco di questi materiali è vario e a titolo di esempio possiamo ricordare:

  • Piatti
  • Bicchieri
  • Posate
  • Bottiglie
  • Coltelli da lavoro,
  • Carte da incarto
  • Pellicole
  • Etichette
  • Scatole della pizza
  • Imballaggi

L’elenco puo’ proseguire includendo tutti quei materiali ed oggetti che sono prodotti e concepiti per il contatto con Alimenti e Bevande.
L’ambito di applicazione riguarda anche imballaggi attivi e intelligenti ed oggetti in plastica riciclata, in questo caso il mancato rispetto del ciclo di riciclaggio prevede sanzioni ulteriori.
Infatti vi sono molti obblighi ai quali ottemperare ma che non riguardano l’oggetto di questo articolo, che è invece rivolto a quanto occorre intraprendere in materia di Monitoraggio Infestanti e Pest Management per tutte quelle Aziende che producono MOCA, anche in virtu’ di quanto occorre fare per gli Standard Volontari come BRC che per quanto riguarda le Aziende di Packaging impongono di considerare la stagionalità degli infestanti e di conseguenza Piani di Monitoraggio Infestanti e di valutazione dei Limiti Critici dinamici in rapporto alla stagione ed al periodo dell’anno in cui si esegue il monitoraggio.
Romani Disinfestazioni Srl ha una vasta esperienza in materia di servizi di Monitoraggio Infestanti rivolti ad Aziende del Food Packaging per cui ti invitiamo a contattarci per maggiori informazioni.
I Regolamenti interessati sono:
– Reg. (CE) 1935/2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 282/2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 450/2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire a contatto con gli alimenti;
– Reg. (CE) 10/2011 riguardante i materiali ed oggetti in plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
– Reg. (CE) 1895/2005 relativo alla restrizione dell’uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con prodotti alimentari.

Rosi Norman

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Proroga Norme sul divieto di utilizzo di Esche e Bocconi avvelenati

Bocconi avvelenati

MINISTERO DELLA SALUTE ORDINANZA 21 giugno 2017

Proroga dell’ordinanza 13 giugno 2016, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione
di esche o di bocconi avvelenati». (17A04905) (GU Serie Generale n.164 del 15-07-2017)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive
modificazioni;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive
modificazioni;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante «Norme per la
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo
venatorio», in particolare l’art. 21, comma 1, lettera u);
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1998, n.
392, concernente «Regolamento recante norme per la semplificazione
dei procedimenti di autorizzazione alla produzione e all’immissione
in commercio di presidi medico – chirurgici, a norma dell’art. 20,
comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, recante
attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul
mercato di biocidi;
Visto gli articoli 440, 544-bis, 544-ter, 638, 650 e 674 del codice
penale;
Visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento e del
Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei
prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio
79/117/CEE e 91/414/CEE;
Visto il regolamento (CE) n. 528/2012 del Parlamento e del
Consiglio del 22 maggio 2012 relativo alla messa a disposizione sul
mercato e all’uso dei biocidi;
Vista l’ordinanza del Ministro della salute 10 febbraio 2012,
recante «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di
bocconi avvelenati», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo
2012, n. 58, come prorogata dall’ordinanza ministeriale 14 gennaio
2014, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2014, n. 51,
dall’ordinanza ministeriale 10 febbraio 2015, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2015, n. 50, e da ultimo,
dall’ordinanza 13 giugno 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16
luglio 2016, n. 165;
Considerato che la presenza di veleni o sostanze tossiche
abbandonate nell’ambiente rappresenta un serio rischio per la
popolazione umana, in particolare per i bambini, ed e’ anche causa di
contaminazione ambientale;
Considerato che la presenza di sostanze tossiche abbandonate
nell’ambiente e’ causa di danni al patrimonio faunistico, ivi
comprese le specie in via d’estinzione;
Rilevato che l’adozione delle precedenti ordinanze ha reso
possibile un maggior controllo del fenomeno con significativa
riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con
individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi
delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per
il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi;
Considerato il persistere di numerosi episodi, accertati da
approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici
sperimentali territorialmente competenti, relativi ad avvelenamenti e
uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi
avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati
nell’ambiente;
Considerato che continua a sussistere la necessita’ e l’urgenza di
confermare le misure di salvaguardia e prevenzione ai fini del
controllo e monitoraggio del predetto fenomeno;

Ordina:

Art. 1
1. L’efficacia dell’ordinanza 13 giugno 2016 e’ prorogata di dodici
mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione della presente
ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 21 giugno 2017
Il Ministro: Lorenzin
Registrato alla Corte dei conti il 6 luglio 2017
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. salute e Min.
lavoro, foglio n. 1672

Rosi Norman

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Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi step.
limiti critici

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

    • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.

portone aperto

  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 50% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 3 erogatori contigui o 5-6 erogatori totali ed oltre.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 20-25% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori contigui e 2-3 erogatori totali ed oltre.
romanidisinfestazioni-378
Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questosistema sia in crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
guano_da_piccioni

In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

Rosi Norman

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Normativa per la disinfestazione e la derattizzazione

Premessa: date le numerose richieste di informazioni sull’uso Professionale delle esche rodenticide confermiamo che la modifica delle Etichette dei prodotti Biocidi derattizzanti indica specificatamente limitazioni molto stringenti in termini di tempi di utilizzo, in genere 5-6 settimane.

Tale limitazione non risulta da una Legge specifica ma rappresenta una modifica apportata dai produttori che hanno rivisto proprio le Etichette a seguito di un processo di rivisitazione dei prodotti chimici a livello europeo che a partire dal Regolamento 528/2012 noto anche come Regolamento Biocidi ha imposto la riclassificazione dei rodenticidi da prodotti Presdio Medico Chirurgici  a Biocidi, ed anche in virtu’ delle valutazioni derivanti dagli studi sulle Misure di Mitigazione del Rischio richieste anche per i rodenticidi.

Le schede fornite dai Produttori non sono molto uniformate e l’indicazione del limite di 5-6 settimane non lo troverete nella Scheda di Sicurezza, viene invece a volte indicato nella Scheda Tecnica mentre è  sempre indicato nell’Etichetta del prodotto, che essendo un documento approvato dal Ministero della Salute rappresenta di fatto “la Legge” a cui gli utilizzatori si devono attenere e di questo utilizzo ne rispondono in Solido in sede civile e penale.

La Normativa in Italia

Per poter eseguire servizi negli ambiti della disinfestazione,della derattizzazione e disinfezione occorre essere in possesso dei requisiti descritti nella normativa di riferimento.
La prima disciplina in materia risale al 1994 con la Legge n°82 del 25 gennaio 1994  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 1997, n. 27.

Questa rappresenta a tutti gli effetti una sorta di Legge Quadro in materia per questo tipo di attività e che recita nel titolo:

“Disciplina delle attività di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione.”

I Requisiti Tecnico-professionali sono indicati qui: art. 2, punto 3 D.M. 274/97 :

1) assolvimento dell’obbligo scolastico,…. omissis ….

2) attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l’attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale;

3) diploma di istruzione secondaria superiore in materia tecnica attinente l’attività;

4) diploma universitario o di laurea in materia tecnica utile ai fini dello svolgimento dell’attività.

In definitiva, quindi, il requisito fondamentale per poter svolgere in Italia le attività di Disinfestazione, Derattizzazione e Sanificazione consiste nell’aver all’interno della Impresa, o in qualità di Titolare o di Socio di lavoro o di dipendente full time, un Responsabile Tecnico in possesso di Diploma di Scuola Media Superiore o di Laurea in materie di competenza (es. biologia, chimica, scienze naturali, agraria, etc.) oppure possano documentare esperienza triennale in Aziende esercenti tale attività.

Questo requisito consente alle Aziende la possibilità di iscrizione all’Albo provinciale delle Imprese, di cui si è appena detto, requisito essenziale per poter svolgere le attività suddette.

Sono chiare le differenti professionalità necessarie alle Ditte che svolgono servizi di pulizia dalle Imprese e dagli Operatori che intervengono in servizi di disinfestazione e derattizzazione, contro agenti infestanti, utilizzando prodotti biocidi.

Seguono altre Leggi che intervengono in questo settore ossia:

D.M. 7 luglio 1997 n. 274 del Ministero dell’Industria, che stabilisce i requisiti morali, finanziari e tecnici per essere iscritti nell’Albo Provinciale delle Imprese, istituito presso ogni Camera di Commercio, condizione essenziale per poter esercitare le attività in questione.

Circolare n. 34-28/C del 25.11.1997 della Direzione Generale del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

DPR 558/99 art. 7 : le imprese che intendono esercitare alcune delle attività disciplinate dalla L.82/94 presentano denuncia di inizio attività (vedasi art. 19 L. 241/90), dichiarando il possesso di tutti i requisiti richiesti, e l’accertamento dei predetti requisiti viene effettuato, così come espressamente previsto dall’art. 8 del precitato DPR 558/99, alternativamente dalla C.P.A. o da responsabile di procedimento individuato ai sensi della L. 241/90.”

Ancora altra Normativa intervenuta in materia:

a) Decreto Legge n. 7 del 31.01.2007 emanato dal Ministro per le attività produttive, nel quale appunto le attività di Disinfestazione e Derattizzazione sono escluse dalla “liberalizzazione” burocratica per lo svolgimento delle attività di pulizia, mantenendo tali servizi subordinati alla normativa esistente, la quale impone il possesso di requisiti tecnici specifici per l’autorizzazione allo svolgimento di tali attività fissati dal D.M. 274/97.

b) Decreto 13 aprile 2007 emanato dal Ministero della Salute , relativamente alla immissione di sostanze attive (di cui all’allegato I della Direttiva 98/8/CE del Parlamento Europeo) sul mercato dei biocidi, che pone il problema di identificare quale sia la figura del “professionista adeguatamente formato”, che sia la Direttiva comunitaria, sia il Decreto del Ministro della Salute tassativamente indicano come unico operatore competente e deputato all’uso delle sostanze biocida che sono in corso di autorizzazione alla immissione sul mercato della Disinfestazione.

Le Direttive CEE in materia di Biocidi e Servizi

Biocidi

Sul piano della Normativa europea la Disinfestazione è inquadrata da:

· Il Regolamento 528 del 2012 che sostituisce la Direttiva 98/8/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, meglio nota come “Direttiva Biocidi”, la cui attuazione in Italia è di competenza del Ministero della Salute.
Sul tema dei Biocidi si sono tenuti molti convegni, tra cui quello del 27 ottobre 2015 promosso dall’Istituto Superiore di Sanità dal titolo

“Novità, aggiornamenti e scadenze in materie di Biocidi”

Si allega a titolo di esempio non esaustivo copia di una schermata degli estratti del convegno inerente le richieste sulle Misure di Mitigazione del Rischio che hanno avuto ripercussioni sui rodenticidi e insetticidi.Nel caso dei rodenticidi le MMR hanno imposto le limitazioni dell’uso permanente.

Normativa derattizzazione

In tutte le Direttive in materia si fà sempre riferimento al fatto che nell’esecuzione dei servizi di disinfestazione e derattizzazione si usino prodotti Biocidi e che “detti prodotti vengano autorizzati solo ai fini del loro utilizzo da parte di professionisti appositamente formati” e una distinzione netta per i prodotti ad uso Non Professionale

rodenticidi

· Direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006 (allegato G) , meglio nota come “Direttiva Servizi” o “Direttiva Bolkestein”.
La difesa dell’ambiente, delle persone, degli animali e delle cose come si è detto in premessa, oltre a requisiti normativi, quando si considerano i servizi inerenti la Disinfestazione e la Derattizzazione non si può non tener conto che tali attività intervengono direttamente sull’ambiente, in primo luogo, ed inoltre sulle persone, sugli animali e sulle cose.

In ultimo ricordiamo che un prodotto Biocida riporta sempre in ETICHETTA tutte le indicazioni relative agli ambiti operativi,alle dosi,ai campi di impiego,ai tempi e alle modalità di somministrazione del prodotto nell’ambiente per cui il Professionista Qualificato è obbligato a rispettare tutte queste prescrizioni in quanto ogni altro uso è da intendersi non autorizzato e non corrisponde alle Buone Pratiche che un Tecnico Disinfestatore è tenuto a seguire.

Ordinanze e Regolamenti Locali

  1.  “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” del 13 giugno 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 2016)

A livello locale, sia comunale che regionale esistono moltissimi regolamenti a cui le Ditte di Disinfestazione che operano in quei territori si devono attenere; qui riportiamo solo a titolo di esempio una tra quelle piu’ recenti, l’Ordinanza del Comune di Roma Capitale che ha fa fatto molto parlare per alcune restrizione nelle operazioni di disnnfestazione contro le zanzare:

  1. Ordinanza del Comune di Roma n° 62 del 26 aprile 2017 inerente la prevenzione ed il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori e in particolare la Zanzara Tigre.

Per ogni altra informazione o chiarimento contatta Norman Rosi CQ  scrivendo qui 

NOTA INSERITA A POSTERIORI:

Dal 1° marzo 2018 i rodenticidi verranno classificati come prodotti “Pericolosi” e riportare le frasi H e P  con relativo Pittogramma secondo quanto previsto dal Regolamento 2016/1179 del 16 luglio 2016

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Ispezioni e monitoraggi notturni


Ispezioni notturne derattizzazione
Durante gli interventi di monitoraggio il Tecnico di Pest Control procede ad una serie di operazioni che vanno dalla verifica della tenuta delle strutture per impedire le intrusioni degli infestanti (esempio portoni aperti o zanzariere rotte), passando alle osservazioni sulla corretta gestione delle aree esterne (area cassonetti e rifiuti,erba incolta ecc) per poi passare all’acquisizione delle attività rilevate nelle trappole e negli erogatori di esca presenti nell’Azienda.
Questi dispositivi sono indispensabili per una corretta gestione del servizio, aiutandoci infatti a stabilire grado e tipologia della presenza degli infestanti che altrimenti con la sola osservazione visiva non potremmo rilevare.
Questo perché non solo gli infestanti tendono a nascondersi ma anche perché spesso sono di abitudini notturne.
La loro adattabilità evolutiva che spesso ne ha decretato il successo come specie (per noi infestante) sta proprio nella loro capacità di muoversi nell’oscurità utilizzando altri sensi oltre la vista.
Muovendosi di notte ci sono meno possibilità di essere visti dall’uomo od altri predatori, anche se alcuni di questi, anche per questo motivo, si sono adattati a loro volta a muoversi nell’oscurità (rapaci notturni predatori eccezionali di roditori).
Il disinfestatore deve essere in grado quando questo è necessario di effettuare dei monitoraggi dal crepuscolo in poi, vuoi perchè in tale orario l’attività è in fermo produzione e consente di muoversi liberamente nello stabilimento ma anche perchè in tale orario possiamo renderci conto meglio di cosa e quanto sia presente di una determinata specie.
Oggi ci possiamo aiutare anche con le telecamere ad infrarossi e sensore di passaggio, come quella utilizzata per registrare il video di cui sopra: da posizionare in punti ben determinati sono un validissimo supporto al Tecnico del Pest Control specie per le infestazioni di roditori in aree di difficile ispezione come controsoffitti,soppalchi ecc.
Ci sono poi le blatte per esempio, anche loro di abitudini notturne:se da una parte i loro rifugi sono ben visibili ad un Tecnico esperto fare un monitoraggio in un orario diverso da quello diurno ci puo’ aiutare nell’individuare piu’ velocemente le aree maggiormente infestate, questo come supporto del monitoraggio con le trappole dedicate.
Alcuni standard volontari adottati da quelle aziende alimentari che lavorano con la Grande Distribuzione Organizzata nei paesi anglossassoni prevedono nelle proprie check-list che vengano effettuate queste ispezioni notturne come supporto proprio ai monitoraggi ordinari, per cui in quei casi questa pratica rappresenta un requisito da soddisfare e documentare adeguatamente.

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Ispezioni notturne derattizzazione

 

 

 

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Giornata Mondiale della Sensibilizzazione alla Disinfestazione


E’ con grande piacere ed entusiasmo che sosteniamo la Giornata della Sensibilizzazione alla Disinfestazione insieme ad ANID e a tutti i colleghi e i fornitori che hanno a cuore la tutela della Salute Pubblica e la Salvaguardia dell’Ambiente, valori che ogni giorni cerchiamo di difendere e promuovere sul campo.
Romani Disinfestazioni è al fianco dell’Associazione delle Imprese di Disinfestazione, svolgendo con la massima cura questa professione che è oggi altamente specializzata e sempre di piu’ lo sarà nel prossimo futuro.

giornata_mondiale_della_disinfestazione

Il nostro Certificato ANID 2017.
Sensibilizzazione alla Disinfestazione

 

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Come scegliamo il principio attivo nella derattizzazione

principio attivo

Le restrizioni cui stanno andando incontro le esche rodenticide impongono una conoscenza minuziosa della tossicità per gli animali target e per quegli non target.

I prodotti devono quindi combinare la massima efficacia con la minor pericolosità possibile.

Partiamo dal presupposto che i veleni anticoagulanti appartengono tutti ad una medesima famiglia,quella delle idrossicumarine ed il cui meccanismo d’azione si basa sul blocco della sintesi epatica della Vitamina K che è un fattore fondamentale della coagulazione del sangue. Poiché nel fegato sono presenti scorte di questa Vitamina K ed alcuni alimenti,cosiddetti epatoprotettori, ne prolungano la disponibilità,possono esseri necessari alcuni giorni prima che il roditore che ha ingerito l’esca cominci a manifestare i primi sintomi di avvelenamento.Questo si conclama con emorragie che a partire dal sistema vascolare periferico andranno poi a colpire gli organi vitali provocando la morte.L’agonia non dura giorni ma un limitato periodo successivo all’ingestione dell’esca.Il successo delle esche anticoagulanti che da oltre 60 anni non hanno conosciuto rivali, stà proprio nel fatto che il decesso avviene dopo diversi giorni dall’ingestione, per cui non vi è una correlazione diretta per i roditori tra l’ultimo cibo ingerito ed il loro malessere.

Invece per quanto riguarda la nota “mummificazione”, fenomeno sicuramente agevolato dalle emorragie, questa avviene pero’ solo se vi è concomitanza di altre condizioni tra cui le più importanti sono la temperatura e l’umidità ambientale.

La tabella sopra esposta ci supporta nella scelta del principio attivo perché si vede con chiarezza come vi siano differenze sostanziali tra un principio attivo e l’altro a livello di DL50 ossia la Dose Letale oltre la quale si registra la morte del 50%+1 dei soggetti trattati a dosi crescenti della sostanza attiva.

A partire dal Warfarin e dal Clorophacinone che sono principi attivi anticoagulanti della I generazione andando verso destra nella tabella aumenta la “potenza” del principio attivo,che sarà tanto più letale quanto meno ne occorre per provocare la morte del roditore trattato.

Gli anticoagulanti della I generazione non vengono praticamente più usati perché i roditori hanno sviluppato una resistenza verso questi principi attivi,forse a causa delle massicce dosi di prodotto a cui sono state esposte negli anni passati.Potendone avere comunque a disposizione non sarebbe una cattiva idea effettuare derattizzazioni spot con questa classe di prodotti che hanno una bassa tossicità,anche se necessitano di essere mangiati in maggiore quantità per espletare il loro meccanismo d’azione.

Andando invece nella parte destra della tabella si vede come prodotti come il Floucomafen,il Difethialone e il Brodifacoum necessitano di dosi minori per essere letali, sia per i roditori che per gli animali non bersaglio.

Sono quindi molto potenti e di questo bisogna  tenere conto qualora si effettuino derattizzazioni nelle aree esterne dove i roditori avvelenati possono potenzialmente essere predati, e quindi provocare una intossicazione secondaria sulla fauna selvatica intesa come volpi,donnole,rapaci notturni e diurni ecc. o da predatori occasionali come animali di allevamento,cani, gatti ecc.

L’ appetibilità  che i principi attivi conferiscono all’esca è diversa da principio attivo a principio attivo e quindi va testata sul campo,sopratutto per i prodotti più recenti (invece per prodotti a base per esempio di Bromadiolone esiste un’ampia esperienza operativa e sperimentale)

Romani Disinfestazioni non effettua derattizzazioni sistematiche su larga scala con Difethialone,Floucomafen e Brodifacoum ossia il loro utilizzo non viene da noi adottato per derattizzazioni nelle aree esterne ove vi sia anche un rischio remoto di intossicazione secondaria su altre specie animali ma solo per interventi veramente mirati e specifici.

Questo scenario di potenziale rischio è più frequente di quanto si pensi e lo riscontriamo nei seguenti ambiti operativi:

  • Giardini privati dove sono presenti cani,gatti ed altri animali da compagnia
  • Piccoli e grandi allevamenti avicoli,suini,elicicoltura ecc
  • Zoo e canili
  • Derattizzazioni di aree esterne di aziende alimentari in contesti semi-urbani o di campagna (tipologia molto frequente perchè le Aziende difficilmente insistono in un contesto urbano)
  • Parchi pubblici,privati e parchi naturali
  • Aree pubbliche per campagne di derattizzazione urbana

Ad oggi non vi sono alternative chimiche applicabili all’uso degli anticoagulanti per cui occorre comunque fare ricorso a questi principi attivi per effettuare campagne di derattizzazione nelle aree esterne.

Utilizzando prodotti a base di Difenacoum e Bromadiolone si riesce efficacemente a sfruttare i notevoli pregi di questi principi attivi, tra cui la buona appetibilità (il Bromadiolone addirittura sembra un principio attivo migliorativo del gusto) , l’assenza di fenomeni di resistenza almeno in Italia, l’elevata efficacia contro i roditori,la disponibilità dell’esca in blocchetti paraffinati che sono enormenente piu’ sicuri di altre formulazioni, la minore pericolosità per animali non bersaglio.

Nel nostro Calendario dei Veleni effettuiamo una rotazione di questi due principi attivi, il Difenacoum e il Bromadiolone,non tanto per aggirare eventuali fenomeni di resistenza,(remoti comunque in quanto i prodotti appartengono alla stessa famiglia di prodotti), quanto per una ottimizzazione operativa ed una turnazione efficiente che garantisca freschezza dei prodotti ed anche rintracciabilità immediata dei lotti.

A volte ci siamo confrontati con altri colleghi in merito al contemporaneo utilizzo di più tipi di principio attivo nel medesimo erogatore, pratica che non ci trova concordi proprio per i motivi del diverso impatto di ciascun principio attivo.Qualora si intenda più facilmente intercettare l’andamento dei consumi di esca occorrerà effettuare passaggi più frequenti e in quella sede effettuare le sostituzioni del caso qualora un prodotto sia più gradito dell’altro.

Rosi Norman

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How to choose the active ingredient in the rodent control

 

poison lethal dose

The restrictions which are going to meet with rodenticide baits require a detailed knowledge of the toxicity to target animals and for those not targeted.

The products must therefore combine maximum efficiency with the least possible hazard.

We assume that the anticoagulant poisons all belong to the same family, of idrossicumarine and whose mechanism of action is based on the block of hepatic synthesis of K Vitamin  which is a fundamental factor of the blood clotting . As stocks of K vitamin are already present in the liver and some foods, so-called hepatic protectors, offer extended availability, it may need a few days before the rodents who ingested the bait begins to show the first symptoms of poisoning. This bring to overt bleeding from the  peripheral vascular system and then will hit the vital organs causing death. The agony  does not last very long but only for a limited period following the ingestion of the bait. The success of anticoagulant baits has for over 60 years have no rivals, is in the fact that the death occurs several days after the ingestion, so there is not a direct correlation for the rodents between the last food ingested and the own illness or of their similar.

Instead, in regards of the “mummification”, a phenomenon certainly facilitated by bleeding, this happens, however, only if there is concurrence of conditions including the most important are the temperature and the ambient humidity.

The table above supports us in the choice of the active ingredient because it can clearly be seen that there are substantial differences between an active ingredient and the other at the LD50 level namely the lethal dose beyond which records the death of 50% + 1 of subjects treated with increasing doses of the active substance.

Starting from Warfarin and Clorophacinone which are the first generation anticoagulant active ingredients going toward the right in the table the “power” of the active ingredient rise, which will be much more less lethal as it is necessary to cause the death of the treated rodent.

The first generation of anticoagulants are not practically used anymore because the rodents have developed resistance to these agents, perhaps because of the massive amounts of product that have been exposed over the past years. If there was still availability it would not be a bad idea to perform rodent control with this class of products that have a low toxicity, even if they need to be eaten in greater quantities to perform their action.

Going instead in the right part of the table you can be seen as products such as Floucomafen, Difethialone and Brodifacoum require smaller doses to be lethal even for non-target animals.

They are therefore very powerful and this must be taken into account if it is to conduct rodent control in the outer areas where the poisoned rodents can potentially be preyed upon, and therefore cause a avifauna secondary poisoning such as foxes, weasels, nocturnal and diurnal birds of prey or occasional predators such as farm animals, dogs, cats etc.

The palatability which give the bait goes tested in the field  as much as the recent products compared to other for example the Bromadiolone of which there is a wide operational experience.

Romani Pest Control doesn’t do systematic deratization with the latter three active ingredients, they aren’t used by us for rodent control in outdoor areas where there is even a remote risk of secondary poisoning on other animals.

This scenario is more common than you think and we find it in the following areas:

  • Gardens where there are dogs and cats
  • Small rabbit farms and domestic coops
  • Herds of pigs, animal shelters, Zoo
  • Deratization of outdoor areas of food companies in semi-urban contexts or country (very common type because the companies hardly insist in an urban context)
  • Parks with the presence of small lakes and birds of different species

To date there are no applicable chemical alternatives to the use of anticoagulants, that must still resort to these active ingredients, to make rodent control campaigns for the prevention against intrusion in the indoor areas.

Using products based on Difenacoum and Bromadiolone is able to exploit the considerable advantages of these active ingredients, including the good palatability (the Bromadiolone even seems an active ingredient for taste improvement), the absence of phenomena of resistance at least in Italy, the high efficacy against rodents, the availability of the bait in paraffin blocks which are hugely safer than other formulations and the less hazardous to non-target animals.

In our calendar of poisons we carry out a rotation of these active ingredients, not to circumvent any resistance phenomena (remote in any case because the products belong to the same family) and for operational optimization and efficient shift system that ensures the product freshness and also immediate traceability of lots.

Sometimes we are confronted with other colleagues on the simultaneous use of multiple types of active ingredient in the same dispenser, a practice that we disagree on for the reasons of the different impact of each ingredient . In case there’s a wish to more easily intercept the trend of a bait consumption is necessary to have more frequent visits and on that occasion make substitutions in case a product is more acceptable than the other.

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Le blatte come vettori di allergie

allergie da blatte

Molte le novità sui nuovi prodotti e attrezzature presentate a Rimini in occasione di Disinfestando 2017 ed oggi disponibili sul mercato della disinfestazione professionale

Di sicuro interesse la parte della Conferenza visionabile nel programma della Manifestazione e di cui potremmo approfondire i contenuti nei futuri post.

Un incontro degno di nota è stato quello organizzato da Copyr che ha avuto come oggetto le allergie da blatte, un fenomeno noto da anni negli Stati Uniti e che recentemente anche in Europa è stato oggetto di attenzione da parte degli Allergologi ed è entrato tra le potenziali allergie da testare in caso di fenomeni asmatici/respiratori e di infiammazioni come riniti,congiuntiviti ecc. specialmente nei casi che affliggono i bambini che risultano i più sensibili a queste patologie.

Non possiamo entrare nel merito degli aspetti clinici ed immunologici legati a questa particolare allergia, ci limitiamo a riferire che l’incontro è stato anche l’occasione per fare una panoramica sul fenomeno ed in particolare come le Allergie in generale siano purtroppo in conclamato aumento in molti paesi occidentali.

Le cause di questa patologie, dovute ad una predisposizione genetica ad essere sensibilizzati ad una certa sostanza, sono essenzialmente legate da fenomeni di Inquinamento Ambientale inteso come aria e cibo per esempio, ed anche Inquinamento Domestico riconducibile ad allergie da acari e peli di gatto,di cane ecc e non ultima l’Igiene.

Quest’ultimo aspetto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è importante in quanto è stato sottolineato come  la ricerca di un’igiene tendente alla sterilità, legata ad uso massiccio di disinfettanti e sanificanti, favoriscano l’insorgenza di una sensibilizzazione del Sistema Immunitario verso sostanze prima ritenute innocue.

In sostanza il Sistema Immunitario ricevendo meno “sollecitazioni” si attiverebbe verso altre sostanze non riconosciute in precedenza come allergizzanti.

Per manifestare sintomi allergici l’individuo deve essere sensibilizzato ad una sostanza e contemporaneamente esposto a questa sostanza.

Nel caso degli scarafaggi, la loro causa allergica è riconducibile alle feci,alle secrezioni ed alle parti dell’insetto, che tanto più piccole sono (50 micron)  tanto più possono essere allergizzanti.

Le specie di blatta maggiormente studiate per le loro implicazioni allergiche sono la Blattella germanica e la Periplaneta americana e in bibliografia è ampia la documentazione medica prodotta per queste specie.

Per i motivi suddetti in caso di disinfestazione da blatte, occorre effettuare successivamente operazioni di pulizia approfondita al fine di rimuovere fisicamente gli insetti morti e/o parti di essi, in quanto se non si esegue questa operazione gli insetti possono continuare a provocare i loro effetti allergizzanti.

Attualmente sono molti i prodotti chimici definiti Blatticidi, perlopiù esche in gel che abbinano un elevato profilo di sicurezza per le persone,gli animali domestici e gli alimenti ad una elevatissima efficacia.

E’ stato presentato in questa occasione dai ricercatori della Sumitomo il nuovo Pesquard Gel e ne sono stati illustrati gli studi effettuati in fase di ricerca e messa a punto del formulato, confrontandone i risultati con gli altri prodotti similari presenti sul mercato.

Chiedici maggiori informazioni telefonando al numero 0583-955344

Rosi Norman CQ Romani Disinfestazioni Srl Lucca

 

Cockroaches as allergy vectors

Many innovations, new products and equipment were presented in Rimini in the occasion of the meeting Disinfestando 2017 that are available today on the market for professional pest control.

A noteworthy meeting  organized by Copyr that presented the fact of allergies associated with cockroaches, a phenomenon known for years United States and recently even in the Europe it became an important subject by Allergists and it’s another potential allergy for test in the case of asthmatics/ respiratory and inflammation like rhinitis, conjunctivitis etc. Especially in cases affecting the children they are the most sensitive of these disorders.

We cannot talk about clinical and immunological aspects of this particular allergy, we can only report the encounter, that was also an opportunity to rate and overview the phenomenon in particular that allergy are unfortunately increased in many Western countries.

The causes of this disorders, due to a genetic predisposition of being sensitized at a certain substance, are essentially linked by phenomena of environmental pollution like air and food for example, even domestic pollution is attributable to allergies from dust mites and cat and dog hairs etc., and not least the hygiene.

The latter aspect, contrary to what one might think, is important and come out while searching for hygiene, tending to a sterile environment, tied to a massive use of disinfectants and sanitizers may favor the onset of a sensitization of the immune system to substances previously considered harmless.

Essentially the immune system receiving less “stress” would be triggered to other substances not recognized previously as allergenic.

To manifest allergic symptoms the individual must be sensitized to the substance and at the same time a exposed to this substance.

In the case of cockroaches, their allergic cause is due to the feces, secretions and the insect parts, which much smaller they are (50 microns)the more allergenic they’ll be.

The most studied species of cockroach for allergic are the german cockroach and the american cockroach the bibliography and extensive medical documentation are produced for those species.

For the reasons above ,depending on the case of disinfection by cockroaches, it must be performed a thorough cleaning at the end to remove physically dead insects and / or parts of them, if you don’t perform this operation even dead insects can continue to provoke the allergenic effects.

There are currently  many chemicals defined as blatticide, mostly bait gel that combine a high security profile to humans, pets and foods with a very high efficacy.

In this particolar occasion the Researchers of Sumitomo have presented the new Pesquard gel and it’s been illustrated the studies and the research stages to prove the point made by comparing the results with other similar products present on the market.

Ask us for more information by calling +39 0583-955344

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Biocidi e uso permanente esche rodenticide: Step 2

biocidi
Continuiamo le nostre riflessioni sul tema delle nuove regolamentazioni in materia di utilizzo permanente delle esche rodenticide.

Nel nostro precedente post  abbiamo valutato i rischi infestativi che insistono sul sito produttivo passiamo in analisi le tecniche e le procedure operative applicabili al fine di mantenere  un’elevata efficacia del sistema di derattizzazione  che sia anche efficiente nel tempo, in particolare nei periodi maggiormente sottoposti a “pressione murina” che spesso coincidono con il periodo autunnale.

Ricordiamo che il problema dell’uso permanente delle esche introdotto dalla nuova regolamentazione dei prodotti Biocidi riguarda in particolare l’utilizzo degli erogatori di esca rodenticida nelle aree esterne posizionate attualmente per prevenire le infestazioni nelle aree interne.

1) ALTERNANZA DI ESCHE RODENTICIDE CON ESCHE VIRTUALI ATOSSICHE

Dovendo utilizzare i dispositivi già presenti ed installati nelle aree esterne,che, come dicevamo ,nella maggior parte dei casi sono erogatori di esca rodenticida ,se questi non consentono eventuali alloggiamenti per trappole e/o tavolette collanti possiamo valutare l’utilizzo  alternato delle esche rodenticide con esche placebo/virtuali, con i pro e i contro che andremo a focalizzare ed ossia:

PRO

  • Abitudine del roditore ad entrare negli erogatori di esca e nutrirsi dell’esca con conseguente abbattimento della diffidenza e neofobia.
  • Possibile adozione di esche virtuali sintetiche non deperibili e non attaccabili da insetti.
  • L’impianto di dispositivi presente viene mantenuto ed eventualmente integrato gradualmente ma senza grandi stravolgimenti ed aumenti improvvisi di budget per i Clienti.

CONTRO

  • Passaggi piu’ frequenti,almeno a cadenza settimanale per verificare i consumi  (Aumento di costi)
  • Esche virtuali sintetiche meno appetibili mentre quelle con ingredienti alimentari sono attaccabili da insetti e lumache (effetti negativi elevati in ambiente rurale e semirurale)
  • Aumento della Capacità Portante* del sito (una conseguenza che conflìgge gravemente con le Buone Pratiche di IPM)
  • Il roditore si ciba dell’esca nutrito e senza conseguenze ,potendo spostarsi poi in altre aree con il rischio che la sostituzione con esca rodenticida, quando effettuata, sia ormai inutile e tardiva.
  • Consumo (e spreco) di esche molto elevato con aumenti di costi di smaltimento difficilmente prevedibili

capacita_portante

Secondo il parere del nostro Staff Tecnico l’utilizzo di esche virtuali  (sintetiche e non) è un metodo valido quando utilizzato in aree e in tempi limitati, sopratutto per evidenziare ed intercettare  infestazioni in atto (vedi uso di traccianti che rendono gli escrementi e le tracce evidenziabili con le torce a luce UV).

Presenta invece a nostro giudizio dei punti critici laddove si adotti come sistema esteso al monitoraggio dei roditori nelle aree esterne.

2) TRAPPOLAGGIO AREE ESTERNE

Per venire incontro alla nuova Biocidi possiamo integrare la barriera esterna con sistemi di trappolaggio per roditori ma dobbiamo considerare anche in questo caso i vantaggi e gli svantaggi di questo metodo.

Tra le attrezzature maggiormente utilizzate (e quindi testate) possiamo considerare sia le tradizionali trappole multicattura in lamiera zincata o plastica,sia trappole a scatto alloggiate negli erogatori sia le più moderne trappole multicattura con serbatoio  di liquido disinfettante.

Proviamo a vedere quali sono i principali vantaggi e gli svantaggi:

PRO

  • Assenza di prodotti chimici e conseguente dispersione nell’ambiente.
  • Sottrazione di roditori dal sito e monitoraggio/conteggio verificabile.
  • Efficacia indipendente dalle condizioni ambientali (al contrario delle esche,muffite per l’umidità o erose da insetti)
  • Limitato accesso a specie non target
  • Monitoraggi mensili nel caso di utilizzo di trappole multicattura con serbatoio di liquido disinfettante
  • Possibilità di adottare dispositivi trasparenti per un veloce monitoraggio.
  • Possibilità di catturare piu’ esemplari (trappole in lamiera zincata o con serbatoio liquido disinfettante).

    Ekomille Trappola Multicattura
    Trappola per roditori con serbatoio di liquido disinfettante

CONTRO

  • Monitoraggio frequente: almeno una volta a settimana nel periodo invernale e ogni tre giorni nel periodo estivo nel caso si adottino trappole in lamiera zincata con cartoncino collante, per evitare fenomeni di decomposizione in caso di catture.
  • Costo delle trappole con serbatoio di liquido disinfettante non ininfluente.
  • Limitate catture nel caso si utilizzino trappole a scatto, a causa del mancato riarmo della trappola,che fra l’altro puo’ attivarsi anche per piccoli urti.
  • Elevata neofobia sopratutto per i ratti nelle trappole a questi dedicate.

    uso permanente esche rodenticide
    Trappola multicattura con protezione metallica

Riteniamo che l’adozione di sistemi di trappolaggio nelle aree esterne sia comunque in questo momento il sistema migliore per coniugare i requisiti di conformità alla normativa ed efficacia del servizio,anche se a nostro avviso occorre effettuare dei test di diversi mesi prima di stravolgere gli impianti di derattizzazione esterni.

Potremmo anche valutare di svuotare gli erogatori di esca per inserirvi il prodotto rodenticida in particolari periodi ed effettuare così delle campagne di derattizzazione “spot” in momenti critici ed in questo caso occorre evidenziare in maniera inequivocabile che gli erogatori sono vuoti e privi di esche.

Questo fatto si allaccia direttamente ad una spinosa questione che riguarda la compilazione dei cartelli indicatori delle postazioni che solitamente vengono compilati con pennarello indelebile ma non è chiaro come sia possibile gestire questo aspetto qualora le postazioni contengano alternativamente esche rodenticide,esche virtuali,trappole o addirittura nessun prodotto perchè la sostituzione dei cartelli ad ogni passaggio è a nostro avviso di difficile gestione.

Inoltre al fine di non gravare oltre sulla spesa dei Clienti è consigliabile attivare gradualmente le trappole ed effettuare dei periodi di prova piu’ o meno lunghi per spalmare il costo dei nuovi dispositivi e non concentrarli in una unica voce di spesa.

Rosi Norman

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Permanent rodenticide bait: step 2

We continue our reflections on the theme of the new regulations on the  use of permanent rodenticide baits.

In our previous post  we evaluated the infestive risks who insist on the production site, let’s see the technical analysis and the operational procedures in order to maintain an high efficacy on the rodent control system also in an efficient time, in particular in periods more subjected to “murine pressure” which often coincide with the autumn period.

We recall that the problem of permanent baits was introduced by the new regulation of the Biocidal products particularly in concerns of the use of rodenticide bait dispensers in the outside areas currently positioned to prevent infestations in the indoor areas.

1) ALTERNATION OF THE RODENTICIDE BAIT WITH VIRTUAL NON-TOXIC BAIT

Having to use the devices already present and installed in the outer areas, which, as we said, in the majority of cases are operating with rodenticide bait, if these do not allow any housings for traps and / or adhesives tablets we can evaluate the alternate use of rodenticide baits placebo / virtual bait, with the pros and cons we’re going to focus:

PRO

  • Habit of rodent to enter the providers of bait and feed on bait with consequent reduction of mistrust and neofobia.
  • Possible adoption of synthetic bait virtual non-perishable and not be attacked by insects.
  • The devices already present are maintained and possibly increased gradually but without big changes and sudden increases of budget for customers.

CONS

  • More frequent visits, at least weekly to check consumption (Increase of costs)
  • Synthetic virtual bait are less attractive while those with food ingredients are attacked by insects and snails (large negative effects in rural and semi-rural environment)
  • Increased load area bearing capacity (a result which seriously conflicts with good I.P.M. practice)
  • The rodent feeds on the bait and fed without consequences, then being able to move to other areas with the risk that the substitution with rodenticide bait, when performed, is now late and useless.
  • Consumption (and waste) of the baits are very high with increases of hardly disposal and unpredictable costs

In the opinion of our technical staff using virtual bait (and not synthetic) it is a good method when used in areas and in limited times, especially to highlight and intercept infestations in place (see the use of tracers which make the excrement and traces detectable with UV light torches).

To our opinion it presents some critical points where it is adopted as extensive system to monitor the rodents in outdoor areas.

2) TRAPPING OUTDOOR AREAS

To meet the new Biocides request we can integrate the external barrier trapping systems for rodents but we must also consider in this case the advantages and disadvantages of this method.

Among the most commonly used equipment (and tested) we can consider both traditional multi catch traps of galvanized sheet metal or plastic, either snap traps housed in the dispensers is the latest multi catch traps with disinfectant liquid tank.

Let’s try to see what are the main advantages and disadvantages:

PRO

  • Lack of chemicals and subsequent release to the environment.
  • Subtraction of rodents from the site and monitoring / verifiable count.
  • Independent effect on the environmental conditions (unlike the bait, moldy for moisture or eroded by insects)
  • Limited access to non-target species
  • Monthly monitoring in the case of use of multi catch traps with a disinfectant liquid tank
  • Possibility of adopting transparent devices for a quick monitoring.
  • Ability to capture more specimens (galvanized sheet metal traps or liquid disinfectant tank).

CONS

  • Frequent monitoring: at least once a week in the winter period and every three days during the summer period in the case are adopted in galvanized sheet metal traps with cardboard glue, to prevent decomposition phenomena in the case of catches.
  • Costs of the traps with disinfectant fluid tank are not irrelevant.
  • Limited catches if using snap traps, because of failure to reset the trap, which among other things can take action to minor knocks.
  • High neofobia especially for rats in traps to these dedicated.

We believe that the adoption of trapping systems in outdoor areas is still at the moment the best way to combine the requirements for conformity with the rules and effectiveness of the service, although in our view several months of testing should be performed prior to twist plants of the external rodent control.

We could also evaluate to empty rodenticide bait dispenser to include the product only in particular periods and thus perform the rodent control campaigns “spot” at critical moments and in this case it must be unequivocally highlight that lenders are empty and free of lures.

This fact is fastened directly to a thorny issue for the compilation of the signs of the stations that are usually filled with permanent marker but it is not clear how to manage this when the stations alternately contain rodenticide baits, virtual baits, traps or no product because the replacement of the signs at every step is difficult to manage in our opinion.

Also in order not to burden over the costs of customers we recommend to gradually activate the traps and make the test periods longer to spread the costs of new devices and not concentrate on one single item.

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Un successo fatto di oltre 1.000.000 di visite

1.000.000 di visualizzazioni della nostra presenza sul web.

Questo è il dato che oggi festeggiamo.Solo negli ultimi 12 mesi le visite al nostro sito internet www.romanidisinfestazioni.com hanno fatto registrare un aumento medio del 1936%, segno evidente che qualcosa ha suscitato interesse in tante persone che ricercavano contenuti inerenti la disinfestazione  a 360°, sia in ambito “home/garden” che nell’ambito dei servizi per le Aziende Alimentari.

I primi anni della nostra presenza web erano focalizzati in una pagina statica dove elencavamo i principali servizi svolti ed i contatti ai quali era possibile trovarci.Si parla ormai di quasi 20 anni fa e le prime statistiche ci davano come dati di accesso una media di 7-10 passaggi a settimana, ossia un utente o poco piu’ al giorno.Con gli anni abbiamo potuto verificare di persona come siano i contenuti ad attirare visitatori ed è  cosi’ che oggi festeggiamo oltre 1.000.000 di visite complessive.Lo consideriamo un successo data la particolare area tematica trattata e dei servizi molto specifici che forniamo.

Tanto c’è ancora da fare sopratutto nell’ambito dei servizi specializzati per le Industrie che muovendosi in un contesto globale e sempre piu’ agguerrito ricercano risposte rapide e mirate ai propri specifici bisogni ed è qui che stà la forza di una piccola azienda artigiana come la nostra che fà del dinamismo e della professionalità l’arma vincente per esaudire le richieste di ogni nostro Cliente.

Scarica la raccolta dei post dedicati a questo argomento cliccando l’immagine sotto riportata.

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Note pratiche prima di un Audit

Le check list delle Autorità Sanitarie preposte ai controlli igienico sanitari negli stabilimenti che lavorano alimenti e bevande nonché gli standard  volontari più diffusi a livello internazionale elencano nel dettaglio quanto occorre fare affinché il programma di Pest Control sia efficace ed efficiente, in linea con quanto richiesto e superi indenne qualsiasi Audit con successo.

Anche per quanto riguarda il corredo documentale non vi sono particolari sorprese se si segue alla lettera quanto previsto dalle procedure sopra descritte (contratto,linee guida,limiti,critici,planimetrie,azioni correttive ecc) per cui quello che rimane da fare in ultima analisi è un sopralluogo finale, a cura dell’ Ufficio Qualità,che supervisioni alcuni particolari che spesso e volentieri possono far emergere Non Conformità o Raccomandazioni in sede di Audit, cosa  che è molto fastidiosa quando l’appunto è inatteso perché tutto sembrava assolutamente in ordine.

AuditLe mansioni da sbrigare sono ormai innumerevoli, i tempi ridotti all’osso data la mole delle pratiche da sbrigare e la scarsità di personale, pero’ al fine di verificare che tutto sia a posto consigliamo di fare in prima persona un sopralluogo breve ma accurato, che vada ad evidenziare alcuni punti deboli che sono a volte oggetto di nota in sede di Audit.

Poiché in genere la ditta di Pest Control ha già effettuato il passaggio quindicinale e quindi potrebbe non essere al corrente di alcune anomalie intercorse nel frattempo è utile questa veloce ispezione in prima persona che vi consentirà di avere tutto sotto controllo.

In particolare verificate che:

  • I neon delle lampade fly killer accesi e funzionanti: può succedere che i neon si spengano e debbano essere sostituiti.I neon devono essere shatterproof e smaltiti a norma di legge,ecco perché ormai questo servizio è delegato al 100% alla ditta di pest control.
  • Qualora siano presenti lampade a griglia elettrificata verificare l’assenza di insetti intrappolati nella griglia e nel caso dei pannelli collanti vedere che questi non siano pieni di insetti catturati: esteticamente l’impatto è pessimo,cosi come la presenza di ragnatele intorno alle lampade.
  • Trappole ed erogatori fissati e coincidenti con i cartelli indicatori.
  • Trappole ed erogatori funzionanti:abbiamo dovuto purtroppo segnalare in alcune occasioni come il personale preposto alle pulizie, spesso a causa di scarsità di tempo, stacchi,sposti o rompa le trappole presenti nelle aree interne.Ecco perché è per noi molto importante dialogare con la ditta di pulizie anche per questi motivi al fine di sensibilizzare il personale al corretto svolgimento delle operazioni senza compromettere la funzionalità dell’impianto di monitoraggio.
  • Cartelli indicatori con etichetta dell’ultimo controllo: a volte specie d’inverno con la pioggia battente alcune etichette adesive apposte sui cartelli nelle aree esterne si possono staccare,in questo caso sta al buon senso dell’Auditor comprendere la probabilità dell’evento.
  • Trappole ed erogatori puliti: operazione a cura della ditta di Pest Control da eseguire ad ogni passaggio.
  • Recente Autocontrollo delle trappole interne trasparenti: anche qui la sola presenza di insetti dà una brutta impressione anche se le aree dello stabilimento sono pulitissime.
  • Controllo di soppalchi e locali tecnici contigui alla produzione: chiedere la collaborazione dei manutentori e dei meccanici interni alla buona tenuta e manutenzione di queste aree spesso sottovalutate ma che in alcuni casi possono dare origine a parecchi problemi infestativi.

Infine come ultimo consiglio proponiamo di fare le operazioni di supervisione del servizio di monitoraggio infestanti avvalendosi di una torcia: vedrete emergere ai vostri occhi una quantità innumerevole di piccole e grandi cose da migliorare, e ogni annotazione sarà da condividere con la ditta di pest control affinché la riuscita del piano di monitoraggio risulti con la massima efficacia.

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Practical notes before an Audit

The checklists of the Health Authorities regarding hygienic sanitary controls in factories working in food and beverage manufacture as well as voluntary standards more spread internationally listed in detail, what needs to be done so that the pest control program is effective and efficient, in line with the requirements to be approved by any audit successfully.

Also with regard to the documentation kit there aren’t surprises if you follow to the letter the provisions of the above described procedures (contracts, guidelines, limits, critics, floor plans, corrective actions, etc.) so that’s left to do is ultimately a final inspection, by the Quality Department, which supervises some details that often can reveal non-conformities or recommendations in the audit, which is very annoying when the fact is unexpected because everything looked absolutely in order.

Because usually the company of Pest Control has already made the fortnightly step, and then may not be aware of some anomalies that occurred in the meantime it is useful this quick inspection at first will allow you to have everything under control.

In particular, check that:

  • The fly killer lamps are turn on and well working, in fact it may happen that the neon lights are switched off and should be renovated. The lights must be shatterproof and disposed according to law, that’s why now this service is delegated to 100% of the pest control company.
  • If there are electrified grid lamps verify the absence of insects trapped in the grid ,and in the case, of the adhesives panels see that these aren’t full of captured insects: aesthetically the impact is very bad, as well as the presence of cobwebs around lamps.
  • Traps and dispensers fixed and coincident with the signs.
  • Traps and functioning dispensers: unfortunately we had to report on a few occasions the staff responsible for cleaning, often due to lack of time, detach, move or break the traps present in the indoor areas. That’s why for us it is very important to talk with the cleaning company also for these reasons in order to raise awareness on the proper conduct of operations without compromising the functionality of the monitoring system.
  • The label with the date of the last check: sometimes especially in winter with heavy rain some adhesive labels on signs in the outdoor areas can be removed, in this case the Auditor should understand the probability of the event.
  • Traps and clean dispensers: operation preformed by the Pest Control company to be performed at each step.
  • Recent Self-control of transparent internal traps: here the mere presence of insects gives a bad impression even if the factory areas are spotless.
  • Control of raised platforms and adjacent production room: ask for the cooperation of maintainers and internal mechanics about the maintenance of these areas often underrated but which in some cases may rise to several pest problems.

Finally one last suggestion we propose to do the supervision of the operations of pest monitoring service using a torch: you’ll see innumerable small and big things to improve, and each record will be shared with the pest control company for your most effective success in the monitoring plan.

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Perchè un Disinfestatore ad un Corso HACCP?

 

HACCP: una parola che racchiude il motivo per cui la formazione del nostro Staff composto da Periti Agrari e con diploma di Laurea di I° livello in Tecnologie Alimentari ci ha fatto avere da sempre una particolare cura nei servizi che svolgiamo per le imprese della filiera agroalimentare.

Già nel 2000, dopo circa 3 anni dall’entrata in vigore del decreto leg. N° 155/97 (oggi superato) e del concetto di Autocontrollo ed Analisi dei Rischi dei Punti Critici di Controllo (HACCP) richiedemmo al Distretto socio sanitario di zona il Libretto di Idoneità Sanitaria.
La nostra intenzione era quella di dimostrare alla Clientela che eravamo attenti e sensibilizzati ad operare in un ambiente, quello delle Imprese Alimentari , dove si richiedeva una cura molto superiore rispetto ad un altro contesto operativo dove invece non si lavorino alimenti e bevande.

Nel 2008 partecipammo poi ad un percorso di formazione HACCP analogamente a quanto devono fare coloro che lavorano nelle attività alimentari.I corsi che sono stati resi obbligatori dopo il decadimento del Libretto di Idoneità Sanitaria che oggi non viene piu’ rilasciato dalla Regione Toscana.In quell’occasione ci eravamo concentrati sugli aspetti relativi alle norme comportamentali che deve seguire il personale esterno che entra dentro una azienda alimentare, ritenendo di fondamentale importanza l’acquisizione di informazioni circa per esempio l’abbigliamento che occorre adottare, la gestione di oggetti personali od utilizzati nel servizio e che potrebbero presentare rischi per la contaminazione accidentale degli alimenti in tutte le fasi del processo produttivo ed altre procedure da seguire.

Successivamente la necessità di individuare con la maggiore precisione possibile i Punti di Controllo ove andare a posizionare un dispositivo di monitoraggio ci spinse ad aumentare la richiesta formativa fino a seguire corsi per Responsabili di attività complesse, come è un industria alimentare, dove occorre comprendere l’importanza di ogni fase del flusso produttivo per valutare il ruolo del Rischio infestativo e di contaminazione fisica,chimica e micro/macro biologica.

Dialogare con i Responsabili della Qualità e delle Pulizie  a volte ci ha consentito di incidere su alcune pratiche consolidate nell’Azienda che confliggevano pero’ con una buona riuscita dei piani di monitoraggio, pensiamo per esempio all’uso degli aspirapolveri anziché dell’aria compressa, che nel caso di aziende dove si lavori la farina rischia di disperdere nell’ambiente uova,larve,esuvie ecc. oppure alla richiesta di collaborazione del personale su alcune buone pratiche come la chiusura delle porte,la corretta gestione dei rifiuti ecc.

L’Azienda di Disinfestazione deve fare la sua parte cooperando con l’ Impresa Alimentare per il mantenimento della Sicurezza Igienico Sanitaria  che l’Azienda deve garantire nel mercato globale, dove non è consentito sottovalutare alcun Rischio e questo si puo’ raggiungere impegnandosi al massimo con la Formazione e l’Addestramento del personale impegnato nelle attività di Pest Control.

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Why a Pest Control Manager follow the HACCP courses?

The training of our staff consists of land surveyors and diploma of the first level degree in Food Technology has made us have always been a special care in the services that we perform for companies in the food industry.

Already in 2000, after about three years the entry into force of law N ° 155/97 (now passed) and the concept of Self-Control and Risk Analysis of Critical Control Point (HACCP) we requested to social health district area, the booklet Health Suitability.

Our intention was to demonstrate to customers that we were careful and aware to operate in an environment, that of Food Companies, where he called for a far greater care than another operational environment where instead does not work food and drinks.

In 2008 we took part then a HACCP training course similar to what have to do those working in food activities.I courses that have been made mandatory after the decay of the Booklet of Health Suitability that today there is more ‘issued by the Region Toscana.In that occasion we were focused on aspects related to behavioral standards to be followed by external personnel entering into a food company, considering crucial the acquisition of information about, for example, the clothing that must be taken, the management of personal items or used in the service and that could pose risks for accidental contamination of food at all stages of the production process and other procedures to be followed.

Subsequently, the need to identify as precisely as possible the Control Points where going to place a tracking device prompted us to increase the training required to take courses to managers of complex activities, as it is a food industry, where it is necessary to understand the ‘ importance of each phase of the production flow to evaluate the role of Pest Risk and physical contamination, chemical and micro / macro biological.

Dialogue with the leaders of quality and cleaning at times allowed us to affect some established practices in the Company that conflicted but ‘with a successful outcome of the monitoring plans, we think, for example, the use of vacuum cleaners instead of compressed air, that in the case of companies where the flour is likely to work release to the environment eggs, worms, exuviae etc. or to request collaboration of the staff of some good practices such as closing doors, proper waste management and so on.

The Pest Control Company must do its part by cooperating with the ‘Enterprise Food for the maintenance of the Health Security Hygienic that the Company must ensure the global market, where it is not permitted to underestimate any risk and that you can’ reach by engaging with at most training and training of personnel involved in pest control activities.

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Un Augurio al nuovo Consiglio Direttivo ANID

ANID

A Roma il prossimo 15 dicembre si terrà l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo che sarà in carica per il biennio 2017-2019.

Un importante appuntamento per tutti i disinfestatori Associati ma anche per i non Associati in quanto il lavoro svolto dal Consiglio avrà ripercussioni sull’operato dei disinfestatori tutti.

Vogliamo pubblicamente ringraziare il lavoro svolto dal Consiglio uscente e del Presidente Francesco Saccone che si sono impegnati con il massimo sforzo per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel programma 2014-2016.

Essere attivi in prima persona nella vita associativa significa spesso sottrarre tempo ed energie all’ azienda ed anche alla famiglia, per cui questo fatto non và dato per scontato.

In questi anni abbiamo assistito ad una cura costante tesa alla crescita professionale  della nostra categoria mediante per esempio la Certificazione dei corsi di Formazione svolti da ANID per tecnici del Pest Control sia a livello Base sia a livello piu’ avanzato per le Industrie Alimentari , e non ultimo la recente introduzione della norma UNI EN 16636 che mette nero su bianco tutta una serie di procedure operative che il Disinfestatore deve seguire a partire dalla ricezione della chiamata passando per il sopralluogo ed elaborazione dell’offerta, assistendo il Cliente e garantendo il rispetto di un piano di monitoraggio e controllo degli infestanti ad hoc.

Vogliamo augurare al nuovo Consiglio ANID di continuare a tutelare il nostro lavoro, molto spesso bistrattato per i motivi piu’ diversi, retaggio,crediamo, di un passato difficile da rimuovere quando nell’immaginario collettivo la figura del derattizzatore/disinfestatore consisteva in un mero distributore di esche rodenticide e di insetticidi maleodoranti.

Un punto su cui sosteniamo l’ ANID con forza e senza indugi è che continui svolgere una attività di sorveglianza attiva circa per esempio l’accesso ai Corsi per Disinfestatori alle Imprese che abbiano nel proprio oggetto sociale questa attività e assegnare la Qualifica di Tecnico della Disinfestazione a chi è un Disinfestatore.

Infatti in questo periodo di crisi che si prolunga da quasi dieci anni abbiamo assistito alla nascita di numerose realtà che proveniendo da altri settori si sono buttati in quello della disinfestazione, con effetti non sempre benefici sulla buona concorrenza di mercato come invece tutti auspicherebbero.

Un altro ruolo strategico sarà  una attività di sostegno alle imprese del settore alla luce delle nuove regolamentazioni che impongono forti restrizioni all’uso de prodotti Biocidi siano essi insetticidi che rodenticidi.

Per quanto riguarda infatti l’utilizzo delle esche la nuova Biocidi ha imposto stringenti limiti in particolare ai tempi di impiego in aree pubbliche e private.

Da quanto poi previsto in materia di controlli che su disposizione del Ministero della Salute sarebbero a carico delle ASL, potrebbe verificarsi,viste le competenze in materia,un diverso trattamento e regolamentazione da Regione a Regione il che potrebbe creare non pochi problemi ad una Associazione che si deve confrontare con tutto il mercato nazionale.

Inoltre un dubbio che è emerso confrontandosi con altri colleghi è se queste nuove regolamentazioni emesse su base europea non abbiano tenuto in considerazione sopratutto lo stato infestativo dei roditori in paesi non mediterranei, dove per esempio problematiche dovute alla presenza di ratti e topi siano diversi rispetto a situazioni climatiche come quelle che si riscontrano nei paesi del sud Europa.

Se a questo aggiungiamo i “rumors” provenienti da piu’ parti secondo i quali anche le trappole collanti verranno limitate dal mercato in un prossimo futuro, ci chiediamo come potremo rispondere alle esigenze delle Imprese Alimentari che oltre ad avvalersi dei nostri servizi per scopi preventivi ed ottemperare ad obblighi cogenti vuole e pretende, come giusto che sia,  delle risposte e delle soluzioni che garantiscano il pieno rispetto delle norme Igienico Sanitarie e di Sicurezza Alimentare cosi’ spesso citate.

Con il nostro migliore In Bocca al Lupo al nuovo Consiglio ANID

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Biocidi e uso permanente esche rodenticide: Step 1

Esche rodenticide: solo gli addetti ai lavori hanno compreso quello che potrebbe comportare a livello tecnico-operativo questa nuova regolamentazione che si traduce nell’uso limitato di questi prodotti.

Le etichette dei prodotti derattizzanti Biocidi oggi riportano infatti una arco temporale all’interno del quale questi prodotti possono trovare il loro impiego, dopodichè andranno integrati con altri sistemi e relazioni documentali che giustifichino  i metodi di controllo delle popolazioni murine nelle aree esterne.

biocidi

 

 

 

 

 

 

Questa nuova rivisitazione sull’impiego dei prodotti topicidi è stata effettuata in concomitanza con  la revisione da Prodotti Presidi Medico Chirurgici a Biocidi a livello europeo e le conseguenti revisioni sulle Misure di Mitigazione del Rischio.

Non possiamo sapere in base a quali rischi effettivi si sia deciso di dare questo giro di vite a livello comunitario, visto che almeno in Italia sintomi di avvelenamento secondario conclamato su specie selvatiche (volpi,rapaci,cinghiali ecc) non siano percettibili nell’opinione pubblica e le statistiche in merito non sono di facile accesso.

Per avvelenamento secondario si intende l’intossicazione di animali non target causata dall’ingestione di roditori avvelenati.

Ricordiamo che esiste già un Ordinanza Ministeriale che limita l’uso di esche rodenticide che devono essere collocate in contenitori chiusi a chiave proprio per evitare l’avvelenamento diretto a scapito di specie non target e cani in particolare.

Non potendo entrare quindi nel merito delle scelte attuate nel Regolamento Biocidi possiamo solo prendere atto dello stato attuale e attivarci con le contromisure necessarie,al fine di assicurare un servizio di derattizzazione efficiente e sicuro per il Cliente e l’Ambiente.

Il primo passo che dobbiamo fare sarà quello di mettere nero su bianco un parere obiettivo, considerando il contesto ambientale in cui insiste il sito produttivo,ossia se questo sia inserito in ambiente rurale,semirurale od urbano e quindi definire la capacità portante* dell’area in cui ci troviamo, intesa come capacità di fornire acqua,cibo e possibili nidificazioni che l’ambiente è in grado di offrire ai roditori.

capacita_portante

Andremo quindi a concentrarci su alcuni aspetti e tra i piu’ comuni possiamo elencare la vicinanza a corsi d’acqua, campi coltivati,allevamenti, campi incolti,zone boschive ecc.

 

report
Area esterna con zona depuratore e torrente a pochi metri dallo stabilimento

 

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto definiremo un livello di rischio in base al quale inquadrare la possibilità delle specie murine di insistere sul sito produttivo nelle aree esterne e quindi di conseguenza sul rischio di intrusione nelle aree interne qualora queste siano piu’ o meno facilmente accessibili ai roditori.

Documentare tutto  quanto sia possibile fare per migliorare l’impermeabilità della struttura all’accesso dei roditori ossia assistere l’azienda con tutti quei consigli ed osservazioni che è possibile attuare per impedire l’accesso dei roditori.

Leggi anche il nostro precedente post dedicato a questo aspetto.

Il parere del disinfestatore è essenziale in questa fase in quanto chi fà questo lavoro ha un punto di vista privilegiato e conosce le abitudini comportamentali dei roditori e la loro capacità penetrativa.

proofing
Tubi correttamente sigillati

 

 

 

 

 

 

 

La fase successiva riguarderà l’analisi statistica dei consumi di esca e dell’attività dei roditori nelle aree esterne registrata nel corso degli ultimi anni,in modo da avere dati storici di supporto al sistema di gestione dei servizi di derattizzazione che andremo ad effettuare.

La reportistica elaborata dal nostro software è stata concepita proprio per questo ed è in grado di generare un Foglio di Calcolo in modo da poter restituire dati e fornirci, per esempio, quali postazioni siano state maggiormente visitate negli ultimi 12-24-36 mesi.

report
La schermata dove effetuare i download dei vari report che si vogliono visualizzare: grafici,pdf, e fogli di calcolo di tutti gli anni in cui e’ stato erogato il servizio

Una statistica elaborata negli USA ha individuato che circa il 10% degli erogatori di esca esterna viene visitato dai roditori in maniera continuativa e questo ci può essere di aiuto per andare a definire le tecniche ed i tempi di intervento per fornire un servizio di qualità al Cliente.

In un successivo post prenderemo in esame come possiamo integrare l’uso di esche rodenticide con altre tecniche di monitoraggio e controllo dei roditori nelle aree esterne e predisporre una procedura che risponda in maniera esaustiva a quanto richiesto dalle prescrizioni attuali previste dai prodotti Biocidi

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Permanent rodenticide bait: step 1

Rodenticide bait: only insiders can understand what this could lead to technical and operational level, with this new regulation which can results in the restricted use of these products.

Product labeled as Rodenticide Biocides now report a time frame within which these products can be used, then they’ll integrate with other systems and documentary reports that justify to peoples the murine control methods in the outside areas.

This new revision of the use of rat poison products was carried out in conjunction with the review of Medical Surgical Products to Biocides in Europe.

We cannot know on what real risks they  decided to give this clampdown at Community level, since at least in Italy full-blown symptoms of secondary  poisoning on the wildlife (foxes, birds of prey, wild boar, etc.) are not perceptible in the public opinion and statistics about that are not easily accessible.

For secondary poisoning is defined as poisoning of non-target animals caused by ingestion of poisoned rats.

Remember that there is already a Ministerial Order that restricts the use of rodenticide baits to be placed in containers locked in order to avoid the direct poisoning at the expense of non-target species, in particular dogs.

Not being able to get inside the merits of the choices made in the Biocides Regulation we can only take note of the current status and take action with the necessary counter-measures, in order to ensure an efficient service and a safe rodent control for the customer and the environment.

The first step we need to do is to put pen to paper on an objective opinion, considering the environmental context in which the production site insist, or whether it was inserted in rural areas, semi-rural or urban, and then define the carrying capacity of the area in which we find ourselves, meaning the ability to provide water, food and possible nesting that the environment is able to offer to rodents.

So we’re going to focus on some aspects of the most common we can list: the proximity to rivers, farmlands, farms, fallow fields, wooded areas and so on.
At this point we’ll define a level of risk based on the ability of murine species to insist on the production site, in the outer areas and so consequently the risk of intrusion into inland areas where these are more or less accessible to rodents.

Document everything that can be done to improve the water resistance to avoid the access of rodents to the structure and assist the company with all the recommendations and observations that can be implemented to prevent the access of rodents. Read also our previous post dedicated to this.

The opinion of the exterminator is essential at this stage because those who make this work has a privileged point of view and knows the behavioral habits of rodents and their penetrating power.

The next phase will concern the statistical analysis of bait consumption and activity of rodents in outdoor areas registered over the past years, so you’ll have historical data support to the rodent control service management system we’re going to do.

The reports drawn up by our software is designed just for this and is able to generate a sheet of calculation in order to return data and request, for example, such stations have been most frequently visited in the last 12-24-36 months.
A statistic developed in the US has identified that approximately 10% of external bait dispensers is visited by continuously rodents and this can be of help to define the technical and response times to provide a service of quality to the Customer.

In a later post we will examine how we can integrate the use of rodenticide baits with other rodent, monitoring and control techniques in the outdoor areas and provide a procedure that responds comprehensively to the requirements of the current presciption included in the Biocidal Products

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